I Miei Libri

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sabato 10 gennaio 2026

ZU

ZU – Ferrum Sidereum
House Of Mythology
Genere: Progressive Rock / Heavy Metal / Jazz
Supporto: 2LP / CD / Bandcamp – 2026





Il 2026 è appena arrivato e già mi prende a schiaffi. A parte gli scherzi, sapevo già come pararmi la faccia, perché i ZU li conosco bene, inoltre non disdegno le sonorità oscure e dure del Metal.
Voglio immediatamente sottolineare che la band è considerata fra le più interessanti del panorama italiano, molto apprezzata anche all’estero e punta di diamante di un genere assolutamente personale come questo, composto, oltre a ciò che ho anticipato, anche dal Jazz spinto dal sax di Luca T. Mai (sax, tastiere, synth). Assieme a Massimo Pupillo (basso, chitarra acustica 12 corde) e a Paolo Mongardi (batteria, percussioni), formano un trio micidiale, dalla tecnica sopraffina, come solo poche band sanno palesare.
Inoltre, i ZU hanno un suono pazzesco, questa volta esaltato maggiormente da Marc Urselli, ingegnere del suono per una marea di grandi artisti Rock, e per fare alcuni nomi, dico Lou Reed, Nick Cave, Mike Patton, U2, Elton John, Kesha, Joan Jett, Les Paul, etc.
Undici dischi in studio con questo “Ferrum Sidereum”, e vi giuro che credevo fosse impossibile superare i fasti di “Carboniferous” (2009), album che della loro discografia ho amato di più nel tempo, e invece…
Hanno messo molta cura nel realizzare queste undici canzoni, un doppio album di ottanta minuti strumentale che giunge dopo ben sette anni dall’ottimo “Zu93: Mirror Emperor” e moltissime prove live in studio a Bologna. Venendo al significato del titolo, così accompagnano le note su Bandcamp: “"Ferrum Sidereum", che dal latino significa "ferro delle stelle", si riferisce al minerale meteorico, che aveva un profondo significato spirituale nell'antichità ed è contenuto in manufatti come oggetti rituali egizi, di cui il pugnale di ferro meteorico di Tutankhamon è l'esempio più noto, o in alcune lame tibetane "Phurpa". Il ferro proveniente dalle stelle costituisce la base elementare che plasma la narrazione ultraterrena degli ZU in questo album”.
In buona sostanza, è già “Charagma” a fare delle chiacchiere il nulla, qui si può già capire quanto detto, ossia dove il trio va a parare. Il basso ruggisce in modalità Tool, la batteria di Paolo Mongardi (Fuzz Orchestra, Jennifer Gentle, Ronin) è una sentenza! E poi provate a far suonare un sax in quella maniera… Caracollante, monolitico, ipnotico e oscuro quanto basta.
In “Golgotha” le vibrazioni entrano in testa senza chiedere il permesso, lasciando l’ascoltatore in una sorta di stato catatonico grazie a ritmiche spezzate e potenti (caratteristica base della band). La pulizia dei suoni fa il resto con la giunta di tastiere avvolgenti che donano al sound un timbro assolutamente magniloquente e tetro.
“Kether” ha un inizio introspettivo, per poi procedere nell’antro della pece. Immaginatevi i King Crimson altamente scontrosi, così vale per “AI Hive Mind”. In “The Celestial Bull And The White Lady” e “Hymn Of The Pearl” ci sono molte schegge impazzite dei Tool, grazie ai tempi dispari. Fra i brani che ho maggiormente apprezzato metto “La Donna Vestita Di Sole”, con un inizio molto anni ’70 attraverso risvolti psichedelici. Incentrato nuovamente sulla forza della ritmica, il brano si dipana per soluzioni Progressive Rock grazie a fughe e riprese, relegando il brano in un limbo difficilmente classificabile. Alienante “Fuoco Saturnio”, ma mai come la conclusiva “Ferrum Siderium”.
Il Ferrum Sidereum proviene dallo spazio, questo mi spiega molte cose, qui di umano c’è ben poco. Un disco che spaventa per intenti, ma che attraverso il fresco apporto di Paolo Mongardi, regala emozioni forti; attenzione, però, sto parlando dei ZU, quindi preparatevi all’ascolto! MS








Versione Inglese: 




ZU – Ferrum Sidereum
House Of Mythology
Genre: Progressive Rock / Heavy Metal / Jazz
Format: 2LP / CD / Bandcamp – 2026







2026 has just arrived and it's already hitting me hard. Joking aside, I knew what to expect, because I know ZU well, and I also appreciate the dark, hard sounds of Metal.
I want to immediately point out that the band is considered one of the most interesting in the Italian scene, highly appreciated abroad and a shining example of a highly personal genre, which combines what I've mentioned before with Jazz, driven by Luca T. Mai's sax (sax, keyboards, synth). Alongside Massimo Pupillo (bass, 12-string acoustic guitar) and Paolo Mongardi (drums, percussion), they form a deadly trio with top-notch technique, as only a few bands can showcase.
Moreover, ZU has an incredible sound, this time enhanced by Marc Urselli, sound engineer for a plethora of great rock artists, including Lou Reed, Nick Cave, Mike Patton, U2, Elton John, Kesha, Joan Jett, Les Paul, etc.
This is their eleventh studio album, "Ferrum Sidereum", and I swear I thought it was impossible to top "Carboniferous" (2009), the album I loved most in their discography, but...
They've put a lot of care into crafting these eleven tracks, an instrumental double album spanning eighty minutes, released seven years after the excellent "Zu93: Mirror Emperor" and many live studio sessions in Bologna. The title's meaning is explained on Bandcamp: "Ferrum Sidereum", Latin for "iron of the stars", refers to meteoric iron, which held deep spiritual significance in ancient times and is found in artifacts like Egyptian ritual objects, such as Tutankhamun's meteoric iron dagger, or Tibetan "Phurpa" blades. The iron from the stars forms the elemental basis that shapes ZU's otherworldly narrative in this album.
In short, "Charagma" already speaks volumes, and you can already tell where the trio is headed. The bass growls like Tool, Paolo Mongardi's drums (Fuzz Orchestra, Jennifer Gentle, Ronin) are a declaration! And then try playing a sax like that... Winding, monolithic, hypnotic, and dark enough.
In "Golgotha", the vibrations enter your head uninvited, leaving the listener in a sort of catatonic state thanks to the broken, powerful rhythms (a staple of the band). The sound's cleanliness does the rest, with enveloping keyboards adding a magnificently somber tone.
"Kether" starts introspectively, then plunges into darkness. Imagine grumpy King Crimson, that's what "AI Hive Mind" is like. "The Celestial Bull And The White Lady" and "Hymn Of The Pearl" feature many wild Tool-esque moments, thanks to the odd time signatures. Among the tracks I enjoyed most is "La Donna Vestita Di Sole", with a very '70s start and psychedelic twists. Focusing again on the rhythmic force, the song unfolds through Progressive Rock solutions, relegating it to an unclassifiable limbo. "Fuoco Saturnio" is alienating, but not as much as the closing "Ferrum Siderium".
Ferrum Sidereum comes from space, which explains a lot – there's very little human about it. A record that intimidates with its intentions, but through Paolo Mongardi's fresh contribution, delivers strong emotions; be warned, though, I'm talking about ZU, so be prepared to listen! MS







2 commenti:

  1. Salve Max, ho sempre amato gli straordinari ZU, in tutti i loro album, che ormai sono un bel numero. Band con capacità artistiche notevoli, oltre che una tecnica non fine a se stessa. Quando li ascoltavo le prime volte, anni fa, non credevo che fossero solo in tre a ricreare quei suoni che spaziano in decine di generi. Ho sempre pensato, che con uno stile che può risultare ostico per alcuni, se fossero nati in qualsiasi altro Paese d'Europa sarebbero non dico famosi, ma di sicuro avrebbero ricevuto il consenso ampio che meritano. Purtroppo in Italia solo la nicchia della nicchia si sono accorti di loro, e suonano da diverso tempo. E poi in un contesto Prog sei l' unico che ne scrive. Grandissima band.
    Un caro saluto.

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  2. E si, hai ragione. Meriterebbero un consenso maggiore. Sai che poi noi siamo di base esterofili, per cui le difficoltà nel relegarli nella giusta collocazione sono ridotte al lumicino. Hanno un suono pazzesco!

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