I SINCOPATICI - La Corazzata
Potëmkin
Autoproduzione
Genere: Improvvisazione / Avant
Prog / Classica
Supporto: CD / Bandcamp – 2026
Ho
ancora nelle orecchie il bellissimo lavoro de I Sincopatici con Claudio Milano,
"Decimo Cerchio", uscito nel 2024: una collaborazione che ha saputo
unire ricerca e sperimentazione a favore di un concept imponente, nato per
omaggiare il settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, Dante
Alighieri.
L’ensemble
milanese, fondato da Francesca Badalini, ha come obiettivo la riedizione
musicale dei capolavori del cinema muto degli inizi del '900 attraverso
partiture originali. Si tratta di un’impresa che necessita di una visione
artistica a tutto tondo. Badalini (pianoforte, chitarra elettrica) compone e
improvvisa dal 1999 e collabora stabilmente con la Cineteca Italiana. Insieme a
lei suonano Silvia Maffeis (violino), Andrea Grumelli (basso) e Teo Ravelli
(batteria), entrambi membri della prog band Aether (Ravelli vanta inoltre
collaborazioni con King Bong, Drunk Monkeys e molti altri).
Soggetto
di questo secondo album de I Sincopatici è un altro grande classico del cinema
muto: "La Corazzata Potëmkin", girato nel 1925. Poiché il film
originale è diviso in cinque atti, il disco si sviluppa su altrettante tracce.
La pellicola dell’allora giovane regista Sergej Ejzenštejn (appena
ventisettenne) tratta la ribellione dei marinai e della città di Odessa
avvenuta nel 1905: un inno alla rivolta che scatta quando la giustizia e la
dignità vengono calpestate. Se le musiche originali furono di Edmund Meisel
(senza dimenticare la versione del 2005 dei Pet Shop Boys), questo album
rappresenta uno sforzo creativo che miscela sonorità moderne e improvvisazione
live con le immagini della pellicola.
"Atto
I: Uomini E Vermi" narra la vicenda delle razioni avariate distribuite ai
marinai. La ciurma protesta, ma il medico di bordo nega l'evidenza.
La
colonna sonora parte con il fruscio di un vinile, apportando suoni psichedelici
e oscuri alle immagini del cineconcerto (colorate per l'occasione dall'intelligenza
artificiale). Il pianoforte entra in scena diventando protagonista con un
andamento melodioso, mentre l'ingresso della chitarra elettrica evoca atmosfere
quasi alla Goblin.
"Atto
II: Dramma Sul Ponte": l'equipaggio rifiuta il cibo e il comandante ordina
la fucilazione dei dissidenti; tuttavia il plotone, guidato dal marinaio
Vakulinčuk, non spara e dà il via alla rivolta. Il brano, con i suoi dieci
minuti (il più lungo del disco), inizia con circospezione in un'aria drammatica
e tesa. Gli effetti elettronici di fondo accentuano il climax, mentre Badalini
disegna lo scenario con le note. Il violino segue con nostalgia dialogando con
il pianoforte, in un contesto dove il Progressive Rock e i suoi classicismi
sono di casa. L'ensemble dimostra una perfetta amalgama, muovendosi come una
macchina ben oliata anche nei momenti più pacati.
In
"Atto III: Il Morto Chiama" assistiamo alla morte del coraggioso
Vakulinčuk. Una volta a terra, il corpo viene adagiato in una tenda con il
cartello: "Morto per un cucchiaio di minestra". La musica si fa
rispettosa, meditativa e malinconica. Sentori anni '70 aleggiano tra le note,
guidate ancora una volta da un pianoforte in crescendo emotivo.
L'"Atto
IV: La Scalinata Di Odessa" rappresenta l'essenza iconica del film: i
cosacchi dello Zar sparano sulla popolazione in fuga, dai vecchi ai bambini. È
qui che la famosa carrozzina rotola giù per la scalinata tra i civili
trucidati. La nuova musica d'accompagnamento è un movimento contrastante in cui
i bassi del piano fanno da guida. Il violino aggiunge ulteriore tensione a un
dramma toccante e straziante: l'opera d'arte è qui completa e dettagliata.
"Atto
V: Una Contro Tutte" porta all'epilogo inatteso: i marinai conducono la
corazzata fuori dal porto, ma le navi della flotta zarista si rifiutano di
aprire il fuoco in segno di solidarietà. La musica diventa di ampio respiro, a
tratti vigorosa ed elettrica, per poi chiudersi con un finale rilassato e positivo.
Molti
assoceranno il titolo del film alla storica battuta di Fantozzi “… E’ una
cagata pazzesca”; qui, invece, siamo al cospetto di uno sforzo creativo
altamente coinvolgente che non solo dona nuova vita alla pellicola, ma la
esalta in modo realistico e profondo. I Sincopatici si confermano come "la
voce" dei grandi classici del cinema muto. Non resta che goderne l'ottimo
risultato. MS
Versione Inglese:


Nessun commento:
Posta un commento