giovedì 23 luglio 2015

Agorà e Patrizio Fariselli live in PiorAcustic


PiorAcoustic 2015




CONCERTO
Venerdì 24 Luglio Chiostro Francescano ore 22,15
PIORACO (MC)

AGORA' + PATRIZIO FARISELLI
Renato Gasparini chitarra - Ovidio Urbani sax - Gabriele Possenti chitarra - Gianni Pieri violoncello -Lucio Cesari basso - Massimo Manzi batteria - Ospite Marco Agostinelli flauto

biografia
Gli Agorà gruppo storico del jazz-rock progressive italiano si forma nelle Marche all'inizio del 1974. Grazie all'interessamento di Claude Knobs, si eisibiscono al festival di Montreux, insieme a gruppi quali Perigeo, PFM e i francesi Magma, ed esordiscono addirittura su Atlantic, con un album dal vivo tratto dalla performance svizzera. Pubblicano un secondo album, Agorà 2, registrato in studio e stilisticamente ancora più vicino al jazz-rock, e si esibiscono al Parco Lambro comparendo anche nell'omonimo disco dal vivo (con la traccia Cavalcata Solare).
Nell'estate 2012 con l'incontro del violoncellista Gianni Pieri, nasce l'idea di arrangiare il repertorio originario come band acustica. (Serra san quirico,Piramide di domani,Cavalcata solare).
Con la formazione (Gasparini, Urbani Cesari, Pieri, Possenti), nasce “Ichinen” nuovo lavoro discografico , terzo disco del gruppo, che è la sintesi dei lavori precedenti,con brani storici del gruppo, inediti del secondo periodo e rarità di registrazioni del 1978 con Massimo Manzi alla batteria ed il piano Rhodes di Roberto Bacchiocchi mai pubblicate.
Nel 2014 “Ichinen” viene pubblicato dall’etichetta “Immaginifica”e presentato in varie occasioni tra cui PROG- Exibition di Milano insieme a Orme e PFM.

Le atmosfere mediterranee tipiche del gruppo si fondono con toni etnici e meditativi che ne ampliano la struttura sonora, per una sonorità acustica raffinata e ricca di caldi temi melodici e intense improvvisazioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Agorà_(gruppo_musicale)

PATRIZIO FARISELLI
Biografia

Patrizio Fariselli, oggi giustamente molti lo chiamano “Maestro”, come si confà a un vero
insigne compositore o musicista classico e contemporaneo che si rispetti, viene ricordato per essere stato una delle menti principali, nonché membro fondatore, di uno dei gruppi musicali più importanti mai apparsi in Italia, gli Area, che con il loro dirompente jazz-rock d’avanguardia fortemente politicizzato, seppero rompere ogni schema jazz e rock precostituito, pur ispirandosi a modelli stranieri (agli inizi, almeno, ai King Crimson), grazie al background di musica contemporanea e di free-jazz che il pianista Fariselli aveva acquisito nei suoi anni giovanili in conservatorio.
I dischi degli Area fecero quindi scuola: Demetrio Stratos, Victor Edouard Busnello, Giulio Capiozzo, Patrick Djivas e Paolo Tofani cui faranno seguito: Ares Tavolazzi, Massimo Urbani, Larry Nocella e Paolo Dalla Porta. Il gruppo incide 9 dischi e tiene innumerevoli concerti in Italia e all’estero.
Nel loro genere e sono tuttora assai apprezzati da ascoltatori di ogni età, ma anche dalle ultime generazioni, che tra l’altro considerano il peculiare vocalist Demetrio Stratos un vero e proprio mito musicale. In poche parole, gli Area sono da considerarsi dei classici a tutti gli effetti, al pari dei Led Zeppelin o dei Black Sabbath, tanto per citare due nomi sacri.
Nel 1977 incide “Antropofagia” un disco di sperimentazione per pianoforte solo. Dal 1981 si occupa attivamente di cinema e teatro scrivendo e realizzando musiche per numerosi film e opere tratrali.

www.area-internationalpopulargroup.com


Da non perdere il concerto di apertura della serata
IMPRONTE MEDITERRANEE
Gionni di Clemente - Mike Rossi - Francesco Savoretti



INGRESSO PER ENTRAMBI I CONCERTI
intero euro 10,00
ridotto 6-14 anni over 60 euro 5,00

ridotto euro 5,00 per studenti di musica, studenti di conservatorio, (portate il Vostro tesserino)

www.pioracoustic.it

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI
info@pioracoustic.it
tel. 393.9040758 - 340.0523911 - 366.1843916


Organizzazione:

PRO LOCO PIORACO - COMUNE PIORACO - ASSOCIAZIONE IL SUONO DEL LEGNO

direzione tecnica & artistica: Danilo Vecchi

Collaboratori: Pro Loco Pioraco - Francesco Zuccatosta - Deborah Biordi - Federico Vecchi - Davide Urbani

Grafica: Nooz Ugo Torresi
Fotografia: Paolo Grandoni
Fonico: Andrea Lambertucci

www.pioracoustic.it
FB pioracoustic

mercoledì 15 luglio 2015

Syncage

SYNCAGE – Italiota
Autoproduzione
Genere: Alternative Rock
Supporto: EP – 2014


Però…che sorpresa!
I Syncage provengono da Vicenza e malgrado la loro giovane età, hanno già esperienza da vendere. Infatti la loro storia inizia da lontano, quando prima del 2008 i fratelli Nicolin, Matteo (voce, chitarra) e Riccardo (batteria) escono dall’esperienza Sour Sun, trio composto in età scolastica delle medie. Negli anni successivi mutano in line up, divenendo quartetto e così aumentano i concerti nel comprensorio, facendo acquisire loro esperienza ed amalgama. Ad oggi  la formazione oltre che ai fratelli Nicolin vedono Daniele Tarabini al basso e Matteo Graziani alle tastiere. Nel 2010 registrano un demo dal titolo “Crimson Skies Straight Ahead” contenente il brano omonimo della durata di dieci minuti ed il singolo “Embrace The Paradox”, mutando lo stile della band verso un suono più duro e diretto. Ma la musica proposta dai Syncage non è Metal, non è Alternative e neppure Progressive, bensì un insieme di questi tre stili. Questi non sono particolari di relativa importanza, quando in uno scenario musicale odierno si naviga in una tabula rasa di piattezza creativa. Il 2012 per i ragazzi è un anno di successi, sia live che di contest, ma altresì vivono un momento critico per la personalità, un momento di stagnazione artistica. E’ solo con il singolo “Hellhound” che nel 2014 i Syncage si sbloccano definitivamente.
Ed eccoci dunque qui oggi a parlare di questo ep dal titolo “Italiota” formato da tre canzoni, preludio per un album che molto probabilmente a detta degli artisti stessi, potrebbe vedere la luce nel 2016.
Il prodotto è accompagnato da un booklet esaustivo e ben preparato da Giulia Menta, con la digitalizzazione di Matteo e Riccardo Nicolin.
I tre brani sono cantati in inglese e si comincia con “Leas And Neckss” con voce jazzy e chitarra per addentrarci in un ritmo cadenzato e potente, un mix interessantissimo che spazia in numerose soluzioni a tratti anche spassose. Buono il cantato, sia nelle tonalità che nella pronuncia dell’inglese, molto spesso per noi italiani arma a doppio taglio. Questo brano in se racchiude moltissime influenze, ci sarà chi di voi potrà ascoltarci i Queen, chi gli Spock’s Beard, chi un istantaneo richiamo alla “Carrozza Di Hans” della PFM, in realtà l’insieme gode di assoluta ed efficace personalità, decisamente fuori dalla media delle band italiane.
A seguire arriva “Anxiety” con l’ospite Sean Lucariello alla tromba. Un avvolgente giro di basso con una chitarra elettrica in arpeggio non può che richiamare l’operato di certi Porcupine Tree, questo subito all’inizio dell’ascolto. Ma ancora una volta è solo sensazione di un istante,  così i Syncage voltano le spalle per cambiarsi il trucco, un passaggio nel Progressive Rock, stupore Yes e via… Il loro trasformismo è quantomeno ammaliante.
Dopo due brani di quasi sette minuti, si giunge alla conclusiva “Italiota’s Journey” di nove. Ancora una interpretazione vocale sopra le righe, teatrale e ficcante, mentre qui l’ospite ha il nome di Mauro Baldassarre al sax alto. Oscurità Pinkfloydiane era conclusiva di Waters aleggiano di tanto in tanto, ma il brano viaggia su melodie  efficaci e di facile memorizzazione, malgrado i numerosi cambi di tempo e d’umore. Una sorta di Queen Theater (scusate il gioco di parole, ma mi sembra efficace).
L’ep è terminato, ma adesso sono curioso di ascoltare un album dei Syncage e di questi tempi di piattume, come dicevo in precedenza, a me sembra quasi un capolavoro!

Avanti tutta ragazzi, non date retta a nessuno, neppure a me perché vedo che siete grandi! MS

Per contatti:  info@syncageband.com

domenica 5 luglio 2015

Project: Patchwork

PROJECT: PATCHWORK – Tales From A Hidden Dream
Progressive Promotion Records
Distribuzione italiana: GT Music
Genere: Metal Prog
Supporto: cd – 2015


E’ con piacere che vi presento un nuovo progetto della prolifica Germania in ambito Rock Progressivo, Project: Patchwork.
La mente costruttrice è quella di Gerd Albers, compositore, chitarrista, tastierista e cantante che si combina con quella del chitarrista Peter Koll.  La lista degli artisti che vanno a coadiuvare questo album è davvero lunga e stellare, sono più gli special guest che le canzoni. Una lista lunga a cui poche volte nella mia navigata carriera di scribacchino, mi sia capitato di assistere! Molti gli strumentisti tedeschi, per fare alcuni nomi si incontrano Kalle Wallner alla chitarra (RPWL), Martin Schnella alla chitarra (Flaming Row, Seven Steps To The Green Door), Marek Arnold alle tastiere (Seven Steps To The Green Door, Toxic Smile, Cyril, United Progressive Fraternity) ed altri ancora. Tutto questo può fare intuire la direzione artistica di questo progetto a chi di voi è ferrato ed amante di questo stile. Ci sono anche i fiati di Claudia Orth (flauto) e di Marek Arnold (sax soprano, oltre che il bouzuki di Yossi Sassi (ex Orphaned Land). Il totale ammonta a 40 musicisti e ben tre produttori!
Il libretto interno che accompagna il disco è al riguardo dettagliatissimo, con tanto di spiegazione brano per brano e nominativi di chi vi partecipa.
Questo è il sogno giovanile di Gerd Albers, che vede realizzarsi soltanto oggi nelle nove canzoni di “Tales From A Hidden Dream”.
Dentro ci sono le suite, “Oblivion” di tredici minuti e mezzo e “Incomprehensible” di diciotto, a coronamento di uno stile musicale che negli ultimi mesi di questo 2015 sembra rivivere nuove attenzioni sia da parte del pubblico che dei media.
Si comincia con il piano sognante di “Beginning”, brano scritto nel 2012 e suonato da Johannes Hahn e da Marek Arnold al sax, per poi passare alla prima suite datata 2014, “Oblivion”. Qui di cose ce ne sono da ascoltare, dagli interventi elettronici alle chitarre Hard, agli arpeggi fino ai buoni assolo (specie di chitarra) e cambi di tempo. Cantano Lars  Begerow (Row, Flaming Row” e Claudia Kettler. Ci sono perfino passaggi in growl! Non nascondo che il mio pensiero spesso va rivolto ad Ayreon, dell’olandese Arjen Anthony Lucassen, ma quando si è avanti a questi progetti colossali credo sia inevitabile.
Le melodie sono gradevoli, si sogna e ci si emoziona.
“The Turning Point” è affidata alla voce di Olaf Kobbe e cavalca fra epicità, Hard Rock ed AOR.
“Elysium” con i suoi cori formati da voci soprano, alto, tenore e basso è un breve intervento di un minuto che porta a “Land Of Hope And Honour” ed alla voce angelica di  Jessica Schmalle. Canzone Folk d’impatto emotivo elevato, amplificato dal dolce flauto di Claudia Orth e dall’assolo conclusivo di Pinkfloydiana memoria di chitarra. C’è di bello che sono “canzoni”, non solo Progressive a manetta, restano anche memorizzate alla mente, come la rocchettara “Not Yet”.
Si ritorna principalmente all’acustico con “Every End Is A Beginning”, cantata in tedesco da Magdalena Sojka, il momento più semplice dell’intero disco. Influenze classiche per la ripresa di “Oblivion”, qui con il titolo “Oblivion Things”.
Il disco si chiude con la seconda suite (in verità è un demo), “Incomprehensible”.

Concedetemi il termine “Opera Rock”, anche se non lo è a tutti gli effetti. Un disco ben confezionato sotto tutti gli aspetti, questo si. MS