mercoledì 30 novembre 2011

Omaggio a Tim Burton

Venerdì 2 Dicembre 2011
dalle 22'00
al Bloom di Mezzago, via Curiel 39,
20883 Mezzago (MI)
Italy

L'etichetta Lizard records, l'Associazione Culturale Open Mind e i loro percorsi di musica non convenzionale, per i 15 anni di attività, hanno il piacere di presentare:

"Omaggio a Tim Burton"

L'immaginario noir e surreale del regista statunitense in una serata multimediale con la partecipazione straordinaria di:

Paolo Tofani, Ares Tavolazzi, Walter Calloni 
(dalla formazione originale dell'album "Maledetti" degli Area International Popular Group

Raffaello Regoli (ex allievo di Demetrio Stratos)

e

Labirinto di specchi con Paolo Carelli (ex voce dei Pholas Dactylus
(psychedelic prog rock & readings)
e Gabriele Marroni (videoinstallazioni)

Garden Wall 
(avant math prog ethnic metal)
con Manuela Tadini (attrice)

NichelOdeon 
(dark avant prog with theatrical attitude)
con Giulia Caruso (body painter)

Sciarada 
(cinematic ambient psych prog music)
con Raffaello Regoli e Marcella Fanzaga (danza)

Nell'arco della serata sarà presentato in anteprima assoluta il progetto internazionale 
InSonar 
(extreme vocal and electronic research)
con la partecipazione di Vincenzo Zitello
Walter Calloni, Michele Bertoni (Bondage), Alex Stangoni, Stefano Ferrian, Andrea Quattrini 
e della Compagnia FragilePoesia (danza). 

Videoarte a cura di Marco Iacobelli

Soundscapes a cura di Andrea Illuminati, Alessandro Seravalle, Luca Pissavini e Alex Stangoni

LE BAND NichelOdeon, Garden Wall, Labirinto di specchi e Sciarada 
AVRANNO IL PIACERE DI PRESENTARE IL PROPRIO REPERTORIO E DI SUONARE UNA TRACCIA TRATTA DA UNA COLONNA SONORA DI TIM BURTON CON INTEGRAZIONE DI PROIEZIONI VIDEO E PERFORMANCE ARTISTICHE ISPIRATE ALL'IMMAGINARIO DEL REGISTA STATUNITENSE E REALIZZATE IN TEMPO REALE!

Banchetto vinile e rarità
Gadgets 

INGRESSO GRATUITO

Info: 
Tel: 3402473626 / 039 623853
WEB: 

martedì 29 novembre 2011

FLAGSHIP - Maiden Voyage
Metal Heaven

Genere: AOR
Supporto: cd - 2005



Attenzione, attenzione, siamo al cospetto di un disco di Symphonic/Prog Rock dalle potenzialità enormi!
I Flagship si formano nel 2004, ma i primi movimenti risalgono al 2002 grazie alla collaborazione fra Linus Kase e Cristian Rivel. Questo è il loro esordio discografico… e che esordio. In esso si possono ascoltare influenze di gruppi storici quali Kansas, Styx, Buggles e Queen, oltre che un certo tipo di sonorità anni ’70.
Suggestiva anche la copertina rappresentante un vascello che si rispecchia nella nebbia, una navigazione emozionante che salpa da “Heart Is The Center”. Molto Progressive l’introduzione e la voce di Per Hallman riesce a legare bene con la soavità del motivo impreziosito da cambi di tempo spassosi. Mi ricordo quando gli Spock’s Beard facevano altrettanto nei loro tempi che furono. La chitarra di Carljohan Grimmark (Narnia) è qualcosa di veramente toccante, soprattutto nei momenti più vicini a Steve Hackett. Con “You Are” il vascello naviga in acque Kansas/Queen per un risultato più che eccellente. Il ritornello è indelebile e si diverte a prendersi gioco di noi, specialmente quando lascia spazio ad assolo strumentali di alta classe. Anche il violino ha l’aria di giocare con il brano e per noi è uno spasso. “The Throne” incomincia con piano e voce, ma il Rock è dietro l’angolo, il suono si fa greve e non nasconde una certa somiglianza con i Dream Theater più melodici. Ma nel ritornello i Flagship ritornano al timone per un risultato sonoro a 360°. Come si fa a restare indifferenti a momenti come “Hold On To Your”? Non è possibile, le coordinate oramai le conosciamo già, questa volta con un pizzico di classicismo in più. “Wind City” inizia allegramente e si presenta come un brano Prog di elevata caratura, ed in effetti lo è, così come la stupenda conclusiva “Ground Zero”. Dieci minuti di goduria musicale che vede addirittura ospite alla chitarra Kerry Livgren (Kansas).
Questo non è solo un esordio con i fiocchi, ma è uno dei dischi più belli usciti in questo 2005. Flagship, un vascello… pardon, un faro nella nebbia, quella musicale di oggi! Da avere e basta. MS

sabato 26 novembre 2011

Tiago Della Vega

TIAGO DELLA VEGA - Hybrid
SG Records

Distribuzione italiana: si
Genere: Virtuoso / Shred
Support: CD - 2009



Tiago Della Vega è considerato dalla critica il chitarrista più veloce del mondo e questo gia basterebbe per fare incuriosire tutti gli amanti dello strumento. Proveniente dal Brasile, Tiago studia la sua chitarra acustica dalla tenera età di cinque anni, per poi passare immediatamente dopo a quella elettrica. Di conseguenza frequenta il conservatorio ed inizia la propria carriera artistica con band come After Dark e Fermatha. Per la sua caratteristica peltrata, Tiago appare anche nei Guinnes Dei Primati nel 2006 e nel 2008, quando, eseguendo il volo del calabrone a 38 dps, riesce a convincere nuovamente la giuria. “Hybrid” è l’album su cui l’artista conta molto, portandolo in tutto il mondo fra seminari e concerti, passando dall’America del Sud all’Europa e persino nell’ estremo oriente.
Il disco è suddiviso in otto tracce per la breve durata di ventisette minuti e mezzo. Se consideriamo che bisogna ascoltare numerosissime scale eseguite alla velocità delle luce, credo che il minutaggio sia più che giusto. Ma attenzione, non stiamo parlando di un disco dove la tecnica regna sovrana, c’è lo spazio anche per il cuore, ci sono frangenti emotivi e delicati, come in “Destiny”. Tastiere e chitarra ci raccontano un viaggio sentimentale che solo alla fine si lascia trasportare dall’impeto dello strumento. “Caprice 24” gode di classicismo, una musica prettamente più sinfonica , legata alla classica, un poco come ama fare il suo “rivale” J.Y. Malmsteen”. Il disco poi è condito da diverse idee (non a caso “Hybrid” è il titolo), con “Lost” infatti si privilegia il Metal , più cadenzato e vicino anche a certe scale di stile orientale. Altra vetrina di tecnica e barocchismo classico misto a Metal Progressive è l’ottima “Violet Rose”, peccato solamente per un accompagnamento non proprio all’altezza, gli arrangiamenti a mio modo di vedere andrebbero più curati. Questo assolutamente non sminuirebbe il lavoro alla chitarra di Tiago, ma a mio avviso lo esalterebbe nell’insieme, facendo guadagnare in corposità l’ascolto. Più “Progressive” il brano “Distant Dreams”, con qualche puntata nel jazz a dimostrazione della malleabilità di questo bravo artista. Per il sottoscritto è il momento migliore del disco. Non siete convinti della sua tecnica? Per togliere ogni dubbio qui c’è proprio il “Volo del Calabrone”, 48 secondi di velocità pazzesca! Chiude il disco “Acalanto”, altro frangente più metallico e comunque sia variegato come bene o male ci siamo abituati ad ascoltare.
In conclusione “Hybrid” è si un palcoscenico di tecnica, forse questo a molti di voi potrebbe dare fastidio, ma la musica è comunque considerata, le melodie variano e l’ascolto procede bene senza troppe asfissie.

Ovviamente chi di voi ama lo strumento in esame troverà tutto questo estremamente interessante, agli altri consiglio un ascolto preventivo, magari proprio su internet, sia per la tecnica:http://www.youtube.com/watch?v=VnEgf8yiOEk
che per la musica:http://www.youtube.com/watch?v=U1-PZCZtTXM&feature=related

venerdì 25 novembre 2011

Alien

ALIEN - Dark Eyes
Frontiers

Genere: AOR- Melodic Rock
Supporto: cd - 2005



Questo è il ritorno di uno dei gruppi Rock svedesi più maturi, in auge dal lontano 1987: gli Alien. Veterani e non a caso autori di un Melodic Sound molto maturo e personale. La loro carriera è ricca di soddisfazioni, brani che si presentano ai primi posti della classifica in patria ed in alcuni casi proprio al numero uno, numerose date dal vivo fra cui alcune registrate in cd come quelle di Stoccolma ed in Giappone.
La voce di Jim Jidhed e la chitarra di Tony Borg, fondatori del gruppo sennonché compositori dei brani, sono il cardine degli Alien, un vero marchio che rappresenta qualità. “Dark Eyes” è registrato bene, è ricco di canzoni importanti che ci raccontano d’amore, di Rock ‘N Roll, paure, speranze e sparizioni. Tutti i brani sono differenti fra di loro, il disco scorre molto bene senza pause ne ripetizioni, una rarità per i tempi che corrono. Il complesso è completato da Bernie Ek al basso, Jan Lundberg alla batteria e da Mats Sandborgh alle tastiere.
Questo genere di musica troppe volte a torto viene considerato di basso livello, il Rock è per gente troppo leggera e spensierata, gente che non si inserisce a dovere nella società perché ha di che protestare e tutte queste balle che conosciamo fin troppo bene, ma “Dark Eyes” con i suoi riff, le sue melodie e l’immensa classe è qui a sfidare ogni altro tipo di prodotto alternativo. Sfido chiunque all’ascolto di questi pezzi e rimanere impassibili, gli Alien conoscono a menadito le origini di questo movimento, dalla lezione dei Led Zeppelin sino ad arrivare ai suoni dei giorni d’oggi, il tutto miscelato con molta personalità, quella che manca al novanta percento dei gruppi moderni. Artisti non ci si inventa, c’è bisogno della testa sulle spalle, quella propria che sicuramente ci differenzia dalla massa.
Gli Alien ci regalano tre quarti d’ora di buona musica e a chi non li ascolta non posso fare altro che dirgli “…mi dispiace, non sai cosa ti perdi”. MS

giovedì 24 novembre 2011

Black Rose

BLACK ROSE - The Return of the Black Rose
Selfproduced

Distribuzione italiana: si
Genere: Hard Prog

Support: CD - 2006




Max Gazzoni, chitarrista e cantante del gruppo, è sulla scena musicale da parecchi anni, sin dal 1989, quando i Black Rose prendono vita per la prima volta. Dopo un demo, la band ha vita breve e si scioglie già nel 1991 e Max comincia un cammino artistico più personalizzato. In seguito lo ritroviamo in gruppi come i Chroma, i simpatici Atroci, i Back Beat, Fire & Water e Street Talker. Tutta l’esperienza accumulata da Max viene messa al servizio di questo effettivo debutto discografico, dal titolo “The Return Of The Black Rose”.
Sempre amante delle sonorità Hard & Blues, Gazzoni rovescia nel cd parecchio del suo bagaglio culturale, i Whitesnake, Led Zeppelin, Pink Floyd, Deep Purple e compagnia bella.
Ad iniziare dall’”Intro” il tutto segue un filone strutturale sfuggevolmente omogeneo, tanto che la bella conclusiva “Never Fall In Love Again” richiama con il riff , l’inizio del disco. “Billy” ha della sana New Wave Of British Heavy Metal fra le sue note, non mi scandalizzo ad ascoltare un palese richiamo agli Iron Maiden, Max è cresciuto artisticamente in quegli anni. Ma c’è anche profumo di anni ’70, come in “Ride To The Sun”. A dimostrare quanto citato sin d’ora, a metà ascolto ci imbattiamo nella cover dei Whitesnake, “Looking For Love”. Il disco cresce con il proseguo dell’ascolto, i frangenti migliori ci attendono in “Dreams”, accogliente e d’impatto ed in “Far Away”, una ballata in stile Pinkfloydiano. Dulcis in fundo la già citata “Never Fall In Love Again”. Nei solchi ottici di “The Return Of The Black Rose” non ci sono pezzi tiratissimi, tutto è molto ponderato. La copertina con il suo disegno rispecchia bene il contenuto sonoro (se così lo vogliamo chiamare) che mi sento di consigliare agli amanti dei gruppi sopraccitati.
Gazzoni è in un periodo di fervido lavoro, anche con i Back Beat, insomma è un artista da tenere sott’occhio, anche attraverso il suo sito
www.maxgazzoni.com Buon ascolto. MS

mercoledì 23 novembre 2011

Manticora

MANTICORA - The Black Circus Part 2, Disclosure
Locomotive Records

Distribuzione italiana: Frontiers
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2007




I danesi Manticora proseguono il loro racconto del circo nero, questa volta con maggiore personalità rispetto al precedente Part 1. Pur rimanendo legati a certi stilemi di teutonico sound Blind Guardian, sembrano aver acquisito maggior carisma e feeling.
La band viaggia spedita sui binari dell’Heavy Metal raffinato, ricolmo di gustosi arrangiamenti. Malgrado il terreno sia gia stato ribattuto da migliaia di band, in questo “The Black Circus” non c’è segno di scontatezza e questo grazie anche al connubio perfetto fra Trash, Folk e perchennò piccoli passaggi Progressive. Basta ascoltare l’iniziale “Entrance” per restare colpiti dalla maturità di questa band che in verità non ritenevo in passato, atta ad una maturazione del genere. Faccio mea culpa e mi lascio travolgere dagli oscuri passaggi e dalle mazzate sonore. Un oscuro passaggio fra sogno e realtà, dove il buio prevale sulla luce e gelide sventate percorrono sulla pelle.
Belli i cori di “Beauty Will Fade”, affascinante lamento notturno ben supportato dalle chitarre. Non si scherza nemmeno nei passaggi strumentali della successiva “Gypsies’ Dance Part 2”, dove sembra tutto semplicemente fluido, ma credetemi se vi dico che di semplice c’è davvero poco! I Manticora sanno come non cadere nelle redini della banalità. Larsen è davvero un cantore di rara efficacia, il concept è ben interpretato e sembra quasi di assistere ad un film Horror. Cambi di tempo a iosa e tecnica al servizio del circo sonoro, quasi un dispiacere constatare la durata del disco che si approssima attorno ai 43 minuti, ma si sa, il gioco è bello quando è corto.
I Manticora ci insegnano che non è impossibile camminare in sentieri dove tutto sembra gia essere perlustrato e questo, oltre alla cristallina produzione, è un merito che novantanove band su cento non hanno. Nuove leve… benvenute! MS

sabato 19 novembre 2011

EUROPA

Ora voglio aprire un nuovo sondaggio che riguarda l'Europa. Non mi è ben chiara la situazione, mi sembra che qualcuno speculi troppo su questo giocattolo. Ma a voi sembra normale che abbiamo pagato per entrare in Europa, stiamo pagando con la vita (pensioni comprese) per stare in Europa, per ottenere cosa? Abbiamo la benzina a 1628, abbiamo il gas, la luce, l'acqua, le telecomunicazioni più care d'Europa, quale è il beneficio?
Rispondete al sondaggio in alto a destra.

giovedì 17 novembre 2011

LANCE KING - A Moment in Chiros
Nightmare Records / RED
Distribuzione italiana: -
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2011




L'importanza che hanno avuto nel Rock band storiche quali Led Zeppelin oppure i più recenti (per modo di dire), Dream Theater non sta di certo a me rispolverarla, oramai ne è pieno anche il web di queste nozioni. Tanti artisti hanno seguito queste orme, magari nel sound hanno inconsapevolmente il DNA del genere, trasmesso a loro volta da altre band e si esprimono di conseguenza richiamando anche certe sonorità oramai sature. Difficile creare qualcosa di nuovo in ambito Prog o Metal Prog? Io dico di no, in quanto la risposta l'avete nelle orecchie e se fate un excursus dai Moody Blues ai gruppi di oggi ne avrete un resoconto. Le cose sono mutate radicalmente, per cui non è vero che non si può andare avanti. Le note sono solo sette? Anche le lettere sono soltanto ventuno, ma di discorsi se ne fanno comunque infiniti.
Lance King è un cantante melodico in ambito Metal e di fantasia comunque non deficita, oltre che di cultura musicale, a detta delle influenze trascritte nel disco. Il disco uscirà l' 11/11/11, davvero una situazione (per chi ci crede) alquanto bislacca o perlomeno singolare. In "A Moment In Chiros" si coadiuva dell'ausilio di numerosissimi artisti, fra i quali cito Jacob Hansen (Beyond Twilight, Invocator & Anubis Gate), Kim Olesen (Anubis Gate), Michael Harris (Darkology, Thought Chamber), Tore St Moren (Jorn), Fred Colombo (Spheric Universe Experience), Markus Sigfridsson (Darkwater / Harmony), Kevin Codfert (Adagio), Michael Hansen & Shane Dhiman (Phonomik), Malek Ben Arbia (Myrath) & Morten Gade Sørensen (Pyramaze, Wuthering Heights), Elyes Bouchoucha, Malek Ben Arbia, Anis Jouini (Myrath) & Mistheria (Bruce Dickinson e molti altri).
La qualità sonora è davvero buona, malgrado il mio ascolto è penalizzato dall'MP3, così la produzione di Kim Olesen (Anubis Gate) & Jacob Hansen, (Volbeat, Heathen, TYR, Amaranthe, Communic, Mercenary, Onslaught, Rob Rock, Blotted Science, Raunchy, Pretty Maids, Cryoshell). Voce pulita, melodie orecchiabili e buoni solo di chitarra sono gli ingredienti principali degli undici brani dell'album. Stralci di epicità rinforzano la struttura delle canzoni, per un piacere che può essere consigliato anche all'amante del Power Metal. Non ci sono quelli che si lasciano ricordare per episodi particolari, ciò potrebbe essere un difetto del disco, forse l'unico, resta il fatto che tutto è ben eseguito e prodotto.
Di Prog ce n'è davvero poco, comunque questo è il genere, per cui la recensione è finita. Disco gradevole senza infamia ne lode. MS

mercoledì 16 novembre 2011

Il Nuovo Governo Monti

Il Governo Monti ha giurato al Quirinale 'L'assenza di politici agevolera' il lavoro'

Giorgio Napolitano: 'Auguri per il difficile compito. Gia' molti segnali positivi da Ue'. Presidente della Repubblica ringrazia Gianni Letta 'per lo spirito di sacrificio'

16 novembre, 18:38 (ANSA.it)

Il premier incaricato Mario Monti ha sciolto la riserva e formato il nuovo Governo: i ministeri sono 17, di cui 12 con portafoglio. I ministri sono 16, infatti il premier mantiene l'interim per l'Economia, tre donne alla guida di dicasteri importanti: Anna Maria Cancellieri all'Interno, Elsa Fornero al Lavoro e Paola Severino alla Giustizia. Tra gli altri ministri: agli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, alla Difesa Giampaolo Di Paola, all'Istruzione Francesco Profumo e Corrado Passera superministro di Sviluppo e Infrastrutture.

GOVERNO MONTI HA GIURATO, IL COMUNICATO DEL QUIRINALE - Il Governo ha prestato giuramento questo pomeriggio al Palazzo del Quirinale. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Senatore Professor Mario Monti, e i Ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato, pronunciando la formula di rito. Erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini. Il Ministro degli Affari Esteri, Ambasciatore Giulio Maria Terzi di Sant'Agata, e il Ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, attualmente all'estero, presteranno giuramento successivamente nelle mani del Capo dello Stato. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.
Con il giuramento di tutti i ministri che compongono l'Esecutivo a guida Mario Monti, il nuovo Governo, in attesa di ottenere le fiducie dalle Camere, è nella pienezza delle sue funzioni.
MONTI ARRIVATO A P.CHIGI, ACCOLTO DA PICCHETTO D'ONORE  - Il neo presidente del Consiglio, Mario Monti, ha raggiunto Palazzo Chigi. Il premier è stato accolto, come da cerimoniale, dal picchetto d'onore e dalla banda dell'esercito nel cortile del Palazzo di governo. Dopo il saluto solenne del suo predecessore, Silvio Berlusconi, il 'professore' salirà per la prima volta in veste di presidente del Consiglio lo 'scalone d'onoré di Palazzo Chigi.

MONTI A COLLOQUIO CON BERLUSCONI E LETTA A P.CHIGI POI PASSAGGIO DELLE CONSEGNE - Il premier Mario Monti ha avuto un colloquio con Silvio Berlusconi e Gianni Letta a Palazzo Chigi dopo il suo ingresso accolto accolto dal picchetto d'onore. Successivamente Monti riceve dal cavaliere, per il tradizionale passaggio delle consegne, la 'campanella' che storicamente viene utilizzata da tutti i capi del governo per dare inizio alla riunione del Consiglio dei ministri.
BERLUSCONI LASCIA PALAZZO CHIGI, PICCHETTO D'ONORE  Silvio Berlusconi, accompagnato da Gianni Letta, lascia palazzo Chigi salutato dal picchetto d'onore, tra gli applausi dei dipendenti del Palazzo. Letta saluta in direzione delle finestre e manda qualche bacio.
SARKOZY A MONTI, 'INSIEME CE LA FAREMO' - "Le settimane che vengono saranno decisive. Insieme ce la faremo": lo scrive il presidente francese Nicolas Sarkozy in una lettera a Mario Monti, resa nota dall'Eliseo.
"I francesi conoscono il suo impegno europeo - scrive il presidente francese Nicolas Sarkozy in una lettera a Mario Monti - ed hanno un grande rispetto per il lavoro da Lei svolto come commissario a Bruxelles per dare dinamismo al mercato interno e alla crescita europea". I francesi, aggiunge Sarkozy, "conoscono la sua determinazione e apprezzano il contributo da lei garantito alla riflessione sulla modernizzazione della Francia nel quadro della Commissione presieduta da Jacques Attali".
"Sono convinto - scrive il presidente francese Nicolas Sarkozy in una lettera a Mario Monti - che l'applicazione da parte dell'Italia di nuove misure che si aggiungono ai piani già adottati vi consentirà, nella fiducia, di trovare il cammino della stabilità e della crescita".
JUNCKER, BUONA NOTIZIA PER ITALIA E EUROZONA - "La formazione del governo Monti "é una buona notizia per l'Italia e la zona dell'euro": lo dichiara il primo ministro del Lussemburgo e presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker.
CARD. BERTONE, UNA BELLA SQUADRA, BUON LAVORO  - "Una bella squadra alla quale auguro buon lavoro". Lo ha detto il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, interpellato dall'ANSA sul nuovo governo presieduto da Mario Monti, a margine di un incontro a Urbino.
CAMERA, MONTI IN AULA DOMANI ALLE 13,30  - Il presidente del Consiglio Mario Monti è atteso nell'Aula della Camera domani alle 13:30 per consegnare il testo delle sue dichiarazioni programmatiche. E presumibile che il voto di fiducia si terrà alla Camera venerdì, dopo quello di domani sera al Senato. Sui tempi del dibattito decideranno i capigruppo, convocati alle 18,30.
NAPOLITANO, SONO SODDISFATTO - 'Sono soddisfatto'': così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al termine del giuramento del governo di Mario Monti al Quirinale.
"Questo governo nasce in un clima positivo, me ne compiaccio", ha aggiunto il presidente della Repubblica.
"Rivolgo un vivissimo saluto al presidente e ai membri del nuovo governo in vista del difficile compito che li attende in condizioni altamente impegnative". E' il saluto che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolge al premier e ai membri del nuovo governo.
NAPOLITANO, GIA' MOLTI SEGNALI POSITIVI DA UE  - La reazione dell'Ue al nuovo governo "la vedremo molto presto", ma già "ci sono molti segnali positivi di fiducia". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a margine della cerimonia di giuramento del governo Monti. "Prestissimo avremo la conferma di questa positiva predisposizione delle istituzioni europee nei nostri confronti", ha detto il capo dello Stato.

NAPOLITANO, GRAZIE A G.LETTA PER SPIRITO SACRIFICIO  - Giorgio Napolitano ha rivolto uno "speciale" ringraziamento a Gianni Letta per "la sempre scrupolosa collaborazione istituzionale, la sensibilità e lo spirito di sacrificio che ha contribuito a tenere vivo e lucido il rapporto tra il presidente della Repubblica e il governo nell'interesse della coesione nazionale".
Presidente, è stata dura? "E' stata delicata e difficile", risponde il presidente della Repubblica commentando la nascita del governo Monti, sottolineando però che quello che è nato è un esecutivo "in grado di trovare le soluzioni più idonee".

NON PRESENZA POLITICI AGEVOLERA' GOVERNO
- "Nelle consultazioni sono arrivato alla conclusione che la non presenza di politici nel governo lo agevolerà: toglierà un motivo di imbarazzo": lo dice il presidente del Consiglio.

ORA SI TRATTERA' DI FARE UNA CORSA
- Non ci saranno "passaggi in corsa, perché di corsa si tratterà". Così Monti lascia intendere quale sarà l'impegno del suo governo dal momento del suo insediamento. Monti lo ha detto escludendo che ci possano essere futuri inserimenti nell'esecutivo di politici.

CRESCITA E SVILUPPO AL CENTRO INIZIATIVA
- "L'affidamento ad una sola persona del ministero dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti, salvo successiva designazione di viceministri, corrisponde ad una logica che desidero molto sottolineare dell'azione di governo: mettere al centro le iniziative coordinate per la crescita economica e lo sviluppo".

AFFIDATI A DONNE MINISTERI GRANDE RILIEVO  - "Sono affidati a personalità femminili ministeri di grande rilievo: Interno, Giustizia, Lavoro e Politiche sociali con delega per le Pari opportunità ".

RISPETTO ED ATTENZIONE PER OPERA BERLUSCONI - "Desidero rivolgere un cordiale saluto al presidente del Consiglio uscente, Silvio Berlusconi, con rispetto ed attenzione per l'opera da lui compiuta".

DOMANI ALLE 13 COMUNICAZIONI MONTI AL SENATO 
- L'Assemblea del Senato è convocata domani, giovedì 17 novembre, alle ore 13, per le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Madama.
MONTI: AL SENATO DOMANI ALLE 20.30 VOTO FIDUCIA - Il voto di fiducia al governo Monti é previsto domani in Senato alle 20.30 con la prima chiama. Le dichiarazioni di voto sono fissate per le 19 mentre il presidente del Consiglio replicherà alle ore 18.30. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama.
GOVERNO: IDV, SI' FIDUCIA, MA NON SIAMO IN MAGGIORANZA - "Daremo il nostro contributo con un voto di fiducia affinché" il governo Monti, caratterizzato da "discontinuità e professionalità", "inizi il suo lavoro". Così il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, parlando a nome del partito. "Ma poi valuteremo provvedimento per provvedimento. E non faremo parte di maggioranze politiche", aggiunge

Omaggio A Tim Burton

Venerdì 2 Dicembre 2011
dalle 22'00
al Bloom di Mezzago, via Curiel 39,
20883 Mezzago (MI)
Italy

L'etichetta Lizard records, l'Associazione Culturale Open Mind e i loro percorsi di musica non convenzionale, per i 15 anni di attività, hanno il piacere di presentare:

"Omaggio a Tim Burton"

L'immaginario noir e surreale del regista statunitense in una serata multimediale con la partecipazione straordinaria di:

Paolo Tofani, Ares Tavolazzi, Walter Calloni 
(dalla formazione originale dell'album "Maledetti" degli Area International Popular Group

Raffaello Regoli (ex allievo di Demetrio Stratos)

e

Labirinto di specchi con Paolo Carelli (ex voce dei Pholas Dactylus
(psychedelic prog rock & readings)
e Gabriele Marroni (videoinstallazioni)

Garden Wall 
(avant math prog ethnic metal)
con Manuela Tadini (attrice)

NichelOdeon 
(dark avant prog with theatrical attitude)
con Giulia Caruso (body painter)

Sciarada 
(cinematic ambient psych prog music)
con Raffaello Regoli e Marcella Fanzaga (danza)

Nell'arco della serata sarà presentato in anteprima assoluta il progetto internazionale 
InSonar 
(extreme vocal and electronic research)
con la partecipazione di Vincenzo Zitello
Walter Calloni, Michele Bertoni (Bondage), Alex Stangoni, Stefano Ferrian, Andrea Quattrini 
e della Compagnia FragilePoesia (danza). 

Videoarte a cura di Marco Iacobelli

Soundscapes a cura di Andrea Illuminati, Alessandro Seravalle, Luca Pissavini e Alex Stangoni

LE BAND NichelOdeon, Garden Wall, Labirinto di specchi e Sciarada 
AVRANNO IL PIACERE DI PRESENTARE IL PROPRIO REPERTORIO E DI SUONARE UNA TRACCIA TRATTA DA UNA COLONNA SONORA DI TIM BURTON CON INTEGRAZIONE DI PROIEZIONI VIDEO E PERFORMANCE ARTISTICHE ISPIRATE ALL'IMMAGINARIO DEL REGISTA STATUNITENSE E REALIZZATE IN TEMPO REALE!

Banchetto vinile e rarità
Gadgets 

INGRESSO GRATUITO

Info: 
Tel: 3402473626 / 039 623853
WEB: 

martedì 15 novembre 2011

Divine Ascension

DIVINE ASCENSION - As the Truth Appears
MRI / Nightmare Records

Distribuzione italiana: -
Genere: Symphonic Metal
Support: CD - 2011



Dalla terra dei canguri questa volta non arriva il solito Hard Rock in chiave AC/DC, tanto per intenderci, bensì Metal sinfonico con voce femminile, quello che comincia ad andare molto di moda in questo periodo. Il genere è ben rappresentato nel passato da band illustri quali i maestri Therion e poi Nightwish, Evanescence, After Forever e Within Temptation. Tastiere molto presenti dunque, su di un intercalare di riff chitarristici massicci solo parzialmente addomesticati dalla buona voce di Jennifer Borg. La composizione strumentale adoperata l'abbiamo gia ascoltata differenti anni fa in band come Artension, tuttavia il gioco vale la candela, ossia rispolverare i fasti degli anni '90 con l'esperienza sonora del nostro periodo porta a risultati alquanto interessanti.Ascoltare "Answers" è come immaginare i Toto metallari, per il piacere di una vasta fetta di pubblico. In "Visionary", che non si discosta molto da quanto descritto, con la sua ritmica possente e granitica, entrano in gioco i Nightwish. Ecco dunque l'importanza dell'enfasi emotiva e dell'approccio sinfonico esaltato dalle tastiere onnipresenti (forse anche troppo) di David Van Pelt. Peccato che non possa io essere sicuro di quanto ascolto in qualità d'incisione perchè sono in possesso solamente di file mp3 e non del cd in questione. Oggi purtroppo la vita del recensore è questa, per cui non sento il basso come si deve (sembra quasi non esserci) e tutto viene penalizzato da una sommaria sonorità alquanto appiccicata, magari nella realtà non sarà così. Le canzoni non si distinguono per personalità, ma sicuramente per qualità, perchè in ambito i Divine Ascension dimostrano di conoscere la materia, peccato solamente di non voler aggiungere molto del proprio, perchè in realtà danno la sensazione di averne le capacità. Il disco nel proseguo scorre a stento, fra alti e bassi (più alti che bassi), non c'è comunque parvenza di staccare un momento l'ascolto. Si corre e si fa enfasi..... etc etc...
Sarà anche un genere molto di moda, ma la sua staticità gia mi preoccupa per il futuro. Chi vivrà vedrà... MS

lunedì 14 novembre 2011

Anubis Gate

ANUBIS GATE - Anubis Gate
Nightmare Records

Distribuzione italiana: -
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2011




A distanza di due anni da "The Detached" tornano all'attenzione del pubblico Metal e Metal Prog i danesi Anubis Gate. Li abbiamo potuti apprezzare nella loro discografia, a partire dal 2004 per giungere oggi al quinto suggello, grazie alla tecnica individuale ed al gusto equilibrato per le buone melodie. Il Metal non stravolge poi di molto il significato dell'essere melodico, l'armonia deve essere diretta e facilmente memorizzabile e così è. Le canzoni scritte da Kim Olsen e Jesper M. Jensen sono questa volta undici e come sempre godono di influenze quali King Crimson, Queensryche, Fates Warning, Genesis, Iced Earth, Iron Maiden e Savatage su tutti.
Avrete capito dagli ingredienti che il pasto è lauto, certamente quelle sono le sonorità, non le composizioni, altrimenti sarebbero dei geni. La voce alta e pulita di Enrik Fevres, sempre senza sbavature, quando scende a compromessi con L'AOR (anche grazie all'uso dei cori in supporto) sa emozionare e coinvolgere. Di carattere gli assolo strumentali, specie quelli della chitarra del duo Jesper - Jensen.. Mi sento anche di fare un elogio separato alla parte ritmica, Morten Sorensens alla batteria ed al basso stesso di Fevres, insomma, la band è coesa e conosce il fatto proprio. Una volta tanto Metal Prog non in Dream Theater style.
La band si sforza a non comporre brani fotocopia, bensì cambia in stile ed approccio, così tutto sembra scorrere meglio. Uno degli esempi maggiori di questa mia osservazione è la buona "Facing Dawn", con interventi al limite dell'AOR , Hard Rock anni '80 e dell'elettronica Post Rock. In un solo brano sanno dare schiaffi e baci, senza strafare, uno su tutti è "World In A Dome". La melodia comunque la fa sempre da padrona.
Ci sanno fare gli Anubis Gate, non tradiscono le aspettative, piuttosto guardano avanti, distaccandosi sempre più dal loro stile d'esordio con crescente personalità. Solo una curiosità, nel disco non ci sono stranamente delle ballate vere e proprie, quelle che solitamente il genere richiede per spezzare l'ascolto. Comunque avanti così. MS

giovedì 10 novembre 2011

Dreamtide

DREAMTIDE - Dreams and Deliver
AOR Heaven

Distribuzione italiana: Frontiers
Genere: AOR

Support: CD - 2008



C’è energia in questo ritorno dei Dreamtide, una energia che aleggia in molti dei brani contenuti in “Dream And Deliver”. Sono passati quattro anni dalla loro ultima comparsa in studio e visto che la band è quasi composta da tutti gli elementi dei Fair Warning, è lecito attendersi qualcosa di altamente coinvolgente. L’ingresso dell’ex bassista degli Scorpions, Francis Buchholz da una marcia in più, per cui le attese sono elevate. Tuttavia dopo ripetuti ascolti di questo buon prodotto, resta un leggero senso di incompiutezza, un poco come quando ci si alza da tavola con un senso di appetito perché non si è mangiato a dovere. Sia chiaro che gli ingredienti sono tutti genuini, peccato forse per una produzione sonora non proprio all’altezza. I suoni restano troppo attaccati, rendendo l’ascolto piatto.
Ma dopo aver narrato le pecche, veniamo ai pregi. Come dicevo all’inizio, l’energia sgorga a iosa, sin dalle iniziali “A Fools Crusade” e “I Don’t Wanna Wait”, con un ottimo e canticchiabile ritornello. Le chitarre sciolinano ottimi assolo, mettendo in cattedra un Hard Rock Melodico dagli indubbi attributi. “Same Star” è sfacciatamente ruffiana, divertente e leggiera, da ascoltare soprattutto in auto quando non si ha voglia di pensare troppo. Il songwriting dell’album aleggia sulla sufficienza ed in alcuni frangenti, come nelle buone ballate “Dancing When The Night Falls” ed “Help Me”, sul discreto. Olaf Senkbell presenta una prova con più meriti che demeriti, forse penalizzato da certi brani francamente fiacchi. Questo è l’unico difetto vero di “Dream And Deliver”, la non continuità. Ci sono alcuni passaggi a vuoto dovuti ad una struttura sonora scontata e sentita. Tutto questo va a discapito della fluidità, pur restando comunque un disco nettamente sopra la sufficienza. Allora godiamo anche dell’ascolto di “The Vow”, un brano che concilia con l’intero genere. I Dreamtide a volte riescono a raggiungere alte vette di gradimento, peccato per quanto detto, altrimenti ora eravamo qui a descrivere con ben altri aggettivi.
Non posso parlare di occasione mancata, perché è un disco da consigliare, certo è che visti i componenti e visto quattro anni, forse sono io che mi attendevo qualcosa di più. Comunque bravi davvero. MS

mercoledì 9 novembre 2011

Marshall

MARSHALL - Pages From the Past: Tome 1
PMP Production
Genere: Heavy Metal
Supporto: cd - 2006



I partenopei Marshall crescono a dismisura, dopo due anni dal buon debutto dal titolo “Garden Of Atlantis” li riascoltiamo oggi con piacevole stupore. La maturazione è non solo nel songwriting, ma anche nella personalità e nel cantato di Bruno Fasulli. Voci Growl si alternano a fasi pulite e richiami agli anni ’70 danno alla torta sonora la giusta ciliegina. Un curato dosaggio degli arrangiamenti, assieme ad una buona produzione, sono una piacevole sorpresa. Considerando la miriade di prodotti scadenti che ci investono in questo periodo dell’era tecnologica, costui è un vero toccasana.
Che il disco viaggi su di un songwriting curato e maturo lo ascoltiamo già nell’iniziale “Mission Empire”. Ci sono lampi di Symphony X, di Queensryche, addirittura qualche scaglia di Savatage e udite, udite un breve coro a cappella stile Gentle Giant.
La ritmica di Lino Mazzola (basso) e Ly Holestone (batteria) è molto preparata e dobbiamo esserlo anche noi nel proseguo del cd, visto che di soluzioni dissonanti ne incontreremo veramente tante.
Un turbinio di influenze, i Marshall sono molto Progressive Metal, ma anche geniali, come negli interventi a sorpresa della brava Marilena Pace (voce soprano). Le tastiere di Marco Signore fanno da legante in questo ribollire di strumenti. Spettacolare e possente “Flower Of Hell”, ma il culmine di “Pages From The Past: Tome 1” viene raggiunto negli undici minuti di “Krakatu”, in esso è racchiuso tutto quello che un Prog fans desidera sentire. C’è da godere nei strepitosi assolo di chitarra di Joe Dardano, un talentuoso strumentista da tenere sotto osservazione.
Se un disco del genere lo avesse composto un gruppo straniero e per giunta inglese o svedese allora adesso molti scribacchini griderebbero al miracolo, ma questa volta è la bandiera italiana ad alzarsi in alto, molto in alto. Cari Marshall, tanto di cappello. MS


lunedì 7 novembre 2011

Place Vendome

PLACE VENDOME - Place Vendome
Frontiers

Genere: Melodic Rock
Supporto: cd - 2005



Conoscete per caso un certo Michael Kiske? Per i più giovani di voi posso dire di aver passato anni meravigliosi ad ascoltarlo cantare nei mitici Helloween, quando stavano scoprendo un nuovo genere. Ma poi il doloroso split e nel 1996 lo ritroviamo a collaborare con il chitarrista degli Iron Maiden Adrian Smith per il debutto di “Instant Clarity”, per il resto solo collaborazioni e rare apparizioni in qualche compilation.
Lo ritroviamo in questo nuovo progetto dal nome Place Vendome in buona compagnia, al basso Tennis Ward, Kosta Zafiriou (Pink Cream 69) alla batteria, Gunther Werno (Vanden Plas) alle tastiere e Uwe Reitenauer (Pink Cream 69) alla chitarra. Le influenze Foreigner e Journey accompagnano a sorpresa tutto il ritorno di questo artista.
Ricerche melodiche nell’iniziale “Cross The Line”, dove la voce di Kiske è sempre un piacere da ascoltare. Peccato che il volume della batteria sia poco elevato e quello del basso quasi inesistente. Sappiamo che Michael è un maestro nel comporre armonie giuste, ascoltarlo in “I Will Be Waiting” è divertente, ma in me incomincia già ad aleggiare una certa malinconia, forse perché mi ero abituato ad ascoltarlo in altri contesti più originali? “Too Late” è quasi una ballata, gentile come una carezza ma troppo sdolcinata, pur essendo di buona fattura.
“I Will Be Gone” è più Rock, sicuramente un buon momento musicale ed in effetti alza anche il tiro, risvegliando in me più attenzione, quella che si era assopita all’ascolto di soluzioni troppo semplici. Tastiere ci circondano e fanno da introduzione a “The Setting Sun”, molto affascinante e per certi versi alla Queensryche. Quando la voce sale sono brividi. Ma ecco “Place Vendome”, ohhh! Era ora, ecco qualcosa su cui muovere i piedi, non a caso fanno capolino proprio gli Helloween! Tutti i successivi brani ritornano verso la dolce musicalità che ha caratterizzato il prodotto.
Si chiude abbastanza bene con “Sign Of Times” ma francamente il disco mi ha lasciato un poco di amaro in bocca, il colmo visto che quasi tutti i brani sono dolcemente articolati.
Francamente da artisti di questo calibro mi aspettavo di più, forse la prossima volta sapranno smentirmi, per ora rimango con i miei dubbi. MS

domenica 6 novembre 2011

Disastro Genova

Maltempo sul Piemonte ancora allerta a Genova

Evacuata Val Pellice. Forti piogge in Veneto, Valdaosta e Campania I VIDEO DEL DISASTRO (Ansa.it)

06 novembre, 10:47

Terzo giorno consecutivo di pioggia, a Genova. Il capoluogo ligure si è svegliato di nuovo sotto un'acqua battente. Ancora deserte le strade, dove resta il divieto di circolazione delle auto. In via Fereggiano, cuore del tragico alluvione in cui hanno perso la vita sei persone, si è ricominciato a spalare il fango. A dare una mano ai residenti della zona un centinaio di lavoratori della Ansaldo Energia. Il maltempo imperversa anche sul resto della Liguria, dove permane lo stato di allerta 2, il massimo grado.
Decine gli interventi dei vigili del fuoco in provincia di Imperia, dove nella notte le raffiche di vento hanno sradicato alberi e rovesciato i dehor dei locali. Nel Savonese, invece, continua a far paura la mareggiata. In tutta la Regione si continua a monitorare il livello di fiumi e torrenti. Al momento, però, non sono segnalate criticità di rilievo.
Notte di pioggia intensa sulla Val di Vara dove, all'alba, si sono intensificati i controlli dei movimenti franosi attorno a Borghetto Vara e Brugnato. Due i 'guadi' provvisori saltati durante la notte sui torrenti. Rocce sono cadute sulla strada per Carrodano. Sotto controllo anche i maggiori affluenti del Vara che 'circondano' i due paesi maggiormente danneggiati dall'alluvione dello scorso 25 ottobre. Sono arrivati altri sacchetti di sabbia utili a 'salvare' dal fango e dall'acqua scantinati e primi piani ma anche a rafforzare gli argini lesionati. E' atteso il vertice al Comitato operativo di Borghetto, previsto per le 9, ma resta confermato il prolungamento dello stato di allerta fino alle 18 di questa sera.
ALLAGAMENTI NELL'ALESSANDRINO - Alcune strade provinciali che corrono nell'Alessandrino sono state interrotte da allagamenti e smottamenti in particolare nelle zone di Ovada e Novi Ligure. Nell'intera provincia, fra le persone già evacuate e quelle che sono state messe in preallarme il totale raggiunge il numero di 540 (a Casale Monferrato sono duecento le persone che, nel caso si verificassero delle criticità, dovranno lasciare la propria abitazione). I volontari che si occupano del monitoraggio dei corsi d'acqua sono trecento. Il loro impiego era stato raccomandato dagli uffici operativi dell'Aipo (agenzia interregionale per il fiume Po) durante la riunione di ieri degli organi di coordinamento della protezione civile.
Il livello dei corsi d'acqua è in crescita e, a Torino, raggiungerà i valori massimi in serata. Il Centro funzionale regionale informa che il posizionamento della depressione è avvenuto a latitudini inferiori rispetto a quanto previsto in un primo momento, facendo registrare valori di precipitazione più bassi nella parte settentrionale del Piemonte e convogliando la fascia più intensa sulla Francia. Nel corso della notte le piogge sono state a tratti molto forti in particolare sulle montagne del Torinese e del Cuneese. A Bobbio Pellice (Torino) sono stati registrati 178 millimetri, a Praly (Torino) centosette e ottantuno a Balme (Torino). In montagna ha nevicato a partire dai 2.200 metri. Al Passo del Moro, nell'Ossola (Vco), sono stati misurati 125 centimetri, al rifugio Gastaldi di Balme (Torino) 115 e al colle dell'Agnello (Cuneo) novantasei.
di Matteo Guidelli e Alessandro Galavotti
GENOVA - Dopo la rabbia, esplode la contestazione nella Genova alluvionata che piange sei morti. Per il sindaco Marta Vincenzi il sopralluogo in via Feraggiano, cuore della tragedia, scatena la protesta della gente: "vergogna, vai via, dimettiti", sono le urla che l'accompagnano. E mentre la Procura ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo plurimo, dal Colle arriva l'invito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Cerchiamo di capire quali siano state le cause di questa tragedia". Genova si risveglia sotto un cielo di nuvole da cui continua a piovere a intermittenza. La città di prima mattina è deserta per il blocco del traffico deciso dall'amministrazione comunale. Per le strade si vedono solo i mezzi di soccorso, mentre in via Feraggiano le ruspe sono al lavoro sin dalle prime ore della mattina per spalare il fango e rimuovere le centinaia di auto accartocciate dall'alluvione.
"E' terribile - dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Roma - assistere impotenti alla tv al dramma di Genova che ha coinvolto così tante persone. Ma le parole servono a poco". Il premier ha assicurato che si farà tutto il possibile per "evitare che ciò che è successo non accada più in futuro". Dal cavaliere, però, è arrivata anche una stoccata. "E' evidente - sottolinea - che si è costruito laddove non si doveva costruire". Parole che scatenano l'ira del Pd. "Sono affermazioni senza vergogna - dice Ermete Realacci - le migliaia di case abusive sono il risultato dei due condoni che portano la sua firma". Nel capoluogo ligure, intanto, arriva il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, per un vertice operativo con il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e il sindaco Vincenzi, che proclama il lutto cittadino per lunedì, quando resteranno ancora chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Al termine della riunione lo stato di allerta 2, il massimo grado, viene prorogato dalle 12 alle 18 di oggi. Il maltempo non concede tregue: "Abbiamo dovuto alzare l'asticella a tutta la giornata di domani", spiega il prefetto Gabrielli, che si sofferma poi sulla polemica relativa all'apertura delle scuole. "Potevano essere tranquillamente chiuse, per ridurre gli spostamenti, ma bisogna decidere - afferma Gabrielli - se si vuole accettare o meno una sorta di patto sociale per evitare che in certe situazioni i sindaci possano essere poi crocifissi.
E' accaduto anche a Obama, che ha preso misure eccezionali per non ripetere quanto accaduto durante Katrina e poi è stato criticato". "E' difficile decidere - ammette anche Burlando - se chiudi le scuole magari ci si arrabbia, se non le chiudi idem. Il problema grande è la difficoltà a fare prevenzione, perché i finanziamenti e le procedure sono lente". "Capisco la rabbia, ma non si può dire che non abbiamo fatto niente", è la difesa del primo cittadino, che ricorda: "Abbiamo ripulito il Bisagno, abbiamo speso 6 milioni sul Fereggiano. Non abbiamo colpe, se non quella di non aver spiegato meglio cosa significa allerta 2". E mentre si continua a spalare fango in via Fereggiano arriva un nuovo allarme che innesca il fuggi-fuggi generale. Gira voce che abbia ceduto una 'diga' a monte del torrente, ma fortunatamente si rivelerà una notizia infondata. Non esiste nessuna diga e l'allarme rientra. Agli abitanti del quartiere si rivolge l'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco: "Siate forti, il dolore è grande, ma ora è il momento di rimboccarsi le maniche".
Al presidente della Cei arriva anche la telefonata del Papa, per manifestargli "la sua personale vicinanza e la sua preghiera per le vittime". Ma non è solo Genova a preoccupare. Nel Levante alluvionato la scorsa settimana si teme per le frane, e nel Tigullio fa paura l'Entella che rischia di esondare. La più piovosa, però, é la provincia di Savona, dove in 36 ore sono caduti 250 millimetri di pioggia. E il mare forza nove tiene con il fiato sospeso. Disagi, al momento limitati, anche nell'Imperiese. Trema anche il Piemonte. Le incessanti piogge che da 24 ore stanno interessando la Regione, oltre che provocare allagamenti e a costringere vigili del fuoco a evacuare diverse abitazioni, fa salire il rischio piena per il Po. Se le previsioni verranno confermate, l'ondata è prevista nella notte tra domenica e lunedì, nel tratto della Valle del Tanaro e raggiungerà i livelli massimi storici sul Po casalese. Gli sfollati, tra le due Regioni, sono circa 1.500. Non resta dunque che aspettare e sperare che la perturbazione passi senza creare altri danni.

sabato 5 novembre 2011

Novak

NOVAK - Forever Endeavour
MTM

Genere: Hard Rock - AOR
Supporto: cd - 2005



“Forever Endavour” è il lavoro solista del cantante dei finlandesi Mind’s Eye. Trattasi di orecchiabile AOR gradevole sin dal primo ascolto, forse anche troppo. Questo fatto è da considerarsi positivo o negativo? Possibile che possa stancare dopo pochi ascolti? Credo di si, ma ovviamente questo dipende soprattutto dai gusti personali di ognuno di noi, che poi in definitiva sono quelli insindacabili. “De gustibus non est disputandum” dicevano gia i nostri antichi antenati latini, ed è una grande verità.
Il disco si apre con la gioviale “Nowere To Run” e da essa trapela immediatamente l’amore di Novak per l’Hard Rock degli anni ’80. Dimostra anche di essere in possesso di grande talento compositivo e pure di aver immagazzinato la lezione dei vecchi maestri del Rock come in “How Does It Fell”. La title-track “Forever Endavour” invece denota anche un interessamento tastieristico nei confronti dei dinosauri Yes ed Asia, quelli ovviamente degli anni ’80.
Non manca nulla fra i solchi ottici, ballate (“Carry On” e la bella “Another Woman” cantata in duetto con Martina Edoff), momenti più aggressivi (“Back To The Free World”) e canzoni fin troppo scontate (“Follow Your Heart”, “Save Me” e “By Your Side”). Interessante finale con “Gates Of Defeat” , intelligente e variegato dove si può tranquillamente affermare che se i Marillion di Hogarth avessero suonato Hard Rock, sarebbe stato sicuramente un loro motivo.
“Forever Endavour” è dunque un disco a corrente alternata che potrebbe immediatamente far breccia nei vostri cuori così come passare inosservato fra qualche sbadiglio. Ai posteri l’ardua sentenza.
Con un poco di personalità in più sono sicuro che in un futuro prossimo Novak ci regalerà storie più interessanti, per ora rimandato. MS



venerdì 4 novembre 2011

ALLUVIONE GENOVA EMERGENZA

Ecco il numero verde per l'emergenza dell'alluvione di Genova:

800177797

Forza Zena ....

Forgotten Suns

FORGOTTEN SUNS - Innergy
ProgRock Records

Distribuzione italiana: Audioglobe
Genere: Prog Metal
Support: CD - 200
9




E’ con estremo piacere ed interesse che recensisco il terzo lavoro da studio della band portoghese Forgotten Suns. La band del chitarrista Ricardo Falcao e del cantante Linx vede la luce molti anni fa, nel 1991, mentre il primo disco ufficiale viene edito nel 2000 e porta il titolo “Fiction Edge 1 (Ascent)”. Ricalcano immediatamente le sonorità tipiche del genere in Europa, per cui tutte le band più importanti vengono saccheggiate dal loro sonwriting.
Solo con il successivo “Snooze” del 2004 le cose cambiano un pochino, c’è un tentativo di spostare le coordinate verso un Metal Prog più “addomesticato”. E’ il New Prog che lo rende più articolato e sensibile quello, per intenderci, caro a band come Arena o Marillion. Questo è un disco più complesso, leggermente fuori dai canoni e che il pubblico sembra apprezzare.
Oggi a distanza di cinque anni li ritroviamo con “Innergy” e se tanto mi da tanto, aspetto un ulteriore passo verso il Prog più canonico, o almeno uno stabilizzarsi della cosa.
Comincia “Flashback” e subito evidenzia una produzione sonora impeccabile. Il suono è deciso, marcato, secco e tagliente, un Metal Prog stile Queensryche o Fates Warning, forse oggi scontato, ma dotato di arrangiamenti gradevolissimi. Gli Arena non ci sono più, il New Prog è assente, un mutamento ulteriore della band, se così vogliamo interpretarlo, verso un suono più moderno, paradossalmente anche più inflazionato. “Racing The Hours” con i suoi otto minuti conferma la strada intrapresa, un suono duro e veloce, anche se le linee vocali sono davvero indovinate ed orecchiabili. La coppia ritmica J,C. Samara e Nuno Correia si dimostra coppia affiatata e perfetta per questo tipo di sonorità. Quello che personalmente mi viene a mancare è l’assenza di solo memorabili, tutto si svolge in ambito canzone e poco più. Qui sembrano i Dream Theater misti agli Iron Maiden! Servono i dieci minuti di “News” per scuotermi dentro, sempre suoni moderni, lontani da un certo tipo di Prog, ma più interessanti. Si intrecciano fraseggi strumentali con parti vocali sensibili e ben interpretate. Le tastiere di Johnny ogni tanto si concedono una fuga, ma tutto questo ha maledettamente la puzza di deja vu. Segue “Doppelganger”, le chitarre sono sempre dure, secche e taglienti, così la ritmica, proprio come detto in “Flashback”, quasi a metà del disco l’ascolto comincia ad avere stanca, non ci sono momenti in cui i Forgotten Suns staccano, rendendo tutto molto pesante ed impersonale. In parte ciò avviene in “An Outer Body Experience”, finalmente qualcosa sembra girare in maniera differente. Gradevolissimo il solo di basso, questo è un buon esempio di “staccare l’ascolto”. Tutto il movimento gode di argento vivo, uno dei momenti più belli del disco. Giungono ora due mini suite, “Outside In” e “Nanoworld”. Gradevolissime, ma nulla di trascendentale, decisamente più interessante la seconda. Suoni tecnologici e voci narranti arricchiscono l’ascolto, ma siamo sempre lì, tutto è gia sentito. Chiude l’ ottima “Mind Over Matter” questo disco fatto di alti e bassi.
Certamente non era proprio questo che mi aspettavo dai portoghesi, dopo quasi cinque anni non andavo proprio a pensare che andassero a pescare nel pentolone dei Dream Theater!
Lo ascolto molte volte, per cercare di capire se sono io, o meglio per metterlo alla prova del tempo e niente da fare, le sensazioni sono sempre le stesse. Peccato, un bel disco che si perde nei canoni del genere in maniera troppo scontata. Va comunque rimarcata l’assoluta professionalità del prodotto, e che sicuramente questo piacerà agli amanti delle band fino ad ora citate. MS


mercoledì 2 novembre 2011

David Readman

DAVID READMAN - David Readman
Frontiers

Distribuzione italiana: Frontiers
Genere: Hard Rock Melodico
Support: CD - 2007



I Pink Cream 69 sono una grande band di Hard Rock. Hanno dato vigore a centinaia di mie giornate, sapete quando l’energia ti entra dentro come una scarica elettrica? Ebbene la voce di Readman è portatrice di queste frequenze. Non è difficile per me recensire un disco del genere, gioco in casa, così David con L’Hard Rock Melodico. E’ il suo primo album solista e per questo si avvale del fido chitarrista Uwe Reitenauer e sempre allo stesso strumento troviamo anche Alex Beyrodt, Gerald Ranger e Tommy Denander. Le tastiere sono affidate ad Eric Ragno ed a Gunter Werno (Vandenplas), mentre al basso c’è Paul Louge ed alla batteria Dirk Bruinenberg e Chris Schmidt.
Dopo la scorpacciata recente di “In10sity” della band madre, resta difficile credere ancora una volta ad una dozzina di altre ottime song, ma per fortuna così è. Gli ingredienti sono sempre genuini, assolo di chitarra, mid tempi sensuali e tanta melodia con annesso ritornello micidiale, il tutto accompagnato dalla bella voce di David. Vigorose “Without You” ed “Evil Combination”, mentre più ruffiana è “Take These Tears”. La produzione di Dennis Ward merita una menzione a parte, il suono pulito dona risalto alla voce dell’artista, sa rendere nitide le parti più acustiche e rende giustizia metallica a quelle più elettriche. Il brano trainer è “Don’t Let It Slip Away”, del quale possiamo anche goderne la clip multimediale. Il tedesco si muove sinuosamente anche in “No Peace For The Wicked”, un pezzo che sembra essere uscito dalla mente di Coverdale e soci. Tutto il cd sembra seguire la regola del gioco schiaffo o bacio. Un viaggio in paradiso con “Long Way To Heaven”, una strizzatina d’occhio ai Saxon in “Wild In The City” ed un sensuale abbraccio con “Gentle Touch”. Ma il meglio lo troviamo nella conclusiva “Love In Vain”, canzone dalla classe cristallina, come il pedegree di questo artista, il quale merita sicuramente tutta la nostra ammirazione.
Amanti del Melodic Hard Rock fatevi sotto, ma attenti alle overdose di adrenalina.
Io sono con David! MS