ARTHUR
- Where We Lay Our Scene
Autoproduzione
Genere: Heavy Prog Psichedelico
Supporto: Digital / Bandcamp – 2026
Sempre
più esordi nell’ambito Progressive Rock (e non soltanto) si autoproducono sul
portale Bandcamp, oramai divenuto un punto di riferimento per molti
appassionati di questo genere di musica. Sono i tempi moderni dove il supporto
fisico va sempre calando, salvo qualche sporadico e accanito appassionato che
ancora ama collezionare dischi. I dati tendono a raccontare che oggi la gente
compera molti vinili e CD, alternando cifre più o meno credibili, ma è divenuto
impossibile credere effettivamente a cosa si legge nel web, per cui vi
consiglio di prendere tutto ciò con il beneficio dell’inventario.
Quello
che invece è realtà è il numero delle band italiane che nascono sotto la
bandiera della musica dei tempi che furono, seppur apportando del proprio
attraverso la personalità , tanto da far divenire il termine Progressive Rock
difficile da comprendere. Se siete più curiosi, al riguardo ho scritto il libro
“Post Prog Moderno” edito da Arcana.
Una
nuova band nel contesto proviene da Biella e si chiama Arthur. Nascono nel 2018, e sono formati dall'incontro di tre
musicisti nell'orbita della scuola di musica Dyapason: Elia Guidetti (chitarra, sintetizzatori, narrazione),
Simone Bongiovanni (basso, tastiere, sintetizzatori, narrazione), e Simone
Guidetti (batteria, percussioni, narrazione). Uniti da una
profonda passione per il Rock Progressivo, il Rock Psichedelico e la musica per
immagini, gli Arthur attingono alla lezione dei grandi maestri del genere passando
attraverso le trame articolate dei Rush e dei King Crimson all'impianto
melodico degli Yes, rielaborando il tutto con una sensibilità compositiva
fresca e moderna. “Where We Lay Our Scene” è un concept album completamente
strumentale ispirato dal celebre Prologo shakespeariano di Romeo e Giulietta
("In fair Verona, where we lay our scene...").
Come
ogni album a tema, inizia con il classico “Overture” anticipato dall’intro “The
Curtain Falls”. L’impatto drammatico introduce i temi ricorrenti dell'album con
la chitarra dialogante attraverso una sezione ritmica solida e dinamica,
alternando aperture sinfoniche e accelerazioni Progressive. Segue un altro
breve intro dal titolo “Announcement” che simula il bando di
corte o la chiamata alle armi prima del grande evento “Gran Galà”, pezzo vivo ed eclettico dove il Rock è
assoluto protagonista. Il basso di Bongiovanni ricama linee melodiche portanti,
sostenuto da continui cambi di tempo della batteria. Segue “Fuga In E Strano”,
qui il ritmo diventa maggiormente serrato, mentre il titolo ironico gioca sul
doppio senso tra la forma contrappuntistica classica (la fuga) e l'azione del
fuggire, costruita attorno alla tonalità di Mi (E). Ricca di incastri metrici
serrati e arpeggi obliqui di chitarra. E’ un momento di rottura, una fuga
concitata o un inseguimento labirintico attraverso territori sconosciuti.
Altra
traccia breve è “Bonfire Lit”, che conduce a “ Notte:
Riposo Al Chiaro Di Luna (Pt 1)”, un momento di sospensione, riposo e
meditazione attorno al fuoco prima della battaglia finale. “Notte: La Bestia,
Pt. 2” è un cambio di registro che si sviluppa su riff pesanti, tempi dispari e
sonorità cupe vicine al Progressive Metal e al Rock Psichedelico più acido. Qui
il risveglio della minaccia e lo scontro diretto con l'elemento oscuro
("La Bestia") nel cuore della notte. La chiusura spetta ad una mini
suite di dieci minuti intitolata “Arthur Last Stand: i. Epilogue, ii. The
Battlefield, iii. Suspence and Memories, iv Induction”. Divisa in quattro
sezioni distinte, mostra la maturità compositiva del trio tra esplosioni Hard Prog,
riprese di temi precedenti e un articolato finale sinfonico. Esso narra la
battaglia finale, i ricordi del passato che affiorano durante il combattimento
("Suspence And Memories") e il tragico ed eroico compimento del
destino del protagonista ("Last Stand").
“Where
We Lay Our Scene” si rivela quindi un esordio coraggioso e fresco, in cui gli
Arthur dimostrano che non servono le parole per raccontare una grande storia.
Con una spiccata maturità nell'intrecciare trame strumentali eleganti e strappi
Hard Prog, il trio biellese firma una prova solida e priva di fronzoli,
confermando come la scena indipendente italiana sappia ancora sfornare realtà
capaci di guardare alla tradizione con occhi moderni. Un nome da tenere
assolutamente d'occhio. MS
Ascolto BANDCAMP: https://thearturproject.bandcamp.com/album/where-we-lay-our-scene
Versione Inglese:











