LITURGIA DEL PIOMBO – Volume Primo
Autoproduzione
Genere: Progressive Rock /
Sperimentale
Supporto: Bandcamp / Spotify /
Anghami – 2026
Il
mondo del web è fantastico: se usato correttamente, permette di fare scoperte
inattese, specialmente in ambito musicale. Esistono artisti che si
autoproducono senza nemmeno stampare il supporto fisico e, cosa ancor più
singolare, non lasciano tracce sui social o nei siti specializzati, rimanendo
quasi avvolti nel mistero.
Mi
sono imbattuto per caso nel progetto Liturgia Del Piombo del polistrumentista
Ludovico Maggi Padovan (Wanda Wulz) e, al di là della discografia presente su
Bandcamp, Spotify e Anghami, non si trovano altre notizie. Forse non sono stato
meticoloso nella ricerca, ma ammetto che procedere "al buio" ha il
suo fascino.
Il
nome del progetto mi ha colpito immediatamente, richiamando l’immaginario
tipico del Progressive Rock, così come la copertina, che non lascia dubbi sul
tema dell'opera: l’omicidio di Aldo Moro e gli "anni di piombo". La
discografia di Liturgia Del Piombo include già i lavori “1978” (2022), “Sisde”
(2023) e “Vajony” (2025).
“Volume
Primo” è suddiviso in otto tracce denominate “pagine”. La curiosità era molta:
visti i temi trattati, mi sarei aspettato un richiamo stilistico agli Area,
invece sono stato spiazzato da una varietà di generi inaspettata.
Già
da “Pagine 1 – 83” emergono le ottime doti tecniche di Maggi Padovan: fiati,
batteria, tastiere, basso e chitarra elettrica (con un assolo eccellente) si
fondono in un Jazz Prog scoppiettante, che si lancia in scorribande sonore
dall'autorità sorprendente. L’atmosfera degli anni '70 è palpabile, ma a
colpire maggiormente sono la composizione, mai banale, e la qualità
dell'incisione.
In
“Pagine 84 – 168”, tra sax e clarinetto, si spazia attraverso atmosfere
mutevoli che sfociano nell’Hard Prog, sostenute da una sezione ritmica precisa
e massiccia, impreziosita da un ottimo giro di basso.
Le
sorprese continuano con l’andamento alla Opeth (nella loro veste strumentale e
meno metallica) di “Pagine 169 – 253”, la malinconia di “Pagine 254 – 336” —
caratterizzata da una chitarra elettrica straziante in stile Porcupine Tree — e
la spiazzante varietà di cambi umorali in “Pagine 337 – 419”. Giunto a questo
punto, ho sentito il bisogno di una pausa riflessiva: raramente un album
interamente strumentale riesce a colpire con tale forza.
Gli
ultimi tre brani, “Pagine 420 – 505”, “Pagine 506 – 593” e “Pagine 594 – 666”,
sono altrettanto geniali, ma non vorrei rovinarvi l’esperienza dell’ascolto
anticipando troppo. Ho persino avuto dubbi se ci fosse stato l’uso dell’IA
tanto tutto è perfetto.
“Volume
Primo” è un lavoro eccellente. Sono felice di averlo scoperto e ora non mi
resta che approfondire l'intera discografia di Liturgia Del Piombo, sperando di
scovare presto nuove informazioni sull'autore.
Eccellente!
MS
Versione Inglese:












