I Miei Libri
mercoledì 27 maggio 2026
Deus Ex Machina, il Prog latino
Acustic Tri-On
ACUSTIC
TRI-ON – Novecento
Danyby
Genere:
Jazz Rock
Supporto: CD – 2026
Negli
anni ’70 una delle band più interessanti dell’intero panorama italico in ambito
Progressive Rock è stata quella dei Jumbo di Alvaro Fella e del chitarrista
Daniele Bianchini, purtroppo recentemente scomparso. Collaboratore di Franco
Battiato, Bianchini sin dal 1961 ha saputo spaziare in numerosi generi musicali
che vanno dall’Hard Rock al Prog, alla Fusion e alla New Age.
Nel
1985 forma il gruppo multimediale Moving Music, concretizzando le esperienze di
quegli anni con lo spettacolo “Il Cappello Magico”. Nel 2001 incide il CD
“Passing By”, mentre nel 2004 escono il DVD “Jumbo Anthology” e il CD “Poche
Parole”.
Ma
è nel 2011 che l’artista trova una nuova sintesi con il passaggio alla chitarra
acustica pizzicata nel progetto Tri-On, attraverso un'attitudine sperimentale e
la potenza del linguaggio Rock. Il trio è composto da Paul Richard Hager
(chitarra, basso, tastiere, cori), Dave Vaglia (batteria) e Daniele Bianchini
(chitarre, voce).
Fra
passato e presente, la sua musica è totale, anche se la veste primaria deriva
dal Jazz Prog e il risultato porta il titolo di “Novecento”: otto canzoni con
riflessioni sulla pandemia e sull’ombra dei conflitti attuali (l'album fu
terminato proprio nei giorni dell'ammassarsi delle truppe ai confini ucraini),
che invitano l’ascoltatore a riscoprire l’umiltà, lo studio e la ricerca come
uniche armi contro l’arroganza del presente.
La
band riesce in un'impresa non facile: prendere la complessità innata del
Progressive Rock e spogliarla, distillandola in un assetto prevalentemente
acustico senza perdere un briciolo di potenza espressiva o di dinamismo.
L'album esplora altresì costellazioni tematiche legate al tempo, all'identità,
all'evoluzione scientifica e alla memoria. L'idea portante è che il nostro
Presente sia costantemente plasmato dalla storia e che non possa esistere alcun
Futuro senza la salvaguardia della memoria del Passato.
Un
esempio lampante di questa commistione tra scienza ed etica è il brano
"Via Panisperna", chiaramente ispirato alla celebre via romana e alla
misteriosa figura del fisico Ettore Majorana, che porta l'ascoltatore a
riflettere sul peso e sulle responsabilità della conoscenza umana.
Dal
punto di vista sonoro, “Novecento” è un disco per lo più strumentale,
caratterizzato da un intreccio organico e fluido tra le due chitarre acustiche
e le percussioni, radicato nella sensibilità degli anni '70 ma proiettato in
avanti.
L'album
è inoltre accompagnato da una guida all'ascolto dettagliata, concepita come
parte integrante dell'opera per permettere all'ascoltatore di decodificare i
fili concettuali ed emotivi che collegano i vari brani.
Tutto
è misurato, riflessivo e controcorrente. In un mercato musicale dominato
dall'istantaneità e dall'iperproduzione, i TRI-ON invitano a un ascolto lento,
attento e profondo, lasciando un segno indelebile nel panorama del Progressive
acustico italiano.
In
occasione di questa pubblicazione, è stata creata una pagina di raccolta fondi
in memoria di Daniele Bianchini. L'iniziativa nasce per trasformare il ricordo
di un artista amato in speranza e futuro per migliaia di persone che hanno
bisogno di cure: ogni donazione a EMERGENCY si trasformerà in gesti di pace e
assistenza medica gratuita, in Italia e nel mondo. MS
ACUSTIC TRI-ON – Novecento
Danyby
Genre: Jazz Rock
Format: CD – 2026
In the 1970s, one of the most interesting bands on the
entire Italian Progressive Rock scene was Jumbo, led by Alvaro Fella and
guitarist Daniele Bianchini, who sadly passed away recently. A collaborator of
Franco Battiato, Bianchini had been able to span numerous musical genres since
1961, ranging from Hard Rock to Prog, Fusion, and New Age.
In 1985, he formed the multimedia group Moving Music,
bringing the experiences of those years to life with the show “Il Cappello
Magico”. In 2001, he recorded the CD “Passing By”, while 2004 saw the release
of the DVD “Jumbo Anthology” and the CD “Poche Parole”.
But it was in 2011 that the artist found a new
synthesis by shifting to the fingerpicked acoustic guitar in the Tri-On
project, through an experimental attitude and the power of Rock language. The
trio consists of Paul Richard Hager (guitar, bass, keyboards, backing vocals),
Dave Vaglia (drums), and Daniele Bianchini (guitars, vocals).
Between past and present, his music is total, even
though its primary guise stems from Jazz Prog, and the result is titled
“Novecento”: eight songs featuring reflections on the pandemic and the shadow
of current conflicts (the album was finished precisely during the days when
troops were massing on the Ukrainian borders), inviting the listener to
rediscover humility, study, and research as the only weapons against the
arrogance of the present.
The band succeeds in a far from easy task: taking the
inherent complexity of Progressive Rock and stripping it down, distilling it
into a predominantly acoustic arrangement without losing a single fraction of
expressive power or dynamism. The album also explores thematic constellations
related to time, identity, scientific evolution, and memory. The core idea is
that our Present is constantly shaped by history, and that no Future can exist
without safeguarding the memory of the Past.
A striking example of this blend of science and ethics
is the track "Via Panisperna", clearly inspired by the famous Roman
street and the mysterious figure of physicist Ettore Majorana, which leads the
listener to reflect on the weight and responsibilities of human knowledge.
From a sonic standpoint, “Novecento” is a mostly
instrumental album, characterized by an organic and fluid interplay between the
two acoustic guitars and percussion, rooted in the sensitivity of the 1970s but
projected forward.
The album is also accompanied by a detailed listening
guide, conceived as an integral part of the work to allow the listener to
decode the conceptual and emotional threads connecting the various tracks.
Everything is measured, reflective, and
counter-current. In a music market dominated by instantaneousness and
overproduction, TRI-ON invite us to a slow, attentive, and deep listening
experience, leaving an indelible mark on the Italian acoustic Progressive
scene.
To mark this release, a fundraising page has been
created in memory of Daniele Bianchini. The initiative was born to transform
the memory of a beloved artist into hope and a future for thousands of people
in need of care: every donation to EMERGENCY will turn into gestures of peace
and free medical assistance, in Italy and worldwide. MS
martedì 26 maggio 2026
Uscite Metal Progressive Italiano 2026
USCITE
METAL PROGRESSIVE ITALIANO 2026
In
questo breve speciale consiglio l’ascolto di cinque album Metal Progressive
usciti nel corso del 2026.
GABRIELS - Fist of the Seven Stars - Act 5: The Final
Conflict
Broken Bones Promotion & Productions
Gabriels (progetto guidato dal tastierista e compositore siciliano Gabriele
"Gabriels" Crisafulli), segna il monumentale capitolo conclusivo di
una delle saghe concept più ambiziose del panorama metal tricolore.
L'opera
porta a compimento la maestosa rilettura in chiave metal sinfonico/Rock opera
di Hokuto no Ken (Ken il Guerriero). In particolare, questo quinto atto si
concentra sugli eventi drammatici legati alla scoperta dell'Ultimo Generale di
Nanto e alla resa dei conti finale tra i fratelli di Hokuto, condensando in
musica sacrifici, epicità e pathos drammatico. Dal punto di
vista stilistico, l'album è un crocevia ricchissimo dove il Power Metal
sinfonico incontra l'AOR, il Progressive Metal e la magniloquenza della Rock
Opera vecchio stile anni '80. Come da tradizione per le
produzioni di Gabriels, l'album vanta un cast eccezionale, con i cantanti che
interpretano veri e propri ruoli teatrali: Ken: Wild Steel, Raoul:
Antonio Pecere, Julia: Tsena Stefanova Kercheva, Juza (delle Nuvole): Roberto
Tiranti (Labyrinth), Fudo (della Montagna): Dave Dell'Orto, Tou: Monica Marozzi,
e Ryaku: Fabio Carmotti. Accanto a Gabriels (tastiere), Brantley Rogers
(batteria) e ai bassisti Maletoth e Adrian Hansen, si avvicenda una schiera di
chitarristi solisti eccezionali per i vari brani, tra cui Frank Caruso, Dr.
Viossy, Antonello Giliberto, Tommy Vitaly, Glauber Oliveira, Emanuele
Alessandro e Patrick Fisichella. L'album si sviluppa su
13 tracce per oltre un'ora di durata complessiva.
Un
finale di saga coerente, pomposo e dal grande spessore compositivo, imperdibile
per gli amanti del metal melodico, del power sinfonico e delle grandi
narrazioni in musica.
VANDERLUST
- The Human Farm
Rockshots
Records
Il
secondo full-length della band segna un'importante evoluzione
rispetto al debutto omonimo del 2022, configurandosi come una vera e propria
sci-fi Metal opera (o concept album fantascientifico) della durata di circa 47
minuti, dove il gruppo fonde solidità Power Metal, articolazioni Progressive ed
elementi Thrash sinfonici.
La
storia si svolge in un futuro distopico (attorno al 2500 d.C.). Una razza
aliena millenaria, i Coelacanths, offre all'umanità una vita apparentemente
perfetta, sicura e agiata, ma con un prezzo terribile: giunti all'età di
quarant'anni, gli individui devono essere eliminati.
Centinaia
di anni dopo l'inizio di questo accordo, il protagonista (Abe) inizia a mettere
in discussione la perfezione del sistema, scoprendo la drammatica verità:
l'umanità è stata ridotta a una vera e propria "fattoria emotiva",
allevata dagli alieni per raccogliere e consumare i sentimenti e le emozioni
umane. Da qui si innesca la scintilla della ribellione, che porta a fughe
spaziali, battaglie e a una profonda riflessione esistenziale sul costo reale
della libertà rispetto a una gabbia dorata.
I
Vanderlust vedono tra le proprie fila musicisti già noti nel panorama
underground con trascorsi in band come S91, Il Segno del Comando e Sacredfice: Riccardo
"ZP" Morello (voce), Francesco "Franz" Romeggini (chitarre,
composizioni), David Cantina (basso), e Giacomo "Giachi" Mezzetti (batteria).
Musicalmente
l'album è un passo avanti per la band, che ha saputo arricchire i riff serrati
e i richiami a mostri sacri come Megadeth, Vektor o Blind Guardian, con
atmosfere futuristiche, orchestrazioni e aperture melodiche drammatiche ispirate
al filone Kamelot e Dream Theater.
PRIMALUCE
– Way Of Perfection
Autoproduzione
Dopo
il successo di “Dark Mirrors” (2025) e “Metamors” (2025), tornano
immediatamente i Primaluce, formazione capitanata dal polistrumentista Stefano
Primaluce, a testimonianza di un momento di grande ispirazione creativa.
Attraverso
dinamiche mutevoli, “Way Of Perfection” si sviluppa come un concept album che
esplora la tensione tra disciplina e istinto, controllo e liberazione,
precisione ed emozione. Il lavoro affronta il superamento dei propri limiti e
l’eterna lotta tra luce e ombra. La line-up che ha inciso il disco vede Stefano
Primaluce (chitarre ritmiche, tastiere, cori, programmazione) affiancato da
Andrea Rocchi (chitarra solista e acustica), Marco Adami (basso), Michele
Avella (batteria) e Falco alla voce.
Come
il genere impone, le dodici tracce variano da mid-tempo diretti a composizioni
articolate; non stupisce, dunque, riscontrare sonorità care a icone come Dream
Theater e Fates Warning. Nonostante l’uso di tempi dispari e la complessità
tecnica, il gruppo non rinuncia mai alla "forma canzone" e a
ritornelli piuttosto aperti. In questo contesto, l'uso delle tastiere risulta
fondamentale per tessere tappeti sonori che conferiscono profondità ai riff di
chitarra più serrati.
Con
questo lavoro, i Primaluce regalano un piccolo gioiello, candidandosi tra le
realtà più significative della nostra scena. Un disco che metterà d’accordo gli
amanti di queste sonorità, offrendo al contempo un'ottima occasione ai neofiti
per avvicinarsi a un genere capace di stupire.
FOR MY DEMONS – Tristesse
Volcano Records & Promotion
Il
quartetto capitolino, guidato dalla voce profonda e versatile di Gabriele
Palmieri (ex-Neverdream), con Andrea Terzulli (basso), Francesco La Dolcetta (chitarra),
e Giovanni Masotti (batteria) ha confezionato un'opera interamente dedicata
alla tormentata esistenza, alle sofferenze e alla straordinaria visione
artistica di Vincent van Gogh. Il titolo stesso, Tristesse, evoca il nucleo
malinconico ed esistenziale che ha accompagnato il pittore olandese fino ai
suoi ultimi giorni (ispirandosi alla celebre frase a lui attribuita: "La
tristezza durerà per sempre").
Dal
punto di vista prettamente musicale, il disco si muove su coordinate
Progressive Dark/Gothic Metal. Non bisogna attendersi dunque un Prog infarcito
di sterili tecnicismi o continui funambolismi strumentali; la band punta tutto
sulla creazione di trame atmosferiche avvolgenti, stratificate e fortemente
evocative. L'andamento dei brani è narrativo e teatrale, alternando riff
pesanti e cadenzati a squarci di pura melodia ed elettronica crepuscolare.
I
punti di riferimento più evidenti e dichiarati sono i Katatonia dell'ultimo
corso, i pesi massimi svedesi Soen e le sfumature più intime ed eleganti degli
Evergrey o dei Dream Theater meno barocchi.
Un
lavoro maturo, compatto e decisamente focalizzato sulla narrazione emozionale,
perfetto per chi ama le contaminazioni più scure del metallo Progressivo.
WALLS
OF BABYLON - Aeons Apart
Wanikiya
Record/Promotion
Quarto
album in studio per la band fabrianese (AN) Walls Of Babylon formata da Valerio
Gaoni (voce), Fabiano Pietrini (chitarra), Francesco Pellegrini (chitarra
solista), Matteo Carovana (basso) e Marco Barbarossa (batteria).
Musicalmente la band prosegue lungo la propria personale carreggiata che fonde la potenza e la velocità d'impatto del Power Metal classico con le strutture articolate, gli arrangiamenti sinfonici e i tempi dispari tipici del Progressive Metal. Rispetto al passato, con “Aeons Apart” la band ha cercato una produzione volutamente più diretta, dinamica e ottimizzata per la dimensione live. I riff restano granitici e i duetti chitarristici sono affilatissimi, ma c'è una grandissima attenzione all'orecchiabilità dei ritornelli e alla pulizia melodica, strizzando l'occhio a colossi internazionali come Kamelot, Conception, Angra o i primi Seventh Wonder.
Il vero punto di forza del disco, oltre all'ineccepibile comparto tecnico, risiede nella sua struttura lirica. “Aeons Apart” si sviluppa come un particolare tipo di concept album:
Le
prime otto tracce sembrano storie completamente slegate tra loro (si spazia
dalle gesta di un anziano cavaliere medievale, alle vicende di un cacciatore
spaziale, fino ai tormenti interiori di un vampiro). Tuttavia, la traccia
conclusiva, Epilogue, funge da chiave di volta svelando il filo conduttore,
tutti i brani non sono altro che i racconti partoriti dalla mente di uno
scrittore sul letto di morte. L'autore si è rifugiato per tutta la vita nella
sua vena creativa come metafora e scudo per sfuggire a un mondo che non lo
comprendeva, e nell'epilogo ringrazia i suoi stessi personaggi per essergli
stati più vicini di qualunque essere umano reale.
Un
lavoro imponente che conferma la band tra le realtà più solide e creative del
metallo Progressivo del centro Italia.

















