BACO DÌ SILENZIO – La Caratura
Delle Penisole
Autoproduzione
Genere: Crossover Prog
Supporto: CD / Bandcamp / Spotify - 2026
A
pochi mesi di distanza dall’uscita di “Aquile E Cieli”, il polistrumentista
siracusano di Augusta Salvatore Scuderi (Anèma) torna con un disco se vogliamo
ancor più Prog del precedente. L’autore si spinge dentro il genere ricercando
suoni che ben si intersecano con i testi impegnati e alla metrica vocale non
convenzionale. Attraverso interpretazioni sentite e a tratti sussurrate, i
testi di Salvatore Scuderi sono densi, carichi di simbolismo e riferimenti
letterari, mentre la musica si espande per dare spazio a ogni immagine poetica.
Il
mare è preso come confine, specchio e utero, l’uso di termini come
"caratura", "penisole", "angoli" cercano di dare
una forma fisica a sentimenti astratti. Non esula la critica alla società con
un richiamo costante a restare "umani" e vigili contro l'apatia dei
tempi moderni.
Salvatore
Scuderi per decantare tutto ciò, non usa la rima facile, ma preferisce la forza
dell'evocazione. Assieme a lui un nutrito gruppo di ospiti partecipano alla
realizzazione dei dodici brani che compongono l’album e li andremo a conoscere
durante il percorso, anche se di base suonano Lorenzo Giannì (Anèma)
(chitarra), Dario Giannì (Anèma) (basso), Filippo Rosati (chitarra), e Maurizio
Antonini (batteria).
L’album
si apre con un pezzo dalla melodia lineare arricchita da arrangiamenti
orchestrali che cullano l'ascoltatore come onde intitolato “Mare Sugli Occhi”.
L'immagine del "mare sugli occhi" suggerisce un filtro. È quella
sottile patina di sale o di lacrime che distorce la vista ma rende tutto più
lucido interiormente. Scuderi canta di una Sicilia che non è folklore, ma
isolamento necessario. Il testo evoca la sensazione di chi guarda l'orizzonte
sapendo che la bellezza è un peso: "Porto il mare sugli occhi per non
vedere il confine". È un inno alla libertà mentale contro le barriere
fisiche (le penisole, appunto).
“Cosmopolite”
è una traccia che mostra il lato più dinamico e Crossover di Baco Dì Silenzio,
oserei dire più contemporaneo. Importante l’uso delle chitarre elettriche al
centro del movimento, ma altrettanto lo sono le tastiere che tessono atmosfere
oniriche. Questo contrasto tra l'elettronico e l'analogico rappresenta
perfettamente il conflitto tra la modernità cosmopolita e la natura umana. Il
testo suggerisce che essere "Cosmopolite" spesso significa
semplicemente essere "superficiali", toccando le superfici delle diverse
culture senza mai scavare nella loro caratura. C'è un richiamo alla perdita
delle radici, si è cittadini del mondo, ma spesso ci si ritrova stranieri a se
stessi.
Ispirato
al racconto di Tomasi di Lampedusa (La Sirena), “Lighea” è un evidente richiamo
all’approccio musicale e vocale dell’Alan Sorrenti di “Aria”, mentre il brano
più "politico" (in senso filosofico) del disco è “Cuori Umani” e
parla della meccanicizzazione dei sentimenti. "Cuori umani in scatole di
latta" è un'immagine che ricorre per descrivere come la frenesia moderna
abbia tolto il valore al pregio del contatto umano. Il tutto si svolge su una
struttura Prog classica. Qui Scuderi mette in mostra la sua abilità
polistrumentista con cambi di tempo tra le strofe, mentre il bridge strumentale
serve a creare quel senso di smarrimento di cui parla il testo. Abramo Riti
partecipa con le tastiere, Sergio Rabello ai violini e Roberto Pace è al basso.
Essendo
di base un album Progressive Rock, non esula neppure la suite di tredici minuti
qui intitolata “Oltre Lo Specchio”, il momento in cui i musicisti dialogano
maggiormente. È una sezione ricca di contrappunti, dove il basso e le tastiere
si rincorrono in un vortice che richiama le atmosfere dei primi Genesis ma con
una produzione nitida e moderna del 2026. Si chiude con un'apertura melodica
grandiosa, dopo il caos della "frantumazione", l'armonia si
ricompone. È un finale catartico, epico, che lascia l'ascoltatore in uno stato
di pace quasi spirituale. Al flauto è presente Davide Bonomo.
Questi
in definitiva sono i brani che più hanno fatto cavalcare la mia fantasia, gli
altri li lascio a voi.
“La
Caratura Delle Penisole” ricerca il valore nell'isolamento,
"Penisole" perché la penisola è una terra che vorrebbe essere isola
ma non può perchè è attaccata al continente (la realtà, la società) ma protende
tutta se stessa verso il mare (l'ignoto, l'arte). Un disco che mostra in
maniera cristallina le capacità artistiche di Scuderi e altresì palesa tutta la
sua cultura. Profondamente coinvolgente e curato. MS
Versione Inglese:













