THE
SACRED TREE – Reconciliation
Ma.Ra.Cash
/ Luminol Records
Genere: Crossover Prog
Supporto: CD / Bandcamp – 2026
Nati
dall'unione di musicisti provenienti sia dalla scena jazzistica contemporanea
che dal Rock sperimentale italiano, i The Sacred Tree si sono costituiti con un
obiettivo preciso, quello di esplorare il legame ancestrale tra musica,
spiritualità e natura.
Il
nome stesso della band è un omaggio al "Cenno dell'Albero Sacro", un
simbolo universale presente in moltissime culture indigene.
Il
nucleo del loro manifesto artistico risiede nell'esplorazione
dell'etnomusicologia e della spiritualità profonda, traendo una fortissima e
dichiarata ispirazione dalla cultura, dalle tradizioni e dalla musica dei
Nativi Americani.
La
lavorazione dell'album è iniziata raccogliendo suggestioni legate ai canti
spirituali, alle scale modali della tradizione dei popoli nativi e ai ritmi
ipnotici legati ai rituali della terra, il tutto riletto attraverso la lente
dell'improvvisazione jazzistica europea e le complesse strutture del Prog.
“Reconciliation”
(Riconciliazione) si sviluppa quindi come una sorta di concept-album incentrato
sulla necessità di risanare la frattura tra l'uomo moderno e la Terra,
riabbracciando una visione olistica dell'esistenza.
Più
che su testi cantati in forma canonica o narrativa, l'album vive di evocazioni,
e musica esplicita seppur ricercata e bene arrangiata. Gli strumenti hanno
voce, e a dargliela sono Lorenzo Colombo (sax), Nicola Puccetti (pianoforte),
Tiziano Codoro (tromba), Gabriele Montanari (violoncello), Giovanni Zacchetti
(batteria), e Toni Atrigna (basso).
“A
Family Affair” è una suite di quasi
dieci minuti. Il titolo ("Una questione di famiglia") introduce una
forte componente intima o di legame stretto all'interno del concept del disco,
sviluppata attraverso una composizione strutturata che si prende tutto il tempo
necessario per introdurre l'ascoltatore nelle atmosfere e nel sound
dell'ensemble. La tromba mi rimanda schegge di Nucleus mentre i cambi di ritmo conducono
inevitabilmente al classico percorso Progressive Rock.
Il
secondo brano “Time To Say Goodbye”, mantiene la medesima importanza temporale
del primo. Una traccia dal titolo fortemente evocativo e malinconico ("Il
momento di dire addio"), che si snoda lungo una narrazione musicale
complessa, dove le dinamiche sonore assecondano il tema del distacco, del
congedo o della transizione. Nuovamente in evidenza il binomio dialogante dei fiati,
questa volta in contrapposizione fra di loro ed immersi in una vena
malinconica. Atmosfere ammalianti e carezzevoli.
Il
fulcro centrale dell’opera è “The Octopus”, traccia più ambiziosa del disco in
termini di minutaggio con oltre quindici minuti di durata. Esso rappresenta la
vera e propria suite dell'album. Strutture del genere permettono alla band di
esplorare cambi di tempo radicali, ampie sezioni strumentali, improvvisazioni e
incastri ritmici complessi, trasformando il brano in un vero e proprio viaggio.
“Kothbiro”
riprende la misura dei nove minuti abbondanti e si tratta di un termine di
origine africana, reso celebre nella cultura Pop e World Music anche da Ayub
Ogada, legato alla lingua Luo del Kenya, che significa letteralmente "la
pioggia sta arrivando". La presenza di questo pezzo conferma la forte
apertura della band verso elementi etnici, World e poliritmie ancestrali integrate
nel loro tessuto Progressive Sperimentale.
Più
snella e ritmata la conclusiva “Walk Like A Lion”, irresistibile nella cadenza.
In
un panorama musicale spesso dominato dalla fretta, “Reconciliation” chiede
tempo e ripaga l'ascoltatore restituendogli un senso di profonda riconnessione.
Attraverso queste cinque tracce, i The Sacred Tree dimostrano che gli
strumenti, quando hanno davvero una voce e qualcosa da raccontare, possono fare
a meno della parola scritta per toccare corde universali. Un viaggio sonoro
affascinante e maturo, che unisce idealmente l'Africa, le terre dei Nativi
Americani e la sensibilità sperimentale italiana. Un esordio superbo che merita
di essere vissuto, traccia dopo traccia, rigorosamente ad occhi chiusi. MS
Versione Inglese:












