Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO

Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO
La storia dei generi enciclopedica

sabato 24 settembre 2022

Walls Of Babylon

WALLS OF BABYLON – Fallen
Autoproduzione /  Wanikiya Record/Promotion
Genere: Metal Progressive
Supporto: cd – 2022




La musica Rock cosiddetta “colta” mai si sarebbe pensato che potesse nel tempo innestarsi con la musica “grezza” del Metal, detta così sembra una frase scontata e superficiale. In qualche maniera lo è, in quanto il Progressive Rock ha una sua cultura ma altrettanto ce l’ha l’Heavy Metal, nonostante i puritani del suono neghino il tutto. I gusti musicali sappiamo bene che sono personali e quindi indiscutibili, ma è inopportuno e sbagliato dire che l’Heavy Metal non ha una sua storia, un radicato perché e di conseguenza un contesto sociale ben definito. Hard Rock più Punk uguale Heavy Metal.
Il fatto accade nel 1978 in Inghilterra con la cosiddetta New Wave Or British Heavy Metal (NWOBHM), da li il suono distorto delle chitarre elettriche ne ha fatta di strada, sino a giungere oggi ad una popolarità di buon livello. Ovviamente la sopravvivenza è avvenuta grazie alla nascita di molti sottogeneri, dal Death, al Black passando poi per il Gothic, il Folk, il Grunge, il Nu Metal e moltissimi altri ancora, uno di questi si chiama appunto Metal Progressive. I Dream Theater hanno sinfonizzato e portato tecnica alla musica Metal, da li un susseguirsi di situazioni che rendono il genere ancora oggi interessante. Se andiamo a studiare bene gli eventi i canadesi Rush hanno già osato sin dagli anni ’70, ma soprattutto gli americani Queensryche guidati dalla stupefacente voce di Geoff Tate. Questi realizzano il 27 aprile 1988 il capolavoro “Operation: Mindcrime” (EMI) un concept politico e violento da ascoltare e vedere particolarmente in sede live. Tutto questo per rilevare che il Metal Progressive ben si sposa con un lavoro concept e che sovente il risultato è interessante, non scontato. Il fattore Prog in questo caso risiede nella scelta dei cambi umorali e di ritmo, oltre che di tastiere e situazioni incentrate sulla possibilità di far immaginare all’ascoltatore gli scenari raccontati attraverso i versi e la musica.
Anche in Italia siamo bene rappresentati, ad esempio la regione Marche annovera belle realtà, una delle quali si chiama Walls Of Babylon. Una volta Death Riders, il quintetto fabrianese ha saputo crearsi una propria veste e stabilizzarsi su un genere che si è Prog Metal, ma ha anche radici nel suono dei Blind Guardian e affini. Si formano alla fine del 2012 da un'idea dei chitarristi Francesco Pellegrini e Fabiano Pietrini. Rilasciano due dischi di buona fattura intitolati “The Dark Embrace”  (Autoproduzione - 2015) e l’ottimo “A Portrait Of Memories (Revalve Records - 2018)”. Il terzo album sappiamo bene che è quello della prova finale, o si vola o si cade, è accaduto con tutte le band se avete avuto modo di farci caso. Ebbene qui i Walls Of Babylon si giocano il jolly, ossia la carta del concept album. “Fallen” racconta una storia dura che allego nella sua totalità per farvi entrare meglio all’interno del lavoro scritto dal cantante Valerio Gaoni:
“L’umanità sta affrontando un ondata di violenza e di isteria senza precedenti.
Quello che prima, accendendo i telegiornali, era stato considerato una perdita di valori delle nuove
generazioni, si tramuta sempre più spesso in pazzia generalizzata, con omicidi e rivolte in tutto il globo. I soggetti affetti da tale frenesia e impossibilità di contenere le pulsioni umane vengono definiti “Fallen” e la piaga appunto “The Fall” caratterizzata dal totale annerimento delle iridi dei
soggetti colpiti. Un ricercatore medico, si rifugia nel suo laboratorio con il cadavere del figlio(ucciso dai genitori di un bambino che lui stesso ha provato a strangolare per futili motivi).
In questo laboratorio, con tutta la cittadina impazzita che cerca di sfondare la porta, lo scienziato
scopre, tramite l’autopsia sul figlio, che all’interno dell’amigdala ( parte del cervello umano) si trova un’altra ghiandola più piccola. Definita dallo stesso scienziato “L’interruttore di Dio” la ghiandola recepisce un certo livello di stress emotivo del soggetto derivante dalla repressione della parte “dionisiaca” e combinato con alti livelli di CO2 nel sangue, rilascia un ormone sconosciuto che rende i soggetti totalmente liberi di esprimere le pulsioni represse dalla società, dando sfogo a fenomeni di crudeltà senza pari. Lo scienziato è atterrito dalla sua scoperta e ritiene tale ghiandola una specie di switch collettivo che si attiva nel momento in cui una società offuscata dal raggiungimento di obbiettivi e risorse, rischia di danneggiare l’intero ecosistema naturale.”.
La cover art è realizzata da Carlos Fides (Evergrey, Shaman e altri ancora) mentre le foto e la grafica sono per opera di Romina Pantinetti.
L’album contiene dieci tracce a iniziare dall’immancabile intro qui intitolato “Claim (Overture) ”.
Il ticchettio del tempo ci addentra in un ambiente oscuro, le tastiere fanno da colonna portante alla melodia scandita quasi sgocciolata. Una delle caratteristiche sonore dei Walls Of Babylon è l’epicità che esplode immediatamente con “The Great Collapse” supportata da una ritmica impeccabile sostenuta dai due motori viventi di nome Marco Barbarossa (batteria) e Matteo Carovana (basso). Si capisce immediatamente che la band è rodata, l’intesa e quindi l’omogeneità dei suoni impattano a dovere nella musica proposta. Gli arrangiamenti sono buoni grazie anche all’apporto delle coralità che rendono al brano una maggiore ampiezza. “F.R.E.E.D.O.M.” è un'altra finestra per le capacità vocali di Gaoni, sempre impeccabile in tutte le tonalità, sia alte sia medio basse. Questa canzone si affaccia molto nel mondo del Metal Progressive.
Fra i brani più lunghi c’è “Amigdala” con sette minuti abbondanti d’energia.  Di questo granitico anthem è girato anche un video con la presenza di un bravissimo attore sempre fabrianese, Mauro Allegrini che attraverso la mimica del viso riesce a raccontare adeguatamente la storia assieme ai testi di Gaoni.
“Wispering Wind” all’inizio mi ricorda qualche passaggio in stile Soen, per poi rientrare nei canoni  Walls Of Babylon. Sale il ritmo con la title track “Fallen”, uno spaccato di Metal italiano contaminato da Blind Guardian e Prog, il tutto filtrato attraverso la personalità e la cultura in merito dei ragazzi. Un arpeggio di chitarra sopra le tastiere introduce “Anger And Lust” e qualcosa dei suddetti Queensryche mi sovviene alla memoria. “Wrath Upward” si passa la staffetta con il precedente regalando in più un ritornello efficace e ruffiano. In “Certain Twice” coesistono tutti gli ingredienti che fanno il DNA dei Walls Of Babylon e il concept si conclude con “Too Late For Regrets” a mio gusto personale il piatto forte del disco.
Se devo ricercare una pecca, ma che probabilmente potrebbe anche non essere, dipende dai gusti, a me il concept sarebbe piaciuto maggiormente se i brani fossero stati legati nella continuità, ossia senza la pausa silenziosa fra un pezzo e l’altro, per il resto ho solo che goduto.
Un disco che nonostante il forte argomento mette la carica e ti viene subito voglia di riascoltarlo. Vediamo questa regola del terzo album se funziona, spero che i Walls Of Babylon nel tempo vengano supportati adeguatamente come meritano, io dico semplicemente che la loro passione e professionalità è contagiosa. MS







 

venerdì 16 settembre 2022

Theicon

THEICON - Beyond The Universe - Act 1
Autoproduzione
Genere: Alternative/Progressive Metal
Supporto: mp3 Bandcamp




Il Metal Progressive è un limbo in cui transitano solamente gli appassionati del genere, ne ho avute prove concrete con le vendite del mio secondo libro METAL PROGRESSIVE ITALIANO (Arcana). Un pubblico di nicchia al quale non si aggiungono di certo gli amanti del Progressive Rock. E fanno male, perché come dice il noto detto, non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio. Comunque etichette a parte, la musica si sviluppa nel tempo anche grazie alla tecnologia che muta i suoni, mentre le esperienze degli ascolti passati consentono innesti che a volte portano a risultati gradevoli. E’ il caso dei romani Theicon che con “Beyond The Universe - Act 1” esordiscono miscelando Metal in stile Evanescence grazie anche alle voci di Daria Simonetti e Margherita Palladino, al Progressive Rock supportato da tappeti di tastiere.
Il gruppo è composto da Daria Simonetti (voce), Margherita Palladino (voce), Tiziano Bernardini (voce), Massimiliano Liburdi (chitarre), Adriano Taccoli (tastiere) e Luca Fareri (batteria).
Il disco è un concept che si divide in due atti, questo è il primo, narrante la storia di Emily e Abe, una coppia di Montauk (NY) che deve fare i conti con un illogico scherzo del destino che porta Emily in un altro universo, il nostro.
Suddiviso in otto tracce non può che iniziare con l’immancabile intro qui dal titolo “13 North End Avenue”. Tastiere (piano) e voci rendono immediatamente gli scenari intriganti e d’atmosfera. La staffetta passa a “A Different Sky”, dove le associazioni con i suddetti Evanescence non sono a caso.  Si stagliano avanti a noi gli anni ’80 con suoni di batteria elettronica ed effetti attraverso “Anthem”, cantato da Tiziano Bernardini. I riff restano sempre massicci e il pezzo si conclude con breve assolo di chitarra. Il gioco corale a più voci, maschili e femminili è inutile rimarcarlo, ha un fascino del tutto funzionale. “No Unicorns” è uno dei momenti migliori dell’album, un crescendo sonoro che inizia con piano e voce per poi sfociare nell'insieme delle strumentazioni. Questo modus operandi è caro alla band Anathema per intenderci. E proprio l’inizio di “She Is The One” riconduce ancora al mondo dei fratelli Cavanagh, altro movimento melodioso e d’effetto. Entrare nell’universo Theicon è quindi semplice grazie a queste scelte compositive.
Parlando di Metal Progressive vi starete chiedendo come mai ancora non abbia nominato i Dream Theater, questo sta a significare l’evoluzione a cui il genere si sta sottoponendo, anche se qualche fuga tastieristica non si discosta di molto dalla band americana. Ancora piano e delicatezza all'inizio di “Plastic Sunsets”, esempio di come il genere può aprire le porte ad un altro tipo di ascoltatore. Altro frangente eccellente a me preferito, ricco di sonorità coinvolgenti è “Reset Day”, uno spaccato che ha impregnato il sapore del passato. “End Of The Line” lascia nel termine la staffetta per l’atto secondo.
I Theicon esordiscono molto bene, a dimostrazione che l’Italia sa benissimo come muoversi nell'ambito musicale Metal Progressive, apportando di tanto in tanto qualche idea in più, non di certo si vive nell'immobilismo e quindi onore al merito. MS





 

domenica 11 settembre 2022

Gazzara

GAZZARA – Progression
Irma Records
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2022






Francesco Gazzara è un musicista polistrumentista a tutto tondo, in attività dagli anni ’90 quando esordisce con “One” (1995 - Irma CasaDiPrimordine, Irma Molto Jazz). La sua musica negli anni dimostra un grande amore per il Progressive Rock, specialmente quello rivolto ai Genesis, anche se puntate nel Jazz spesso si evincono. Undici i lavori ufficiali in studio, e questo nuovo “Progression” è il dodicesimo suggello.
Gazzara è principalmente un tastierista, infatti, nell’album suona l’Hammond B3, il Fender Rhodes, Mellotron M4000D, Korg M520 e altre ancora, oltre che il basso, e la chitarra.
Narrava la nostrana PFM nell’album “Ulisse”, “Andare per andare via io non cerco una città
ma il confronto di un'anima con la sua libertà. Andare per andare via dove non ti perdi mai e si ostinano a vivere i grandi sogni miei”. Il viaggio, l’importante non è la nascita o la morte, la vita è il viaggio, e per affrontarlo si richiedono strade, percorsi, direzioni e Gazzarra ci trasporta in una ricerca di progressione al riguardo, ispirata da un’antica mappa stradale britannica del 1360. Un viaggio da affrontare assieme attraverso dodici canzoni aventi il titolo delle località che s’incontrano percorrendo proprio quest’antica strada che attraversa il sud dell’Inghilterra tra Southampton e Canterbury. Con lui suonano Giuliano Ferrari (batteria), Dario Cecchini (flauto, sax, basso, clarinetto, Carmine Capozucco (oboe), Giulia Nuti (viola), Giorgia Pancaldi (violoncello) e il The Old Choir che attraverso le coralità evocative apre con “Misericordiae”.
Il disco è strumentale, la seconda traccia s’intitola “Southampton”, dove le dolci note lasciano spazio alla fantasia dell’ascoltatore. Il flauto accarezza, le tastiere sono presenti e fanno da tappeto ad un motivo orecchiabile dal sapore antico.
Si arriva a “Havant” e le atmosfere si fanno più cupe, l’oboe, i fiati e tutto l’ambiente circostante si adoperano come in un’opera classica. Tuttavia i Genesis spesso emergono e nel contesto non stonano sicuramente. Quando si giunge a “Chichester”, il percorso è ancora molto lungo ma la musica che ci accompagna ha il potere di rendere tutto piacevole e mai pesante. “Arundel” propone scenari differenti, a tratti grevi e in altri momenti più solari. Le tastiere salgono in cattedra e duettano con il flauto di Dario Cecchini, essendo questa musica comunque Progressiva, non mancano di certo i classici cambi di ritmo e di situazioni.
La colonna sonora di un film rappresenta a dovere le scene, così arrivati a “Bramber” la musica sembra accostarsi al Neo Prog degli anni ’80 mostrando così un altro lato del percorso. Un palese ritorno al mondo di Gabriel e soci giunge dagli arpeggi di “Winchelsea”, un attimo di riflessione infarcito di dolcezza che non soltanto spezza l’ascolto, ma fa sempre bene all’anima. E poiché ho nominato la PFM non posso esimermi dal citare anche il Banco Del Mutuo Soccorso che nel suo storico “…Messere da quassù si domina la valle, ciò che si vede è…” mostra un panorama ampio, proprio come accade nell’ascolto di “Lewes”, almeno così la mia fantasia interpreta le note della canzone. Più cittadina “Boreham Street”, allegra e comunque sempre di colore seppia a ricordare un passato poi non troppo lontano. “Applendore” è quasi alla fine del percorso e il trittico di citazioni si conclude quando mi accorgo che il pezzo potrebbe benissimo risiedere nella discografia delle Orme. “Rye” è ricercata, a tratti condita da rumoristica e di arrangiamenti onirici. Ed eccoci giunti a “Canterbury”. Il viaggio sonoro dopo più di un’ora si conclude, anche se in realtà a me sono sembrati pochi minuti a testimonianza di un rapimento psichico riuscito da parte di quest’artista che merita sicuramente tutta la vostra attenzione. MS







sabato 3 settembre 2022

Simon Luca & L'Enorme Maria

SIMON LUCA & L’ENORME MARIA – Mastico Asfalto
G.T. Music / M.P. Edizioni Musicali
Genere: Rock
Supporto: cd – 2022





Gli anni ’70 è inutile ricordarlo, hanno elargito alla musica italiana grandi rivelazioni più o meno note. Un fiorire immenso di artisti e soluzioni davvero personali di carattere, non lo scopro di certo io. Eppure c’è una lacuna nella memoria che va debellata, o se preferite con un altro termine potrei dire che la memoria va rispolverata. Proveniente dal gruppo musicale anni ’60 I Semplici, il piacentino Alberto S. Favata in arte Simon Luca collabora negli anni con artisti del calibro di Mina, Milva, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Bruno Lauzi, Dik Dik, Marco Ferradini, Rosanna Fratello, Alberto Camerini, Marco Ferradini, Eugenio Finardi, Lucio Fabbri, Paolo Mengoli, Mal, Anna Identici e ancora tanti altri. Il curriculum avrete notato è davvero importante, da solista esordisce nel 1970 con “Da Tremila Anni” (Victory Records) e raggiunge la vetta compositiva nel 1972 con “Per Proteggere L'Enorme Maria” (Ariston). Doppi sensi si, probabilmente, resta il fatto che l’album è accattivante e oggi compie cinquant’anni. Simon Luca & L’Enorme Maria dunque è ancora un  «open group» che nasce per essere una sorta di laboratorio creativo di esperienze musicali differenti, dal quale maturano successivamente artisti che intraprendono con successo un percorso personale.
La copertina che ha accompagnato il vinile nel 1972 rappresenta una grossa signora sdraiata con un costume americano di fianco ad un giradischi, oggi la stessa è ovviamente invecchiata, pur sempre supina ma con un look adeguato ai tempi, tatuaggi nel corpo, cellulare da una mano e fumo dall’altra, mentre al posto dello stereo ora risiede un computer. Anche il forte trucco della signora testimonia un adeguamento feroce ai tempi.
Il laboratorio Simon Luca & L’Enorme Maria per questo nuovo “Mastico Asfalto” è composto da   Simonluca (voce), Marco Leo (chitarra), Edoardo Maggioni (piano, tastiere), Cesare Pizzetti (contrabbasso), Peppe Burrafato (batteria), Lalla Francia (cori), Simona 'Jammin' Bovino (cori), Veronica Canestrari (cori), Ivan Padul (cori), Jordan Brown (cori), Fabio Treves (armonica a bocca), Claudio Bazzarri  (chitarra elettrica) e Amedeo Bianchi (sax). Il disco contiene sette canzoni graffianti, colme di saggezza avvolte da un alone colorato di anni ’70.
“Credo” mette subito in luce le caratteristiche del sound Simon Luca, un Rock a tratti polveroso, con un’armonica a bocca che fa da binario conduttore verso rettilinei interminabili. La voce  è valore aggiunto per tali emozioni e suggeriscono di non credere nel paradiso. Il mondo è da cambiare, il denaro lo fa girare a modo suo, la globalizzazione ci rende privi di personalità, ma sarà la musica a salvarci l’anima, questo concetto è espresso fra le note di “Mastico Asfalto” fra schitarrate elettriche e coralità eccellenti. La musica di Simon Luca bada alla sostanza senza troppi fronzoli.
Un frangente maggiormente riflessivo deriva da “Confini”, umanità defraudata del proprio essere, espresso attraverso una calda voce che per alcuni versi mi ricorda quella di Ivano Fossati, se non altro per la cadenza. Il ritornello è efficace, sicuramente il punto di forza di un brano che potrebbe essere un bel tormentone. La suddetta esperienza dell’autore straborda da ogni singolo brano, la cura per gli arrangiamenti vocali sono un’altra nota a favore.
“Fuori Dal Fango” esibisce attraverso il sax il lato più Jazz/Blues, appartenente anche a quel Pino Daniele degli anni ‘70/’80 ma con un’altra personalità ben definita. Musica che scalda il cuore.
“Numeri Prigionieri” è canzone da cantare, moderata e ruffiana al punto giusto, altro potenziale singolo dell’album, fra i tanti papabili di “Mastico Asfalto”.   Il ritmo sale con il funk di “Sopra I Raggi Della Luna”, canzone che benissimo potrebbe risiedere nella discografia di Zucchero. A concludere c’è “Verso L’Infinito”, ponderata e docile la bellezza di certe scene quotidiane passate a pescare in barca nel fiume  a guardare l’orizzonte, pensando su cosa può esserci più in la. La chitarra finale  stimola ulteriormente la fantasia e trasporta la nostra immaginazione verso l’infinto.
“Mastico Asfalto” non è solo un semplice disco Rock, ma un concentrato di considerazioni e situazioni di vita, il tutto confezionato con grande sapienza, quella dettata dall’esperienza che non tutti possono avere, ma solo i grandi che hanno masticato e vissuto sia la musica che la vita in maniera consapevole e totale, Simon Luca è uno di questi. MS






Coral Caves Project

CORAL CAVES PROJECT – Journey To The End Of The Light
G.T. Music / M.P. & Records
Genere: Rock Progressivo Italiano
Supporto: cd – 2022




Il Rock Progressivo Italiano prosegue imperterrito il proprio cammino. In barba alle mode omologate dai soliti media, il genere si ritaglia uno spazio nel cuore dei simpatizzanti dei tempi che furono tuttavia aperto anche a nuovi innesti. Il mondo delle band italiane post anni ’80 sembra piccolo, ma come ho dimostrato nel mio libro “Rock Progressivo Italiano 1980 – 2013 (Arcana), così non è. Fra le band trattate ho nominato anche i palermitani Coral Caves.
Si formano nel 2001 e dopo il primo ep intitolato “Coral Caves promo 2006” esordiscono ufficialmente con “Mitopoiesi” nel 2008 (Mellow Records) raccogliendo consensi sia di pubblico che di critica. Le influenze musicali vanno ricercate nei classici gruppi di punta come i Genesis, la nostrana Premiata Forneria Marconi, i Pink Floyd e i Camel su tutti. Pietro Saviano (voce, basso) è l’artefice principale della musica dei Coral Caves e nel 2016 si coadiuva dell’artista oltre che amico Luca Di Salvo (batteria), anche per rispolverare alcune vecchie registrazioni. Nel tempo è aggiunto al logo della band l’aggettivo Project perché si circondano di musicisti come Dario Gallotta (chitarra), Lucio Gallotta (chitarra), Francesco "Pippo" Ribaudo (chitarra dodici corde, mandolino), Andrea Montalbano (chitarra), Simone Campione (chitarra), Massimiliano Vacca (batteria), Salvadores Arcoleo (piano, organo), Gianni Varrica: Rhodes (organo, mellotron, sintetizzatori), Alessio Romeo (piano, sintetizzatori), Alessandro Fiore Bettina (piano), Vincenzo Cosenza (sassofono) e Federico "Chicco" Mordino (percussioni).
Sotto l’ala protettrice di Vannuccio Zanella realizzano oggi “Journey To The End Of The Light”, disco suddiviso in tre parti, la prima con una suite ispirata al romanzo "Viaggio Al Termine Della Notte" di L.F. Celine, la seconda è formata da brani scritti nel passato e rivisitati, mentre la terza è composta di due cover, "Here Comes The Flood" di Peter Gabriel e "Lavender" dei Marillion, per un totale di dieci canzoni.
Le atmosfere che si desumono durante l’ascolto spartiscono l’attenzione dell’ascoltatore attraverso sonorità cupe, psichedeliche, Funky, latine e appunto Progressive. Buona anche l’incisione realizzata ai Pentagramma Studio e W-Rec Studio di Palermo.
La musica è altresì accompagnata da un artwork efficiente, personale e di chiara lettura, grazie alle scritte bianche su sfondo nero (finalmente) realizzata da Ondemedie e le immagini di Alessia Bennardo.
La suite “Part1” ha la durata di ventiquattro minuti circa ed è aperta da “Place De Cuchy”, un intro con il sax e il flauto su di un arpeggio che assieme alla chitarra slide ci riporta negli anni ’70 in un mondo prettamente appartenente alla psichedelia Pinkfloydiana. “Molly” si accosta alla formula canzone, semplice e diretta con ottimi arrangiamenti e quando parte l’assolo di chitarra sopra l’hammond e successivamente quello del sax, c’è di che godere. Percussioni annunciano la calda “Africa” dove le note del brano si sostituiscono ai raggi del sole. “Ballad Of Modern Man” si ritaglia uno spazio anche nel Neo Progressive mentre il sound vintage avvolge la stanza in un finale superlativo. La suite si conclude con “Ballet Dancers” e non nascondo qualche reminiscenza proveniente dalla Premiata Forneria Marconi periodo Bernardo Lanzetti.
La seconda parte del disco s’intitola “Lost And Found” ed è composta di due brani, “Semiotica” e “In The Arms Of Morpheus”. Piano e voce inizia il primo pezzo interpretato ottimamente da Pietro Saviano con enfasi, dove la cadenza e la tonalità avvicinano il sound dei Coral Caves Project a quello dei Genesis più delicati periodo Peter Gabriel, e il flauto come un evidenziatore sottolinea questa mia sensazione. Il tempo di un giro di frequenze su una radio e poi via verso “In The Arms Of Morpheus”, canzone libera da regole prestabilite ma orecchiabile, molto Marillioniana specie in certi arpeggi.
La terza parte inizia con la cover di “Here Comes The Flood” e dimostra il perfetto agio in cui si trova la voce di Saviano. Lo stesso accade per la splendida “Lavender” dei Marillion. Si finisce con “End Of The Night” questa passeggiata emotiva fra le note rassicuranti dove mi sembra di camminare in un viale durante un periodo autunnale dove le foglie gialle rappresentano l’esperienza e la meditazione.
Il mondo musicale dei Coral Caves Project è concreto, rispettoso del passato, sapiente al punto giusto dove la cultura degli elementi è sfoggiata nel pentagramma, e non c’è vanità ma solamente tanto amore per le belle melodie. Una delle migliori uscite di Progressive Rock Italiano di questo 2022 sicuramente. MS


venerdì 26 agosto 2022

Pink Floyd Bootlegs

 

PINK FLOYD Bootlegs

Di Massimo Salari







 
 
Esiste un sottosuolo musicale non visibile ai molti ma che è la gioia di un fans sfegatato di una determinata band. Quando si ama un artista o una band si cerca ogni articolo, foto o disco che li possa rappresentare in ogni momento della loro carriera. Questo succede a chi ama il supporto fisico del disco, per intenderci a un collezionista o a un vecchio ascoltatore di musica, meno a chi usufruisce oggi della musica liquida anche se in alcuni casi anch'essa riesce nell'intento di regalare alcune emozioni altrimenti introvabili. E’ il campo illegale dei bootlegs, registrazioni non autorizzate dalle band di qualche concerto o presentazioni radiofoniche (broadcast) se non demo e quant'altro. Chi le mette in circolazione? Chi le registra?  Solitamente queste sono fatte da un tecnico al mixer (soundboard), si prende collegando un registratore al tape out del mixer.
Quindi, quello che si ascolta è quello che esce dalle casse, la qualità sonora è abbastanza buona e pulita. Poi esistono registrazioni più scadenti realizzate attraverso un registratore fra il pubblico o un telefonino, ma questo al fans poco interessa, l’importante è congelare l’evento in un supporto che possa essere un nastro cassetta, un file o quello che è al caso, così da renderlo personalmente immortale. Detto questo, si può immaginare la vastità di quest’universo per ogni artista. La caccia al concerto ben registrato o storico per alcuni eventi che accadono al proprio interno (errori di esecuzione, versioni differenti di un brano se non addirittura un’anteprima di un pezzo poi scartato dalla band e quindi mai stampato, il famigerato inedito) è sterminata. Più nota è la band e maggiori sono i bootlegs. Essi si trovano anche in qualche negozio di dischi, in formato sia cd che vinilico, ovviamente hanno un mercato in cui i prezzi vengono stilati davvero a casaccio, alcuni possono costare pochi spicci di euro, altre centinaia, non esiste una vera e propria regola se non quella della richiesta del pubblico, un vero far west. Anche il sito mondiale “Discogs” è stato costretto a togliere dalle vendite proprio i bootlegs, anche perché come ho accennato all'inizio, sono registrazioni non autorizzate. I nomi degli artisti sono inutili da stilare in quanto a questo modus operandi ci sono caduti tutti dentro, il mondo poi dell’Heavy Metal e del Progressive Rock ha davvero una rappresentativa sterminata al riguardo. Ho voluto mettere una lista di registrazioni riguardanti proprio una delle formazioni più importanti al mondo e qui la potrete leggere, considerate poi che non è neppure completa, vista la sterminata quantità di materiale che circola, comunque sia rende bene l’idea di quanto accade in questo sottosuolo.
Loro sono i PINK FLOYD e per avere fisicamente tutto quello che leggerete qui, sotto servirebbe un portafoglio davvero bello gonfio, agli altri posso dire di cercare i file nel web se siete curiosi, ma anche in questo caso serve un bell’hard disk non di gigabyte ma di terabyte. Il buon You Tube può venire incontro in numerosi casi, ma ovviamente non in tutti. Per finire lascio alla vostra curiosità e se avete qualche domanda e posso rispondere, inviatemela nei commenti. Sperando di avervi fatto cosa gradita, buon ascolto e buona ricerca.




 
 
1968-05-06 - Rome VPRO 6.5.68 - First European International Pop Festival, Palazzo Dello Sport, EUR, Rome, Italy
1968-12-28 - Owed To Syd Barrett - Flight to Lowlands Paradise II, Margriethaal-Jaarbeurs, Utrecht, Netherlands
1968-1970 - My Uncle is Sick Because the Highway is Green
1969-03-27 - Sound Resounds Around - Saint James Hall, Chesterfield, England
1969-05-09 - Beset By Creatures Of The Deep - University Of Southampton, Highfield, Southhampton, Hempshire, UK
1969-08-08 - The Journey Through The Past - 9th National Jazz Pop Ballads & Blues Festival, Plumpton Race Track, Street, East Sussex, England
1969-09-17 - Complete Concertgebouw 1969 - Concertgebouw, Amsterdam, Netherlands
1969-10-11 - Essen - Gruga Hall, Essen, West Germany
1969-10-25 - Let's Be Frank... - Mont de L'Enclus, Amougies, Belgium
1970-01-23 - Broadcasting from Europa 1 - Theater Comedie des Champs Elyses
1970-02-11 - Project Birmingham - Town Hall Birmingham, UK
1970-03-12 - A Trick of the Light - Audimax, Hamburg, West Germany
1970-03-13 - The Injustice of a Kaleidoscope Sound - Konzert Saal, Technische Universitat, West Berlin, Germany
1970-03-20 - Lund, Sweden 1970 - The Akademiska Foreningens Stora Sal, Lund, Sweden [The Second Set]
1970-04-29 - Interstellar Encore - Fillmore West, San Francisco, California, USA
1970-04-29 - Interstellar Fillmore - Fillmore West, San Francisco, California, USA
1970-07-16 - Libest Space Monitor - Playhouse Theatre, London, UK
1970-07-16 - Mooed Music - Paris Theatre, London, UK
1970-09-16 - Pink Is The Pig - Paris Theatre, London, England
1970-09-26 - Electric Factory - The Electric Factory, Philadelphia, Pennsylvania, USA
1970-10-17 - Pepperland In The West - Pepperland Auditorium, San Rafael, USA
1970-10-23 - Bovine Psychosis - Civic Center, Santa Monica, California, USA
1970-10-23 - Creatures Of The Deep - Civic Center, Santa Monica, California, USA
1970-10-23 - Sing To Me Cymbaline - Civic Center, Santa Monica, California, USA
1970-10-xx - Volcanic Destruction - Pompeii Ampitheater, Pompeii
1970-11-06 - Mind Your Throats Adam - Concertgebouw, Amsterdam, Holland
1970-11-22 - The Good... The Bad - Altes Casino, Montreux
1971-02-26 - Offenbach 1971 - Stadthalle, Offenbach, West Germany
1971-06-05 - Vierundzwanzig Teile von Nichts - Berliner Sportpalast, Berlin, Germany
1971-06-20 - Live In Rome '71 - Palaeur, Rome, Italy
1971-08-06 - Aphrodite - Hakone Aphrodite Open Air Festival, Hakone, Japan
1971-09-30 - Meddled - Paris Cinema, London, UK
1971-09-30 - Meddler - Paris Cinema, London, UK
1971-09-30 - One Of These Days - Paris Cinema, London, UK
1971-10-xx - Live At Pompeii - Pompeii Ampitheater, Pompeii
1971-11-20 - Embryonic Madness - Taft Auditorium, Cincinanti, Ohio, USA
1971-11-20 - One Of Those Days - Taft Auditorium, Cincinnati, Ohio, USA
1972-01-20 - The Darkside Rehearsals - The Dome, Brighton, UK
1971-01-21 - Eclipsed By The Moon - The Guildhall, Portsmouth, England [The Second Set]






1972-02-20 - Nebulosity - Rainbow Theater, Finsbury Park, London, England
1972-03-08 - Echoes From Osaka - Festival Hall, Osaka, Japan
1972-03-13 - The Great Gig On The Moon - Nakanoshima Sports Center, Sapporo, Hokkaido, Japan
1972-06-xx - From the Other Side - Abbey Road Studios, London, England
1972-09-22 - Bowl de Luna - The Hollywood Bowl
1972-09-22 - Staying Home To Watch The Rain - The Hollywood Bowl, Hollywood
1972-12-10 - Across The Swiss Border - Palais Des Sports, Lyon, France
1973-03-06 - The Valley Of The Kings - Kiel Auditrium, St. Louis, Michigan, USA
1973-03-11 - A Lunar Eclipse - Maple Leaf Gardens, Toronto, Canada
1973-03-14 - Boston Music Hall - Music Hall, Boston, Massachusetts, USA
1973-06-17 - On Stage - Saratoga Performing Arts Center, Saratoga, New York, USA
1973-06-20 - Breaking Bottles In The Hall - Merriweather Post Pavilion, Columbia, Maryland, USA
1973-06-29 - When You're In...Tampa - Tampa Stadium, Tampa, Florida, USA
1974-11-15 - Black Holes In The Sky - London Empire Pool, Wembley, London, UK
1974-11-16 - A Time in London Nov. 16 1974 - Wembley Empire Pool, London, England
1974-11-16 - Brain Damage - Empire Pool, Wembley, London, England
1974-11-16 - No Room Upon The Hill - Empire Pool, Wembley, London, England
1974-11-16 - We Meet Again - Empire Pool, Wembley, London
1974-11-17 - Getting Better All The Time - Empire Pool, Wembley, London, England
1974-11-28 - Empire Theatre - Empire Theater, Liverpool, England
1974-12-09 - Manchester Day '74 - The Palace Theatre, Manchester, England
1975-04-26 - Cruel But Fair - Sports Arena, Los Angeles, USA
1975-04-26 - Dogs And Sheep - Sports Arena, Los Angeles, USA
1975-06-15 - Jersey Not Mother - Roosevelt Stadium, Jersey City, New Jersey, USA
1975-06-16 - Random Precision - Nassau Veterans Memorial Coliseum, Uniondale, New York, USA




1975-06-18 - Boston Gardens, 18-6-1975 - Boston Gardens, USA
1975-06-18 - Echoes In The Gardens - Boston Garden, Boston, USA [The 2nd Set]
1977-01-29 - Desk Pig In Berlin - Deutchlandhalle, West Berlin, West Germany
1977-01-30 - Absolut Floyd - Deutschlandhalle, West Berlin, West Germany
1977-02-20 - Ducks On The Wall - Sportpaleis, Antwerp, Belgium
1977-02-22 - Dragged Down By The Stone - Pavillon De Paris, Paris, France
1977-02-22 - Pavillion de Pigs - Pavillon De Paris, Paris, France
1977-05-01 - Iron Pigs On Fire - Tarrant County Convention Center, Fort Worth, Texas, USA
1977-05-09 - Animal Instincts - Oakland Coliseum, Oakland, California, USA
1977-06-19 - Chicago '77 - Soldier Field, Chicago, Illinois
1977-07-02 - In the Grassland Away - Madison Square Garden, New York, USA
1977-07-03 - Pigs Might Fly - Madison Square Garden, New York, USA
1977-07-06 - Fire Works Show In The Canadian Walls - Olympic Stadium, Montreal, Quebec, Canada
1977-07-06 - Montreal 1977 - Olympic Stadium, Montreal, Quebec, Canada
1980-02-08 - Little Black Book With My Poems In - Sports Arena, Los Angeles, California, USA
1980-02-27 - Live In Nassau - Nassau Veterans Memorial Coliseum, Uniondale, New York, USA
1980-02-28 - Behind The Wall - Paramount Studion, Los Angeles, California, Nassau Coliseum, New York, USA
1990-06-30 - Of Promises Broken - Knebworth, Hertfordshire, England
1987-09-19 - PRISM (3 DISC SET) [GIFT EDITION] - The John Kennedy Stadium, Philadelphia, Pennsylvania, USA
1987-09-21 - A NEW MACHINE - CNE Stadium, Toronto, Ontario, Canada [The Second Set (Gift Edition)]
1987-10-16 - PROVIDENCE - The Civic Center, Providence, Rhode Island, USA
1987-12-06 - THE COLISEUM OAKLAND - The Coliseum, Oakland, California, USA
1987-12-08 - KINGDOME SEATTLE - The Kingdome, Seattle, Washington, USA
1988-04-20 - HUGHES STADIUM SOUNDCHECK - Hughes Stadium, Sacramento, California, USA
1988-05-24 - MINNEAPOLIS 24.5.88 - HHH Metrodome, Minneapolis, Minnesota, USA
1988-07-01 - VIENNA SOUNDCHECK - Praterstadion, Vienna, Austria [The Second Version]





1988-08-01 - THE BLACK KNIGHT & FISHERMEN - Annabels Disco And Night Club, Copenhagen, Danmark [Soundboard Recordings]
1989-06-03 - MOSCOW '89 - Olympic Stadium, Moscow, Russia
1994-05-06 - TAMPA '94 - Tampa Stadium, Tampa, Florida, USA
1994-07-18 - BY THE LIGHT OF THE SILVERY MOON - Giants Stadium, East Rutherford, New Jersey, USA
LEARNING TO FLY - AN OBSERVATION DURING THE AMERICAN TOOUR 1987
LIVE ECHOES - A CONCERT OF THE IMAGINATION
1970-03-20 - ARPUND THE ICY WATERS OR LUND - The Akademiska Foreningens Stora Sal, Lund, Sweden
1970-04-11 - LIVE AT THE SUNY - Gymnasium, State University of New York, Stony Brook, New York, USA
1970-06-27 - SUNBATHING SOMEREST OR BATH FESTIVAL - Bath, Shepton Mallet, Somerset, UK
1970-06-28 - KRALINGEN POP FESTIVAL - Krallinge Bos, Rotterdam, Netherlands
1971-05-15 - ECHOES OF A DISTANT TIME - Crystal Palace Garden Party, London, England
1971-08-06 - ECHOES OF JAPANESE OR APHRODITE - Hakone Aphrodite Open Air Festival, Hakone, Japan
1971-10-17 - NEW MOWN GRASS - Golden Hall, San Diego CA, USA
1972-01-21 - DARK SIDE PREMIERE OR ECLIPSED BY THE MOON - The Guildhall, Portsmouth, Hampshire, UK
1972-03-10 - HOME AGAIN - Kyoto Taikukan, Kyoto, Japan
1972-04-28 - ECLIPSE A PIECE FOR ASSORTED LUNATICS - The Auditorium Theater, Chicago, IL, USA
1973-03-18 - OBSCURED BY FATHER TIME - Radio City Music Hall, New York, New York
1973-05-19 - SUPINE IN THE SUNSHINE - Earls Court Exhibition Hall, London, England
1973-10-13 - SET THE CONTROL FOR THE HEART OF THE SUN - Stadthalle, Vienna, Austria
1973-11-04 - OBSCURED AT THE RAINBOW - Rainbow Theatre, London, UK
1974-12-14 - BRAINWAVES COHERENCE - The Hippodrome, Bristol, Avon, England
1977-07-06 - WHO WAS TRAINED NOT TO SPLIT ON THE FANS - Olympic Stadium, Montreal, Quebec, Canada
1981-02-14 - TEAR DOWN THE WALL - Westfalenhalle, Dortmund, Germany
1981-02-18 - BETWEEN A WALL AND A HARD PLACE - Westfalenhalle, Dortmund, Germany
1981-06-17 - THESE FOUR WALLS OR LIVE WALL - Earl's Court Exhibition Hall, London, England
1987-09-23 - TORONTO 23.9.87 - CNE Stadium, Toronto, Ontario, Canada
1987-11-01 - DELICATE SOUND OF MIAMI - The Orange Bowl, Miami, Florida, USA [The 2nd version]
1987-11-10 - PONTIAC 10.11.87 - The Silverdome, Pontiac, Michigan, USA
1988-02-01 - THE ENTERTAINMENT CENTER - The Entertainment Center, Sydney, Australia





1988-02-11 - LIVE IN ADELAIDE - Thebarton Oval, Adelaide, Australia
1988-04-23 - COUNTY STADIUM 23.4.88 - Oakland Coliseum, Oakland, California, USA
1988-05-30 - DID YOU LIKE OUR PIG -Three Rivers Stadium, Pittsburgh, Pennsylvania, USA
1988-06-16 - SUSPENDED ANIMATION - Reichstagsgelande, West Berlin, West Germany
1988-06-18 - MANNHEIM 88 - Maimarketgelande, Mannheim, West Germany [The First Version]
1988-06-18 - MANNHEIM 88 - Maimarketgelande, Mannheim, West Germany [The Second Version]
1988-07-09 - LIVE IN MODENA '88 - Stadio Comunale A. Braglia, Modena, Italy
1988-07-11 - ANY COLOUR YOU LIKE - Stadio Flamino, Roma, Italy [The First Version]
1988-07-11 - ANY COLOUR YOU LIKE - Stadio Flamino, Roma, Italy [The Second Version]
1988-07-31 - GENTOFTE 1988 - Gentofte Stadium, Copenhagen, Danmark
1988-08-19 - NASSAU COLISEUM 19.8.88 - Nassau Coliseum, Long Island, New York, USA
1989-05-20 - MONZA 20.5.89 - Arena Concerti, Autodromo, Monza, Italy
1989-05-31 - ATHENS 31.5.89 - Olympic Stadium, Athens, Greece
1989-06-18 - OPEN AIR '89 - Müngersdorfer Stadion, Cologne, West Germany
1989-06-23 - UNHEEDED WARNINGS OR LINZ 23.06.89 - Linzer Stadion, Linz, Austria
1989-07-07 - LONDON DAY 4 - Docklands Arena, London, England
1989-07-09 - LONDON 9.7.89 - Docklands Arena, London, England
1989-07-12 - LAUSANNE 12.7.89 - Stade Olympique de la Pantaise, Lausanne, Switzerland
1994-03-30 - BELL BUSTERS - Joe Robbie Stadium, Miami, Florida, USA
1994-04-16 - YOUR FAVORITE DISEASE - The Rose Bowl Pasadena, California, USA
1994-05-03 - AN ALL THE WEATHER EVENT - Bobbie Dodd Stadium, Atlanta, Georgia, USA
1994-05-10 - RALEIGH 10 MAY 1994 - Carter Finley Stadium, Raleigh, North Carolina, USA
1994-05-12 - DEATH VALLEY - Death Valley Stadium, Clemson, South Carolina, USA
1994-05-24 - MONTREAL STADIUM - Stade Du Paec Olympique, Montreal, Quebec, Canada
1994-06-14 - BEYOUND THE HORIZON OR HOOSIERDOME - Hoosier Dome, Indianapolis, Indiana, USA
1994-07-12 - IN A SEAS OF RANDOM IMAGES - Soldier Field, Chicago, Illinois, USA
1994-07-15 - DETROIT 15.07.94 OR COVERING THE CLASSICS - The Silverdome, Pontiac, Michigan, USA
1994-07-17 - THE GIANTS AT THE GIANTS OR KEEP TALKING - Giants Stadium, New York, New York, USA
1994-07-25 - SAN SEBASTIAN - Velodrome de Anoeta, San Sebastian, Spain
1994-08-13 - THE SOUND SURROUNDS OR HOCKENHEIM - Hockenheimring, Hockenheim, Germany
1994-08-21 - BERLIN 21 AUG 94 - Maifeld am Olympiastadion, Berlin, Germany
1994-08-23 - WILLKOMMEN IN GELSENKIRCHEN - Parkstadion, Gelsenkirchen, Germany
1994-08-30 - FLY AGAIN OR MAROONED - Valle Hovin Stadion, Oslo, Norway [The First Version]
1994-08-30 - FLY AGAIN - Valle Hovin Stadion, Oslo, Norway [The Second Version]
1994-09-03 - THE FIRST BELL IN ROTTERDAM - Feyenord Stadion 'De Kuip' Rotterdam, Netherlands
1994-09-09 - STRASBOURG 09.09.94 - Stade de la Meinau, Strasbourg, France
1994-10-16 - EARLS COURT 16 OCT 1994 - Earls Court Exhibition Hall, London, England
1994-10-22 - DAWN MIST GLOWING - Earls Court Exhibition Hall, London, England
1994-10-29 - THE LAST BELL - Earls Court Exhibition Hall, London, England
1987-09-14 - Montreal '87 - The Forum, Montreal, Quebec, Canada
1987-09-30 - Delusions Of Maturity - County Stadium, Milwaukee, Wisconsin, USA [The Second Set (Gift Edition)]
1987-10-03 - Syracuse 87 - The Carrier Dome, Syracuse, New York, USA
1987-11-16 - St. Louis 16.11.87 - The Arena, St. Louis, Missouri, USA
1987&1994 - A Nice Pair of Hoosiers - Hoosierdome Indianapolis, Indiana
1988-02-17 - Melbourne 17.02.88 - Tennis Center, Melbourne, Australia
1988-06-28 - Dortmund Rehearsal - Westfallenhalle, Dortmund, Germany
1989-05-17 - Verona 17.5.89 - The Arena, Verona, Italy
1989-07-06 - London Day 3 - Docklands Arena, London, England
1994-05-31 - 3 Pigs At 3 Rivers - Three Rivers Stadium, Pittsburgh, Pennsylvania, USA
1994-08-07 - Basel - Fussballstadion St. Jakob, Basel, Switzerland
1994-09-13 - A Night In Italy - Al Stadio Delle Alpi, Torino, Italy
1999 A Tree Full Of Secrets





1999 Anthology II
1999 Games For May
1999 Germersheim 1972
1999 Interstellar Encore
1999 Legendary Rock Stars Greatest Hits
2000 Early Flights
2000 Every Brick In The Wall
2000 The Wall 2 in 1
2001 A Passage of Time
2001 Complete Concertgebouw 1969
2001 Pink Under Ground
2001 Project Birmingham
2001 The Best
2002 Archives 1973 Pink Days and Fat Old Suns
2002 Archives (1967-1987) Ultra Rare Trax 2 (The Radio Sessions)
2002 Archives (1970) 2cd More Blues
2002 Archives If You Were a Bluebird December 1972
2002 Court's In Session
2002 Zirkus Krone
2003 Golden Collection 2003
2003 In a Neutral Land (Remaster)
2003 Iron Pigs on Fire
2003 On Your Mark
2003 The Dark Side Of The Moon
2004 Dark Side Of Pink Floyd
2004 Dortmunds
2004 Earls Court 13th June 1981
2004 Earls Court 15th June 1981
2004 LA Sports Arena 10th Feb 1980
2004 Port Chester 1970
2004 The Complete Zabriskie Point Sessions
2004 The Wall 1st Gen Tape
2004 The Wall Nassau Coliseum 26th Feb 1980
2004 The Wall Performed Live
2005 1987-11-19 Frank Erwin Center Austin TX (fixed)
2005 A Desperate Attempt Of Perfection
2005 Crystal Echoes
2005 Live 8 Reunion
2005 Old Symphonies
2005 The Dark Side Of The Ice
2006 A Mile High 18 June 1994
2006 Commonly Uncommon
2006 Live in Venice - July 15, 1989
2006 One of my Turns
2007 Celestial Instruments
2007 Dingos of War
2008 Atom Hyde Park
2008 Dying Of Boredom
2008 Greatest Hits
2008 Projected Sounds
2008 Watching the World Upon the Wall
2009 Careful With These Tracks
2009 Shine On Live
2009 The Heart of the Moon
2011 370 Roman Yards - The Lost Zabriskie Point Album
2011 The Complete Rainbow Tapes
2011 United
2012 Defacing The Wall
2012 The Massed Gadgets Of Hercules
2013 From The Vault






mercoledì 24 agosto 2022

Wired Ways

WIRED WAYS – Wired Ways
Waterfall Records
Distribuzione: Broken Silence – The Orchard
Genere: Rock Progressive
Supporto: cd – 2022




Ascoltare un disco del genere nel 2022 è quantomeno un toccasana, almeno per me che ho vissuto gli anni ’60 e ’70 nel loro splendore, fa davvero bene all’anima e alla mente. I tedeschi Wired Wise capitanati da Richard Schaeffer e Dennis Rux hanno costruito un ensemble quantomeno numeroso, composto di ben quaranta musicisti per regalare al pubblico quasi quarantacinque minuti di musica a cavallo fra le date citate.
Sicuramente i primi nomi che vi verranno in mente saranno i Beatles, e fin qui ci siamo, il quartetto di Liverpool, in effetti, straborda da ogni nota, ma esistono anche coralità alla Queen, Psichedelia e mille altre sorprese che andiamo a incontrare nelle nove tracce che compongono il disco che si troverà in commercio dal 9 settembre 2022, sia in formato fisico sia su Bandcamp.com o Spotify. Intanto la lista dei musicisti è la seguente:
Jean-Michael Brinksmeier – Voce
Richard Schaeffer – Voce, Tubular Bells, Glockenspiel, Shaker, Tamburello, Ching Zills, Basso elettrico, Chitarra elettrica, Chitarra elettrica a 12 corde, Sitar, Fender Rhodes, Hammond Organ, Celesta, Sintetizzatori, Tanpura elettronico, Flauto dolce, Effetti vocali
Thunder Sheet, Wind Machine, Tamburello, Gong grande
Andreas Oelker – Timpani
Rocco Rossbach – Congas, Bongo, Shaker, Tamburello, Vibraslap, Cowbell
Ravi Srinivasan – Tablas, Koshi Chimes
Axel Schäfer – Basso elettrico, Pump Organ, Celesta
Jan Stolterfoht – Chitarra elettrica, Chitarra elettrica a 12 corde, Chitarra acustica occidentale
Horst Lietz – Chitarra elettrica, Chitarra elettrica a 12 corde, Chitarra acustica occidentale, Nylon acustico Chitarra, Chitarra Acustica Western a 12 Corde
Davide Russo – Chitarra Acustica Western
Arne Reichelt – Violoncello
Friedrich Paravicini – Violoncello
Winnie Kübart – Viola
Matthias Kübart – Viola, Violino
Ricada Sybille Borman – Violino
Stefanie Hölk – Violino
Lê Mạnh Hùng – Monochord Zucca Liuto, Bamboo Flauto
Trần Phương Hoa – Cetra spennata
Dàn Nhạc Hà Nội – Cetra spennata
Rainer Oleak – Pianoforte, Mellotron
Sebastian Düwelt – Pianoforte a coda, organo Hammond, Organ Bass, Clavinet
Chris Haertel – Wurlitzer, Hohner Electra
Rainer Scharf – Organo da chiesa, Clavicembalo
Matthias Trippner – Yamaha Electrone
Lisa Maria Schaeffer – Ghironda, Baby Talk, Risate, Conteggio, Bye-bye & Gibberish Singing
Tom Lang – Celesta
Andreas Günther – Vermona Synth, Siel Orchestra, Theremin
Martin Zitzmann – Poly Moog
Joel Sarakula – Synths
Jonas Pietsch – Tromba
Paul Santner – Flicorno
Max Hering – Sassofono Tenore
Michael Götte – Trombone
Oliver Fox – Piccolo Flauto, Flauto da Concerto, Clarinetto
Yael Falik – Fagotto
David John Jaggs – Scouse Phone Call
Paul Herron – Ticket Tally Man
Dirk Sackhoff – Car Sounds
Udo Geist – Car Sounds
Michael Schönfeld – Corgoň
Da rilevare l’incisione sonora analogica che bene sposa con tutti gli stili, riuscendo nella difficile impresa di non essere né troppo vintage e neppure eccessivamente moderna, davvero un valore aggiunto all’ascolto. Non da meno lo splendido artwork per opera del disegnatore “progressivo” Frank Grabowski in edizione cartonata, contenente all’interno un libretto di dodici pagine, testi e dipinti.
Beatles in cattedra sin dal primo brano “Ticket Tally Man”, fra orchestra e ritmo cadenzato alla “Magical Mystery Tour”, la voce è pulita in stile Paul Mc Cartney, ed ecco la prima sorpresa a metà del brano, il coro in stile Queen a valorizzare al massimo il brano.
Con “Peacock On The Highway” arriva la Psichedelia di fine anni ’60, la formula canzone è rispettata alternando la melodia ruffiana a un riff semplice e diretto dove il ritornello ovviamente risulta essere il piatto forte e semplice da memorizzare.
“Lazy Daisy” è uno dei miei preferiti, si apre con un lento piano, voce e violoncello per poi aprirsi come un brano Prog, in effetti riscontro influenze Spock’s Beard. Mi sciolgo davanti all’assolo finale di chitarra, da buon vecchio nostalgico ovviamente. Una locomotiva che sbuffa ci accompagna verso “Hànội Tramway”, canzone world, ariosa, rispettosa del folclore vietnamita. I testi delle canzoni dei Wired Ways non sono poi semplici e scontati, trattano differenti argomenti come il trasferimento, la comunicazione, la connettività, la separazione e il lasciarsi andare.
Un passo negli anni ’40 e ’50 con “Mosquitoes”, anche se nel corso dell’evolversi il brano ogni tanto cambia di direzione, qui si evince la componente Prog (e The Moody Blues). Bello l’intervento del flauto.
“Perpetuum Mobile” inizia con il sitar e sembra uscire da “Revolver”. Ottime le coralità, gli arrangiamenti sono il forte di questo lavoro. Altro brano di ottima fattura è “When The Doors Are Closed” che si apre con voce e chitarra acustica per poi colmare il suono con gli archi. Non so il perché ma mi ricorda qualcosa dei Porcupine Tree più melodici. A metà il brano procede con la ritmica e nuovi richiami al “Magical Mystery Tour”, una bella cavalcata nel tempo.
“Another Sad Man” possiede un giro di tastiere che farebbe sicuramente la gioia anche di Clive Nolan (Arena, Pendragon, etc), sognante e splendidamente interpretata dalla voce di Jean-Michael Brinksmeier, un piccolo salto nel Neo Prog. D’atmosfera la parte strumentale del brano. Il disco omonimo si chiude con “Planet 9”, semplicemente una chicca da non perdere!
Credetemi, “Wired Ways” bada al sodo con classe e fa stare bene, per me è una finestra aperta in una stanza dall’aria consumata.
Ai collezionisti dico che esiste anche l’edizione vinilica. MS