GIUSEPPE PETRUCCI / INSTANT CURTAIN
– "In Absentia"
G.T. Music / Micio Poldo Edizioni
Genere: Jazz Rock / Sperimentale
Supporto: CD / Bandcamp – 2025
Non
credevo potesse esistere il caos ordinato, o almeno questo è quanto la mia
mente ha sentenziato alla fine dell’ascolto di "In Absentia".
Giuseppe
Petrucci, in arte Instant Curtain, è un polistrumentista, compositore e docente
maceratese, amante del Jazz sperimentale e della musica da vivere più che da
ascoltare. Nel 2020 ha esordito discograficamente con "Let Tear Us
Apart", un disco apprezzato dalla critica e vicino alla Scuola di
Canterbury di Robert Wyatt, realizzato insieme a Fabrizio Paggi, Carlo Maria
Marchionni e Massimo Gerini. Tre anni dopo il gruppo ha replicato con il buon
"State Of Art", ma con questo nuovo lavoro “In Absentia”, il passo si
rivolge decisamente verso un sentiero più tortuoso: quello del Jazz Rock
sperimentale, dove ogni brano viene frantumato e ricomposto come in un puzzle.
Non
troverete melodie da memorizzare o da canticchiare; al loro posto ci sono
fughe, ricerca e continui stop & go nelle otto tracce che compongono
l'opera.
Classificare
un pezzo come "Absent" non è impresa semplice: ricorda le schegge
impazzite dei Machine Mole, dove il tema tenta di apparire per poi essere
spezzato da intermezzi di basso e chitarra nervosa in stile King Crimson.
Sebbene sembri che ogni strumento proceda per una strada propria, in realtà i
musicisti dialogano costantemente, come se le note fossero voci umane anziché
elementi fisici. La materia proposta oscilla tra dissolvenze e improvvise accelerazioni.
"Dance"
supera gli undici minuti di durata, un tempo in cui ci si può smarrire, ma
lungo il cammino si incontrano intenzionalità care ai nostrani Area che
restituiscono qualcosa di familiare: è la logica non convenzionale al servizio
del suono.
All’inizio
di "Dualità", gli strumenti diventano quasi oggetti: il piano
sgocciola note e la chitarra viene pizzicata e battuta sopra percussioni di
fondo. Il movimento prosegue a singhiozzi, destabilizzando l’ascoltatore e
privandolo di ogni certezza, mentre nella sezione ritmica di Luca e Andrea Mei
si palesa un affiatamento totale.
"Giardino
Magnetico" accenna a una struttura melodica che però svanisce dopo pochi
istanti, riassorbita dalla densità dei suoni; sembra di ascoltare i Gentle
Giant intenti a improvvisare liberamente.
In
"In-Out" sono invece i King Crimson a suggerire la medesima
direzione. Se "Introspetto" è un vero e proprio nomen omen, il pezzo
maggiormente prossimo a una linea armonica è "Linee Ininterrotte Verso Il
Punto Di Discrimine".
In
chiusura, la suite "Transiti Liminali" racchiude tutto quanto narrato
finora.
"In
Absentia" è un’esperienza più che un album di canzoni, un viaggio dove
l’ascoltatore deve essere pronto a lasciarsi trascinare da strumenti che
sembrano godere di vita propria. Chi ha il coraggio si faccia avanti… Buona
esperienza! MS
Versione Inglese:












