CONSIDERAZIONI
SUL PROGRESSIVE ROCK ITALIANO 2026Di Massimo Salari
Avendo
oltrepassato abbondantemente la metà dell’anno, tiriamo già alcune somme per
ciò che concerne il genere musicale in questione, ossia il Progressive Rock
Italiano e quello che ci orbita attorno.
Se
seguite il mio blog, avrete già una vostra idea al riguardo, in quanto ho recensito
davvero moltissime band; tuttavia mi sento di dover fare alcune considerazioni
che, intendiamoci, sono un mio pensiero dettato dalla mia esperienza e quindi
non la verità assoluta, quella la lascio agli “illuminati”.
Ebbene,
nel primo arco che va da gennaio ad aprile/maggio, di uscite interessanti ce ne
sono state, pur non tantissime rispetto agli anni passati. Posso fare un
piccolo elenco non completo (il resto potrete sfogliarlo nel blog), giusto per
dare un'idea:
“Volume
Primo” - Liturgia del Piombo
“Segreti
Nel Nero” - L'Ombra Della Sera
“Caravaggio” - Stefano Panunzi
“The Endless Winter” - Wish
“III”
- Aether
“Ferrum
Sidereum” - Zu
“La
Caratura Delle Penisole” - Baco Dì Silenzio
“Sesta
Strada Lungo il Tempo” - Delirium
“Eternal
Mistake” - Karmamoi
“La
Corazzata Potëmkin” - I Sincopatici
“Panic Loves Telling Lies” - Cellar Noise
Non
grandi numeri, però diciamo che la qualità è buona.
Ciò
che ho constatato a seguire nei mesi di giugno, luglio e agosto è molto preoccupante,
anche se la storia ci ha insegnato che il genere Prog Rock Italiano ha sempre
vissuto di alti e bassi d’interesse e che il periodo estivo rallenta le uscite,
credo che questa volta il campanello d’allarme sia molto più acuto delle altre
volte, e vi spiego il perché.
In
definitiva sono passati tre mesi abbondanti senza uscite, a parte sporadici
artisti! Questo, come detto, ci può stare, ma io a memoria (e ne avete prova
nel blog) non ricordo un silenzio così lungo.
Bisogna
analizzare questo dato, e sono giunto a delle conclusioni a partire dalle mode
odierne, che limitano la musica a un “mordi e fuggi” dettato dalla velocità
della vita a cui siamo sottoposti. La musica liquida conduce a un ascolto
veloce e distratto, con canzoni brevi e globalizzate dall’avvento dell’IA. Non
più lunghe suite, ma composizioni mediamente corte, perché la gente non ascolta
più in quanto bombardata da migliaia di uscite quotidiane (e tutte uguali):
basta vedere Spotify o Bandcamp. Il supporto dell'IA usato oggi da moltissimi
artisti tende inoltre a standardizzare il suono a scapito della creatività.
Che
la vendita dei dischi abbia la febbre lo si deduce anche dal fatto che le
automobili di oggi non posseggono più un lettore CD o quant’altro, ma solo il
modo di ascoltare musica attraverso i file (è un esempio).
Dicono
che ci sia il ritorno al vinile, ma credetemi, questo fenomeno è relegato a
persone che hanno una certa età; finite queste generazioni, la vendita dei
dischi a seguire sarà sicuramente effimera. Quante famiglie di giovani oggi
hanno un giradischi in casa?
Un'altra
causa è dunque data dalla selezione naturale: gli amanti e autori di queste
sonorità stanno via via passando a nuova vita per motivi anagrafici; di
conseguenza vengono a mancare tanti fruitori, collezionisti compresi.
Per
vostra curiosità vi riporto i dati del blog NONSOLO PROGROCK, per farvi capire
meglio che età ha il pubblico che segue il Rock Progressivo Italiano. Dovete
sapere che ad oggi la media di collegamenti al blog varia dai 5.000 ai 9.000
contatti giornalieri (e vi ringrazio!), per cui il dato è molto attendibile e
ci fa da spia: il 15% dei visitatori ha meno di 30 anni, l’85% dai 40 in su,
con un picco elevato fra i 50 e i 70.
È
quindi fisiologico che ci siano sempre meno giovani ad approcciarsi a questa
musica e, di conseguenza, anche a suonarla.
Un'altra
conferma mi giunge dal pubblico dei festival in Italia ai quali in alcuni casi
ho partecipato di persona e ho visto l’età anagrafica elevata.
Tony Esposito
Tony D'Alessio (Banco Del Mutuo Soccorso)
Miki Dei Rossi (Orme)
Luciano Regoli (Raccomandata Ricevuta Ritorno)
Purtroppo
quanto detto ci dimostra che il Rock Progressivo Italiano (come il Prog in
generale) si va spegnendo inesorabilmente. Con questo non dico che tutto stia
arrivando a una fine definitiva, ma soltanto che in futuro saranno in pochi a
sostenere questa musica (salvo le solite mode, che hanno la durata di un gatto
in autostrada).
Ora
dobbiamo attenderci un autunno con più uscite, fra le quali vi anticipo già gli
umbri IL BACIO DELLA MEDUSA e i marchigiani AGORÀ. Sicuramente la macchina si
rimetterà in moto soprattutto verso novembre, ma ciò nulla toglie alla
constatazione di un buco preoccupante che, a mia memoria, non è mai stato così
lungo.
Speriamo
bene… MS
Versione Inglese:















