L’IRA
DEL BACCANO – The Praise Of Folly
Subsound
Records
Genere:
Heavy Prog / Doom
Supporto:
LP / CD / Bandcamp - 2026
Molti
ascoltatori disdegnano il suono Hard o Metal perché ritenuto limitato e troppo
“rumoroso”; non sono mie parole, ma un dato di fatto constatato nel tempo
leggendo riviste e navigando nel web. Questo giudizio è superficiale perché, se
vogliamo parlare di gusti personali, allora concordo sul fatto che possa non
piacere il suono elettrico e spesso distorto; ma se parliamo di tecnica, allora
c’è un errore di fondo. L’Hard non è mai rimasto fermo a crogiolarsi sugli
allori, bensì si è aperto a contaminazioni che lo hanno avvicinato (soprattutto
per l’uso delle tastiere) al Progressive Rock. Il discorso è analogo per il
Metal, il Death Metal, il Doom e così via.
Proprio
quest’ultimo stile è il territorio in cui navigano L’Ira Del Baccano, band che
oggi con “The Praise Of Folly” giunge al quinto album ufficiale in studio. La
scelta di comporre musica senza un cantato li relega in un settore ancor più di
nicchia, lasciando voce soltanto agli strumenti.
Rispetto
all’ultimo album del 2023, intitolato “Cosmic Evoked Potentials”, c’è un
avvicendamento al basso: Gabriele Montemara prende il posto di Ivan Contini
Bacchisio. Per il resto le basi rimangono le stesse: i leader Alessandro
Santori (chitarre, loop, synth) e Roberto Maldera (chitarre, effetti, chitarra
slide, synth), con Gianluca Giannasso (batteria).
Penetrare
nel Doom Prog della band significa fare un vero e proprio trip sonoro; so bene
che questo termine è alquanto inflazionato, però è la verità dei fatti.
Il
disco è impreziosito dalla bellissima copertina di Michele Carnielli ed è stato
masterizzato da Claudio Gruer presso il Pisi Studio. Da notare che gli
strumenti principali sono stati registrati live in una sola ripresa.
Ma
veniamo alla musica: il lato A dell’LP contiene un solo brano suddiviso in due
parti, “The Praise Of Folly”, per una durata totale di ventuno minuti. Ciò che
prevale è l’oscurità che grava spesso sopra il nostro immaginario, rapito
dall’ascolto. Suoni profondi che si alternano a parti maggiormente elettriche,
deformate in differenti stili e forme, rilasciano buoni riff che richiamano
alla mente, nei tratti più Hard, i fasti dei grandi Black Sabbath. Se vogliamo
parlare di influenze, aggiungerei i Pink Floyd per i tratti maggiormente
spaziali assieme agli Hawkwind, e poi Rush e King Buffalo. Ottimo il lavoro
della sezione ritmica, spesso ipnotica ma altamente raffinata e tecnica.
Il
lato B contiene due brani: “Stigma” e “Rosencrantz And Guildenstern Are Dead”.
Quest’ultimo è un lamento doloroso, dove il mondo sembra sparire da sotto i
piedi per sprofondare nel buio infinito: una sensazione che raramente si prova,
se non negli incubi notturni. Tuttavia, trattandosi di Hard Prog, non mancano
schiarite e cambi di tempo.
L’Ira
Del Baccano, agli esordi, fu scoperta dal maestro del Doom Paolo Catena (ex
Death SS), con il quale produssero un mini-LP con il nome primordiale di
Loosin’ o’ Frequencies. Il bravo chitarrista ci vide lungo già allora, così
come fece con l’altra band Prog, gli A Piedi Nudi, che vi consiglio di andare a
scoprire.
Detto
questo, “The Praise Of Folly” è l'ennesimo tassello importante non soltanto per
la loro discografia, ma per tutto il panorama italico, il quale in questo 2026
sta già dando moltissime soddisfazioni. Un gran disco che sa rapirti la mente! MS
Versione Inglese:















