STEFANO PANUNZI – Caravaggio
SP Music
Genere: Crossover Prog
Supporto: 2CD / Digital – 2026
Ricordo
ancora con piacere la band italiana Fjieri nel 2009 con l’ottimo “Endless”, a
seguire nel 2015 “Words Are All We Have”. Fra i fondatori del nucleo ci sono
Nicola Lori e Stefano Panunzi, per un Art Rock eccellente aperto a partiture
Neo Prog. Il tastierista romano Stefano Panunzi nel corso degli anni ha
collaborato con Jakko Jakszyk (King Crimson — ha co-scritto due brani
dell'album 'Secrets & Lies' di Jakszyk), Mick Karn (Japan), Gavin Harrison
(Porcupine Tree, King Crimson, The Pineapple Thief), Tim Bowness (No-Man),
Richard Barbieri (Japan, Porcupine Tree), Markus Reuter (The Crimson ProjeKct),
Nicola Alesini, Robby Aceto ed altri ancora.
Ricca
anche la carriera solista con cinque album che iniziano nel 2005 con “Timelines”
sino ad arrivare al 2023 con il buon “Pages From The Sea”, qui recensito (https://nonsoloprogrock.blogspot.com/2023/04/stefano-panunzi.html)
e che vi invito ad ascoltare.
Ritorna
oggi con “Caravaggio”, un’opera in cui la musica e gli argomenti trattati si
fondono in colori e chiaroscuri proprio come la pittura del noto artista. Qui
si descrivono stati d'animo carichi di disperazione, amori tormentati, guerre,
ricerca di sé e malesseri interiori, con la speranza di esorcizzare il tutto
attraverso la musica.
Il
Prog proposto è moderno, infarcito di parti Jazz e Ambient che si avvalgono
dell’elettronica.
Il
cast internazionale che circonda il tastierista è di alto prestigio e vede alle
chitarre David Torn e Markus Reuter, ai fiati Theo Travis (noto per i suoi
lavori con Steven Wilson e Robert Fripp) e Nicola Alesini, alle voci Tim
Bowness (No-Man), Grice e 05Ric, e alla sezione ritmica Colin Edwin (ex
Porcupine Tree), Fabio Trentini e Saro Cosentino. Un cast davvero stellare. La
produzione è estremamente curata, pensata per creare un'esperienza d'ascolto
immersiva che rifletta l'inquietudine e la bellezza dell'arte barocca.
Chiaramente
il lavoro è così ampio che non posso permettermi la descrizione brano per
brano, tuttavia posso segnalare le fasi salienti disco per disco, ad iniziare
dal CD1, caratterizzato da una ricerca timbrica molto raffinata.
La
title track apre l'album stabilendo il tono. È un pezzo evocativo dove le
tastiere di Panunzi creano un tappeto quasi cinematografico, su cui si
innestano le chitarre sperimentali di David Torn e la bella voce di Grice.
Rappresenta visivamente l'ingresso in una galleria d'arte: un mix fra i
Porcupine Tree più pacati e i No-Man.
“I
No Longer Know Who You Are” sembra uscito da “Fear Of A Blank Planet”, uno
strumentale profondo ed immersivo dove il basso di Fabio Trentini sale in
cattedra. Ottima “Hidden Ties”, raffinata grazie al valore aggiunto del cantato
di Tim Bowness e ai fiati di Theo Travis. Le chitarre sono affidate ancora una
volta all’amico di vecchia data Nicola Lori. Infine segnalo “Ink Scars”, un
pezzo quasi Ambient-Jazz dove il pianoforte di Stefano dialoga con "graffi"
di chitarra elettrica, simulando quasi il rumore della penna (o del pennello)
sulla carta.
Il
CD 2 è caratterizzato da sperimentazione e spiritualità. “The Well” è un inizio
ipnotico che trascina l'ascoltatore in un "pozzo" sonoro fatto di
riverberi e loop. La struttura è meno lineare, più vicina al Progressive
d'avanguardia.
“Tribal
Innocence (Part 2)” prosegue un discorso iniziato in album precedenti. È un
brano ritmicamente più complesso, dove le percussioni e il basso di Mick Karn
creano un groove scuro e misterioso.
Splendida
la ballata “I Cry For Love” con la tromba di Luca Calabrese, ma la chicca di
questa seconda parte è “Sea Of Madness”, dove emerge la narrazione di Maria
Peters.
Chiude
“Gaza” in una sorta di requiem moderno; la scelta di un titolo così forte
sottolinea l'intento dell'album di non essere solo un esercizio estetico, ma un
riflesso del dolore del mondo reale.
Ascoltare
“Caravaggio” è come restare immobili davanti a una tela che prende vita,
un’immersione totale in un oceano di suoni dove la bellezza del Prog d’autore e
l'oscurità del reale si fondono, lasciandoti addosso il brivido di un
chiaroscuro che non si può spiegare, ma solo respirare. Consigliatissimo! MS
Versione Inglese:














