RESISTOR
– Beyond
Progrock.com's
Essentials
Genere:
Crossover Prog
Supporto:
CD / Bandcamp – 2026
Non
so quanti di voi sono a conoscenza di questa band americana, personalmente li
ho seguiti sin dagli esordi e vi confesso che nella loro discografia composta
da otto album, compreso questo nuovo “Beyond”, non ho trovato momenti di calo.
Sì, è vero, manca il capolavoro che li consacra nell’olimpo, ma il Prog
proposto è sempre bello, denso di passaggi interessanti, tecnici e melodici.
Originari
di Providence (Rhode Island), si formano nel 2005. La formazione è guidata dal
polistrumentista Steve Unruh (voce, chitarra, violino, flauto), noto anche per
le sue collaborazioni con diverse realtà della scena Prog internazionale tra
cui The Samurai Of Prog, UPF e la sua carriera solista. Con Unruh suonano Rob
Winslow (basso), Barry Farrands (batteria) e Fran Turner (chitarre). Il sound del
gruppo si caratteriza per una commistione tra l'impatto ruvido e organico
dell'Hard Rock, il Classic Rock e la complessità strutturale del Crossover
Prog. Tre i brani che formano l’album e spazio poi ai quattro singoli estratti
in Radio Edit.
Ed
è proprio una suite dal titolo “Nostalgia” ad aprire “Beyond”, più di dodici
minuti di musica nella quale le trame complesse e stratificate tipiche
dell'album, caratterizzate dai cambi di tempo dinamici e i dialoghi
strumentali, oscillano tra passaggi melodici e sezioni più tirate. L’impatto
iniziale richiama il mondo dei Rush per poi virare in un monolitico mid-tempo
in cui la chitarra elettrica rilascia un solo quasi microtonale. Buono l’uso
delle coralità. In alcuni fraseggi si presentano anche gli anni ’80 del Neo
Prog (IQ). Le trame vedono un uso prominente dell'NS/Stick eseguito dall'ospite
Don Schiff, il cui timbro elastico e percussivo si intreccia con il violino e
le chitarre di Unruh e Turner. Nulla è scontato in questo lungo percorso.
Il
secondo brano è strumentale e s’intitola “Antares”: si apre con una chitarra
elettrica impegnata in un riff Hard Rock tipico degli anni ’70, trascinante e
coinvolgente, per mutare successivamente (come il genere insegna) in un
movimento più melodico. Le parti di basso sono marcate e dinamiche sino a
riprendere verso il finale le arie iniziali, impreziosite dalla linea vocale
senza parole (vocalizzo espressivo) che funge da vero e proprio strumento
solista.
Il
piatto forte di “Beyond” tuttavia è proprio la title track, con ben
ventiquattro minuti abbondanti di musica aperti da un arpeggio che rimanda ai
Genesis degli anni ’70. Il timbro vocale e la cadenza ricordano moltissimo
Peter Nicholls e i suoi IQ. Ma i Resistor godono di una personalità marcata e
ovviamente spiazzano l’ascoltatore con cambi repentini di stile e potenza. Un
lungo percorso da ascoltare in religioso silenzio per poter apprezzare al
meglio ogni sfumatura, perché qui di idee ce ne sono davvero a profusione: per
esempio il greve assolo di violino elettrico che lascia spazio ad un raggio di
sole creato dalla chitarra acustica, oppure la fuga di flauto che diventa
protagonista in un andamento vivace in stile Jethro Tull… Nulla è scontato, e
cosa dire poi del richiamo vocale a cappella in stile Gentle Giant? Gioia e
pane per un fan Prog Rock DOC!
Seguono
i quattro singoli già citati che sono: “Calling Back Home (Radio Edit)”, “Into
This Mystical Lair (Radio Edit)”, “Antares (Radio Edit)” e “Nostalgia (Radio
Edit)”.
“Beyond”,
credetemi, è un disco spettacolare che mostra lo stato di salute del Prog che,
seppur essendo un genere di nicchia, ha ancora molto da dire, tutto questo però
quando le idee sono quelle giuste. Vado a riascoltarlo! MS
Versione Inglese:













