I Miei Libri

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lunedì 30 marzo 2026

L'Ombra Della Sera

L’OMBRA DELLA SERA – Segreti In Nero
Black Widow Records
Genere: Dark Progressive Rock
Supporto: 2LP / CD / Digital – 2026





Sono già passati quattordici anni dall'affascinante debutto omonimo del supergruppo L’Ombra Della Sera, formato da Fabio Zuffanti (Finisterre, Höstsonaten, "La Curva Di Lesmo", "La Maschera Di Cera", ecc.) al basso, Andrea Orlando alla batteria e Agostino Macor alle tastiere e orchestrazioni. Questa volta la squadra si amplia con esponenti di spicco del mondo del Progressive Rock italiano, come il cantante e tastierista Alessandro Corvaglia ("La Maschera Di Cera", "Delirium", Höstsonaten, ecc.) e Martin Grice ("Fabio Zuffanti Band", "Delirium", ecc.) al sax e al flauto.
Trattasi dunque di Rock Progressivo, e ben sappiamo che il genere ha vissuto il massimo dello splendore nei primi anni ’70, quando la "giovane mamma RAI" mandava in onda i classici sceneggiati a puntate che tenevano incollate le famiglie davanti alla televisione. Immaginiamo ora questi due contesti intersecarsi fra loro, un genere musicale articolato che si approccia a decantare le gesta dei più famosi programmi dell'epoca; di certo l’insieme assume un fascino assolutamente unico nel panorama musicale. Questi spettacoli in bianco e nero trattavano argomenti che variavano dall’horror al noir, passando per l’esoterismo, i misteri e la fantascienza, ecco quindi che la fantasia del Prog Rock ben si sposa con il contesto.
L’idea viene sviluppata dai L’Ombra Della Sera, che non a caso hanno scelto il proprio nome estrapolandolo da uno dei telefilm più noti di quegli anni. Tutto questo viene rivisitato con uno sguardo adulto, frutto della consapevolezza e dell'esperienza odierne, rilasciando canzoni che ben descrivono le atmosfere di quei piccoli capolavori. Qualche nome? "Gamma" (1975), "Ritratto Di Donna Velata" (1975), "Il Segno Del Comando" (1971), "La Traccia Verde" (1975), "L’Amaro Caso Della Baronessa Di Carini" (1975), "A Come Andromeda" (1972) e altre ancora.
L'album non è solo una raccolta di cover, ma una reinterpretazione in chiave Prog/Psych delle colonne sonore di celebri sceneggiati "del brivido" dove l'obiettivo è proprio quello di ricreare quel senso di mistero e sottile angoscia che caratterizzava la TV italiana di quegli anni. Il gruppo utilizza strumentazione vintage proprio per mantenere l'autenticità del suono dell'epoca, con strumenti come Mellotron, Minimoog, organo Hammond e Fender Rhodes. I temi originali sono stati quindi rielaborati e arricchiti di nuove atmosfere, con un'impronta culturale dettata da band come Van Der Graaf Generator, King Crimson, Genesis e altri maestri di allora.
La prima cover è "Albert E L'uomo Nero", andato in onda sulla RAI nel 1976 (precisamente in tre puntate). La storia ruota attorno ad Albert, un bambino di circa dieci anni che vive in una villa isolata con il padre e la matrigna. È un ragazzino solitario, appassionato di disegno, che inizia a sostenere di vedere un misterioso "Uomo Nero" aggirarsi per la casa e il giardino. Lo sceneggiato esplora il tema del divario tra il mondo degli adulti (razionale, freddo) e quello dei bambini (fatto di simboli e paure ancestrali). La regia di Dino Partesano puntava molto sui silenzi, sulle inquadrature lunghe e su una fotografia cupa. La musica richiama quelle nenie create ad arte da band come i Goblin. Splendido il lavoro di Martin Grice al flauto e al sax!
Sobbalzi al cuore durante l’ascolto di "Gamma", uno dei sceneggiati più importanti di sempre, con una colonna sonora leggendaria di Enrico Simonetti (padre di Claudio dei Goblin). Qui Agostino Macor (tastiere e orchestrazioni) interpreta il tema legato a Jean Delay, giovane al quale viene effettuato un rivoluzionario trapianto di cervello.
"Ritratto Di Donna Velata" è un capolavoro del gotico archeologico ambientato in una Toscana nebbiosa e misteriosa (principalmente tra Volterra e Firenze), dove il passato etrusco sembra non voler restare sepolto. È lo sceneggiato che ha trasformato le urne cinerarie e le necropoli in oggetti da incubo per un'intera generazione. Anche qui le melodie originali vengono esaltate dalle tastiere e da un'orchestrazione di base assolutamente indovinata. Indelebile il refrain malinconico che ha sempre contraddistinto il brano.
Si passa poi a "Fantastic Fly" ("Racconti Fantastici"), uno dei momenti più sperimentali e visivamente bizzarri della TV italiana, tratta dai racconti di Edgar Allan Poe. La sigla (eseguita allora dagli Steps) divenne un vero tormentone. Con il suo ritmo disco-elettronico e quel fischio ipnotico, creava un contrasto stridente e affascinante con le atmosfere macabre di Poe.
Altra leggenda è "A Come Andromeda": qui entriamo nel territorio della fantascienza pura, quella "adulta" e filosofica che ha tenuto l'Italia col fiato sospeso per cinque puntate. È il remake dell'omonimo originale della BBC scritto da Fred Hoyle e John Elliot, ma la versione italiana diretta da Vittorio Cottafavi è diventata, se possibile, ancora più iconica. Un radiotelescopio intercetta un segnale proveniente dalla costellazione di Andromeda, non è un semplice rumore, ma un flusso di dati binari. La musica composta da Mario Bertolazzi è un altro pezzo di storia. Quel tema di flauto dolce, così bucolico e malinconico, contrastava violentemente con la freddezza del computer e del laboratorio, creando un senso di "nostalgia del futuro" assolutamente unico.
In "La Traccia Verde", giallo parapsicologico legato al mondo della botanica, la musica è di Berto Pisano, qui esaltata dai fiati di Martin.
A seguire, un classico senza tempo: "La Ballata Di Carini". Neogotico siciliano, lo sceneggiato è un incontro perfetto tra il giallo investigativo, il dramma storico ambientato nell’Ottocento e la leggenda popolare. La sigla è uno dei pilastri della memoria collettiva italiana. Composta da Romolo Grano e cantata da Gigi Proietti (nella versione della sigla finale), la ballata riprende i cantastorie siciliani. Qui Corvaglia si supera in un'interpretazione sentita e perfetta sotto ogni punto di vista.
Ma, musicalmente parlando, il centro di quest'opera è la suite di diciannove minuti "Le Venti Giornate Di Torino", ispirata a uno dei romanzi più inquietanti e profetici della letteratura italiana, scritto da Giorgio De Maria nel 1977. Qui il collettivo sonoro mostra le capacità acquisite, l'intesa e la professionalità, esaltando il nostrano Progressive Rock come non mai fra orchestrazioni e parti psichedeliche di grande impatto.
"Cento Campane" è il "Re" del gotico romano, tratto dal capolavoro "Il Segno Del Comando" e cantata allora da Lando Fiorini (e in una versione più orchestrale da Nico dei Gabbiani): un classico della musica italiana interpretato ancora una volta magistralmente da Alessandro Corvaglia. Il Mellotron dona all’insieme un fascino altamente personalizzato.
Chiude "A Blue Shadow", altro grande classico composto da Berto Pisano che faceva da sigla e da tema portante allo sceneggiato "Ho Incontrato Un'Ombra" (1974), diretto dal solito maestro Daniele D'Anza. Martin Grice sale nuovamente in cattedra e le atmosfere si tingono di giallo.
Ascoltando "Segreti In Nero" sono riaffiorati in me ricordi indelebili ed emozionanti, vista la mia veneranda età che mi ha permesso di viverli di persona. Già soltanto per questo dovrei dire grazie a L’Ombra Della Sera, ma devo necessariamente aggiungervi la capacità artistica di questi musicisti, che sono un vero e proprio bene prezioso per la musica italiana e non solo. Uno squarcio del patrimonio della nostra cultura, assolutamente da possedere. MS





Tratta dall'album "L'Ombra Della Sera" (2012) 

 

Versione Inglese: 



L’OMBRA DELLA SERA – Segreti In Nero
Black Widow Records
Genre: Dark Progressive Rock
Format: 2LP / CD / Digital – 2026







Fourteen years have already passed since the fascinating self-titled debut of the supergroup L’Ombra Della Sera, featuring Fabio Zuffanti (Finisterre, Höstsonaten, "La Curva Di Lesmo", "La Maschera Di Cera", etc.) on bass, Andrea Orlando on drums, and Agostino Macor on keyboards and orchestrations. This time, the team expands to include prominent figures from the world of Italian Progressive Rock, such as singer and keyboardist Alessandro Corvaglia ("La Maschera Di Cera", "Delirium", Höstsonaten, etc.) and Martin Grice ("Fabio Zuffanti Band", "Delirium", etc.) on sax and flute.
We are talking about Progressive Rock, a genre that saw its greatest splendor in the early '70s, when the "young mamma RAI" (Italy's national broadcaster) aired classic serialized dramas—known as sceneggiati—that kept families glued to their television sets. Imagine these two worlds intersecting: a complex musical genre approaching the task of celebrating the most famous programs of that era. The result carries a charm that is absolutely unique in the musical landscape. These black-and-white shows dealt with themes ranging from horror to noir, including esotericism, mystery, and science fiction; thus, the imagination of Prog Rock blends perfectly with this context.
The idea was developed by L’Ombra Della Sera, who—not by chance—chose their name by taking it from one of the most famous TV thrillers of those years. All of this is revisited through an adult lens, born from modern awareness and experience, releasing songs that perfectly describe the atmospheres of those small masterpieces. A few titles? "Gamma" (1975), "Ritratto Di Donna Velata" (1975), "Il Segno Del Comando" (1971), "La Traccia Verde" (1975), "L’Amaro Caso Della Baronessa Di Carini" (1975), "A Come Andromeda" (1972), and more.
The album is not just a collection of covers, but a Prog/Psych reinterpretation of the soundtracks from famous "thriller" sceneggiati. The goal is precisely to recreate that sense of mystery and subtle anguish that characterized Italian TV in those years. The group uses vintage instrumentation to maintain the authenticity of the era's sound, featuring instruments such as the Mellotron, Minimoog, Hammond organ, and Fender Rhodes. The original themes have been reworked and enriched with new atmospheres, with a cultural imprint influenced by bands like Van der Graaf Generator, King Crimson, Genesis, and other masters of the time.
The first cover is "Albert E L'uomo Nero", which aired on RAI in 1976 (in three episodes). The story revolves around Albert, a boy of about ten living in an isolated villa with his father and stepmother. He is a lonely child, passionate about drawing, who begins to claim he sees a mysterious "Bogeyman" (Uomo Nero) lurking around the house and garden. The drama explores the divide between the adult world (rational, cold) and the world of children (made of symbols and ancestral fears). Dino Partesano's direction focused heavily on silence, long shots, and somber photography. The music recalls those artfully crafted lullabies by bands like Goblin. Martin Grice's work on flute and sax is splendid!
A literal heartbeat skip occurs while listening to "Gamma", one of the most important sceneggiati ever, featuring a legendary soundtrack by Enrico Simonetti (father of Claudio from Goblin). Here, Agostino Macor (keyboards and orchestrations) interprets the theme related to Jean Delay, a young man who undergoes a revolutionary brain transplant.
"Ritratto Di Donna Velata" is a masterpiece of archaeological gothic set in a misty, mysterious Tuscany (mainly between Volterra and Florence), where the Etruscan past refuses to stay buried. It is the show that turned cinerary urns and necropolises into objects of nightmares for an entire generation. Here too, the original melodies are enhanced by keyboards and a perfectly executed foundational orchestration. The melancholic refrain that has always distinguished the piece remains indelible.
Next is "Fantastic Fly" ("Racconti Fantastici"), one of the most experimental and visually bizarre moments of Italian TV, based on the stories of Edgar Allan Poe. The theme song (originally performed by Steps) became a massive hit. With its disco-electronic rhythm and that hypnotic whistle, it created a striking and fascinating contrast with Poe's macabre atmospheres.
Another legend is "A Come Andromeda", where we enter the territory of pure science fiction—"adult" and philosophical sci-fi that kept Italy in suspense for five episodes. It is a remake of the BBC original written by Fred Hoyle and John Elliot, but the Italian version directed by Vittorio Cottafavi became, if possible, even more iconic. A radiotelescope intercepts a signal from the Andromeda constellation; it is not mere noise, but a stream of binary data. The music composed by Mario Bertolazzi is another piece of history. That recorder flute theme, so bucolic and melancholic, contrasted violently with the coldness of the computer and the lab, creating a completely unique sense of "future nostalgia."
In "La Traccia Verde", a parapsychological thriller linked to the world of botany, the music is by Berto Pisano, elevated here by Martin’s wind instruments. This is followed by a timeless classic: "La Ballata Di Carini". A Sicilian neo-gothic tale, the drama is a perfect encounter between the investigative mystery, the 19th-century historical drama, and folk legend. The theme song is a pillar of Italian collective memory. Composed by Romolo Grano and sung by Gigi Proietti (in the final credits version), the ballad echoes Sicilian folk storytellers; here, Corvaglia excels in a heartfelt and perfect interpretation.
Musically speaking, however, the heart of this work is the nineteen-minute suite "Le Venti Giornate Di Torino", inspired by one of the most unsettling and prophetic novels in Italian literature, written by Giorgio De Maria in 1977. Here, the sonic collective showcases their acquired skill, synergy, and professionalism, exalting Italian Progressive Rock like never before through orchestrations and high-impact psychedelic parts.
"Cento Campane" is the "King" of Roman Gothic, taken from the masterpiece "Il Segno Del Comando" and originally sung by Lando Fiorini (and in a more orchestral version by Nico dei Gabbiani). It is a classic of Italian music, masterfully interpreted once again by Alessandro Corvaglia. The Mellotron gives the ensemble a highly personalized charm.
Closing the album is "A Blue Shadow", another great classic composed by Berto Pisano that served as the theme for the sceneggiato "Ho Incontrato Un'Ombra" (1974), directed by the usual master Daniele D'Anza. Martin Grice takes center stage once again, and the atmosphere turns to shades of "giallo."
Listening to "Segreti In Nero", indelible and moving memories resurfaced in me, given my venerable age which allowed me to experience them firsthand. For this alone, I should thank L’Ombra Della Sera, but I must also add the artistic prowess of these musicians, who are a true treasure for Italian music and beyond. A glimpse into the heritage of Italian culture, absolutely essential to own. MS


 

 Tratta dall'album "L'Ombra Della Sera" (2012) 

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