LEGS
ON WHEELS – Gobble
Autoproduzione
Genere:
Eclectic Prog
Supporto: LP / CD / Bandcamp – 2026
Si
sente spesso dire che la musica non abbia più nulla da comunicare, che le note
siano soltanto sette e che ogni territorio sia già stato esplorato. In realtà,
sono i silenzi, gli innesti e la capacità di sostenere una nota a smentire
questa tesi. Personalmente, non smetto mai di stupirmi nell’ascoltare realtà
nuove dalle idee interessanti; basta saper cercare o affidarsi a un buon
recensore che condivida i nostri gusti e sappia fare questa cernita per noi.
Dopo
aver apprezzato molto nel 2023 il debutto “Legroom”, ritrovare oggi i Legs On
Wheels con "Gobble" è come entrare in un caleidoscopio psichedelico
dove ogni movimento trasforma forme e colori. Il quintetto di Manchester formato
nel 2017 da Danny Murgatroyd (voce, chitarra), Alex Crumbie (chitarra, voce,
percussioni), George Roberts (tastiere, voce), Ged Hawksworth (batteria) e Dean
Stoloff (basso), conferma una scrittura colta e imprevedibile.
Il
songwriting attinge al grande Prog britannico degli anni '60 e '70 (Genesis,
King Crimson, Gong, Jethro Tull), ma la band ne scardina le convenzioni
giocando con World Music, Jazz, Pop Rock, Soul, Punk e Funk. È un equilibrio
tra passato e presente metabolizzato con personalità, sulla scia di quanto
fatto da formazioni moderne come Echolyn o Beardfish.
“Gobble”
si sviluppa in 45 minuti divisi in 8 tracce. L’album segue una progressione
ideale: brani brevi e ritmati nella prima parte, composizioni lunghe e
stratificate nella seconda. I testi sono surreali, intrisi di umorismo nero e
spesso grotteschi. In linea con il titolo (che richiama sia il verso del
tacchino che l’atto di divorare avidamente), il disco esplora i temi del
consumo, della voracità e della natura animale dell’uomo.
L'apertura
è affidata a "Oysters On The Half Shell", caratterizzata da una voce
che ricorda David Byrne e da una chitarra nervosa in stile Robert Fripp. Il
ritornello, melodico e gradevole, fa da contrappunto a un testo che descrive
banchetti bizzarri e dinamiche preda-predatore.
Segue
"A.P.E.S.", che si inoltra in meandri vicini ai Gentle Giant per poi
virare verso il Psych-Pop e il Glam Rock, con un ammiccamento ai Beatles, un
assolo di chitarra graffiante e una riflessione sull'evoluzione umana.
Se
"Winner Winner" si muove su territori Funky e introspettivi, la vera
sorpresa è "Peekaboo", un pezzo Pop orecchiabile con echi del Peter
Gabriel solista. L’humor inglese emerge prepotentemente in "Waiting For
His Drowning" che, a dispetto del titolo cupo, affronta il tema
dell’ineluttabilità con distacco teatrale e avanguardistico.
Si
prosegue con "Centipede", traccia in pieno stile Echolyn con ottimi
intrecci corali e un ritmo sincopato che mima il movimento di un millepiedi.
L’anima più sperimentale esplode invece in "Dinnertime For Rat", che
evolve dal Noise Rock a un Rock serratissimo. Il culmine dell’opera arriva con
gli undici minuti di "Masteroid", una mini-epopea fantascientifica
che fonde termini tecnici e invenzioni verbali per evocare immagini di
decadenza spaziale.
Una
menzione speciale va alla copertina: bizzarra e quasi incomprensibile, un mix
visivo tra un tacchino e un pesce che cattura perfettamente lo spirito di
"caos controllato" della band. In definitiva, “Gobble” è un disco
sorprendente. La musica ha ancora molto da dire... anche oggi. Ricordatelo. MS
Versione Inglese:


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