Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO

Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO
La storia dei generi enciclopedica

lunedì 24 marzo 2025

Steven Wilson

STEVEN WILSON – The Overview
Fiction Records / Virgin Music Group
Genere: Progressive Rock /Psichedelico
Supporto: digital / cd / lp - 2025





Sono consapevole che parlare di un artista come Steven Wilson non porta a nulla, questo perché ognuno di noi resta fermo sulle proprie idee.
La musica deve emozionare, altrimenti non raggiunge lo scopo, c’è chi lo fa in un modo chi in un altro, tutti vibriamo differentemente. Le esperienze personali e la cultura stessa ci conducono ognuno per la propria strada. E fin qui tutto ok.
Quello che resta più difficile è capire il valore di un artista, spesso lo si esprime attraverso simpatie o antipatie del caso, ed è già un errore.
Sottolineo che il pubblico del Progressive Rock è quantomeno esigente, e ama perdersi in un mare di gruppi di nicchia, spesso esaltando lavori distribuiti in poche copie ma ritenuti capolavori. Volente o nolente, il genere “presuppone” un pubblico di Élite che si vuole distanziare da tutto quello che al momento è di moda. In teoria dovrebbe amare ciò che è in evoluzione (progressive), e alcuni lo fanno, ma altrettanti restano radicati ai propri passati credo.
Che cosa sia giusto o meno non sta a me delinearlo, per il motivo detto, ossia che ognuno gode della musica come vuole.
Steven Wilson attraverso i suoi numerosi progetti e la carriera solista, ha definito una strada nella musica mondiale contemporanea, questo è inopinabile viste le migliaia di band che lo hanno seguito, e ve lo dico perché ascolto una marea di musica al riguardo. Il solco più grande lo ha tracciato attraverso i Porcupine Tree.
Ciò non è stato perdonato da molti fans del Progressive Rock, portare il genere al successo è quasi sacrilego, infatti leggendo nel web si evince che la sua prima carriera è amata, la più recente (di successo) no. Ciò è accaduto nel tempo con moltissime band, dai Genesis ai Pink Floyd etc.
Ma guardiamo le cose come si presentano attraverso una visione distaccata.
La carriera solista del musicista e ingegnere del suono è costellata di alti e bassi, intuizioni eccellenti come nel caso di “The Raven That Refused To Sing (And Other Stories)” oppure del secondo “Grace For Drowning”, si alternano a dischi meno incisivi come “The Harmony Codex”, ma anche qui alcuni potrebbero già disquisire. Tuttavia le band a seguire si sono ispirate maggiormente ai primi due dischi piuttosto che al Pop del terzo citato. Un poco come chi ha composto album simili ai Genesis di Peter Gabriel piuttosto che a quelli di “Calling All Stations”, credo che l’esempio sia calzante.
Un altro particolare da rilevare è che un artista vero fa quello che sente in quel determinato momento, esso evolve non curante dei propri fans. Può piacere o meno, ma la libertà di espressione è questa. Non si può pretendere che tizio faccia sempre il solito album. Tuttavia esistono casi in cui un artista che vive di musica, grazie alla formula trovata, non si distanzi minimamente da essa, esempi in Italia ne abbiamo di consistenti, da Vasco Rossi a Ligabue etc. Anche in questo caso non mi azzardo a criticare il loro operato, il fatto che hanno un numero nutrito di fans e che possano vivere della propria arte, apporta la ragione dalla loro parte.
Wilson ci ha abituati bene, una carriera piena di buone intuizioni, per questo ci attendiamo sempre un capolavoro.
La chiave di lettura risiede nel fatto che lui ha saputo toccare numerose influenze periodo per periodo, che vanno dalla Psichedelia al Prog dei King Crimson passando anche nell’Heavy Metal, ecco, questo ha destabilizzato molti ascoltatori, specialmente non gli è perdonato l’accostamento all’Heavy Metal. In parole povere, perde e acquista fans ogni disco.
Ho già detto troppo e non voglio fare più confusione di quella che già si aggira attorno a questo musicista, resta il fatto che è un punto di riferimento, questo può piacere o no a tutti. Cosa ci propone nell’ultimo “The Overview”? Semplicemente un passo indietro rispetto al passato Pop, un ritorno a quella Psichedelia raffinata nel tempo che lo ha contraddistinto. Che abbia voluto richiamare a se i vecchi fans non lo so, resta il fatto che due lunghe suite sono un fattore decisamente dal sentore Prog!
Infatti il disco si avvale di due brani, “Objects Outlive Us” e “The Overview“. Cosa si può ascoltare all’interno? Per chi vi scrive soltanto un riassunto (fatto abbastanza bene) delle puntate precedenti. In parole povere, chi conoscerà Wilson attraverso quest’album potrà dire che è un grande disco, chi già conosce a menadito la sua carriera storcerà un poco il naso. E poi ci saranno quelli che stroncheranno a prescindere in base alle considerazioni che ho sopra esposto.
Perciò è meglio non farsi prendere da facili entusiasmi ma neppure dal denigrare, perché questo disco è fatto bene, con grandissima qualità sonora, alcune brevi ma ottime intuizioni, e poi molti dejà vu. Non l’ho mai fatto in una recensione, ma per farvi capire ancora meglio su come la penso attraverso un voto, darei un bel 6,5, ossia più che sufficiente, ma niente di più. MS 





Versione Inglese:


STEVEN WILSON - The Overview
Fiction Records / Virgin Music Group
Genre: Progressive Rock /Psychedelic
Support: digital / cd / lp - 2025


I'm aware that talking about an artist like Steven Wilson accomplishes nothing, that's because everyone sticks to their own ideas.
Music must emote, otherwise it doesn't achieve its purpose, some people do it one way and some another, we all vibrate differently. Personal experiences and culture itself lead us each on our own path. And so far so good.
What remains more difficult is to understand the value of an artist, often it is expressed through sympathies or dislikes of the case, and that is already a mistake.
I emphasize that the Progressive Rock audience is at least demanding, and likes to get lost in a sea of niche bands, often extolling works distributed in a few copies but deemed masterpieces. Like it or not, the genre “presupposes” an elite audience that wants to distance itself from everything that is currently fashionable. In theory it should love what is evolving (progressive), and some do, but just as many remain rooted to their past beliefs.
What is right or wrong is not for me to delineate, for the reason stated, which is that everyone enjoys music as they wish.
Steven Wilson through his many projects and solo career, has defined a path in contemporary world music, this is inopinable given the thousands of bands that have followed him, and I tell you this because I listen to a ton of music about it. The biggest groove he has laid through Porcupine Tree.
This has not been forgiven by many Progressive Rock fans, bringing the genre to success is almost sacrilegious, in fact reading around the web shows that his earlier career is beloved, his more recent (successful) one is not. This has happened over time with many bands, from Genesis to Pink Floyd etc.
But let us look at things as they are presented through a detached view.
The solo career of the musician and sound engineer is peppered with ups and downs, excellent insights as in the case of “The Raven That Refused To Sing (And Other Stories)” or the second “Grace For Drowning”, alternating with less incisive records such as “The Harmony Codex,” but even here some might already disquisition. However, the bands to follow were more inspired by the first two records rather than the Pop of the third mentioned. A little like those who composed albums similar to Peter Gabriel's Genesis rather than “Calling All Stations”, I think the example fits.
Another detail to note is that a true artist does what he or she feels at that particular moment, it evolves regardless of its fans. You may like it or not, but that is the freedom of expression. You cannot expect a guy to make the same album over and over again. However, there are cases where an artist who lives by music, thanks to the formula found, does not deviate from it in the slightest, examples in Italy we have consistent ones, from Vasco Rossi to Ligabue etc. Again I do not venture to criticize them, the fact that they have a large number of fans and can live off their art brings reason on their side.
Wilson has accustomed us well, a career full of good insights, so we always expect a masterpiece.
The key lies in the fact that he has been able to touch numerous influences period by period, ranging from Psychedelia to King Crimson's Prog passing even into Heavy Metal, here, this has destabilized many listeners, especially he is not forgiven for the juxtaposition to Heavy Metal. Simply put, it loses and gains fans every record.
I have already said too much and I don't want to make more confusion than is already swirling around this musician, the fact remains that he is a landmark, this may or may not appeal to everyone. What does he offer us in his latest “The Overview”? Simply a step back from the Pop past, a return to that time-refined Psychedelia that distinguished him. Whether he wanted to call back old fans I don't know, the fact remains that two long suites are a definite factor with a Prog feel!
In fact, the record makes use of two tracks, “Objects Outlive Us” and “The Overview”. What can be heard inside? For the writer only a summary (done quite well) of the previous installments. Simply put, those who will know Wilson through this album will be able to say that it is a great record, those who already know his career inside out will turn their noses up a bit. And then there will be those who will crush it regardless based on the considerations I have outlined above.
So it is best not to get caught up in easy enthusiasm but also not to denigrate, because this record is done well, with great sound quality, some brief but excellent insights, and then a lot of déjà vu. I've never done this in a review, but to make you even more clear on how I feel about it through a rating, I would give a nice 6.5, which is more than enough, but nothing more. MS







Nessun commento:

Posta un commento