CORDE
OBLIQUE - Cries And Whispers
The
Stones Of Naples
Genere:
Post Metal / Folkgaze / Dark / Ethnofolk
Supporto: cd / Bandcamp – 2025
Il
chitarrista di Pozzuoli Riccardo Prencipe è l’ideatore del progetto Corde
Oblique. Il nome di certo è già noto a molti di voi perché realizzatore di ben
otto album in studio molto apprezzati da critica e pubblico, e non soltanto qui
in Italia ma anche in Europa e Cina. Corde Oblique nascono nel 2005 come lavoro
solista, tuttavia nel tempo l’artista si è sempre saputo circondare di numerosi
special guest. Secondo la descrizione dello stesso Prencipe, “Corde Oblique s’ispira
alle antiche arti visive italiane, non ai Michelangelo, intendiamoci, ma a
quelle non celebrate.”. Di base propone un Prog Folk che nel tempo si
arricchisce di altre sonorità e contaminazioni, sino a giungere ai giorni
nostri in un mix fra Post Metal, Folk-Gaze, Dark, Ambient, ed Ethnofolk.
Molta
la cura impegnata nelle atmosfere malinconiche sostenute generalmente da belle
voci femminili in uno stile che potrebbe essere accostato in certi frangenti a
quello dei Anathema.
Lontane
le sonorità del primo album, o per meglio dire, evolute. Prencipe imbraccia la
sua chitarra elettrica e ne fa un uso maggiore portando avanti un album che
viene suddiviso in due capitoli, “Vol.1 Cries” formato da sei canzoni, e “Vol.2
Whispers” di altrettante. Nel primo si possono apprezzare stili come il Post
Metal e il Folk-Gaze, nel secondo si pone maggiore spazio al Dark Folk.
Il
titolo “Cries And Whispers” è un omaggio a ”Sussurri E Grida” di Ingmar Bergman,
un dramma domestico dove tutta la casa, compresi le suppellettili, sono di
colore rosso, le stesse tonalità riprese dal pluri premiato artista indonesiano
Hardijanto Budiman per la copertina del disco.
Il
primo capitolo viene aperto da “The Nightingale And The Rose”, una composizione
inizialmente eterea in Anathema style, ed è impreziosita dalla voce di Rita
Saviano oltre che dal violino di Edo Notarloberti. L’incedere mi riporta agli
anni ’90 quando i My Dying Bride allegavano lo strumento nel Metal.
Toccante
“Leaver”, leggiadra come la donna che danza in copertina. Il percorso
intrapreso dai fratelli Cavanagh è nuovamente imboccato. Resto profondamente
colpito dalla bellezza di “John Ruskin”, canzone curata nei minimi particolari
attraverso l’elettronica, echi vocali, ritmica sinuosa, cambi umorali, e altro
ancora per uno dei momenti più “progressivi” dell’album. “The Father Child” è
una ballata in cui la chitarra fa uso del delay, in pratica una tela dai color
pastello.
“A
Step To Lose The Balance” è il brano più significativo del primo volume, prossimo
al Post Metal, perché in esso si può apprezzare al meglio la ricerca di uno
stile differente dalle proprie corde. La narrazione di Maddalena Crippa immerge
l’ascoltatore nella pianistica e Psichedelica “Christmas Carol”, prosa in
musica.
Il
volume 2 si apre con “Bruegel's Dance” e il Folk si palesa in tutta la sua gloriosa
malinconia attraverso strumentazioni come il violino, la chitarra acustica e la
mandola di Daniele La Torre. La breve danza conduce a “Eleusa Consumpta” (Ethereal
Folk) dove l’interpretazione sentita della cantante bulgara Denitza Seraphim
trascina l’ascolto verso antiche lande mediterranee.
C’è
spazio anche per una cover, quella della band Alcest intitolata “Souvenirs D’Un
Autre Monde”, sofficemente delicata in tutte le sfaccettature che la compongono
grazie alla chitarra acustica e ai violini.
“Tango
Di Gaeta”, cantata in italiano da Caterina Pontrandolfo è maggiormente prossima
alla formula canzone, e mantiene inalterata l’atmosfera di base malinconica.
“Selfish
Giant” più che una ballata è una ninna nanna, per il ritorno al microfono di Rita
Saviano. L’album si conclude con “Gnossienne N.1”, una dedica al chitarrista
spagnolo Francisco Tarrega, fra i maggiori esponenti della chitarra classica
europea, vetrina per le qualità tecniche di Riccardo Prencipe.
“Cries
And Whispers” è un lavoro profondo, da centellinare come un buon Whisky, dove l’invecchiamento
ha la sua valenza, non a caso in venti anni i Corde Oblique hanno raggiunto
sapori sopraffini. MS
Versione Inglese:
CORDE OBLIQUE - Cries And Whispers.
The Stones Of Naples
Genre: Post Metal / Folkgaze / Dark / Ethnofolk
Support: cd / Bandcamp - 2025
Pozzuoli guitarist Riccardo Prencipe is the creator of
the project Corde Oblique. The name is certainly already known to many of you
because he is the creator of no less than eight studio albums highly
appreciated by critics and audiences, and not only here in Italy but also in
Europe and China. Corde Oblique was born in 2005 as a solo work, yet over time
the artist has always managed to surround himself with numerous special guests.
According to Prencipe's own description, “Corde Oblique is inspired by the
ancient Italian visual arts, not by Michelangelo, mind you, but by the unsung
ones”. Basically it proposes a Prog Folk that over time is enriched by other
sounds and contaminations, until reaching the present day in a mix of Post
Metal, Folk-Gaze, Dark, Ambient, and Ethnofolk.
Much care is taken in the melancholic atmospheres
generally supported by beautiful female vocals in a style that could be
approached at certain junctures to that of Anathema.
Far from the sounds of the first album, or rather,
evolved. Prencipe harnesses his electric guitar and makes more use of it
bringing forth an album that is divided into two chapters, “Vol.1 Cries”
consisting of six songs, and “Vol.2 Whispers” of as many.
In the former we can appreciate styles such as Post
Metal and Folk-Gaze, in the latter there is more emphasis on Dark Folk.
The title “Cries And Whispers” is an homage to Ingmar
Bergman's “Whispers And Whispers”, a domestic drama where the whole house,
including the furnishings, are red, the same hues taken up by award-winning
Indonesian artist Hardijanto Budiman for the album cover.
The first chapter is opened by “The Nightingale And
The Rose”, an initially ethereal composition in Anathema style, and is graced
by Rita Saviano's voice as well as Edo Notarloberti's violin. The opening takes
me back to the 1990s when My Dying Bride attached the instrument in metal.
Touching “Leaver”, as graceful as the woman dancing on
the cover. The path taken by the Cavanagh brothers is once again set. I am
deeply impressed by the beauty of “John Ruskin”, a song that has been curated
to the smallest detail through electronics, vocal echoes, meandering rhythm,
mood changes, and more for one of the album's most “progressive” moments. “The
Father Child” is a ballad in which the guitar makes use of delay, basically a
pastel-colored canvas.
“A Step To Lose The Balance” is the most significant
track in the first volume, close to Post Metal, because in it one can best
appreciate the search for a style different from one's own strings. Maddalena
Crippa's narration immerses the listener in the pianistic and psychedelic
“Christmas Carol”, prose in music.
Volume 2 opens with “Bruegel's Dance” and Folk is
revealed in all its glorious melancholy through instrumentation such as violin,
acoustic guitar and Daniele La Torre's mandola. The short dance leads to
“Eleusa Consumpta” (Ethereal Folk) where the heartfelt interpretation of
Bulgarian singer Denitza Seraphim draws the listener into ancient Mediterranean
moors.
There is also room for a cover, that of the band
Alcest entitled “Souvenirs D'Un Autre Monde”, softly delicate in all its facets
thanks to acoustic guitar and violins.
“Tango Di Gaeta”, sung in Italian by Caterina
Pontrandolfo is closer to the formula song, and keeps the basic melancholic
atmosphere intact.
“Selfish Giant” more than a ballad is a lullaby, for
Rita Saviano's return to the microphone. The album ends with “Gnossienne No. 1”,
a dedication to Spanish guitarist Francisco Tarrega, among the greatest
exponents of European classical guitar, a showcase for Riccardo Prencipe's
technical qualities.
“Cries And Whispers” is a profound work, to be sipped
like a good Whisky, where aging has its value, no coincidence that in twenty
years Corde Oblique have achieved superfine flavors. MS
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