Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO

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La storia dei generi enciclopedica

lunedì 10 marzo 2025

Corde Oblique

CORDE OBLIQUE - Cries And Whispers
The Stones Of Naples
Genere: Post Metal / Folkgaze / Dark / Ethnofolk
Supporto: cd / Bandcamp – 2025




Il chitarrista di Pozzuoli Riccardo Prencipe è l’ideatore del progetto Corde Oblique. Il nome di certo è già noto a molti di voi perché realizzatore di ben otto album in studio molto apprezzati da critica e pubblico, e non soltanto qui in Italia ma anche in Europa e Cina. Corde Oblique nascono nel 2005 come lavoro solista, tuttavia nel tempo l’artista si è sempre saputo circondare di numerosi special guest. Secondo la descrizione dello stesso Prencipe, “Corde Oblique s’ispira alle antiche arti visive italiane, non ai Michelangelo, intendiamoci, ma a quelle non celebrate.”. Di base propone un Prog Folk che nel tempo si arricchisce di altre sonorità e contaminazioni, sino a giungere ai giorni nostri in un mix fra Post Metal, Folk-Gaze, Dark, Ambient, ed Ethnofolk.
Molta la cura impegnata nelle atmosfere malinconiche sostenute generalmente da belle voci femminili in uno stile che potrebbe essere accostato in certi frangenti a quello dei Anathema.
Lontane le sonorità del primo album, o per meglio dire, evolute. Prencipe imbraccia la sua chitarra elettrica e ne fa un uso maggiore portando avanti un album che viene suddiviso in due capitoli, “Vol.1 Cries” formato da sei canzoni, e “Vol.2 Whispers” di altrettante. Nel primo si possono apprezzare stili come il Post Metal e il Folk-Gaze, nel secondo si pone maggiore spazio al Dark Folk.
Il titolo “Cries And Whispers” è un omaggio a ”Sussurri E Grida” di Ingmar Bergman, un dramma domestico dove tutta la casa, compresi le suppellettili, sono di colore rosso, le stesse tonalità riprese dal pluri premiato artista indonesiano Hardijanto Budiman per la copertina del disco.
Il primo capitolo viene aperto da “The Nightingale And The Rose”, una composizione inizialmente eterea in Anathema style, ed è impreziosita dalla voce di Rita Saviano oltre che dal violino di Edo Notarloberti. L’incedere mi riporta agli anni ’90 quando i My Dying Bride allegavano lo strumento nel Metal.
Toccante “Leaver”, leggiadra come la donna che danza in copertina. Il percorso intrapreso dai fratelli Cavanagh è nuovamente imboccato. Resto profondamente colpito dalla bellezza di “John Ruskin”, canzone curata nei minimi particolari attraverso l’elettronica, echi vocali, ritmica sinuosa, cambi umorali, e altro ancora per uno dei momenti più “progressivi” dell’album. “The Father Child” è una ballata in cui la chitarra fa uso del delay, in pratica una tela dai color pastello.
“A Step To Lose The Balance” è il brano più significativo del primo volume, prossimo al Post Metal, perché in esso si può apprezzare al meglio la ricerca di uno stile differente dalle proprie corde. La narrazione di Maddalena Crippa immerge l’ascoltatore nella pianistica e Psichedelica “Christmas Carol”, prosa in musica.
Il volume 2 si apre con “Bruegel's Dance” e il Folk si palesa in tutta la sua gloriosa malinconia attraverso strumentazioni come il violino, la chitarra acustica e la mandola di Daniele La Torre. La breve danza conduce a “Eleusa Consumpta” (Ethereal Folk) dove l’interpretazione sentita della cantante bulgara Denitza Seraphim trascina l’ascolto verso antiche lande mediterranee.
C’è spazio anche per una cover, quella della band Alcest intitolata “Souvenirs D’Un Autre Monde”, sofficemente delicata in tutte le sfaccettature che la compongono grazie alla chitarra acustica e ai violini.
“Tango Di Gaeta”, cantata in italiano da Caterina Pontrandolfo è maggiormente prossima alla formula canzone, e mantiene inalterata l’atmosfera di base malinconica.
“Selfish Giant” più che una ballata è una ninna nanna, per il ritorno al microfono di Rita Saviano. L’album si conclude con “Gnossienne N.1”, una dedica al chitarrista spagnolo Francisco Tarrega, fra i maggiori esponenti della chitarra classica europea, vetrina per le qualità tecniche di Riccardo Prencipe.
“Cries And Whispers” è un lavoro profondo, da centellinare come un buon Whisky, dove l’invecchiamento ha la sua valenza, non a caso in venti anni i Corde Oblique hanno raggiunto sapori sopraffini. MS 








Versione Inglese:


CORDE OBLIQUE - Cries And Whispers.
The Stones Of Naples
Genre: Post Metal / Folkgaze / Dark / Ethnofolk
Support: cd / Bandcamp - 2025


Pozzuoli guitarist Riccardo Prencipe is the creator of the project Corde Oblique. The name is certainly already known to many of you because he is the creator of no less than eight studio albums highly appreciated by critics and audiences, and not only here in Italy but also in Europe and China. Corde Oblique was born in 2005 as a solo work, yet over time the artist has always managed to surround himself with numerous special guests. According to Prencipe's own description, “Corde Oblique is inspired by the ancient Italian visual arts, not by Michelangelo, mind you, but by the unsung ones”. Basically it proposes a Prog Folk that over time is enriched by other sounds and contaminations, until reaching the present day in a mix of Post Metal, Folk-Gaze, Dark, Ambient, and Ethnofolk.
Much care is taken in the melancholic atmospheres generally supported by beautiful female vocals in a style that could be approached at certain junctures to that of Anathema.
Far from the sounds of the first album, or rather, evolved. Prencipe harnesses his electric guitar and makes more use of it bringing forth an album that is divided into two chapters, “Vol.1 Cries” consisting of six songs, and “Vol.2 Whispers” of as many.
In the former we can appreciate styles such as Post Metal and Folk-Gaze, in the latter there is more emphasis on Dark Folk.
The title “Cries And Whispers” is an homage to Ingmar Bergman's “Whispers And Whispers”, a domestic drama where the whole house, including the furnishings, are red, the same hues taken up by award-winning Indonesian artist Hardijanto Budiman for the album cover.
The first chapter is opened by “The Nightingale And The Rose”, an initially ethereal composition in Anathema style, and is graced by Rita Saviano's voice as well as Edo Notarloberti's violin. The opening takes me back to the 1990s when My Dying Bride attached the instrument in metal.
Touching “Leaver”, as graceful as the woman dancing on the cover. The path taken by the Cavanagh brothers is once again set. I am deeply impressed by the beauty of “John Ruskin”, a song that has been curated to the smallest detail through electronics, vocal echoes, meandering rhythm, mood changes, and more for one of the album's most “progressive” moments. “The Father Child” is a ballad in which the guitar makes use of delay, basically a pastel-colored canvas.
“A Step To Lose The Balance” is the most significant track in the first volume, close to Post Metal, because in it one can best appreciate the search for a style different from one's own strings. Maddalena Crippa's narration immerses the listener in the pianistic and psychedelic “Christmas Carol”, prose in music.
Volume 2 opens with “Bruegel's Dance” and Folk is revealed in all its glorious melancholy through instrumentation such as violin, acoustic guitar and Daniele La Torre's mandola. The short dance leads to “Eleusa Consumpta” (Ethereal Folk) where the heartfelt interpretation of Bulgarian singer Denitza Seraphim draws the listener into ancient Mediterranean moors.
There is also room for a cover, that of the band Alcest entitled “Souvenirs D'Un Autre Monde”, softly delicate in all its facets thanks to acoustic guitar and violins.
“Tango Di Gaeta”, sung in Italian by Caterina Pontrandolfo is closer to the formula song, and keeps the basic melancholic atmosphere intact.
“Selfish Giant” more than a ballad is a lullaby, for Rita Saviano's return to the microphone. The album ends with “Gnossienne No. 1”, a dedication to Spanish guitarist Francisco Tarrega, among the greatest exponents of European classical guitar, a showcase for Riccardo Prencipe's technical qualities.
“Cries And Whispers” is a profound work, to be sipped like a good Whisky, where aging has its value, no coincidence that in twenty years Corde Oblique have achieved superfine flavors. MS




 




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