sabato 15 giugno 2013

Angels And Demons

ANGELS AND DEMONS – Power Fusion
SG Records
Genere: Hard Prog / Virtuoso
Supporto: cd – 2013



Esordio discografico per il Power trio del virtuoso chitarrista Alex Stornello, presidente della scuola internazionale Modern Music Institute.
Una proposta musicale rivolta ai più esigenti ascoltatori di Rock e a tutto quello che si aggira attorno al significato del termine Prog, ossia innesto sonoro fra differenti generi musicali. Infatti è la Fusion che in questo caso si mescola con il Jazz e dell’Heavy Rock, per un risultato finale altamente coinvolgente. Assieme a Stornello suonano Giorgio “JT” Terenziani al basso e Paolo Caridi (Arthemis, Killing Touch e Michele Luppi Band) alla batteria, ma anche special guest, Andrea Goldoni alle tastiere ed il cantante Gianbattista Manenti.
“Power Fusion” (titolo azzeccatissimo) è suddiviso in dieci tracce e si apre con “Angels & Demons”, quasi sei minuti in cui il trio scannerizza il proprio DNA, mettendo in luce la tecnica ed il gusto per la melodia. Alcuni potranno paragonare questo modus operandi a quello dei Liquid Tension Experiment, in realtà gli Angels And Demons danno meno risalto alle improbabili fughe strumentali al limite del logorroico, concentrandosi più sulla melodia , concedendosi solo di tanto in tanto una bella corsa sullo strumento. Ovviamente la chitarra la fa da padrona, notevolmente anche nell’assolo della successiva strumentale “When Money Talks Bullshit Walks”.
Sale in cattedra il basso di JT in “Traffic Jam”, il ritmo aumenta e cambia nel corso dei quasi otto minuti, uno dei momenti più interessanti dell’album. Cascate di note fuoriescono dal pentagramma di Stornello.
Curiosamente si incontrano due brani che si ripetono in versioni differenti, strumentale e vocale, questi sono “The Riddle” e “Clare Is Gone”. La bella voce di Manenti è ottima interprete anche a carattere emotivo oltre che fonetico. Hard Rock più accessibile in “Clare Is Gone”, sicuramente piacerà anche ai fans dell’AOR. Più sostenuta e variegata “The Riddle” e qui il ruolo di Caridi è valorizzato, preciso e tecnico dietro alle pelli. Quando invece ascoltate “The Clarinet’s Pain” immaginate gli UZEB più Heavy. Con “No Blues” si scopre il lato delicato del trio, pur non essendo una ballata nel puro senso del termine.

Questo è “Power Fusion”, un esordio fresco ed accattivante, uno stile che mette in luce anche la classe, quella di tre strumentisti che conoscono approfonditamente la musica. MS

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