venerdì 21 giugno 2013

Daniele Romina

ROMINA DANIELE - Diffrazioni Sonore
Selfproduced

Genere: Sperimentazione Vocale
Support: CD - 2005



Cogliamo immediatamente l’occasione per ricordare (anche se noi non lo abbiamo mai dimenticato) uno dei vocalist più importanti del mondo: Demetrio Stratos. Può sembrare inadeguato iniziare una recensione in questa maniera, ma d'altronde Romina Daniele è dedita alla sperimentazione vocale proprio come il greco degli Area. La voce di per se è uno strumento, ma l’uomo non si è mai spinto aldilà di un certo limite, vuoi per la paura di rovinare le corde vocali, vuoi per mancanza di necessità, a pochi interessa ascoltare un suono forzato e poco melodioso. Ma la voce ribadiamo che e’ uno strumento e come tale andrebbe adoperata. Ho usato il condizionale perché anche noi che usufruiamo di musica spesso storciamo il naso davanti a certe prove. Male, bisognerebbe approcciare al discorso con la preparazione “culturale” e mentale adeguata, consapevoli di non incorrere ne in melodie da canticchiare, ne in musica da fischiare.
Romina Daniele è giovane, ma la sua vita è tutta dedita all’arte, studia la chitarra, scrive poesie, dipinge, studia storia e metodologia dell'arte, teorie e storia del cinema. Nel 2005 conferisce il Premio Internazionale Demetrio Stratos Per La Sperimentazione Musicale e questo basta per mettere a fuoco l’artista.
In “Diffrazioni Sonore” ascoltiamo mezz’ora di vocalizzi, improvvisati in tre ore di studio, concepiti in tre anni di solitudine, passione e silenzio, come ama dire l’artista stessa. Un esperimento sonoro in cui la voce si trasforma in mille sonorità differenti, proprio come fa un elastico quando viene pizzicato e teso.
Personalmente non credevo che in questo tempo ci fossero ancora in circolazione artisti con la voglia di creare nel puro senso del termine, tutto oggi gira intorno al “dio” quattrino ed un prodotto del genere certo non fa coppia con esso. In me questo disco ha fatto uno strano effetto, al primo ascolto ho pensato che fosse “anacronistico”, al secondo “futuristico”, in realtà ho capito che “Diffrazioni Sonore” non sono altro che Romina Daniele ed il proprio “Io”. Nella sua voce troverete nuovi colori, arricchite la vostra tavolozza, se volete, a tutti gli altri consiglio un ascolto preventivo. MS


ROMINA DANIELE
Aistànomai, Il Dramma della Coscienza
Selfproduced

Genere: Sperimentazione Vocale
Support: CD - 2007




Con il precedente “Diffrazioni Sonore” abbiamo conosciuto un artista unica nel suo genere, Romina Daniele. E’ una sperimentatrice della voce ed un amante attiva dell’arte in generale, anche di quella pittorica e fotografica. Il lavoro di “creazione” che abbiamo potuto apprezzare in “Diffrazioni Sonore” è stato prettamente vocale, senza alcuna aggiunta di strumentazioni. Coraggioso ed intraprendente, con una dose artistica davvero elevata, la stessa che ritroviamo oggi nel più appetibile “Aisthànomai”.
“Comprensione”, questo è il significato di questa parola greca, l’artista prende possesso della conoscenza dell’arte e trasmette a noi, con i suoi 17 pezzi, la vocazione che fa riferimento alla scienza filosofica applicata all’arte. Ci trasmette le sensazioni che prova, nei testi a tratti di poetica natura, il dramma della coscienza e ciò che accade all’uomo.
Questa volta non è solo mera applicazione vocale, ma nelle tracce si aggirano strumenti elettronici sul tappeto dei quali, la cantante esprime tutto il suo essere. La voce si spinge oltre, aldilà della logica strutturale della stessa, alla quale siamo sempre stati abituati negli ascolti musicali. Teatralità, intensità, bizzarria e coraggio che si incrociano in maniera “reticolare”. Come ama definire l’artista “Aisthànomai comporta Diffrazioni sonore ed introduce diffrazioni testuali (laddove il testo comunemente inteso è l’emblema dell’onniscienza che voglio scardinare) e diffrazioni digitali….”. Per quello che concerne sempre il testo, ci sono citazioni a Barthes e si analizza la consapevolezza di conoscere il proprio io ed il mondo che ci circonda. Ancora una volta mi ritrovo a parlare, seppur brevemente, di una persona che vive l’arte a 360°, senza limiti e con tutta se stessa.
Non sono comuni questi artisti, vivono nel sottosuolo del Prog (se vogliamo trovargli per forza una ubicazione….) e credono ciecamente nell’arte, quella pura ed incontaminata e la respirano.
Ovviamente non venderanno dischi a quantità industriale, tuttavia sono degni di nota e meritano rispetto, perché l’arte ha bisogno di “progredire”, ha bisogno di ricerca, ha necessità di esplodere in tutta la propria magniloquenza. Romina Daniele brilla di luce propria, è fuorviante, ma se la si ascolta senza barriere mentali, allora la si potrà apprezzare in tutta la sua sfolgorante bellezza. Con “Aisthànomai” conoscerete nuovi luoghi psichici , ma attenzione, questo viaggio è consigliato solamente ai più curiosi di voi e di ampie vedute, agli altri sottolineo il fatto che qui non ci sono schitarrate o quant’altro rappresenti il Rock. Dove vorrà arrivare? MS



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