venerdì 7 giugno 2013

Fruitcake

FRUITCAKE - Power Structure
Cyclops

Genere: Symphonic Prog
Supporto: cd - 1998



Nella discografia di questo gruppo Norvegese ho estrapolato "Power Structure", disco della effettiva maturazione stilistica. I Fruitcake sono il progetto del batterista cantante Pal Sovik il quale nel tempo ha dimostrato di sapersi evolvere anche se le influenze dei Pink Floyd e dei Genesis sono forse troppo marcate. Il suo cantato è sinceramente troppo Pinkfloydiano.
Ho parlato di evoluzione perché dopo un esordio imperniato su situazioni molto grevi e tristi, man mano hanno saputo evolvere il suono in ambientazioni più Heavy e paradossalmente anche più Progressive. Dopo un disco d'esordio praticamente introvabile (salvo aspettarci qualche nuova ristampa) i Norvegesi nel 1994 producono "How To Make It" (Cyclops), disco di buona caratura tecnica ma a tratti troppo scontato, essi vogliono essere con questo lavoro l'alternativa a gruppi come Landberk, Anglagard ed Anekdoten.
Nel 1996 tentano con un cambio formazione (via i due chitarristi per Jens G. Sverdrup chitarra e Gunnar Bergersen al basso) un mutamento stilistico marcato verso un ambientazione triste e buia proprio come la loro terra. Il risultato è stato criticato da molti addetti ai lavori, io personalmente non scarterei proprio tutto, anzi, ritengo "Room For Surprise" (Cyclops) denso di emozioni, anche se capisco la pesantezza dell'intero lavoro. Ci sono giorni comunque che questo disco può farci tranquillamente da colonna sonora.
1998, ancora un cambio formazione e stilistico, via tutti, la tastierista e cantante Siri M. Seland e compagnia bella per fare spazio a Helge Skaarseth alle tastiere, Robert Hauge alla chitarra ed Olav Nygard al basso e poi di nuovo cambio stilistico per ritornare a quella atmosfere tanto care ai Genesis. Il risultato si chiama "One More Slice" (Cyclops). In esso si respira aria meno greve ed il risultato non può che trarne vantaggio. Lo stesso anno la formazione rimane pressoché invariata salvo notare l'ingresso della flautista Nina C. Dahl che contribuisce in maniera notevole al miglioramento stilistico della band.
E' la volta del bellissimo "Power Structure" (Cyclops) che consiglio a tutti gli amanti della buona musica di tenere nella vostra discografia.La chitarra di Robert partorisce assoli di una bellezza abbagliante così come il Moog ed il Mellotron di Helge e la nostra mente torna indietro nel tempo, mentre per chi è nuovo a questi suoni non può fare altro che rimanere colpito, ne sono sicuro. Con questo "Power Structure" i Fruitcake sono riusciti non solo a mixare insieme tutte le caratteristiche dei loro precedenti lavori, ma addirittura a migliorarli. Il suono più Hard lo troviamo in apertura con "Hold Your Ground", mentre un ritorno a ritroso è "The River Of The Dog", oppure riscontriamo i Genesis nella bellissima "Just A Little Bit More Time". "The Bogeyman (Part2)" è la canzone che preferisco nella sua semplicità e tristezza. Ottime fughe strumentali in "Velvet Night" mentre il flauto di Nina fa venire la pelle d'oca in "Touched By The Fire". Agli amanti dei brani strumentali i Norvegesi dedicano "This One Will Make Us Rich" e chiudono questo lavoro con la sognante "Silence Reigns".
In parole povere questi Fruitcake non è che abbiano dato nulla di nuovo al complesso mondo Progressivo , ma si sono certamente fatti amare da tutti coloro che apprezzano il genere grazie alla loro "ruffianaggine"sonora e come un buon vino rosso, con il tempo hanno saputo migliorare. A volte basta poco per stare bene, senza troppe masturbazioni cerebrali! MS



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