MAI PIÙ INVERNO – Lassù Gli Ultimi
Autoproduzione
Genere: Progressive Folk /
Cantautore
Supporto: Spotify / Bandcamp – 2026
Non
nascondo il piacere che provo nell'imbattermi in nuove band di giovani
musicisti che scelgono di approcciarsi a una musica distante dal banale. I Mai
Più Inverno provengono da un territorio situato tra la Valchiavenna e il Lago
di Como, cimentandosi in un Folk di stampo cantautorale caratterizzato da forti
influenze anni ’70. Tra la strumentazione adoperata spiccano il bouzouki e il
violino, ma sono soprattutto le chitarre a dominare la scena. L’acquerello in
copertina, opera di Bruno Ritter, rappresenta perfettamente lo spirito del
disco: durante l’ascolto si ha la costante sensazione di trovarsi di fronte a
colori tenui e a un velo di malinconia. Le fotografie e il progetto grafico
sono invece stati curati da Gabriella Sacco.
Hanno
suonato nel disco: Domenico Vitali (chitarre, voci, basso), Francesco Via (chitarre,
voci, basso, tastiere, flauto traverso), Samuele Rabbiosi (chitarre, bouzouki),
Lorenzo "Bubi" Montani (percussioni), Stefano Spagnolatti (batteria),
Elia Mazzoletti (voci, batteria e percussioni), Luca Peverelli (voci), Teresa
Puglia (violino, voci) e Anna Bongianni (voci).
“Ad
Astra” apre il percorso mettendo subito in evidenza l'anima mediterranea di un
Folk cantato in modo sentito ed energico; sembra quasi di ascoltare un
Francesco Guccini ritmato e risoluto. Molto efficace, in questo contesto, l'uso
delle coralità. Con “Donna Di Sale” la metrica lirica viene utilizzata in modo
non convenzionale, ricordando l'approccio dell'indimenticato Ivan Graziani in
brani come “Scappo Di Casa”. I testi restano il fulcro del progetto e danno
voce a un lamento per ciò che è destinato a scomparire; arpeggi di chitarra,
percussioni e arrangiamenti essenziali rendono questo pezzo una piccola gemma e
un vero grido di protesta.
Il
ritmo cambia in “L’Oroscopo”, dove si nota un occhio di riguardo per i cori che
fanno da controcanto a una voce incisiva, coerente con il contenuto dei testi.
La ritmica spezzata dona giocosità all'ascolto, pur restando fedele alla
formula della canzone colta degli anni ’70. A metà brano subentrano le chitarre
elettriche a farla da padrone e l'insieme si accosta notevolmente allo stile
dei Modena City Ramblers, specialmente con l'innesto del violino. Il finale
sorprende con soavi armonie vocali maschili e femminili. Le parole crude di
“Caterina È Morta Caterina Vola” si contrappongono al dolce arpeggio in stile
Angelo Branduardi in una traccia ben strutturata, mentre “La Piazza In Festa”
mostra il lato più gioviale della band, arricchito da sfumature Progressive
Folk.
Gli
Scemodiguerra (Elia Mazzoletti e Luca Peverelli) intervengono nella veloce
“Icaromenippo”, una ballata trascinante. A seguire troviamo “Fuori Rotta /
Minotauro”, introdotta dal pianoforte, in cui i Mai Più Inverno mostrano
appieno la propria preparazione tecnica; la canzone è ricca di variazioni
d'atmosfera e l’ingresso della chitarra acustica apre ampi respiri melodici che
cedono successivamente il passo a una sezione più dura e diretta. L'intro di
“Encelado”, affidato a più chitarre, richiama le sonorità dei Genesis, ma con
l'ingresso della voce si torna allo stile cantautorale che ha saputo cullarci
fino a questo momento. Allo stesso modo, “Ultimo Saturnale” prosegue
coerentemente lungo questo binario espressivo. Chiude la bella ballata “Ritorno
/ Tutto È Compiuto” questo debutto che ci presenta una formazione dalle idee
già chiare, capace di fare la gioia di chi è ancora legato a sonorità classiche
e senza tempo. MS
Ascolto Bandcamp: https://maipiuinverno.bandcamp.com/album/lass-gli-ultimi
Versione Inglese:


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