I Miei Libri

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giovedì 5 marzo 2026

Mai Più Inverno

MAI PIÙ INVERNO – Lassù Gli Ultimi
Autoproduzione
Genere: Progressive Folk / Cantautore
Supporto: Spotify / Bandcamp – 2026





Non nascondo il piacere che provo nell'imbattermi in nuove band di giovani musicisti che scelgono di approcciarsi a una musica distante dal banale. I Mai Più Inverno provengono da un territorio situato tra la Valchiavenna e il Lago di Como, cimentandosi in un Folk di stampo cantautorale caratterizzato da forti influenze anni ’70. Tra la strumentazione adoperata spiccano il bouzouki e il violino, ma sono soprattutto le chitarre a dominare la scena. L’acquerello in copertina, opera di Bruno Ritter, rappresenta perfettamente lo spirito del disco: durante l’ascolto si ha la costante sensazione di trovarsi di fronte a colori tenui e a un velo di malinconia. Le fotografie e il progetto grafico sono invece stati curati da Gabriella Sacco.
Hanno suonato nel disco: Domenico Vitali (chitarre, voci, basso), Francesco Via (chitarre, voci, basso, tastiere, flauto traverso), Samuele Rabbiosi (chitarre, bouzouki), Lorenzo "Bubi" Montani (percussioni), Stefano Spagnolatti (batteria), Elia Mazzoletti (voci, batteria e percussioni), Luca Peverelli (voci), Teresa Puglia (violino, voci) e Anna Bongianni (voci).
“Ad Astra” apre il percorso mettendo subito in evidenza l'anima mediterranea di un Folk cantato in modo sentito ed energico; sembra quasi di ascoltare un Francesco Guccini ritmato e risoluto. Molto efficace, in questo contesto, l'uso delle coralità. Con “Donna Di Sale” la metrica lirica viene utilizzata in modo non convenzionale, ricordando l'approccio dell'indimenticato Ivan Graziani in brani come “Scappo Di Casa”. I testi restano il fulcro del progetto e danno voce a un lamento per ciò che è destinato a scomparire; arpeggi di chitarra, percussioni e arrangiamenti essenziali rendono questo pezzo una piccola gemma e un vero grido di protesta.
Il ritmo cambia in “L’Oroscopo”, dove si nota un occhio di riguardo per i cori che fanno da controcanto a una voce incisiva, coerente con il contenuto dei testi. La ritmica spezzata dona giocosità all'ascolto, pur restando fedele alla formula della canzone colta degli anni ’70. A metà brano subentrano le chitarre elettriche a farla da padrone e l'insieme si accosta notevolmente allo stile dei Modena City Ramblers, specialmente con l'innesto del violino. Il finale sorprende con soavi armonie vocali maschili e femminili. Le parole crude di “Caterina È Morta Caterina Vola” si contrappongono al dolce arpeggio in stile Angelo Branduardi in una traccia ben strutturata, mentre “La Piazza In Festa” mostra il lato più gioviale della band, arricchito da sfumature Progressive Folk.
Gli Scemodiguerra (Elia Mazzoletti e Luca Peverelli) intervengono nella veloce “Icaromenippo”, una ballata trascinante. A seguire troviamo “Fuori Rotta / Minotauro”, introdotta dal pianoforte, in cui i Mai Più Inverno mostrano appieno la propria preparazione tecnica; la canzone è ricca di variazioni d'atmosfera e l’ingresso della chitarra acustica apre ampi respiri melodici che cedono successivamente il passo a una sezione più dura e diretta. L'intro di “Encelado”, affidato a più chitarre, richiama le sonorità dei Genesis, ma con l'ingresso della voce si torna allo stile cantautorale che ha saputo cullarci fino a questo momento. Allo stesso modo, “Ultimo Saturnale” prosegue coerentemente lungo questo binario espressivo. Chiude la bella ballata “Ritorno / Tutto È Compiuto” questo debutto che ci presenta una formazione dalle idee già chiare, capace di fare la gioia di chi è ancora legato a sonorità classiche e senza tempo. MS


Ascolto Bandcamp: https://maipiuinverno.bandcamp.com/album/lass-gli-ultimi




Versione Inglese:


MAI PIÙ INVERNO – Lassù Gli Ultimi
Self-produced
Genre: Progressive Folk / Singer-songwriter
Available on: Spotify / Bandcamp – 2026







I won’t hide the pleasure I feel when encountering new bands of young musicians who choose to approach music that stays far from the mundane. Mai Più Inverno hail from a region nestled between Valchiavenna and Lake Como, venturing into a singer-songwriter style of Folk characterized by strong 1970s influences. Among the instrumentation used, the bouzouki and violin stand out, but it is primarily the guitars that dominate the scene. The watercolor on the cover, a work by Bruno Ritter, perfectly represents the spirit of the album: while listening, one has the constant sensation of facing soft colors and a veil of melancholy. The photographs and graphic design were curated by Gabriella Sacco.
Performed on the album by: Domenico Vitali (guitars, vocals, bass), Francesco Via (guitars, vocals, bass, keyboards, flute), Samuele Rabbiosi (guitars, bouzouki), Lorenzo "Bubi" Montani (percussion), Stefano Spagnolatti (drums), Elia Mazzoletti (vocals, drums, and percussion), Luca Peverelli (vocals), Teresa Puglia (violin, vocals), and Anna Bongianni (vocals).
“Ad Astra” opens the journey, immediately highlighting—in just two minutes—the Mediterranean soul of a Folk sung in a heartfelt and energetic manner; it feels almost like listening to a rhythmic and resolute Francesco Guccini. The use of choral harmonies is very effective in this context. In “Donna Di Sale”, the lyrical meter is used unconventionally, reminiscent of the approach used by the unforgettable Ivan Graziani in tracks like “Scappo Di Casa”. The lyrics remain the heart of the project, giving voice to a lament for things destined to disappear; guitar arpeggios, percussion, and essential arrangements make this piece a small gem and a true cry of protest.
The rhythm changes in “L’Oroscopo”, where a particular focus is placed on the choirs that act as a counterpoint to an incisive voice, consistent with the content of the lyrics. The broken rhythm lends a playfulness to the listen, while remaining faithful to the "cultured song" formula of the 1970s. Midway through the track, electric guitars take center stage, bringing the ensemble notably close to the style of Modena City Ramblers, especially with the introduction of the violin. The finale surprises with sweet male and female vocal harmonies. The raw words of “Caterina È Morta Caterina Vola” contrast with the sweet arpeggio in the style of Angelo Branduardi in a well-structured track, while “La Piazza In Festa” showcases the band's more jovial side, enriched by Progressive Folk nuances.
Scemodiguerra (Elia Mazzoletti and Luca Peverelli) contribute to the fast-paced “Icaromenippo”, a driving ballade. This is followed by “Fuori Rotta / Minotauro”, introduced by the piano, where Mai Più Inverno fully demonstrate their technical proficiency; the song is rich in atmospheric variations, and the entry of the acoustic guitar opens up wide melodic breaths that subsequently give way to a harder, more direct section. The intro of “Encelado”, featuring multiple guitars, evokes the sound of Genesis, but once the vocals arrive, we return to the singer-songwriter style that has cradled us thus far. Similarly, “Ultimo Saturnale” follows this expressive path without deviation. The beautiful ballad “Ritorno / Tutto È Compiuto” closes this debut, presenting a group with clear ideas that will surely delight those still attached to these classic, timeless sounds. MS







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