Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO

Libri ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 - METAL PROGRESSIVE ITALIANO
La storia dei generi enciclopedica

venerdì 11 aprile 2025

Alessandro Seravalle

ALESSANDRO SERAVALLE – La Danza Di Entropia
Agenda Edizioni / Zeit Interference
Genere: Sperimentale / Elettronica
Supporto: cd – 2025





 
In quale spazio vitale risediamo? Cosa ci propone la scienza? Su quest’argomento di certo la musica non può essere soltanto che una colonna sonora di un pensiero, giusto o sbagliato che possa essere.
Terapeutica quanto basta, incongruente forse, impegnata negli errori umani che spesso ci spingono oltre la possibilità del comprendere. Alessandro Seravalle è oramai un nome noto nel mondo della musica sperimentale ed elettronica, collabora con molti artisti in altrettanti progetti, posso ricordare i Garden Wall negli anni ’90 o i più recenti Qohelat con il vocalist performer Gianni Venturi, Officina Seravalle, e il recente progetto denominato Klang!, in definitiva un artista immerso in un contesto culturale davvero impegnato dove la sua arte sposa a pieno i concetti espressi. Musicare la lucidità della fisica di certo non è impresa semplice, serve sicuramente un approccio mentale assolutamente ampio e aperto a ogni soluzione, anche fosse contraddittorio alla veridicità del concetto. Ogni artista ha una propria visione dell’arte, Seravalle riesce con abilità a trasporre il concetto in esame, in suoni elettronici, mostrando una notevole attenzione e arguzia per i particolari.
Seravalle sposa la frase di Ionesco: “Se non si comprende l'utilità dell'inutile, l'inutilità dell'utile, non si comprende l'arte.”.
Il risultato è “La Danza Di Entropia”.
In meccanica statistica e in termodinamica, l'entropia è una grandezza che viene interpretata come una misura del disordine presente in un sistema fisico, questo è il nucleo del progetto che si va ad ascoltare.
“La Danza Di Entropia” nasce originariamente come parte centrale di una performance del Teatro Di Pristina (Kosovo) sotto la direzione artistica di Marco Maria Tosolini e Massimo Gabellone, ma in seguito il progetto intraprende una strada differente, per decisione del Ministero della Cultura del Kosovo. Tuttavia nulla è andato perduto, ci pensa Agenda Edizioni, fondata da Gianpaolo Salbego e diretta oggi dalla figlia Erica, a dare giusto risalto a questo movimento dedicato alla fisica attraverso cinquantadue minuti e mezzo di sonorità complesse. Con loro anche la costola d’avanguardia della Lizard Records, la Zeit Interference di Loris Furlan.
Come di fronte a un quadro astratto e impressionista, le sensazioni durante l’ascolto si alternano in base alla nostra sensibilità e cultura, quella che dovrebbe decodificare il visionato (in questo caso l’ascoltato) in comprensione soggettiva. E proprio per questo motivo che ognuno di noi riesce a trascrivere una sensazione a se stante, unica, non dettata da stilemi esterni, quelli che generalmente riescono a manipolare i nostri pensieri e gusti. Con la musica di Alessandro Seravalle accade questo, la si assimila e metabolizza soltanto con il proprio organismo, tutto quindi assume un contesto a se stante e fortemente personale.
La fisica, la scienza, ha oggi nel proprio sangue piastrine di circuiti elettronici, possano essere invasivi che guaritori. Bene rappresenta il concetto la copertina dell’album per mano di Giovanni “Ninos” Seravalle.
La sostanza sonora che emerge dalle strumentazioni è fluttuante, mutevole, a tratti psichedelicamente impalpabile, proprio come il concetto stesso di entropia. Frequenze alte si dipanano sopra una base oscura di bassi, dove vibrazioni ed echi donano profondità. L’effetto va assimilato attraverso l’ascolto in cuffia per goderne l’aspetto stereofonico che, in tal caso, gioca un ruolo fondamentale. Il lungo tratto onirico e buio che accompagna il primo momento dell’ascolto presenta un universo a se stante, intimistico, come il fluttuare nel liquido amniotico nel ventre di una madre.
Non necessariamente il suono elettronico dista dal calore umano se questo adoperato da una mente pensante.
Seguono frangenti freddi, disturbati, malgrado un battito di fondo tenda a rassicurare l’ascoltatore. Il gioco delle parti, l’uomo e la macchina, la scienza e l’ignoto… Entropia.
Ci sono anche interventi di pianoforte a donare un intermezzo in cui la presenza dell’uomo è sempre gradita. E poi il caos…
Colonna sonora per una rappresentazione teatrale, aveva ragione Seravalle nel proporre quest’opera che ben avrebbe sposato anche un film di sfondo in cui perdersi.
Tutto ciò può accadere anche nelle pareti della vostra casa, se siete capaci di creare l’atmosfera giusta, allora vivrete un’esperienza unica e indimenticabile. Lo spazio entropico è soggettivo, ma da oggi ha una sua precisa collocazione. MS







Versione Inglese:



ALESSANDRO SERAVALLE – La Danza Di Entropia
Agenda Editions / Zeit Interference
Genre: Experimental / Electronic
Support: cd - 2025





 
In what living space do we reside? What does science propose to us? On this topic certainly music can only be a soundtrack to a thought, right or wrong it may be.
Therapeutic enough, incongruent perhaps, engaged in the human errors that often push us beyond the possibility of understanding. Alessandro Seravalle is by now a well-known name in the world of experimental and electronic music, collaborating with many artists in as many projects, I can recall Garden Wall in the 1990s or the more recent Qohelat with vocalist performer Gianni Venturi, Officina Seravalle, and the recent project called Klang!, ultimately an artist immersed in a truly engaged cultural context where his art fully marries the concepts expressed. Musing the lucidity of physics certainly is not an easy feat; it certainly takes a mental approach that is absolutely broad and open to any solution, even if it were contradictory to the truthfulness of the concept. Every artist has his or her own vision of art, Seravalle skillfully manages to transpose the concept under consideration, into electronic sounds, showing remarkable attention and wit for details.
Seravalle espouses Ionesco's line, “If one does not understand the utility of the useless, the uselessness of the useful, one does not understand art.”
The result is “The Dance Of Entropy.”
In statistical mechanics and thermodynamics, entropy is a quantity that is interpreted as a measure of the disorder present in a physical system; this is the core of the project you are going to hear.
“La Danza Di Entropia” was originally created as a central part of a performance by the Theatre Di Pristina (Kosovo) under the artistic direction of Marco Maria Tosolini and Massimo Gabellone, but later the project took a different path, by decision of the Kosovo Ministry of Culture. However, nothing has been lost; there is Agenda Edizioni, founded by Gianpaolo Salbego and directed today by his daughter Erica, to give due prominence to this movement dedicated to physics through fifty-two and a half minutes of complex sounds. With them also the avant-garde rib of Lizard Records, Loris Furlan's Zeit Interference.
As in front of an abstract and impressionistic painting, the sensations during listening alternate according to our sensitivity and culture, the one that should decode the viewed (in this case the heard) into subjective understanding.
It is precisely for this reason that each of us is able to transcribe a sensation on its own, unique, not dictated by external stylistics, those that generally manage to manipulate our thoughts and tastes. With Alessandro Seravalle's music this happens, one assimilates and metabolizes it only with one's own organism, everything then takes on a context of its own and highly personal.
Physics, science, has today in its blood platelets of electronic circuits, may they be invasive than healing. Well represents the concept the album cover at the hands of John “Ninos” Seravalle.
The sonic substance emerging from the instrumentations is fluctuating, shifting, at times psychedelically intangible, just like the very concept of entropy.
High frequencies unfold over a dark bass base, where vibrations and echoes give depth. The effect must be assimilated through headphone listening to enjoy its stereophonic aspect, which, in this case, plays a key role. The long, dark, dreamlike stretch that accompanies the first moment of listening presents a universe of its own, intimate, like floating in amniotic fluid in a mother's womb.
Electronic sound does not necessarily detach itself from human warmth if that warmth is employed by a thinking mind.
Cold, disturbed bangs follow, despite a background beat that tends to reassure the listener. The play of parts, man and machine, science and the unknown -- Entropy.
There are also piano interventions to give an interlude in which the presence of man is always welcome. And then chaos...
Soundtrack for a play, Seravalle was right in proposing this work that would also marry well with a background film in which to get lost.
All this can also happen in the walls of your home, if you are able to create the right atmosphere, then you will have a unique and unforgettable experience. Entropic space is subjective, but as of today it has its own precise location. MS








giovedì 10 aprile 2025

Klang!

KLANG! – Scarto
Setola Di Maiale
Genere: Sperimentale / Elettronica
Supporto: cd – 2025





 
Esistono album musicali in cui l’attenzione per l’ascolto e l’immedesimarsi nel contesto è superiore alla media, non che tutti gli altri dischi vadano affrontati con superficialità, sia inteso, ma l’approccio per certa musica cosiddetta “impegnata” dai più, deve essere necessariamente elevato. Se si entra poi nel quadro sperimentale, qui la concentrazione deve rimanere ai massimi livelli Le sensazioni che scaturiscono all’ascolto, raggiungono lo scopo solamente quando si è coinvolti pienamente dentro il progetto.
Il complesso friulano denominato Klang!, si adopera nel trasporre sensazioni in suoni attraverso la ricerca sperimentale a tratti improvvisata, grazie alle capacità artistiche dei componenti già famosi nel campo della musica. In studio nel 2024, il chitarrista Andrea Massaria (qui con il soprannome Anton Klang in onore di Anton Webern con Klang che è “suono” in lingua tedesca), e il compositore elettronico Alessandro Seravalle (qui con il soprannome Karlheinz Lärm in onore di Karlheinz Stockhausen con Lärm che è “rumore” in lingua tedesca), rilasciano “Catastrofe Del Vuoto Elettrodebole”.  In occasione della performance live del Festival Space Music adibita ai giardini del Museo Sartorio di Trieste, i Klang! diventano un trio stabile grazie all’innesto del batterista Stefano Edgard Schüsse Giust. Qui si esibiscono in un brano unico della durata di quarantacinque minuti immortalati in questo “Scarto”.
Ed ecco, per la suddetta immersione all’ascolto, il significato di “scarto” nella lettura chiave di Fausto Romitelli: “Produrre uno scarto significa innanzitutto aprire una breccia nelle abitudini percettive, in una situazione comunicativa consolidata, acquisita, rassicurante, normalizzata.”. Aggiungo che “scarto” è anche cambiamento di direzione, quella non convenzionale che apporta a un effetto collaterale del senso unitario delle cose. Un rifiuto alla cultura odierna, anzi, direi più uno schiaffo in cui infilzare la bandiera della resistenza culturale.
Gli strumenti si sfidano, si rincorrono, si lasciano e si riprendono, trasportando il significato di musica dentro un filone altamente sperimentale e ricercato, dove la realtà si frappone alla fantasia.
Il termine “musica sperimentale” fu coniato dal musicista John Cage nel 1955, e qui gli strumentisti sembrano averne fatto tesoro.
Sensazioni d’incomprensione melodica denotano una forte personalità caratteriale tendente tuttavia all’incontro, i suoni si ascoltano fra di loro scaturendo scenari impressionistici in cui la destabilizzazione lascia campo alla curiosità.
Metamorfosi d’intenti, giusti o sbagliati che siano, dettano la strada dello “scarto” fra dinamiche colorate e ricche di cambi d’umore. Dopo una prima parte che potrei definire “libera”, i musicisti s’immergono nel suono più pacato, rilasciando apparenti frangenti di quiete. Schegge di Psichedelia e Free Jazz si susseguono sempre sotto l’occhio vigile dell’elettronica di Seravalle.
Un consiglio, se posso permettermi, è quello di approcciare l’ascolto al buio e a volume alto, qui le sensazioni si amplificano interagendo con i nostri sensi.
“Scarto” è quindi un rifiuto di quello che la società di oggi ci impone, dove anche uno sbaglio può essere una scappatoia verso la ragione e la volontà di essere “individuo a se stante”. Il termine in questo periodo ha perso definitivamente il proprio significato. Una boccata d’aria nell’atavica Controcultura, conosciuta negli anni ’70 e sconosciuta in quest’era moderna. Un ritorno seppur parziale in cui perdersi e immedesimarsi, tutto questo grazie ai Klang!, per questo non finirò mai di ringraziarli. MS







Versione Inglese:



KLANG! - Scarto
Setola Di Maiale
Genre: Experimental / Electronic
Support: cd - 2025
 
There are musical albums in which the attention to listening and identifying with the context is above average, not that all other records should be approached superficially, be it understood, but the approach for certain music so-called “committed” by most, must necessarily be elevated.  If one then enters the experimental framework, here the concentration must remain at the highest level The sensations that arise when listening, reach their purpose only when one is fully involved inside the project.
The Friulian ensemble called Klang!, strives in transposing sensations into sounds through experimental research at times improvised, thanks to the artistic abilities of the members already famous in the field of music. In the studio in 2024, guitarist Andrea Massaria (here under the moniker Anton Klang in honor of Anton Webern with Klang being “sound” in German), and electronic composer Alessandro Seravalle (here under the moniker Karlheinz Lärm in honor of Karlheinz Stockhausen with Lärm being ‘noise’ in German), release “Catastrofe Del Vuoto Elettrodebole.”
On the occasion of the live performance of the Space Music Festival set in the gardens of the Museo Sartorio in Trieste, Klang! became a stable trio thanks to the grafting of drummer Stefano Edgard Schüsse Giust. Here they perform a unique piece lasting forty-five minutes immortalized in this “Discard.”
And here, for the aforementioned listening immersion, is the meaning of “discard” in Fausto Romitelli's key reading: “To produce a discard means first of all to open a breach in perceptive habits, in an established, acquired, reassuring, normalized communicative situation.” I would add that “discard” is also change of direction, the unconventional one that brings about a side effect of the unitary sense of things. A rejection to today's culture, indeed, I would say more of a slap in which to stick the flag of cultural resistance.
The instruments challenge each other, chase each other, leave each other and take each other back, transporting the meaning of music within a highly experimental and researched strand, where reality stands between reality and fantasy.
The term “experimental music” was coined by the musician John Cage in 1955, and here the instrumentalists seem to have treasured it.
Feelings of melodic incomprehension denote a strong character personality tending nevertheless to encounter, sounds listen to each other, triggering impressionistic scenarios in which destabilization gives way to curiosity.
Metamorphoses of intentions, whether right or wrong, dictate the path of “deviation” between colorful dynamics rich in mood changes. After a first part that I might call “free,” the musicians plunge into the more sedate sound, releasing apparent bangs of stillness. Splinters of Psychedelia and Free Jazz follow one another always under the watchful eye of Seravalle's electronics.
A piece of advice, if I may say so, is to approach listening in the dark and at high volume, here the sensations are amplified by interacting with our senses.
“Discard” is thus a rejection of what today's society imposes on us, where even a mistake can be a loophole to reason and the will to be an “individual in its own right.” The term in this period has definitely lost its meaning. A breath of fresh air in the atavistic Counterculture, known in the 1970s and unknown in this modern era. An albeit partial return in which to lose oneself and identify with, all thanks to Klang!, for which I will never cease to thank them. MS






lunedì 7 aprile 2025

K.A.B.

K.A.B. - Pause Reflect
Autoproduzione
Genere: Post Prog Moderno
Supporto: cd /digital – 2023




Probabilmente certa musica non prende campo come dovrebbe perché va a toccare corde dell’animo in cui ci sentiamo fragili. Non c’è nulla che spaventa di più che guardarsi dentro e scoprire veramente chi siamo. L’egoismo fa parte del genere umano e questo riesce a tamponare molte delle pecche del nostro carattere che non vogliamo vedere, mascherando il nostro vero io. Anche l’essere aggressivo è un’arma di distrazione dell’animo, attaccare per primo per paura di essere attaccati. Certe argomentazioni non hanno mai fine, diverse volte approfondite da saggi, oppure dalla musica stessa, quella per la mente. L’introspezione porta spesso a sonorità eteree ma anche rudi, secondo il concetto che si vuole esprimere, resta il fatto che alcuni passaggi si fissano nella storia della musica, così come hanno fatto certe band come ad esempio i Pink Floyd o i più recenti Porcupine Tree.
Il viaggio dentro di noi è dunque un argomento molto trattato dai musicisti ma allo stesso tempo arma a doppio taglio in quanto oggi il pubblico quando ascolta musica non vuole pensare troppo, piuttosto distrarsi.
Ma quando si ha l’intenzione di affrontare questo percorso sonoro, possono scaturire piacevolissime sorprese, com’è capitato a me con il debutto di Kevin Button proveniente da Coventry. Ho scoperto un artista malinconico, visionario, ma soprattutto anticonformista grazie al progetto K.A.B. in cui suona tutti gli strumenti. Assieme a lui partecipano anche Tibz Adeniyi (cori), Rowan Aldridge (basso), Cherise Cheney (cori), James Cheney (chitarre, cori), Ellie Gibson (cori), John Griffiths (batteria), Joel Julian (cori, chitarra), Joshua *Falconer* Manley (cori, voce narrante), Nicola Nicholson (tastiere, archi), Rich Taylor (cori, voce narrante) e Sheridan White (cori).
In questo debutto formato da otto canzoni, Button incanala i suoi pensieri e le contemplazioni attraverso una fusione d’influenze che variano da artisti del calibro di Biffy Clyro, Steven Wilson, ai Metallica, creando un bellissimo mix che offre una riflessione esteticamente gradevole sulle complessità della vita.
“Pause / Reflect / Transform” parte in un imbuto di suoni penetranti quanto sospesi, per addentrare l’ascoltatore in uno stato d’animo adeguato al contesto. Voce, echi, note sostenute, arpeggi alla Porcupine Tree lasciano anche il campo a una chitarra elettrica dal sound tipicamente Gilmouriano (Pink Floyd) anni ’70. Coralità e suoni Hard seguono per un crescendo emotivo a condurre in quel limbo mentale costruito sulla suddetta fragilità.
“Break These Chains” è più canzone, quasi un sospiro di sollievo per aver intravisto uno spiraglio di sole, ma le nuvole sono sempre nei dintorni. Rock alternativo di grande impatto in "Hypocrites", movimento che sfida i giudizi sociali, una ribellione al sistema oppressivo che ci rende mentalmente castrati.
In “The Prisoners Voyage” ci si addentra nel mondo psichedelico, dieci minuti che fanno del brano uno dei passaggi più interessanti dell’intero album. L’ascolto prosegue fluido e senza punti di stanca.
“Pause Reflect” è un disco coraggioso ma soprattutto solido che farà sicuramente la gioia degli appassionati di questo nuovo genere denominato Post Prog Moderno. MS






Versione Inglese:



K.A.B. - Pause Reflect
Self-production
Genre: Modern Post Prog
Support: cd /digital - 2023


Probably some music does not take the field as it should because it goes to touch soul strings where we feel fragile. There is nothing more frightening than looking inside and truly discovering who we are. Selfishness is part of humankind, and this manages to buffer many of the flaws in our character that we don't want to see, masking our true selves. Being aggressive is also a weapon of distraction of the soul, attacking first for fear of being attacked. Certain arguments never end, several times deepened by essays, or by music itself, that for the mind. Introspection often leads to ethereal but also rough sounds, depending on the concept one wants to express, the fact remains that some passages become fixed in the history of music, as did certain bands such as Pink Floyd or the more recent Porcupine Tree.
Thus, the journey within ourselves is a subject much dealt with by musicians but at the same time a double-edged sword in that today the audience when listening to music does not want to think too much, rather to be distracted.
But when one has the intention to tackle this sonic path, very pleasant surprises can result, as happened to me with the debut of Kevin Button from Coventry. I discovered a melancholic, visionary, but above all nonconformist artist thanks to the K.A.B. project in which he plays all the instruments. Also participating with him are Tibz Adeniyi (backing vocals), Rowan Aldridge (bass), Cherise Cheney (backing vocals), James Cheney (guitars, backing vocals), Ellie Gibson (backing vocals), John Griffiths (drums), Joel Julian (backing vocals, guitar), Joshua *Falconer* Manley (backing vocals, narrator), Nicola Nicholson (keyboards, strings), Rich Taylor (backing vocals, narrator) and Sheridan White (backing vocals).
In this eight-song debut, Button channels his thoughts and contemplations through a fusion of influences ranging from the likes of Biffy Clyro, Steven Wilson, to Metallica, creating a beautiful mix that offers an aesthetically pleasing reflection on the complexities of life.
"Pause / Reflect / Transform" starts off in a funnel of sounds that are as piercing as they are suspenseful, to ease the listener into a mood appropriate to the context. Vocals, echoes, sustained notes, and Porcupine Tree-esque arpeggios also give way to a typically Gilmourian (Pink Floyd) 1970s-sounding electric guitar. Chorality and Hard sounds follow for an emotional crescendo to lead into that mental limbo built on the aforementioned fragility.
"Break These Chains" is more song, almost a sigh of relief at a glimmer of sunshine, but the clouds are always around. Hard-hitting alternative rock in "Hypocrites", a movement that challenges social judgments, a rebellion against the oppressive system that makes us mentally castrated.
In "The Prisoners Voyage" we enter the psychedelic world, ten minutes that make the track one of the most interesting passages on the entire album. The listening continues smoothly and without any tired points.
"Pause Reflect" is a brave but above all solid record that will surely delight fans of this new genre called Modern Post Prog. MS






giovedì 3 aprile 2025

Silver Nightmare

SILVER NIGHTMARE – Roxy Passion
Autoproduzione
Genere: Metal Progressive
Supporto: ep / vinile – 2025





La parola d’ordine della band palermitana Silver Nightmare sembra essere “omogeneità”.
Abbiamo avuto la possibilità di ascoltarli attraverso l’ep di debutto “The Wandering Angel” (2020) e il disco “Apocalypsis” (2022) dai quali abbiamo conosciuto un approccio alla musica pressoché totale. Lo stile adoperato per proferire i propri messaggi sonori va ad attingere in diversi contesti come il Progressive Rock, il Metal, l’AOR, e nel classicismo, a testimonianza di un amore per la musica davvero radicato.
L’esperienza che il quartetto formato da Gabriele Taormina (tastiere), Gabriele Esposito (basso), Diego La Mantia (chitarre), e Alessio Maddaloni (batteria e percussioni), è oggi accresciuta, donando anche a questo nuovo ep intitolato “Roxy Passion” un’aurea di risoluta maturazione.
Quattro sono i brani contenuti di cui due inediti, "Roxy Passion" e "Cats On The Run", mentre il singolo già edito "The Blue Light Of A Star" è rivisitato in due nuove versioni, quella con Göran Edman (ex Malmsteen) alla voce e la space version.
Il brano “Roxy Passion” scatta una fotografia del sound odierno della band, anche qui con Edman alla voce, un notevole valore aggiunto all’energico progetto. Grintoso approccio verso l’Hard Rock fra le righe, impreziosito da interventi di cori e tanta storia passata. Interessante il frangente in cui le tastiere si danno staffetta con la chitarra elettrica in un breve assolo carico di adrenalina come spesso hanno saputo fare i maestri Deep Purple o i Rainbow più ispirati.
"Cats On The Run" è uno strumentale in cui le tastiere ricoprono il ruolo centrale, e qui si apre il mondo Silver Nightmare più ricercato. Tutte le parti strumentali sono di buona fattura senza perdersi in inutili tecnicismi ma badando alla sostanza, e a quel piacevole riff che hanno saputo inculcarci nella mente.
Con un intro ispirato dalle coralità Queen, "The Blue Light Of A Star" è una chicca sonora, dove certi movimenti richiamano i Queensryche più intimistici. Cori, pianoforte e voci fanno scorrere brividi sulla pelle in un mix fra la band di Geoff Tate e i Savatage. La seconda versione si tinge di suoni psichedelici a tratti eterei, un esempio di come uno stesso brano possa dare differenti emozioni, se saputo arrangiare a dovere. Il pezzo, in questo caso, è completamente strumentale.
La veste grafica di questo ep è a cura di Ester Cardella, mentre la registrazione, il mixaggio e la masterizzazione viene effettuata ad opera di Simone Campione ai Mind Studios Palermo.
Non ho dubbi sulla qualità della band, capace di comporre musica che può mettere d’accordo molti generi di ascoltatori, certamente “Roxy Passion” fa salire le aspettative per un nuovo lavoro in studio, non resta quindi che attendere nuovi sviluppi, nel frattempo accontentiamoci del saporito antipasto. MS







Versione Inglese:



SILVER NIGHTMARE - Roxy Passion
Self-production
Genre: Progressive Metal
Support: ep / vinyl - 2025


The watchword of the Palermo-based band Silver Nightmare seems to be “homogeneity.”
We had the chance to listen to them through the debut ep “The Wandering Angel” (2020) and the album “Apocalypsis” (2022) from which we knew an almost total approach to music. The style employed to proffer their sonic messages goes to draw in different contexts such as Progressive Rock, Metal, AOR, and in classicism, testifying to a truly deep-rooted love for music.
The experience that the quartet formed by Gabriele Taormina (keyboards), Gabriele Esposito (bass), Diego La Mantia (guitars), and Alessio Maddaloni (drums and percussion), is now increased, giving even to this new ep entitled “Roxy Passion” an aura of resolute maturity.
Four tracks are contained of which two are previously unreleased, “Roxy Passion” and “Cats On The Run,” while the already edited single “The Blue Light Of A Star” is revisited in two new versions, the one with Göran Edman (former Malmsteen) on vocals and the space version.
The track “Roxy Passion” takes a snapshot of the band's current sound, again with Edman on vocals, a notable added value to the energetic project. Gritty approach toward Hard Rock between the lines, embellished by chorus interventions and a lot of past history. Interesting is the juncture where the keyboards relay with the electric guitar in a short, adrenaline-filled solo as the masters Deep Purple or the more inspired Rainbow often did.
“Cats On The Run” is an instrumental in which the keyboards play the central role, and this is where the more searching Silver Nightmare world opens up. All the instrumental parts are well crafted without getting lost in unnecessary technicalities but minding the substance, and that pleasant riff they were able to instill in our minds.
With an intro inspired by Queen choruses, “The Blue Light Of A Star” is a sonic gem, where certain movements recall the more intimate Queensryche. Choruses, piano and vocals send chills running over the skin in a mix between Geoff Tate's band and Savatage. The second version is tinged with psychedelic sounds at times ethereal, an example of how the same song can give different emotions if arranged properly. The piece, in this case, is completely instrumental.
The graphic design of this ep is by Ester Cardella, while the recording, mixing and mastering is done by Simone Campione at Mind Studios Palermo.
I have no doubts about the quality of the band, capable of composing music that can bring together many genres of listeners, certainly “Roxy Passion” raises expectations for a new studio work, so all that remains is to wait for new developments, in the meantime let's be satisfied with the tasty appetizer. MS






martedì 1 aprile 2025

Il Meglio Del Blog Nonsolo Progrock

Il MEGLIO DEL BLOG NONSOLO PROGROCK
Dieci Anni di Rock Progressivo Italiano 2015 - 2024

Il nuovo libro enciclopedico di Massimo Salari




 
 
Sono passati quindici anni da quando decisi di mettere on line i miei articoli scritti per le varie testate e siti web riguardo la musica in senso generale.
Nonsolo Progrock nacque quindi nel 2010 come un gioco, o per meglio dire, la mia volontà di rendere interattiva a tutti la musica da me trattata. Ho sempre avuto il desiderio di parlare con tutti su questi argomenti, di aprire dibattiti oppure semplicemente di condividere le emozioni scaturite dalle nuove uscite. Non ho focalizzato la mia attenzione soltanto nel campo del Progressive Rock, ma ho deciso di spaziare in differenti generi che possano essere il Jazz, il Metal, il Punk, la Psichedelia, l’Ambient, il Folk e chi più ne ha più ne metta, da qui l’idea di chiamare il blog Nonsolo Progrock.
Da quando sono entrato in internet, ho avuto esperienze che mi hanno segnato, ricordo di avere aperto nei primi anni del 2000 anche un sito web che parlasse di musica denominato “Musicfan”, qui spesi molte energie e tempo libero per mettere on line tutto quello che scrivevo in riviste come Flash o Rock Hard, ma andò perso a causa della chiusura del dominio a cui mi ero appoggiato.
Oggi se mi dovesse accadere di nuovo una cosa del genere mi dispiacerebbe molto, in quanto Nonsolo Progrock racchiude oltre 1.500 recensioni e molti speciali, oltre che interviste. Da qui l’idea di cogliere il meglio in un argomento e trasporlo nel cartaceo.
Dopo il successo del mio libro ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 – 2013 (Arcana - 2018), dove ci vinsi anche il premio “Macchina Da Scrivere” alla voce “Migliore enciclopedia dell’anno”, molti di voi spesso mi hanno chiesto di trattare nuovamente l’argomento “Rock Progressivo Italiano” (quello più recente), da qui l’idea di approfondire dieci anni di questa musica attraverso le mie recensioni. Unire l’utile al dilettevole mi è sembrato ottimale, conservare le mie recensioni e allo stesso tempo tracciare il nuovo percorso che possa fare staffetta con il mio precedente lavoro.
Ecco dunque il senso di questo libro, nuovamente enciclopedico, un contenitore dove andare a spulciare le nuove band che infarciscono oggi la nostra amata musica.
L’argomento da me trattato non esiste in campo letterario, questo rende l’opera unica nel contesto.
In definitiva è un libro di seicento pagine contenente oltre trecento recensioni e speciali riguardanti alcuni argomenti sia societari che musicali.
“Il Meglio Di Nonsolo Progrock, dieci anni di Rock Progressivo italiano dal 2015 al 2024” l’ho fatto principalmente per me, e anche per voi viste le suddette numerose richieste.
Mi sono autoprodotto, non troverete questa monumentale opera in libreria, perché anche in questo campo ho avuto numerose delusioni a cui non lascio voce in capitolo, ma che mi hanno fatto capire molte cose sul mondo editoriale odierno. Potrete trovare il libro su Amazon, oppure richiederlo direttamente a me.
La copertina è per mano di Carla Cucchi.
La foto di quarta è di Daniela Mezzanotte.
Ringrazio sempre di cuore tutti voi che mi seguite e che mi contattate, la mia seppur modesta, è una voce che spero possa farvi scoprire nuove realtà ed emozioni.
 
Su Amazon:  https://www.amazon.it/dp/B0F38DXWH2/
 
BLOG NONSOLO PROGROCK: https://nonsoloprogrock.blogspot.com/
MASSIMO SALARI:  https://www.facebook.com/massimo.salari.5
MASSIMO “MAX” SALARI (profilo pubblico): https://www.facebook.com/p/Massimo-Max-Salari-100077326467717/ 




Massimo "Max" Salari

Foto di Daniela Mezzanotte