GIORGIO BUSSOLIN – Fossils
Autoproduzione
Genere: Rock progressivo
Supporto: Digitale / Bandcamp –
2026
Si
può fare Rock Progressivo oggi senza calcare troppo la mano nei confronti degli
anni ’70, con aggiunta freschezza e intelligenza compositiva? Un esempio ce lo
porta Giorgio Bussolin.
“Fossils”
si conferma come un’opera di rara profondità concettuale ed esecutiva, un
lavoro che si inserisce perfettamente nelle traiettorie più colte e avventurose
della musica strumentale e Progressiva contemporanea.
L'album
si struttura come un vero e proprio scavo stratigrafico, dove la materia sonora
si sovrappone e si sedimenta, trasformando il concetto di “fossile” da semplice
reperto del passato a testimonianza viva di un’evoluzione interiore e musicale.
Bussolin costruisce un'architettura sonora complessa ma accessibile,
equilibrando sapientemente stratificazioni ambient, complesse trame ritmiche e
una spiccata sensibilità melodica. Nato a Venezia nel 1968, Giorgio Bussolin è
un pianista, organista, compositore e docente di Informatica Musicale presso il
Conservatorio “Achille Peri” di Reggio Emilia. Diplomato in pianoforte e composizione,
vanta una formazione classica di alto profilo accademico abbinata a un'attività
concertistica che spazia dalla musica sacra e organistica all'ambito
cameristico (è pianista ed organista dell'Ensemble “Note Venete”). A fianco
della sua produzione di matrice colta, storica ed ecclesiastica, Bussolin ha
sempre coltivato una grande passione per il Rock Progressivo classico, la
musica strumentale d'atmosfera e la composizione per immagini.
A
tutti gli effetti il progetto “Fossils” si presenta come un viaggio sonoro
attraverso la paleontologia vegetale. Tutti i titoli dell'opera fanno
riferimento a precisi generi e specie di pteridofite e felci fossili del
Paleozoico e Mesozoico (come le felci a seme della Gondwana o del
Carbonifero/Giurassico).
“Alethopteris
Pteroides”, oltre che brano di apertura, è anche il primo singolo estratto: un
bell’incrocio fra arpeggi di chitarra e voce, quella bella e profonda di
Bussolin. I fiati aggiungono eleganza all’intero movimento. Sonorità ampie e
pacate.
Più
graffiante, grazie all’uso della chitarra elettrica, “Glossopteris Indica”; qui
il piano assume un ruolo di accompagnatore ma anche di solista in alcuni spazi.
Bellissimo il solo di chitarra e l’intervento vocale femminile.
Brano
sinfonico con archi dall’incedere drammatico per “Annularia Stellata”, un
approccio alla composizione profondo e altamente emotivo. Segue “Sphenopteris
Elegans”, con un approccio maggiormente vicino agli stilemi del passato,
seppure infarcito da interventi più moderni, soprattutto grazie all’uso delle
melodie vocali. Il brano è ben arrangiato fra archi e fiati.
La
musica di Bussolin è sia colta che fortemente legata alla melodia orecchiabile,
mai persa di vista, tanto da poter cantare spesso assieme all’artista.
L’intro
pianistico di “Sagenopteris Phillipsii” richiama molto il piano di Vittorio
Nocenzi (Banco Del Mutuo Soccorso), ma ancora una volta la composizione si
spinge in territori sinfonici, salvo poi lasciare spazio alla chitarra
elettrica (Hard Prog) e all’andamento variegato del tema.
In
“Callipteridium Pteridium” le acque si placano e, ancora una volta, il piano si
incammina su tessiture delicate evidenziate dal suono del flauto. Un'aria
profonda che sa svilupparsi in un crescendo accalappiante e strumentalmente
tecnico.
Davvero
variabile la musica di Bussolin, e un'altra controprova giunge da
“Macroneuropteris Scheuchzeri”, una ballata moderna e toccante.
I
quasi otto minuti di “Sigillaria Alternans” mettono sul tavolo tutti gli
ingredienti nominati sino ad ora, compreso il gusto per la composizione che si
alterna dall’ incisivo al colto, quasi al confine del Metal Prog.
Vocalizzi
iniziali per “Syringodendron Complanatum”, dall’andamento tribale e un cantato
quasi rap che mi ricorda molto alcuni passaggi dello Steven Wilson solista,
mentre a chiudere ci pensa l’elegante aria di “Pecopteris Polymorpha”.
Per
chi nel Progressive cerca ancora il fascino della scoperta e la cura maniacale
del dettaglio, “Fossils” è qui per deliziarvi e Bussolin si dimostra un grande
strumentista oltre che un eccellente compositore. Quando il presente e il
passato si incontrano, il risultato non può che essere gradevole! MS
Versione Inglese:


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