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lunedì 14 settembre 2026

Giorgio Bussolin

GIORGIO BUSSOLIN – Fossils
Autoproduzione
Genere: Rock progressivo
Supporto: Digitale / Bandcamp – 2026





Si può fare Rock Progressivo oggi senza calcare troppo la mano nei confronti degli anni ’70, con aggiunta freschezza e intelligenza compositiva? Un esempio ce lo porta Giorgio Bussolin.
“Fossils” si conferma come un’opera di rara profondità concettuale ed esecutiva, un lavoro che si inserisce perfettamente nelle traiettorie più colte e avventurose della musica strumentale e Progressiva contemporanea.
L'album si struttura come un vero e proprio scavo stratigrafico, dove la materia sonora si sovrappone e si sedimenta, trasformando il concetto di “fossile” da semplice reperto del passato a testimonianza viva di un’evoluzione interiore e musicale. Bussolin costruisce un'architettura sonora complessa ma accessibile, equilibrando sapientemente stratificazioni ambient, complesse trame ritmiche e una spiccata sensibilità melodica. Nato a Venezia nel 1968, Giorgio Bussolin è un pianista, organista, compositore e docente di Informatica Musicale presso il Conservatorio “Achille Peri” di Reggio Emilia. Diplomato in pianoforte e composizione, vanta una formazione classica di alto profilo accademico abbinata a un'attività concertistica che spazia dalla musica sacra e organistica all'ambito cameristico (è pianista ed organista dell'Ensemble “Note Venete”). A fianco della sua produzione di matrice colta, storica ed ecclesiastica, Bussolin ha sempre coltivato una grande passione per il Rock Progressivo classico, la musica strumentale d'atmosfera e la composizione per immagini.
A tutti gli effetti il progetto “Fossils” si presenta come un viaggio sonoro attraverso la paleontologia vegetale. Tutti i titoli dell'opera fanno riferimento a precisi generi e specie di pteridofite e felci fossili del Paleozoico e Mesozoico (come le felci a seme della Gondwana o del Carbonifero/Giurassico).
“Alethopteris Pteroides”, oltre che brano di apertura, è anche il primo singolo estratto: un bell’incrocio fra arpeggi di chitarra e voce, quella bella e profonda di Bussolin. I fiati aggiungono eleganza all’intero movimento. Sonorità ampie e pacate.
Più graffiante, grazie all’uso della chitarra elettrica, “Glossopteris Indica”; qui il piano assume un ruolo di accompagnatore ma anche di solista in alcuni spazi. Bellissimo il solo di chitarra e l’intervento vocale femminile.
Brano sinfonico con archi dall’incedere drammatico per “Annularia Stellata”, un approccio alla composizione profondo e altamente emotivo. Segue “Sphenopteris Elegans”, con un approccio maggiormente vicino agli stilemi del passato, seppure infarcito da interventi più moderni, soprattutto grazie all’uso delle melodie vocali. Il brano è ben arrangiato fra archi e fiati.
La musica di Bussolin è sia colta che fortemente legata alla melodia orecchiabile, mai persa di vista, tanto da poter cantare spesso assieme all’artista.
L’intro pianistico di “Sagenopteris Phillipsii” richiama molto il piano di Vittorio Nocenzi (Banco Del Mutuo Soccorso), ma ancora una volta la composizione si spinge in territori sinfonici, salvo poi lasciare spazio alla chitarra elettrica (Hard Prog) e all’andamento variegato del tema.
In “Callipteridium Pteridium” le acque si placano e, ancora una volta, il piano si incammina su tessiture delicate evidenziate dal suono del flauto. Un'aria profonda che sa svilupparsi in un crescendo accalappiante e strumentalmente tecnico.
Davvero variabile la musica di Bussolin, e un'altra controprova giunge da “Macroneuropteris Scheuchzeri”, una ballata moderna e toccante.
I quasi otto minuti di “Sigillaria Alternans” mettono sul tavolo tutti gli ingredienti nominati sino ad ora, compreso il gusto per la composizione che si alterna dall’ incisivo al colto, quasi al confine del Metal Prog.
Vocalizzi iniziali per “Syringodendron Complanatum”, dall’andamento tribale e un cantato quasi rap che mi ricorda molto alcuni passaggi dello Steven Wilson solista, mentre a chiudere ci pensa l’elegante aria di “Pecopteris Polymorpha”.
Per chi nel Progressive cerca ancora il fascino della scoperta e la cura maniacale del dettaglio, “Fossils” è qui per deliziarvi e Bussolin si dimostra un grande strumentista oltre che un eccellente compositore. Quando il presente e il passato si incontrano, il risultato non può che essere gradevole! MS 





Versione Inglese:



GIORGIO BUSSOLIN – Fossils
Self-released
Genre: Progressive Rock
Format: Digital / Bandcamp – 2026





Is it possible to make Progressive Rock today without leaning too heavily on 1970s tropes, while bringing added freshness and compositional intelligence? Giorgio Bussolin gives us a fine example.
“Fossils” proves to be an album of rare conceptual and executive depth, fitting seamlessly into the most refined and adventurous trajectories of contemporary instrumental and Progressive music.
The album is structured like a true stratigraphical excavation, where sound layers overlap and settle, transforming the concept of "fossil" from a simple relic of the past into a living testament of inner and musical evolution. Bussolin builds a complex yet accessible sonic architecture, skillfully balancing ambient textures, intricate rhythmic patterns, and a clear melodic sensitivity. Born in Venice in 1968, Giorgio Bussolin is a pianist, organist, composer, and professor of Music Informatics at the “Achille Peri” Conservatory in Reggio Emilia. Holding degrees in piano and composition, he boasts a high-profile academic background combined with concert activity ranging from sacred and organ music to chamber settings (he serves as pianist and organist for the Ensemble “Note Venete”). Alongside his classical, historical, and sacred output, Bussolin has always harbored a deep passion for classic Progressive Rock, atmospheric instrumental music, and soundtrack composition.
To all intents and purposes, the “Fossils” project stands as a sonic journey through plant paleontology. All track titles refer to specific genera and species of pteridophytes and fossil ferns from the Paleozoic and Mesozoic eras (such as seed ferns from Gondwana or the Carboniferous/Jurassic periods).
“Alethopteris Pteroides”, besides being the opening track, is also the lead single: a fine blend of guitar arpeggios and Bussolin’s deep, warm vocals. The wind instruments add elegance to the entire movement. Broad, peaceful soundscapes.
Grittier, thanks to the electric guitar work, is “Glossopteris Indica”; here the piano serves both as accompaniment and as soloist in key moments. Beautiful guitar solo and female vocal contribution.
A symphonic track with dramatic strings marks “Annularia Stellata”, showing a deep and highly emotional approach to composition. Followed by “Sphenopteris Elegans”, which leans closer to past stylistic tropes while remaining infused with modern touches, especially through its vocal melodies. Well arranged between strings and woodwinds.
Bussolin’s music is both sophisticated and firmly rooted in memorable melodies that are never lost to sight, so much so that one can often sing along.
The piano intro of “Sagenopteris Phillipsii” closely recalls the playing of Vittorio Nocenzi (Banco Del Mutuo Soccorso), but once again the composition pushes into symphonic territories before making room for electric guitar (Hard Prog) and a varied thematic development.
In “Callipteridium Pteridium” things calm down, and once again the piano drifts over delicate textures highlighted by the sound of the flute. A profound motif that builds into a captivating and technically refined crescendo.
Bussolin’s music is truly versatile, and further proof comes with “Macroneuropteris Scheuchzeri”, a touching modern ballad.
The nearly eight minutes of “Sigillaria Alternans” bring every element mentioned so far to the table, including a compositional taste that shifts from gritty to refined, verging on Progressive Metal.
Initial vocalizations open “Syringodendron Complanatum”, featuring a tribal feel and a near-rap vocal delivery that strongly recalls aspects of Steven Wilson’s solo work, while the elegant air of “Pecopteris Polymorpha” brings the record to a close.
For those who still seek the thrill of discovery and meticulous attention to detail in Progressive music, “Fossils” is here to delight you, and Bussolin proves himself a great instrumentalist as well as an excellent composer. When past and present meet, the result is bound to be rewarding! MS








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