DAVINPORT
– The Great Awakening
Autoproduzione
Genere: Progressive Rock
Supporto: Digital / Bandcamp – 2026
Prendono
sempre più piede nella musica Prog le autoproduzioni e le one-man band: questo
è il risultato della tecnologia che avanza e permette a tutti, a basso costo,
di avere uno studio in casa, oltre che del supporto dell’IA.
I
risultati non sono sempre ottimali, perché in fin dei conti quello che conta
nella musica è l’emozione, oltre alle buone idee. Fare arte non è per tutti,
servono talento e studio, senza i quali non si arriva da nessuna parte.
Tuttavia, con questo sistema aumentano esponenzialmente le uscite discografiche
e, per la legge dei numeri, qualcuno riesce a produrre un buon lavoro.
È
anche il caso di Davinport, progetto musicale synthwave/electronic/retrowave
ideato dal musicista e produttore britannico Dave Johnson (polistrumentista
noto anche per i suoi lavori in ambito elettronica/ambient). Il progetto
Davinport nasce come un'esplorazione sonora che unisce sonorità retrowave,
synth-pop, cinematiche e sfumature Progressive, caratterizzato dall'uso esteso
di sintetizzatori analogici e digitali, arpeggiatori e ritmiche martellanti di
matrice anni '80.
Johnson
muove i primi passi nell'ambiente underground britannico, spaziando tra la
produzione di colonne sonore e la musica elettronica d'atmosfera. Con il
moniker Davinport sceglie di concentrarsi su una visione ben precisa, quella di
coniugare la nostalgia della synthwave anni '80 (richiamando influenze come
Tangerine Dream, Jean-Michel Jarre e la scena modern retrowave stile Synth
Collective / NRW) con strutture composite e concettuali tipiche dell'elettronica
narrativa.
L'album,
composto da 10 tracce, è costruito su un concept distopico-fantascientifico e
spirituale: la storia di una presa di coscienza collettiva e individuale
dell'umanità (il "Grande Risveglio") di fronte al declino tecnologico
e all'oppressione del tempo, fino alla ricerca di una trascendenza personale.
“When
Giants Awake” apre con enfasi e magniloquenza attraverso uno strumentale ricco
di suoni, dove i "giganti" sono le grandi forze sopite della
coscienza umana o le antiche strutture del mondo che iniziano a tremare. Gli
anni ’80 sono davanti a noi con melodie di synth luminose ed energiche. Ciò
accade anche in “A New Dawning”, brano piacevolmente orecchiabile accompagnato
anche da parti vocali. Qui la presa di coscienza segna la prima alba di una
nuova era post-crisi. Il brano descrive la sensazione di uscire dall'oscurità e
vedere la realtà sotto una nuova luce, e la musica ne è un'ottima colonna
sonora grazie a quell’aria di positività.
Più
articolata nella composizione è “Future Perfect”, fra arpeggi di genesiana
memoria e cambi d'umore. Questa suite elettronica esplora l'utopia futurista.
Il titolo gioca con la grammatica e con l'idea di un "futuro
perfetto" promesso dalla tecnologia, evidenziando tuttavia la sottile
linea tra utopia e controllo totalitario. Le tastiere, ancora una volta, sono
in evidenza.
“Victorius”
rappresenta la vittoria dello spirito umano sulle catene dell'omologazione e
della manipolazione, e lo fa attraverso un movimento arioso e ricco di
sonorità, quasi in modalità The Flower Kings, dove la chitarra riesce a ritagliarsi
un posto in vetrina.
A
questo punto giunge “New Beginnings”, un momento di pausa e ripartenza con una
traccia più breve e atmosferica, quasi un interludio riflessivo. Racconta la
ricostruzione interiore: l'accettazione del passato per poter gettare le basi
di una nuova vita. Essa conduce al brano più lungo dell’album con i suoi quasi
nove minuti, dal titolo “Time Slips Away”. Siamo nel Prog ricercato, a tratti
delicato, dove la consapevolezza della mortalità e di come la vita scorra via
mentre si è presi dalle illusioni del mondo materiale è dettagliatamente
rappresentata dal suono.
Ancora
tracce di Genesis in “Monuments”: Johnson dimostra di conoscere la storia di
questa musica e di saperla plasmare a proprio piacimento. Concludono l’album “I
Walk Alone”, “Telepathic Frequencies” e “Night Runner”, altre composizioni
curate e nuovamente ricche di sonorità gradevoli.
Nonostante
l'impalcatura retrowave potesse far pensare all'ennesimo esercizio di stile
guidato dalla solita nostalgia per gli anni '80, “The Great Awakening” dimostra
di avere un'anima ben più complessa e strutturata, e Davinport firma un lavoro
maturo, capace di far convivere l'impatto cinematografico dei sintetizzatori
con un'architettura concettuale profonda e mai banale. Non ci troviamo di
fronte a un semplice ascolto da sottofondo per una corsa notturna, ma a un vero
e proprio viaggio narrativo brano per brano, dove l'elettronica torna a farsi
materia concettuale e sognante. Un disco lucido, avvolgente ed estremamente
consigliato a chi cerca nella synthwave una terza dimensione di ascolto. MS
Versione Inglese:


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