TONY
CARNEVALE - Beyond Notes: Unlocking the Creative and Emotional Power Through
Music - The ANORA Method, entra nella
Laboratori, ricerca, metodo Anora:
il poliedrico artista, musicista, compositore e scrittore TONY CARNEVALE entra
nella Berklee Library e ci spiega cosa è
“Beyond Notes”, una ricerca iniziata in Italia oltre quarant’anni fa. La parola
all’autore:
Una nuova avventura internazionale per una ricerca
sulla Musica, sulla Creatività e sui Processi Formativi
Beyond Notes: Unlocking the
Creative and Emotional Power Through Music, con il sottotitolo The
ANORA Method: Psychodynamic Exploration for Music Education and Creative
Development, è stato ufficialmente catalogato nella Stan
Getz Library del Berklee College of Music di Boston.
La presenza di questo libro nella biblioteca di Berklee
rappresenta un passaggio importante nel percorso internazionale di una ricerca
che nasce in Italia molti anni fa e che, attraverso pubblicazioni, attività
formative e divulgative, ha progressivamente fatto emergere, oltre alle
innumerevoli altre, una domanda particolare: che cosa succede nell’essere umano
prima che il movimento del pensiero non cosciente e l’esperienza psichica ad
esso legata diventi suono, nota, forma, composizione, improvvisazione,
interpretazione ed eventualmente produzione?
Da questa domanda si è messa in movimento una ricerca che
ha portato a Beyond Notes, che oggi entra a far
parte di una collezione accademica internazionale dedicata alla musica e
diventa disponibile per essere letto, studiato, confrontato, discusso e
criticato all'interno di uno dei contesti musicali più conosciuti e considerati
al mondo.
Particolarmente significativi, rispetto ai contenuti del volume, sono anche i
Subject Headings con i quali il libro è stato indicizzato nel catalogo:
Music - Psychological aspects
Music - Instruction and study
Due indicazioni bibliografiche che intercettano aspetti centrali della ricerca
sviluppata nel libro: la dimensione psicologica e psicodinamica dell'esperienza
musicale e quella relativa alla formazione, all'apprendimento e allo sviluppo
della persona attraverso la musica.
Una
Ricerca Che Viene Da Lontano
Il percorso comincia intorno al 1985, con alcuni miei
articoli dedicati alla reazione umana al suono, pubblicati su una rivista di
psichiatria, ai quali fecero seguito nel tempo altri articoli, interviste e
contributi attraverso i quali la ricerca iniziale cominciò progressivamente ad
ampliarsi.
Un passaggio importante avvenne nel 2003, con un articolo pubblicato sulla
rivista di psichiatria Il sogno della farfalla: dalla domanda sulla reazione
dell'essere umano al suono, la ricerca portava inevitabilmente verso una
questione ancora più radicale: che cos'è la musica?
Una domanda apparentemente elementare che andava oltre la definizione della
musica come semplice organizzazione di suoni o sistema codificato di azioni:
che cosa rappresenta la musica per l'essere umano? Da dove nasce un'idea
musicale? Quale filo lega percezione, reazione emotiva, immaginazione ed
espressione? Perché un'esperienza interna dell’essere umano cerca una propria
rappresentazione attraverso il suono?
Cominciava così ad emergere sempre più chiaramente una dimensione antropologica
della ricerca: la musica considerata come esperienza psichica, espressiva e
rappresentativa dell’essere umano.
Queste domande non sono però nate da un'osservazione teorica esterna al fare
musica, ma si sono invece sviluppate parallelamente alla mia esperienza di
ascoltatore, studente di musica, musicista e artista professionista,
compositore, ricercatore e formatore, che continua ancora oggi.
La riflessione sui processi creativi si confronta quindi continuamente con
l'esperienza diretta del creare e rappresentare, con il momento in cui un'idea
ancora indefinita comincia a trasformarsi in esigenza espressiva per poi
assumere una forma, con le difficoltà che incontra, con le trasformazioni che
subisce e con gli strumenti tecnici che diventano necessari per poterla
realizzare.
Dalla
Ricerca Alla Pratica Dei Laboratori
Nel 2000, presso il Conservatorio Licinio Refice di
Frosinone, iniziarono le prime esperienze laboratoriali attraverso le quali
questi interrogativi poterono essere affrontati direttamente nella pratica
formativa, ed è importante, anche storicamente, fare una distinzione: nel 2000
il Metodo ANORA (Approccio NOn RAzionale), come formulazione compiuta e come
metodo denominato in questo modo, non esisteva ancora, ma erano già presenti
diversi princìpi che sarebbero successivamente diventati Metodo.
Proprio il confronto diretto con le persone, con i loro processi ideativi e
creativi, con le difficoltà, le resistenze, le immagini e le possibilità
espressive che emergevano durante il lavoro laboratoriale ha consentito a quei
principi di essere progressivamente verificati, modificati, approfonditi e
organizzati.
I laboratori hanno assunto denominazioni differenti nel corso degli anni; ciò
che li collega non è quindi un nome rimasto immutato, ma la continuità di una
ricerca e di una pratica formativa che si sono evolute nel tempo: oggi,
infatti, questa linea prosegue presso lo stesso Conservatorio Licinio Refice
attraverso il Laboratorio di Direzione Artistica della Produzione
Musicale.
Un
Percorso Di Ricerca E Di Interlocuzione Istituzionale
Nel corso degli anni questa esperienza ha incontrato anche
differenti forme di attenzione e sostegno istituzionale: infatti, nel 2005 i
laboratori hanno ottenuto il patrocinio della SIAE e sono stati sostenuti per
diversi anni con il contributo dell'IMAIE.
In anni più recenti il Metodo ANORA è stato inoltre oggetto di un webinar
organizzato da INDIRE, con la partecipazione del Ministero dell'Istruzione e
del Merito, nel quale sono stato intervistato da Annalisa Spadolini, Presidente
del Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica per tutti gli
studenti, sui principi e sulle prospettive del Metodo: nel commento conclusivo,
la stessa Spadolini auspicava che una metodologia di questo tipo potesse
trovare applicazione anche a livello istituzionale.
Sono passaggi diversi tra loro, che non costituiscono naturalmente un'unica
forma di riconoscimento, ma documentano nel tempo occasioni concrete di
confronto tra questa ricerca e differenti realtà della formazione e della
cultura musicale.
Dai
Laboratori Ai Libri
A partire dal 2010, la ricerca ha trovato un'ulteriore
forma di elaborazione e sistematizzazione attraverso una serie di pubblicazioni:
Il pensiero e il suono (2010) ha raccolto e sviluppato
alcuni dei nuclei emersi negli anni precedenti; nel 2014 è seguito Il
suono ritrovato, successivamente pubblicato in altre tre edizioni;
sono arrivati poi Poetica, Ricerca e Formazione Musicale
(2019), Formazione Musicale Psicodinamica (2020) e Oltre
le note - Un approccio non razionale alla musica (2022).
Beyond Notes affonda esplicitamente le proprie radici in
quest’ultimo, ma non si limita a trasferirne il contenuto in un'altra lingua:
ne sviluppa ulteriormente la ricerca, inserendola in una prospettiva capace di
dialogare con un pubblico internazionale e portando in primo piano, già nel
sottotitolo, due dei concetti centrali: Psychodynamic Exploration e Creative
Development.
Prima
Delle Note
Il titolo Beyond Notes potrebbe far pensare
soprattutto a qualcosa che si trovi “oltre” le note, ma una parte fondamentale
della ricerca riguarda, in realtà, ciò che viene prima delle note: non si
tratta, quindi, di negare la tecnica, la conoscenza o il linguaggio musicale,
ma di interrogarsi su ciò che li rende necessari.
Prima della nota composta, scritta, suonata o cantata deve potersi formare
un'idea/immagine, un'esigenza espressiva, qualcosa che possa poi essere
trasformato in una forma musicale; è proprio in questa dimensione che entrano
in gioco creatività, fantasia, immagini, emozioni e capacità espressive e
rappresentative della persona.
La tecnica acquista allora il suo significato più profondo: diventa, cioè, una
necessità legata a un'esigenza espressiva, lo strumento attraverso il quale ciò
che nasce dall'esperienza umana può essere organizzato, rappresentato e
trasformato in forma artistica.
Possiamo immaginare questo processo come una continuità:
esperienza umana → reazione e formazione dell'idea/immagine → esigenza
espressiva → trasformazione in idea musicale/suono → organizzazione musicale →
competenze tecniche → forma artistica.
La tecnica rimane, quindi, qualcosa di non eludibile. Cambia però il punto dal
quale la osserviamo, soprattutto in questo momento storico nel quale non
possiamo evitare una integrazione dell'intelligenza artificiale come strumento
di supporto nei percorsi formativi: non più soltanto qualcosa da acquisire
preventivamente e accumulare come conoscenza astratta, ma anche uno strumento
che diventa necessario nel momento in cui esiste qualcosa che chiede di essere
espresso in modo coerente e adeguato.
Ideazione
E Composizione
Da questa prospettiva nasce uno dei problemi centrali
affrontati dal Metodo ANORA: quello dell'ideazione.
Nella formazione musicale, infatti, impariamo a scrivere, eseguire,
interpretare, analizzare e organizzare il materiale musicale, ma esiste un
momento precedente, quello nel quale qualcosa deve ancora essere “pensato”.
Nel Metodo ANORA l'ideazione viene assunta esplicitamente come oggetto autonomo
del processo formativo, distinto ma connesso alla successiva elaborazione
compositiva e tecnica.
Questo conduce a una domanda che considero sempre più importante:
Quando si insegna a comporre, si sta formando il processo creativo oppure si
insegna a organizzare tecnicamente il risultato di un processo creativo che si
presume già esistente?
La domanda non intende contrapporre ANORA all'insegnamento della composizione,
né mettere in discussione il valore del lavoro svolto dai docenti della
materia: un esercizio di composizione può infatti sollecitare implicitamente
processi creativi senza per questo costituire di per sè una formazione
specifica dei processi ideativi.
E la distinzione è importante: significa domandarsi se la capacità di creare
idee/immagini, intenzioni più o meno coscienti, necessità espressive, debba
essere semplicemente presupposta oppure possa diventare essa stessa oggetto di
attenzione formativa.
La
Ricerca Dell'Identità Artistica Originale
Il lavoro sui processi creativi ha progressivamente posto
al centro un altro tema fondamentale: la ricerca, la formazione e lo sviluppo
dell'identità artistica originale.
L'obiettivo non è trasmettere un modello o indicare alla persona che cosa debba
creare ma, al contrario, il problema è costruire le condizioni perché possa
riconoscere ciò che le appartiene, sviluppare una propria intenzione espressiva
e trovare gli strumenti necessari per darle forma, con il supporto del
formatore e del gruppo creativo che si forma, conseguentemente alla metodologia
ANORA, all’interno dei laboratori.
Da questo punto di vista, il Metodo ANORA non vuole formare persone che creino
secondo un modello e, tanto meno, persone che creino come il suo autore; la mia
esperienza personale sui processi creativi rappresenta inevitabilmente una
delle origini della ricerca, ma il passaggio decisivo consiste proprio
nell'uscire dall'esperienza personale per entrare in risonanza con le
idee/immagini dei partecipanti ai laboratori.
Non si tratta, cioè, di mostrare agli altri come sono riuscito io a creare, o
sovrapporre il mio pensiero creativo a quello di qualcun altro, ma di cercare
di comprendere quali condizioni possano permettere a un'altra persona di
trovare la propria possibilità creativa, anche quando pensa di non possederla;
è questa differenza a rendere centrale la questione dell'identità artistica:
non invitare a riprodurre o imitare, ma creare le condizioni perché una
risposta personale possa emergere.
La
Dimensione Psicodinamica Dei Processi Creativi
La parola Psychodynamic, presente nel sottotitolo di Beyond
Notes, non è quindi accessoria.
Nel corso della ricerca è diventato sempre più evidente che il processo
creativo non può essere osservato soltanto attraverso il suo risultato; creare
significa confrontarsi anche con immagini interne, aspettative, resistenze,
timori, esposizione personale, capacità di ascolto, relazione con gli altri e
rappresentazione di sé. Quindi parlare di una dimensione psicodinamica nella
formazione musicale non significa trasformare la formazione in psicoterapia, ma
riconoscere che, quando una persona crea, non mette in movimento soltanto
conoscenze e competenze tecniche, ma mette inevitabilmente in gioco anche la
propria esperienza psichica e relazionale.
In questo percorso ha contribuito anche la mia esperienza, di oltre trent'anni,
all’interno della ricerca sul non cosciente dell’essere umano che si è svolta
nei seminari di analisi collettiva, condotti dallo psichiatra Massimo Fagioli,
che ha fornito ulteriori strumenti di attenzione alle dinamiche non razionali,
emotive e relazionali.
Il Metodo nasce, quindi, dalla convergenza di esperienze differenti: il
rapporto con la musica fin dalle prime esperienze d’ascolto, la formazione
musicale come autodidatta, la successiva formazione accademica e la concreta
pratica artistica e professionale, la composizione, la produzione, la ricerca,
il lavoro laboratoriale e la relazione formativa.
È all'interno di questa convergenza che si è andata sviluppando la definizione
di Psicodinamica dei Processi Creativi.
Si
Può Formare La Creatività?
Dietro tutto questo rimane una questione ancora più ampia,
cioè se la creatività sia una qualità “innata” che dobbiamo semplicemente
aspettare di trovare e riconoscere in alcune persone, oppure una possibilità
umana della quale la formazione può prendersi cura.
Affermare che la creatività possa essere sviluppata non significa sostenere che
tutti possano diventare grandi compositori o artisti, né negare differenze
individuali, sensibilità o capacità soggettive; significa però non identificare
automaticamente la possibilità creativa con un dono riservato a pochi, ma
riconoscerlo come diritto all’espressione attraverso i suoni che riguarda tutti
gli esseri umani indistintamente e a qualsiasi livello di conoscenza e cultura.
Se la creatività è anche capacità di immaginare, trasformare, scegliere,
collegare elementi, produrre “senso” e rappresentare un'esperienza attraverso
una forma, allora esistono condizioni che possono favorirne oppure ostacolarne
lo sviluppo.
La questione torna quindi ad essere anche una responsabilità formativa:
La creatività è qualcosa che aspettiamo di trovare nelle persone, oppure
qualcosa di cui la formazione deve imparare responsabilmente a prendersi cura?
Creatività
E Cittadinanza Attiva
Questa domanda non riguarda soltanto, ovviamente, la
formazione dei musicisti, ma possiede anche una dimensione sociale: sviluppare
la creatività significa anche educare alla cittadinanza attiva, perché
significa formare persone capaci non soltanto di eseguire ciò che è già stato
pensato da altri, ma di produrre idee, compiere scelte, assumersene la
responsabilità e trasformarle in forme condivisibili.
La musica rappresenta, da questo punto di vista, un territorio
straordinariamente concreto nel quale esercitare questa possibilità; una
persona può imparare a riprodurre con grande competenza ciò che altri hanno
scritto e pensato, e questa capacità ha un valore enorme e non deve essere
svalutata.
Ma esiste un'altra domanda formativa: siamo capaci anche di costruire
condizioni nelle quali quella persona possa produrre un pensiero proprio?
Non si tratta di scegliere tra interpretazione e creazione, tra tecnica e
immaginazione, tra tradizione e ricerca, ma di evitare che una sola di queste dimensioni
venga fatta coincidere con l'intera esperienza musicale.
Un
Metodo, Un Progetto, I Laboratori, Un'Associazione
Nel tempo, intorno a questa ricerca, sono nate realtà con
funzioni differenti che è utile distinguere:
• Il Metodo ANORA costituisce la formalizzazione
metodologica della ricerca e della prassi formativa.
• ANORA Project rappresenta una dimensione progettuale più
ampia, nella quale ricerca, pratica creativa, collaborazioni, sperimentazione e
divulgazione possono incontrarsi.
• I Laboratori ANORA costituiscono uno dei principali
luoghi di applicazione, sperimentazione e sviluppo del Metodo: infatti le
singole attività possono assumere una denominazione specifica, mantenendo
questa appartenenza comune.
• L’Associazione Culturale ANORA svolge invece una
funzione collettiva e istituzionale di promozione, diffusione e confronto
intorno alla ricerca e alle sue applicazioni.
La dimensione necessariamente collettiva di queste
attività non modifica però la genealogia del Metodo, che può essere studiato,
utilizzato, sperimentato, discusso e sviluppato attraverso il contributo di
persone e istituzioni differenti pur avendo la sua origine in una esperienza
individuale.
Distinguere l'autorialità del Metodo dalla pluralità delle persone che possono
incontrarlo e applicarlo non serve a chiuderlo intorno al suo autore ma, al
contrario, permette di renderne chiara l'origine proprio mentre comincia a
vivere anche attraverso esperienze differenti.
Un
Dialogo Con Berklee Già Iniziato
In questo percorso si inserisce anche il rapporto con
Simone Scazzocchio, docente al Berklee College of Music di Boston, che ha
scritto anche la presentazione di Beyond Notes e si è formato, nei primi
anni 2000, nei miei laboratori attraverso i princìpi del metodo ANORA.
Nel tempo abbiamo mantenuto un dialogo sui temi della musica, della creatività
e della formazione, documentato anche nella conversazione in inglese ANORA
Meets Berklee.
La conversazione ANORA Meets Berklee, realizzata quando il
libro era ancora nel processo di acquisizione da parte della biblioteca, assume
oggi anche un significato ulteriore alla luce dell'avvenuta catalogazione di Beyond
Notes.
Da Oltre
Le Note A Beyond Notes
La presenza di Beyond Notes nella Stan Getz Library
assume per me un significato particolare anche per la storia editoriale dalla
quale il libro proviene; infatti la sua radice italiana è Oltre
le note - Un approccio non razionale alla musica: già quel titolo
indicava la necessità di non identificare la musica esclusivamente con ciò che
può essere scritto, analizzato o tecnicamente organizzato.
Beyond Notes sviluppa quella prospettiva e la porta in una
dimensione internazionale, ponendo esplicitamente il Metodo ANORA, la
dimensione psicodinamica e lo sviluppo creativo all'interno della propria
identità editoriale; ecco perché la catalogazione a Berklee rappresenta non
soltanto la presenza di un nuovo libro in una biblioteca, ma un ulteriore
passaggio nella circolazione di una ricerca che ha attraversato più di
quarant'anni di esperienza musicale, riflessione, pratica artistica e
formazione.
Naturalmente un libro non acquista valore perché si trova su uno scaffale
prestigioso: il valore di una ricerca si misura anche nella capacità di esporsi
al confronto.
Essere, cioè, presente in una biblioteca significa poter essere trovato da
qualcuno che non conosce l'autore, letto senza mediazioni, utilizzato,
contestato, approfondito, messo in relazione con altre ricerche, ed è
soprattutto questo il significato che attribuisco alla presenza di Beyond
Notes nella Stan Getz Library del Berklee College of Music: una
ricerca nata in Italia e sviluppata attraverso decenni di esperienza artistica
e formativa dispone oggi di un ulteriore luogo nel quale può essere incontrata.
Il libro è inoltre disponibile internazionalmente su Amazon, edito da
SOUNDTRACK, consentendo a
musicisti, studenti, docenti, ricercatori e persone interessate ai processi
creativi di accedere direttamente al lavoro.
Per l’Associazione Culturale ANORA, nata anche per favorire la diffusione e il
confronto intorno a questo pensiero, questa nuova possibilità di circolazione
rappresenta quindi un passaggio coerente con la propria funzione; ma un libro
che entra in una biblioteca non conclude un percorso, può, se mai, aprirne un
altro: una ricerca acquista infatti senso quando può essere letta, utilizzata,
verificata, discussa, criticata e confrontata con esperienze e prospettive
differenti.
La presenza di Beyond Notes nella Stan Getz Library
del Berklee College of Music rappresenta, quindi, un nuovo punto di passaggio
di una ricerca iniziata molti anni fa e ancora in evoluzione, una ricerca nata
interrogandosi sulla reazione umana al suono e arrivata progressivamente a
interrogarsi sulla creatività, l'ideazione, la formazione e l'identità
artistica.
E forse, dopo tanti anni, la domanda rimane ancora quella più semplice e più
difficile:
prima di insegnare a organizzare le note, quanto spazio viene dedicato
alla formazione di ciò che rende quelle note/suoni necessarie/i?
© Tony
Carnevale
Abstract (EN)
Beyond Notes: Unlocking the
Creative and Emotional Power Through Music, subtitled The ANORA Method: Psychodynamic Exploration for
Music Education and Creative Development, has been officially
cataloged in the Stan Getz Library at Berklee College of Music in Boston. This
new international step provides an opportunity to retrace more than forty years
of research into music as a human, psychic, expressive, and representational
experience. Beginning with studies on the human response to sound in the
mid-1980s, the research progressively developed through artistic practice,
educational workshops, publications, and the formulation of the ANORA Method.
At its core lies a fundamental question: what happens before notes become
composition, performance, or production? The article explores the distinction
between ideation and composition, the psychodynamic dimension of creative
processes, the development of an original artistic identity, and the
possibility of approaching creativity as a human capacity that education can
actively foster. It also examines the relationship between creative development
and active citizenship, while tracing the historical path from the early
workshops to Beyond Notes and its inclusion in
Berklee's academic library collection.
CONTATTI: https://tonycarnevale.world/il-metodo-anora-di-tony-carnevale-al-berklee-college-of-music/
M° Tony Carnevale
Via Antonio Cagnoni 54 - 00124 Roma
Mobile 338 8373568
Website www.tonycarnevale.it
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