NOXTER
– The Song Of The Ancient Mariner
Autoproduzione/Soundreef
Genere: Progressive Rock
Supporto: 2 cd -2018
Quando
la letteratura si sposa con la musica, l’arte si eleva al quadrato. Capita
tuttavia che a volte il tutto diventi molto pretenzioso, e non sempre i
risultati vanno a centrare l’obbiettivo. E’ un rischio, se poi si parla anche
di debutto, allora si può dire che i musicisti ne hanno di fegato! E qui fanno
bene, perché in questo caso i Noxter di Castelfidardo hanno tutte le carte in
regola per comporre e suonare con buona tecnica individuale, la grande storia
di “The Song Of The Ancient Mariner” di William Wordsworth. Una storia
romantica a cui nel tempo hanno attinto altri musicisti del mondo del Rock, come
ad esempio gli Iron Maiden. Ma qui siamo in territorio Progressive Rock, quello
più moderno.
In
una elegante confezione cartonata, il doppio cd si presenta con le
illustrazioni di Andrea Giorgetti e la grafica di “Pixel Lab”, Arduino Serpilli,
il primo disco è composto da otto tracce, mentre il secondo è suddiviso in
sette atti. Il gruppo è formato da Matteo Chiaraluce (voce, chitarra acustica),
Cesare Sampaolesi (chitarra elettrica, cori),
Federico Carestia (basso), Caterina Sampaolesi (tastiere, synth, violino),
e Andrea Elisei (batteria).
Cosa
intendo per Progressive Rock moderno? Semplicemente l’evoluzione naturale che
c’è stata dopo le grandiose lezioni degli artisti anni ’70, ossia di Genesis,
Gentle Giant etc. etc. Ecco dunque l’unire quel Rock con suoni più moderni,
spesso visitati da artisti come Steven Wilson, Opeth e molto altro ancora.
Eppure nel loro sound aleggia la semplicità, sin dall’iniziale “The Mariner”,
la melodia è importante, per poi andare a scavare nel passato. Breve grattata
nel Metal con “Noises In A Swound” per giungere alla splendida “An Albatros”,
narrata da Sauro Savelli. Le atmosfere sono eteree, echi, gocce di tastiere che
si ripetono a loop per un immagine per la mente. I Noxter si divertono a
toccare la musica senza restrizioni mentali, ascoltare “Day After Day” è un
salto in un mondo sonoro ibrido, fatto di nenie e giochi vocali, ma quando
parte la chitarra il pelo sulla pelle si alza. Se vogliamo estrarre un singolo
da questo lavoro direi di farlo con “Alone”, vero stile Prog a cavallo con la
psichedelia di matrice Porcupine Tree. Ritornello che si stampa in mente in un
istante, questo è anche ciò che deve fare la musica, rimanere. Più ricercata
nella ritmica “Seraph Band” che contiene anche un breve assolo di tastiere.
Buona anche “The Good Eremith”, anche se come tastiere avrei preferito un
enfatico Mellotron, ci sarebbe caduto a fagiolo. Nuovamente le melodie sono
importanti, così l’assolo di chitarra. Il primo disco si chiude con un pezzo
malinconico, proprio “The Song Of The Ancient Mariner” e qui i Noxter sanno il
fatto loro, un mix di ingredienti che mi fanno venire alla mente certi lavori
di Clive Nolan (Pendragon, Arena etc. etc.).
Il
secondo disco ripercorre il sentiero del primo, ma con la storia narrata, l’interpretazione
di Savelli è davvero sentita e profonda, ecco la letteratura che sposa la causa
musica. Musica ed immagini.
Questa
è la bellezza di questo genere che sempre più trova difficoltà in questi tempi
moderni nel farsi ascoltare. In un periodo di mordi e fuggi, l’ascoltare è
sempre cosa più rara, quindi onore ai Noxter per darci comunque questa
opportunità, questa musica sembra dire “Non morirò mai!”.
Per
quello che concerne il mio lato critico nei confronti di questo ottimo lavoro
riguarda il cantato in inglese, che molto probabilmente ha bisogno di
focalizzare meglio il tiro. Buona comunque l’interpretazione. Per il resto
largo ai giovani, che dimostrano di conoscere la storia e di saperla suonare
con buona tecnica. Noxter, il vostro nome è nel mio tabellino di marcia, vi
terrò d’occhio. MS
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