domenica 20 maggio 2018

Gianni Venturi/Lucien Moreau


GIANNI VENTURI / LUCIEN MOREAU – Il Vangelo Di Moloch
Autoproduzione
Genere: Elettronica/Progressive
Supporto: cd – 2018
 
Secondo passo per la ciclopica creatura Moloch, formata e concepita da Gianni Venturi (cantante, poeta e pittore) e dallo scrittore musicista Lucien Moreau. Il debutto risale al 2016 con “Moloch”, vero e proprio momento documentaristico fra scorci di società ed avvenimenti, il tutto visionato dal caleidoscopico sguardo di Gianni Venturi. La sua poesia e il modo di vedere il mondo ben si incastona fra le canzoni, a volte stridenti ed in altri casi veri e propri pugni allo stomaco. Venturi dimostra sempre di più di avere controllo e consapevolezza del suo strumento, la voce, passaggio per un concetto da esprimere in questo viaggio composto da ben quattordici tracce. Differenti culture s’intrecciano, molti di voi noteranno richiami agli Area e ciò è inevitabile visto l’approccio vocale ma non soffermatevi alla superfice, c’è di più.
Non vado a nominare nessun brano per lasciare a voi il piacere di scoprire, tuttavia tengo a sottolineare lo sforzo dei due artisti nel voler sfondare il muro di gomma che è la globalizzazione sonora di oggi, l’ovvietà, la spersonalizzazione. Qui c’è voglia di comunicare, di disturbare per raggiungere lo scopo del messaggio, argomentazioni forti come le religioni, andare contro il sistema, analizzare la nostra società ed il suo spesso becero comportamento. Si parla dell’operaio che lavora in fabbrica, di politica (quella corrotta) di futuro, e poi…Quale?
L’elettronica di Moreau dona all’ascolto un loop insistente ed angoscioso, strumento evidenziatore del messaggio Moloch, e suo perfetto viatico.
Interventi di voci femminili (Debora Longini) fanno capolino di tanto in tanto, donando rotondità all’ascolto, così alcuni fiati. Pianoforti malinconici stendono veli leggeri di suono sulle parole che in fase più quieta trattano anche di amore, un amore sudato e sofferto.
“Io credo che gli occhi della terra piangano mare, al grido dei bambini si sciolgono di mare”, il mare sa di sale come le lacrime, e questa è poesia pura, per chi vi scrive un frammento devastante.
Molta oscurità e pessimismo, ma se si va ad analizzare quanto detto nei testi nel riscontro della realtà delle cose, allora non si può fare a meno di annuire e successivamente chiederci anche il perché di questo nostro modo erroneo di essere “umani”.
Un lavoro concettualmente pesante, da prendere con il contagocce ed in uno stato d’animo appropriato, è come leggere un libro, lo si fa quando se ne sente la necessità.
Ora chiedo a voi, cosa volete dalla musica? Se cercate “sole, cuore, amore” o assolo di strumenti epocali, allora abbandonate Moloch, perché qui c’è ben altro. A me invece la musica deve dare, deve colpire, deve restare, non mi interessa se ciò mi giunge da un ritornello facile ma godibilissimo oppure da un frangente di poesia che mi sventra dentro, in entrambi i casi il risultato è raggiunto e ciò si chiama “emozione”.
Se ritenete che questa musica sia “difficile”, non posso darvi torto, ma neppure ragione perché bada al sodo, magari dategli un attento ascolto.
Il mondo è bello perché vario, c’è il momento in cui ci si vuol divertire e il momento per pensare, “Il Vangelo Di Moloch” non è musica da sottofondo, ma musica per pensare. MS
Per contatti:
https://molochthealbum.bandcamp.com/
and on iTunes / Amazon / Spotify or on limited edition CD.
http://www.facebook.com/moloch.thealbum
http://www.studioesma.com/moloch.html

2 commenti:

  1. Come sempre Max Salari coglie nel segno!

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  2. Grazie mille, ma il compito è semplice quando ciò che si ascolta parla chiaro. Grazie a chi crea.

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