domenica 20 maggio 2018

Art Of Illusion


ART OF ILLUSION – Cold War Of Solipsism
12 Sounds Production
Distribuzione: Progressive Promotion Records
Distribuzione italiana: GT Music
Genere: Progressive Metal
Supporto: cd – 2018


La Polonia ha saputo muoversi negli anni in ambito Rock Progressivo e dintorni in maniera spigliata e ricca di passione. Non starò qui a citare le centinaia e centinaia di band che hanno comunque lasciato il segno, tuttavia, SBB, Abraxas, Quidam, Millenium, Collage, solo per fare alcuni nomi, non sono cosa da poco. La musica è un mondo ricco di innesti e di ricerche, perché ogni artista ha la propria personalità, e per questo anche la capacità di saper modellare le proprie radici musicali con cui è cresciuto. Il Metal Progressive è un filone di nicchia, perché è un ibrido a cavallo fra il ricercato del Rock Progressivo ed il distorto dell’Heavy Metal, un ibrido che ai puritani del Prog non sempre va giù, ma è un genere in cui le sperimentazioni non mancano e soprattutto la tecnica strumentale (Dream Theater insegnano). In questo mare agitato di innesti spiccano con personalità gli Art Of Illusion, band composta da Filip Wiśniewski (chitarra), Paweł Łapuć (tastiere), Kamil Kluczyński (batteria), Mateusz Wiśniewski (basso), e Marcin Walczak (voce). Si formano nel 2002 e danno alle stampe il loro primo album solamente nel 2014 dal titolo “Round Square of The Triangle”, bene accolto dalla critica e dal pubblico. Dopo il singolo “Devious Savior” del 2017 è la volta dell’album “Cold War Of Solipsism”, composto da sette tracce e accompagnato da una edizione cartonata ed elegante compresa di testi.
Ho citato il Metal Progressive, i Dream Theater, tuttavia nella musica degli Art Of Illusion la band di Petrucci & company centrano poco, a dimostrazione della personalità succitata, invece si possono riscontrare punti di congiunzione con i connazionali Riverside, altra band spartiacque che nel solco tracciato lasciano fans o da una parte o dall’altra dello stesso. Momenti più psichedelici lasciano spazio a voli pindarici di coralità strumentali accompagnate spesso da una buona prova vocale, seppur senza strafare nel raggiungere vette altissime. La batteria di Kamil Kluczyński è una vera scoperta, chirurgicamente pulita, a tratti quasi stilografica, vero motore di questa band sostenuta degnamente anche dalla chitarra di Filip Wiśniewski. Non da meno il lavoro svolto dal resto della band, tuttavia questo è quello che mi salta più all’orecchio. Andare ad analizzare i singoli brani non mi sembra il caso, anche perché vorrei lasciare a voi la sorpresa di imbattervi in sonorità non sempre scontate, però voglio nominare quali sono i momenti che più ho preferito, e sono molteplici, perché la formula canzone è rispettata. La melodia è dunque al centro dell’attenzione, come in “Able To Abide” o l’ottima “Santa Muerte”, più ricercata e dal velo malinconico dettato anche dal piano. Io essendo un amante del Progressive Rock ho goduto soprattutto verso la fine dell’intero lavoro con le due canzoni conclusive, la prima “Cold War Of Solipsism” dal profumo Opeth e con la conclusiva mini suite di dieci minuti dal titolo “King Errant”, ma come ho già detto, il perché dovrete scoprirvelo da soli acquistando questo disco ben prodotto, confezionato, suonato e registrato. Faccio i complimenti alla band che ora attendo in prove ancora più avanzate, perché il Metal Progressive è un mondo musicale di ricerca e comunque gli Art Of Illusion lo sanno. Complimenti. MS


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