I Miei Libri
sabato 28 agosto 2021
Deafening Opera
DEAFENING OPERA – Driftwood
Nel
loro sound miscelano differenti stili, quindi in definitiva rientrano a pieni
voti nel calderone del Progressive Rock. Innestano Jazz, Folk, Rock, per un
risultato di ricerca ma al contempo molto orecchiabile. Uno dei pregi della
musica dei Deafening Opera è proprio quello di dare rilevanza alla melodia,
quindi una ricerca a favore della canzone da ricordare, da cantare e non fine a
se stessa travolta da un inutile tecnicismo di base. Con “Driftwood”
raggiungono il traguardo del quarto album in studio e si evince all’ascolto la
maturazione artistica così come una crescita di personalità acquisita di anno
in anno con consapevolezza. Vi posso assicurare che è molto più difficile
scrivere canzoni che abbiano all’interno suoni che possono far cantare
piuttosto che lunghe suite piene di improvvisazioni e di assolo, tuttavia
questa è una scelta che può essere più o meno condivisa dagli amanti del Prog.
lunedì 23 agosto 2021
Old Rock City Orchestra

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mercoledì 11 agosto 2021
Traumhaus
venerdì 6 agosto 2021
Transatlantic
TRANSATLANTIC
– The Absolute Universe/Forevermore (Extended Version)
Inside
Out
Genere: Progressive Rock
Supporto 3lp+2cd – 2021
Se
nel 2021 vogliamo ancora parlare di supergruppi la scelta è rimasta limitata,
di certo i Transatlantic sono al momento fra i più longevi se andiamo a
considerare che Neal Morse (Spock’s Beard), Roine Stolt (The Flower King), Pete
Trewavas (Marillion) e Mike Portnoy (Dream Theater) si incontrano già nel 1999.
Un
supergruppo a tutti gli effetti, sia per caratteristiche tecniche, tutti artisti
di elevato calibro, che per la passione nei confronti del Prog logorroico
composto da interminabili suite. Basta guardare la discografia passata della
band, tutte canzoni di lunghissima durata escluso qualche ballata. Neal Morse
alle tastiere e voce si sbizzarrisce mettendo in campo tutto il suo bagaglio
culturale, ed è l’anima più melodica della formazione, non a caso il suo spirito
musicale è alimentato dal mondo dei Beatles, così come quello del batterista
Portnoy, non a caso assieme registrano anche un disco di cover del quartetto di
Liverpool. La chitarra di Roine getta l’ascoltatore direttamente negli anni ’70,
diciamo che è lo spirito vintage del gruppo, mentre il basso di Trewavas è
preciso, metodico, deciso e pulito. Escluso quest’ultimo, gli altri tre sono
amanti di lunghe suite e lo abbiamo anche potuto vedere nelle loro relative
locazioni naturali. Ecco che dopo l’ottimo “Kaleidoscope” (2014 – Inside Out) i
Transatlantic si gettano anima e corpo in questo nuovo progetto per battere un
bel record, un'unica canzone lunga la bellezza di 90 minuti suddivisi in due
cd. In mio possesso ho la versione triplo lp e doppio cd, questo perché sono un
pazzo collezionista e mi diverto a sperperare soldi, la passione è più forte di
me. Il cofanetto in vinile è ben confezionato, ricco di particolari da godere
senza sforzare la vista come nei cd, mentre i suoni degli lp sono davvero
curati in ogni particolare, ben distinti e puliti.
Inutile
dire che l’opera in se si apre con una “Overture”, così come dire l’ascolto si
sbobina fra cambi di ritmo, assolo strumentali di grande fattura e ritornelli
ruffiani, oramai chi conosce i personaggi già sa. Il tutto viene registrato
questa volta in Svezia.
Infatti
questo nuovo disco nulla toglie e nulla aggiunge alla discografia dei
Transatlantic, un opera perfettamente assemblata che fa sembrare un ora e mezza
un passaggio di dieci minuti! All’ascolto ci si diverte, pochi gli sbadigli,
anche se ciò potrebbe accadere inevitabilmente vista la durata del tutto.
Eppure i Transatlantic hanno questa innata capacità, certo che chi non ha mai
digerito i Beatles e quant’altro detto nella recensione non è che con “The Absolute Universe/Forevermore” cambi
idea, però devo ammettere che il nome “supergruppo” è davvero messo a pennello.
Curate
anche le coralità ben congeniate, ogni tanto fuoriescono scorci di Pink Floyd,
Genesis, Gentle Giant, King Crimson a dimostrazione che i quattro ragazzi
conoscono a menadito la storia musicale Prog del passato. Comunque al riguardo
non vi erano dubbi.
Questa
volta i Transatlantic hanno pensato di offrire dell’opera anche una versione
più breve intitolata “The Absolute Universe - The Breath of Life (Abridged
Version)” concentrata (si fa per dire) in 64 minuti di musica, questo proprio
per venire incontro anche a coloro che arricciano il naso nei confronti delle
lunghe suite.
In
poche parole questo è un altro momento musicale spensierato, fatto da
professionisti che non lasciano nulla al caso e che assieme si divertono come
bambini, e si sente! MS
mercoledì 4 agosto 2021
Speciale Frederick Livi & CrownHeads
venerdì 30 luglio 2021
Platens
PLATENS
– Of Poetry And Silent Mastery
Burning
Minds – Atomic Stuff – Art Of Melody Music
Genere:
Melodic Hard-Rock
Supporto:
cd – 2021
Dietro
al nome Platens c’è il cantante, produttore, polistrumentista e cantautore Dario Grillo. Agli appassionati di Heavy
Metal sicuramente il nome non risulterà nuovo, infatti Grillo ha suonato con i
palermitani Thy Majestie e Violent Sun. Con “Of Poetry And Silent Mastery” trattasi
di terzo disco in studio, il progetto esce dopo sette anni dal precedente “Out
Of The World” e ben diciassette dal debutto di “Between Two Horizons”.
In
questa ultima opera Grillo si avvale di un folto numero di special guest, Katya
Miceli (voce), Gabriels (synth), Mirko Turchetta (chitarra in “Open Arms”), Dan
Logoluso (chitarra in “End Of The World”), Orazio Fontes (chitarra in “Close
But Far”) e Davide Perruzza (chitarra in “Paralyzed”).
Molto
bello l’artwork ad opera di Antonella “Aeglos Art” Astori che accompagna
l’ascolto. Le atmosfere grigie ben si adattano al suono dell’album, un tocco in
più a completare anche il senso della vista oltre che quello dell’udito. Ad
aprire il libretto dei testi ci sono le note introduttive a cura di Pippo
“Sbranf” Marino (Metal.it).
Il
tema trattato da Grillo in questo album è l’importanza di lasciare parlare la
musica in maniera semplice e diretta in controtendenza con i tempi moderni dove
ognuno cerca di intraprendere il mondo musicale come una trance agonistica. In
effetti questo terzo album di Platens è il più diretto e a mio avviso anche il
più efficace nel raggiungere le corde dell’ascoltatore.
Dei
dodici brani contenuti in “Of Poetry And Silent Mastery” ad aprire c’è “Conspiracy”,
subito una falciata di Power melodico con un ritornello molto ben congeniato.
La voce di Grillo è in ottima forma, a mio modo di vedere una fra le migliori
del nostro panorama metallico, perché malleabile e duttile a seconda delle
situazioni sonore e soprattutto dentro le righe, senza mai strafare. La sua è
una dote naturale credo, ma ad ascoltare l’impostazione si capisce il lavoro
con cui si è portato a questi livelli. Sulla stessa riga (e ritmica) giunge “Wait
For Me”, ai confini con l’AOR.
Un
salto negli anni ‘80/’90 con “Easily” e le coralità a sostenere il ritornello.
Brano decisamente radiofonico. A questo punto è la volta della prima semi
ballata, ottimamente supportata dalle tastiere, dal titolo “The Path”,
sicuramente un brano adulto, ben arrangiato e ricco di storia del genere al suo
interno. Ancora tastiere in apertura di “End Of This World”, apocalisse sonora
che nell’incedere ritmico si introduce in ambientazioni nebbiose e grigie
proprio come l’artwor ha saputo descrivere. Una sottolineatura a parte per la
batteria qui impegnata seriamente ma sempre lineare e senza sbavature.
Probabilmente ci sono molti deja vu, in realtà è il genere che lo esige, questo
stile è coinvolgente e dimostra comunque la buona vena compositiva di Grillo.
Non mancano dunque repentini cambi di tempo.
Torna
l’AOR con “Paralyzed” e la seconda semi ballata con “Winter” dove chitarre e
piano giocano a staffetta per poi lasciare spazio alla voce. Bellissimo lo
strumentale verso la conclusione del brano, pieno di enfasi e di una qualità
sonora che evidenzia un lavoro di registrazione davvero pulito e ben
bilanciato. Il ritmo si alza con “Open Arms”, uno spaccato di luce e giocosità
rispetto quanto ascoltato sino ad ora, divertente e da cantare con loro. Voce e
piano per “Give Or Let Go”, dritta al cuore, ma è con “Where The River Flows”
che si ritorna indietro nel tempo in un AOR immortale. Chiude l’album il brano
più lungo con i suoi quasi sette minuti “Close But Far”, tanta carne al fuoco e
una certezza, Platens è un progetto davvero molto professionale e ricco di
emozioni. La dodicesima canzone è una bonus track cantata in italiano e si
intitola “Fragile”.
Poco
altro da aggiungere se non che fra le note trasuda sincerità e tanto amore, una
musica che non sembra voler invecchiare mai e questo accade grazie alla
freschezza compositiva di questi artisti che ci fanno capire anche quanto di
buono ci sia in Italia, dovremmo imparare a non piangerci sempre addosso e
credere in noi stessi perché siamo davvero grandi! Consigliato. MS
domenica 25 luglio 2021
Giuseppe Calini
GIUSEPPE CALINI – Polvere, Strada e
Rock’n’Roll
Music
Force – Egea Music
Genere:
Rock
Supporto: cd – 2021
Nel
2021ci sono Rockers moderni che portano al successo planetario il genere
attraverso vari contest e festival,
anche se con molte polemiche (vedi Måneskin), e ci sono Rockers che hanno una
filosofia di vita sposata alle vecchie regole del Rock. Questi ultimi stentano
molto se non supportati da major importanti ma sono i puri, quelli che
respirano la “polvere, strada e Rock’n’Roll”. Gli irriducibili, perché come
detto vivono la musica come uno stile di vita. Vi anticipo e dico, non che i Måneskin
non abbiano fatto la strada, tuttavia hanno avuto una “fortuna” differente
probabilmente data dai tempi moderni in cui si è visto il Rock congelato per
molti anni. Forse il ritorno come succede
in tutte le mode cicliche era già nell’aria. Ecco dunque il segreto della formula
funzionante dei giovani che fanno Rock nel 2021. Ma io sono radicato ai ruspanti,
probabilmente il fatto è dato dalla mia età con la quale ho visto nascere e
crescere le più grandi realtà del genere in tempi vergini di lavagne già
scritte.
E
sono proprio gli artisti come Giuseppe Calini che mi danno più soddisfazioni,
perché mi sento come loro e questo probabilmente può far sbilanciare la recensione
verso una critica non schietta, ma tranquilli, proprio per questo motivo sarò
maggiormente critico nei confronti del disco, consapevolmente sincero e non di
parte.
Giuseppe
Calini è dunque un duro e puro, colui che non scende a compromessi con nessuno,
deciso nel procedere per la propria strada qualunque essa sia, pregi e difetti
annessi, con lui la Telecaster ed il Vox AC30. Diciotto gli album registrati
dal chitarrista, proprio a sottolineare l’amore per questo stile di vita, un
traguardo ragguardevole che mette in evidenza anche la vena artistica nei
confronti della composizione.
Dieci
canzoni e come è scritto nel libretto che accompagna la musica con testi e foto
“10 buoni motivi per questo disco, 10 canzoni per un augurio, 10 giorni per
scriverle, 10 viaggi diversi. Polvere, strada e rock’n’roll. Sempre dalla tua
parte”.
“Old
Style Rock’n’Roll” ha tutto scritto nel titolo ed il riff che lo accompagna è
semplice, diretto mentre il testo parla di una visione della vita moderna
alquanto fredda, fra telefonini e quant’altro. Il suono è quello degli anni
’70, l’inizio di “Take Me Home, Casa Mia” è acustico così l’andamento rilassato
e spazioso. I ritornelli sono una carta vincente, semplici e facili da
ricordare. Alcuni accostamenti al primo Vasco Rossi sono inevitabili.
La
chitarra diventa cadenzata in “Biglietto Per La Vita” per un riff che potrebbe benissimo risiedere
nella discografia di un Ivan Graziani ispirato, magia del Rock questa della
condivisione di intenti.
“Ritorno
In Alabama” ha molto scritto nel titolo il Rock alza la polvere, Rock &
Colt ha un giro di base che ricorda i Dire Straits di “Sultans Of Swing”. “Non
poteva mancare la Rue 66, omaggiata nell’allegro motivo intitolato “Good Bye
Route 66”. La canzone più breve dell’album che non arriva a tre minuti è una
ballata e si intitola “Guardo, Sorrido E Dico – Io Non Ho”. Prosegue il
distacco di Calini nei confronti della tecnologia moderna data soprattutto da
I-Phone e pc, un freddo modo di stare in comunicazione fra persone che non
rende giustizia al vivere l’amicizia di prima persona. Prosegue il Rock sudista
con “Viaggio Nel Mondo”, questa volta è Ligabue a fare capolino fra le note,
anche se dove sottolineare lo sforzo dell’artista nel cercare di non dipendere
troppo da qualcuno in particolare. Anche perché il Rock puro è questo e non
lascia adito a molte scappatoie. Il disco prosegue sulla stessa riga e si
conclude con il brano che personalmente ho apprezzato di più, “Spara, Spara
Ancora” perché qui c’è tutto il sunto di questa recensione.
Giuseppe
Calini è Rock, questo disco è Rock, non cercate fronzoli, non ci sono, qui dimora
soltanto sostanza per coloro che la sanno amare e vivere. Ho detto tutto. MS
sabato 24 luglio 2021
Pandora
giovedì 22 luglio 2021
Venegoni & Co.
domenica 18 luglio 2021
Speciale Mostly Autumn
SPECIALE MOSTLY AUTUMN
Di Massimo Salari
I Mostly Autumn i
fondano nel 1995 come tribute band dei connazionali Pink Floyd con il nome One
Stoned Snowman da un idea del chitarrista leader Bryan Josh, per poi mutare in
Mostly Autumn. La band si completa con Heather Findlay (voce, tamburello,
chitarra acustica a 6 corde), Iain Jennings (tastiere, voce), Liam Davison
(chitarra elettrica, voce, chitarra acustica a 6 e 12 corde), Bob Faulds
(violini), Stuart Carver (basso), Kev Gibbons (feadòg) e Allan Scott
(batteria).
L’ex
chitarrista Liam Davison muore nel 2017 per cause ancora sconosciute. Fa parte
della line up iniziale nel 1995 e partecipa al loro album di debutto del 1998.
Lascia la band per un breve periodo nel 2007 per uscire definitivamente dopo la
registrazione di DRESSED IN VOICES nel 2014. Pubblica da solista l’album A TREASURE OF WELL SET
JEWELS (2011 - Wymer Records). Heather
Findlay entra a far parte del progetto Ayreon di Arjen Anthony Lucassen,
interpretando il personaggio di "Love" nel disco THE HUMAN EQUATION
(2004 - Inside Out Music). Nel 2010 Heather Findlay lascia la band e viene
sostituita da Olivia Sparnenn, che dopo un anno diventa la moglie di Bryan
Josh.
MOSTLY AUTUMN - For All We Shared...
I
Pink Floyd sono nel loro dna, questo lo si evince dall’ascolto dei lunghi ed
incredibili assolo di chitarra proprio in stile David Gilmour, e per dirla
tutta con punto di riferimento Comfortably
Numb.
L’esordio
che risale al 1998 è composto da dieci canzoni con la caratteristica di
elargire atmosfere decisamente bucoliche, questo sia grazie all’uso del violino
che delle chitarre acustiche, ma anche alle voci soavi che si alternano di
Heather e di Bryan. i brani sono di medio lunga durata, adoperando a volte
suoni della natura stessa, come ad esempio il vento, proprio come è capitato
fare anche ai loro maestri Pink Floyd ad esempio in One Of These Days.
Melodie
di facile fruizione, in un mix fra formula canzone e ricerca folk sin
dall’iniziale Nowhere To Hide (Close my
Eyes). Tutte le canzoni si possono cantare
in coralità semplici, ed inesorabili lasciano nella fantasia
dell’ascoltatore panorami boschivi con tanto di fiumi e nebbia.
I
brani che ritengo capolavori in questo album sono due, il primo si intitola The Last Climb, devastante
crescendo emotivo, con l’ingresso del violino che fa staffetta nel finale con
la chitarra di Josh, uno dei momenti più importanti della loro carriera in
quello stile da me descritto poco sopra, ossia di Pinkfloydiana memoria. Le
atmosfere iniziali con il cinguettio di un uccello sopra arpeggi di chitarra e
tastiere fanno venire i brividi. La seconda è la conclusiva The Night Sky, altro
loro classico sempre presente in tutti i concerti e qui l’assolo di chitarra
finale è ancora più devastante, mentre l’album si chiude come si è aperto,
ossia con il sottofondo del vento. Questo a sua volta apre il disco successivo,
ancora una volta di notevole valore dal titolo THE SPITIT OF AUTUMN PAST.
DISCOGRAFIA IN STUDIO:
FOR ALL WE SHARED (1999 – Cyclops)
THE SPIRIT OF AUTUMN PAST (1999 – Cyclops)
THE LAST BRIGHT LIGHT (2001 – yclops)
MUSIC INSPIRED BY THE LORD OF THE RINGS (2001 - Legends
Records)
PASSENGERS (2003 - Classic Rock Legends)
STORMS OVER STILL WATER (2005 - Autumn Records Ltd)
HEART FULL OF SKY (2006 - Mostly Autumn Records)
GLASS SHADOWS (2008 - Mostly
Autumn Records)
GO WELL DIAMOND HEART (2010 - Mostly
Autumn Records)
THE GHOST MOON ORCHESTRA (2012 - Mostly Autumn Records)
DRESSED IN VOICES (2014 - Mostly Autumn Records)
SIGHT OF DAY (2017 - Mostly Autumn Records)
WHITE RAINBOW (2018 - Mostly Autumn Records)












