LAZULI - Être Et Ne Plus être
Autoproduzione
Genere: Eclectic Prog
Formato: CD / Digital / 2026
A
mio modesto parere, ci sono molte band che non raccolgono il giusto merito
durante la loro carriera discografica, come nel caso dei francesi Lazuli,
autori di undici album tutti di notevole fattura e mai banali. Hanno un
seguito, ma non sono mai nominati quanto meritano.
Si
formano nel 1998 in Francia (Gard) per iniziativa dei fratelli Dominique e
Claude Leonetti. La loro forza risiede in un’identità sonora immediatamente
riconoscibile, figlia dell'incontro tra sonorità acustiche ed elettriche,
atmosfere etniche/world e una forte impronta teatrale tipica della grande
chanson française.
A
caratterizzare l'impasto timbrico unico del gruppo è innanzitutto la Léode, uno
strumento inventato dallo stesso Claude Leonetti. A causa di un incidente
stradale che gli ha privato l'uso del braccio sinistro, Claude ha sviluppato
questa superficie di controllo MIDI/touch gestibile a una sola mano, capace di
produrre suoni che spaziano dal solismo violoncellistico a ruggiti synth e
chitarristici d'avanguardia.
Completata
dalla voce calda, poetica ed espressiva di Dominique Leonetti, da chitarre
acustiche (e dal marimba/vibrato/percussioni di Vincent Barnavol), la musica
dei Lazuli si muove fuori dai soliti cliché del Prog di maniera, quindi niente
sfoggi di virtuosismo sterile, ma una ricerca costante di melodia, pathos e
dinamica.
Con
“Être Et Ne Plus être”, la band prosegue il proprio viaggio esplorativo attorno
alle fragilità umane, alla mortalità, al tempo che scorre e alla speranza.
L'album bilancia brani compatti ed energetici con suite dilatazioni di stampo
prettamente ed evocativamente Progressive.
La
title track apre l’album con un'introduzione tesa ed atmosferica. La Léode
traccia linee melodiche malinconiche che cresce gradualmente fino a esplodere
in una sezione ritmica incalzante. Il riff principale ha una forte impronta
elettrico-mediterranea. Il testo è una rilettura moderna e drammatica del
dilemma amletico. Dominique canta della fatica di rimanere autentici e vivi in
un mondo che spinge verso l'omologazione e l'apatia emotiva.
“Chaque
Jour Que Soleil Fait” è un inno alla resilienza. Ogni nuovo giorno che sorge
viene celebrato come un’opportunità per rinascere, nonostante le cicatrici del
passato. Il cantato è il valore aggiunto di questa ballata malinconica in cui
il crescendo sonoro è la carta vincente ed emozionale.
In
“Sourire” i Lazuli si cimentano in un ritmo quasi Reggae per narrare il
"sorriso" che diventa una maschera di difesa ma anche l’arma più
potente per affrontare le avversità. Giunge la delicata “Matière Première” dove
sembra di ascoltare una colonna sonora di un musical, essa mostra come la band
sia aperta ad ogni soluzione ma soprattutto come rispetti la tradizione
francese.
La
prima mini suite dell’album porta il titolo di “L'Eau Qui Dort”, ed ecco uscire
con maestosità la vera anima Prog del combo. Ispirato al
detto francese "diffida dell'acqua che dorme", il brano parla dei
sentimenti compressi, delle emozioni taciute e dei pericoli della rabbia o
della sofferenza rimasta inespressa troppo a lungo.
Tutto
l’album scorre con continuità d’interesse, ma fra i momenti più alti cito “L'Homme
Sûr” piccolo gioiello sonoro come mai negli ultimi tempi si è potuto incontrare.
Non
serve accumulare minuti di virtuosismo sterile o incastri ritmici esasperati
per fare grande musica, “Être Et Ne Plus être” ne è la prova schiacciante. Con
la consueta classe sartoriale e quel marchio di fabbrica inimitabile tra
Chanson e Rock Progressivo, i Lazuli regalano un'altra perla di rara bellezza
emotiva. Non perdetevelo! MS
Versione Inglese:


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