PAOLO ANGELI – Lema
AnMa Productions / Goodfellas
Genere: Strumentale / Avant Prog
Supporto: CD / Vinile / Bandcamp –
2025
“Lema”
è il quattordicesimo album per il chitarrista sardo Paolo Angeli e rappresenta
una delle sue vette creative più alte, consolidando la sua posizione come
figura di spicco nel panorama del Progressive inteso nella sua accezione più
pura: il superamento dei confini tra i generi.
Al
centro di “Lema” c'è, come sempre, la sua celebre chitarra sarda preparata, uno
strumento ibrido a 18 corde che include martelletti, pedaliere, eliche e molle.
In questo disco, però, Angeli spinge l'ingegneria sonora ancora oltre,
utilizzando nuovi prototipi di sensori che permettono di fondere i suoni
acustici con una sintesi granulare in tempo reale, senza mai perdere il calore
del legno.
Il
disco si presenta come una suite ininterrotta di circa 52 minuti, suddivisa
idealmente in sette movimenti; il titolo, “Lema”, fa riferimento a un termine
nautico e meteorologico legato al movimento ondoso e alla quiete apparente
prima del mutamento.
A
differenza dei lavori precedenti, più legati al Jazz d'avanguardia, il lavoro
guarda con decisione al Rock Progressivo degli anni '70. Si avvertono echi dei
King Crimson periodo "Larks' Tongues in Aspic", ma filtrati
attraverso la lente del folklore sardo (il canto a Tenore e la Tasgia).
In
esso si alternano momenti di estrema violenza sonora, ottenuta strofinando le
corde con l'archetto, a aperture melodiche struggenti che ricordano le ballate
di Robert Wyatt.
Angeli
utilizza tempi dispari complessi (7/8, 11/4) in modo fluido, creando un ponte
tra passato (tradizione orale) e futuro (tecnologia), che è l'essenza stessa
del Rock Progressivo italiano più nobile (si pensi agli Area o al Canzoniere
del Lazio).
L’autore
utilizza il sardo, principalmente la variante gallurese, non solo per narrare,
ma per evocare una dimensione ancestrale. I testi non sono mai didascalici,
bensì sono frammenti di immagini che richiamano la natura selvatica, il mare e
il vento. Per chi non parla la lingua, le parole diventano suoni percussivi o
armonici che si incastrano perfettamente con i martelletti della chitarra. È un
approccio molto simile a quello di Demetrio Stratos con gli Area, dove la voce
è utilizzata come uno strumento a fiato. I testi riflettono sulla pazienza,
sull'attesa del cambiamento e sulla forza invisibile degli elementi. C'è molta
introspezione: il viaggio non è più solo geografico (la Sardegna, la Spagna),
ma interiore. Angeli canta un verso e lo cattura istantaneamente tramite i
sensori della chitarra, trasformandolo in un tappeto corale che accompagna il
resto del brano.
La
copertina, minimale e materica, è stata curata da un artista sardo
contemporaneo e richiama le tessiture dei tappeti di Aggius, riflettendo la
trama fitta dei suoni del disco.
Il
brano di apertura “Periplo” funge da "big bang" e inizia con un drone
profondissimo generato dalle corde basse della chitarra, sfregate con
l'archetto per simulare un violoncello.
La chitarra preparata generalmente suona in
modo estremamente cristallino, quasi come una kora africana o un’arpa.
È
un disco che richiede attenzione. Non è adatto come sottofondo ma va ascoltato
preferibilmente in cuffia per cogliere la spazialità del suono e la
"magia" di uno strumento unico al mondo che suona come una band
intera.
“Lema”
è disponibile in vinile audiophile da 180 grammi e in un'edizione speciale con
un libretto fotografico che documenta le modifiche apportate alla chitarra per
questo specifico progetto. MS
Versione Inglese:


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