sabato 30 giugno 2018

Apogee


APOGEE – Conspiracy Of Fools
Progressive Promotion Records
Distribuzione italiana: G.T. Music
Genere: New Progressive Rock
Supporto: cd – 2018


Torna il polistrumentista Arne Schäfer (Versus X) a distanza di tre anni dall’ottimo “The Art Of Mind” e lo fa con “Conspiracy Of Fools”, nono album da studio. Voce, chitarre, basso e tastiere sono di sua competenza, mentre per la batteria si avvale del supporto di Eberhard Graef. Oramai l’artista si è fatto un seguito consolidato, sia con il nome Apogee che con la sua band Versus X, e la musica proposta è sempre radicata al Progressive Rock classico, fra sinfonie, arrangiamenti dinamici, suite e punti di riferimento come Jethro Tull, Yes, Genesis, Gentle Giant, Frank Zappa e Rush.
Nomi che da soli già mettono una pulce nell’orecchio del Prog fans, ma la musica proposta dal musicista tedesco, gode di personalità? Se avete la discografia di Apogee, o anche qualche disco sapete già cosa attendervi. Ma andiamo ad analizzare questo nuovo lavoro in studio composto da sei canzoni, tutte di lunga durata (sui dodici minuti di media) esclusa la più breve “Losing Gentle Control” di cinque minuti. La consueta confezione cartonata della Progressive Promotion Records è raffinata e nuovamente esaustiva nell’artwork, questa volta ad opera di Bernd Webler.
Il disco si apre con la title track “Conspiracy Of Fools”, lo scenario è apocalittico e fantascientifico, un mondo distrutto da piogge acide e dall’uomo. Le tastiere aprono il brano con un tema alquanto malinconico, il concetto viene cantato su un tema New Prog che molto si avvicina sia allo stile Pendragon che Arena, dove punto il di fusione è proprio il tastierista Clive Nolan. Anche il cantato richiama quello di Nick Barrett. Sulla tre quarti del brano giunge il solo di chitarra elettrica che ogni Prog fans si auspica di poter ascoltare in ogni occasione.
Un pianoforte stenta note all’inizio della successiva suite “Incomprehensible Intention” in un atmosfera che ha del nordico, un incedere in crescendo con tanto di cambiamenti di ritmo pur rimanendo in un contesto compositivo abbastanza semplice. La formula Progressive Rock è rispettata e sfruttata al meglio. La linea sonora del pianoforte dunque continua a dettare la strada da percorrere tornando di tanto in tanto, mentre gli strumenti in generale si presentano singolarmente in brevi assolo.
Più ritmata “Override Our Instincts”, o per meglio dire un poco più solare e ricercata nelle melodie vocali. Scaturisce anche un barlume di anni ’70, un buon refrain strumentale ed un accompagnamento di chitarra semplice ed efficace. Canzone che gioca anche con voci sovra incise in alcuni brevi frangenti. Molto gradevole l’acustica “Losing Gentle Control”, una ballata semplice e diretta, una piccola parentesi del disco che si riattiva immediatamente con “Colors And Shades”.  Tutte le carte in gioco, così l’esperienza del polistrumentista.
Il disco si chiude con le atmosfere sfumate e magiche delle tastiere con l’ennesima suite qui dal titolo “The Whispering From Outside” e ancora una volta in New Prog è rappresentato al meglio.
Avete dunque memorizzato il concetto, qui si tratta di avere tutti gli ingredienti per fare ciò che il genere richiede e Arne Schäfer riesce a farlo molto bene. Chi non segue  Pendragon, Arena, Nolan e compagnia bella probabilmente troveranno il disco monotematico, anche se alcuni punti di fuga dallo stilema di tanto in tanto compaiono. Ben prodotto e ben registrato, ora la decisione passa a voi. MS


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