sabato 2 settembre 2017

Sistra

SISTRA – Bearing
Psych Up Melodies
Genere: Sperimentale, Psichedelico, Progressive
Supporto: cd – 2011


“Bearing” è l’album d’esordio della band napoletana Sistra. Esso è una raccolta di brani registrati tra il 2005 ed il 2007.
Fabrizio Di Vicino (basso, batteria, chitarre, sintetizzatori, cori) è l’ideatore del progetto, dedito alla musica Psichedelica e a tutto quello che ruota attorno alla sperimentazione relativa. Inizialmente l’album è prettamente strumentale, per poi trovare il connubio con la canzone grazie all’incontro fra Fabrizio e la pittrice napoletana Gaia Vittozzi. Di lei anche la copertina del disco, le mani legate sembrano voler ricercare la libertà, proprio come la musica proposta nel disco, libertà da molti canoni.  Nel realizzare il tutto Di Vicino si coadiuva di artisti come Salvatore Pisano (organi e sintetizzatori) e appunto Gaia Vittozzi (voce). Non mancano neppure special guest, ossia Roberto Frattini (armonica, piano elettrico, cori), Barbara Radi (voce, cori) e Luigino Rubino (sintetizzatori).
La musica che si ascolta in “Bearing” ha diversi punti di riferimento, che variano dal Prog anni ’70 come in “Una Pedina“, alla Psichedelia supportata sia con ottime chitarre che con l’elettronica. Tuttavia la melodia nei dodici brani che compongono l’album, gioca un ruolo fondamentale, sperimentazione si, ma  relegata comunque alla formula canzone.
Spesso trovo ponti con certi passaggi in stile Orme, come ad esempio in “Chiaroscuri”. Belle ed importanti le chitarre elettriche in “Paralleli”, mentre la Psichedelia pulsante  abbraccia in “Onde”. Non esulano attimi acustici, come nell’inizio di “Le Parole”, canzone che poi sfocia nella distorsione della chitarra elettrica e nei suoni synth. Decisamente Prog ed acida, con cambi di umori è “Ziqqurath”, una delle mie preferite nell’insieme. La title track è energica, uno squarcio di suoni che rappresentano bene come ho avuto modo di dire in precedenza, le mani legate della copertina. Vorticoso basso all’inizio della “Crimsoniana” “Drunk Flight”, per lasciare successivamente spazio a del Krautrock eletronico periodo primi Kraftwerk. Analogo il discorso per “Living Casket”. Il resto lascio a voi il gusto di scoprire.
I brani tutti di medio lunga durata, raggiungono il totale di settanta minuti di musica.
Non apprezzo molto la registrazione delle voci che risultano a volte lontane  in una sorta di eco che non rende loro giustizia, ma questo è solo questione di gusto personale.
 Un esordio interessante, soprattutto per i seguaci dei generi e dei gruppi che ho citato. MS



SISTRA – Communication Deferred
Psych Up Melodies
Genere: Space Rock, Psichedelia, Krautrock
Supporto: cd – 2014




Non vi nascondo subito che ascoltare un album di musica Psichedelica, al confine del Krautrock, con il cantato in italiano non è un fatto usuale, almeno per chi vi scrive. Ne resto colpito dai testi comunque interessanti e non banali.
I Sistra sono una band campana (Napoli) che si forma attorno la metà degli anni 2000 per esordire  discograficamente nel 2011 con “Bearing”, e sono formati da Fabrizio Di Vicino (basso, chitarra, batteria, tastiere, cori), Roberto Frattini (organo, armonica, cori), Biagio Vesce (batteria) e Barbara Milizia (voce). Il cd supportato da un piccolo libretto contenente i testi, è composto da dodici tracce.
Apre “Falene” e quello che si evince al primo impatto è che la registrazione non è delle migliori, in quanto l’oscurità dei suoni offusca troppo l’operato della band. Un arma che a volte può giocare a favore di certe atmosfere ma che in generale penalizza. La voce di Barbara Milizia da il meglio nei momenti più sentiti e pacati, quando si alza di tono spicca troppo rispetto alle strumentazioni, probabilmente questioni di volumi.
“Lupi” gioca con le voci e le coralità in una atmosfera che a tratti attinge negli anni ‘60/70 ma che torna ai tempi nostri grazie agli interventi di tastiere ed ai giochi Psych Rock. Bel viaggio mentale con “Shard Of Winter”,  formato da registrazioni strumentali al contrario, Psichedelia pura. “Antilopi” mette in evidenza l’ottimo lavoro al basso di Fabrizio Di Vicino, ed è uno dei frangenti migliori del disco, anche grazie al lavoro delle tastiere e della chitarra. Il tutto sembra improvvisazione, in realtà nasconde una buona cultura nei confronti di un certo tipo di Krautrock.
Più vicina alla formula canzone “Eon”, anche se sempre in veste Space Rock. Ancora una volta la voce  non è equilibrata rispetto all’insieme. Notevole “Radar Pulse”, altro viaggio supportato da elettronica e chitarre “fuzz”, i migliori Sistra assieme a “Homing Missile” e “Fantasmi”. Conclude il disco la buona “Blue Overdose”, mini suite attenta ai dettagli e dalle numerose sorprese (strumentalmente parlando) che non voglio svelarvi per mantenere vivo l’interesse attorno a questo secondo album dei Sistra.

In conclusione voglio dire che il disco potrebbe essere stato decisamente migliore se avesse avuto una cura maggiore, perché di carne al fuoco in esso ce n’è molta e anche di qualità, soprattutto in ambito emotivo, in realtà mi sembra più un demo. Tuttavia complimenti alla band che si muove in territori non certo usuali e lo fa con buona personalità, cosa rara ai nostri tempi. MS

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