venerdì 13 gennaio 2017

Che Prog Rock ci attende nel 2017?

Che Prog Rock ci attende nel 2017?



Da osservatore imparziale del genere, quale mi ritengo, faccio una piccola disamina sulle probabilità di direzione sonora del Rock Progressive in questo 2017. Ci siamo posti molte volte la domanda “Cosa è il Progressive Rock?”, “Dove sta andando?”, ebbene, al riguardo comincio (a mio parere, si intende) ad avere le idee abbastanza chiare.
Tuttavia per giungere al concetto, necessito di un piccolo passo indietro. Negli anni ’80 è servita l’ondata inglese (nuovamente) per tirare fuori il genere da una morte apparente, Marillion, IQ, Pendragon, Pallas, 12th Night, Haze ed altri ancora hanno dato voce a quel filone che abbiamo denominato New Prog. In generale i punti di riferimento per questo “come back” sono stati i Genesis ed i Pink Floyd nella quasi totalità dei casi. Negli anni ’90 una forte ondata nordica europea porta al genere il suono oscuro, nervoso e a volte malato dei King Crimson, questo grazie a band come Anglagard, Anekdoten, Landberk, Sinkadus, White Willow etc. etc. Ma nel tempo si intromette un particolare non da poco: internet. Con esso la musica diventa fruibile a chiunque e ovunque, anche a gratis. Si ha la possibilità di ascoltare cose che difficilmente si sarebbero ascoltate anni prima. C’è una sorta di globalizzazione sonora. Tuttavia il genere Prog resta sempre spaccato in due, ossia colui che è avvinghiato alle sonorità vintage e quello che invece è aperto a nuovi innesti. “Prog” e “Prog”. (Il termine Prog così espresso da solo non ha significato, ma questo è un altro discorso).
Negli anni 2000 la tecnologia, la globalizzazione sonora porta inevitabilmente ad una maggiore confluenza di innesti, anche i più bizzarri, tanto da fare inorridire molto spesso i fans estremisti del genere. Ecco il Metal, la Psichedelia Pinkfloydiana, il Post Rock, il Math Rock ed altro ancora miscelarsi in alchimie particolari per un risultato primordiale. Ma è solo questione di tempo, manca chi traccia un solco netto fra “Prog” e “Prog”. La strada sembra essere indicata dai Porcupine Tree di Steven Wilson. Non a caso guru del New Prog come i Pendragon nei loro ultimi album danno segno di aver assimilato qualche cellula della band inglese. E’ inevitabile che chi traccia una retta divisoria, si frappone fra due sentimenti: odio o amore. Ma le vendite danno lui ragione. Eccoci giungere ai giorni nostri con sempre più band rivolte a questo tipo di sonorità. Non dimentichiamo i No Man, i Blackfield, i The Pineapple Thief, Opeth, Riverside e moltissime altre. A proposito di Riverside, l’ondata polacca giocherà anche in questo anno un ruolo importante, i Disperse sono un'altra promessa anche se più rivolta al Metal, oppure i Retrospective, ma non andrei nel singolo caso in quanto è un tronco che si sta evolvendo in più diramazioni.
In conclusione, il 2017 ci propinerà molto Progressive classico, quello non passerà mai di moda, con innesti Genesis, Jazz, Gentle Giant, King Crimson o chi volete voi, insomma il classico suono che conosciamo, ma una forte spinta giungerà da questo ramo che definirei a questo punto Post Prog, fra suoni acidi, malinconici, sostenuti, metallici e comunque melodici.
L’evoluzione continua, ci piaccia o meno.


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