mercoledì 21 dicembre 2016

Daniel Gazzoli Project

DANIEL GAZZOLI PROJECT – Night Hunter
Street Symphonies Records / Andromeda Dischi
Genere: Heavy Metal – Virtuoso
Support: cd – 2016


Ho sempre apprezzato chi ha proposto musica Heavy Metal in stile anni ’80, anche perché per il genere non sono stati altro che i migliori. Di conseguenza ho seguito con attenzione anche la scena di chitarristi virtuosi, su tutti giusto per fare un solo nome, J.Y. Malmsteen. Resta di fatto che molto spesso ci si andava ad avvinghiare nella tela dell’esagerazione, dove il tecnicismo prendeva spesso e volentieri il sopravvento a discapito della melodia.
Anche in Italia ci siamo sempre difesi bene, una nutrita serie di chitarristi hanno dato luogo sia a concerti che a dischi interessanti. Ma non è facile riuscire a propinare questo genere ad un vasto pubblico, generalmente si relega ad una nicchia che comunque ha il suo giusto seguito.
Il perché è scritto nelle mie parole, ossia comunque la musica deve essere in qualche modo di facile memorizzazione, scale infinite in pochi secondi a lungo andare non rendono giustizia al brano.
Ecco quindi che parlare oggi di Daniel Gazzoli è un piacere, e per chi vi scrive anche una gradita scoperta. Si, un piacere perché nel disco “Night Hunter” si celano emozioni che variano di stile e di intensità. La tecnica è a favore della composizione e il tutto fa guadagnare  in freschezza. Probabilmente anche il gusto per un certo tipo di AOR che rende l’ascolto più semplice e ruffiano, sarà perché la base Blues si sente, ma nei nove brani che compongono l’album non c’è mai da annoiarsi.
In questo progetto personale, Gazzoli si avvale di validi musicisti come Leonardo F. Guillan (voce), Luke Ferraresi (batteria) e Luca Zannoni (tastiere).
I brani si aggirano tutti attorno ai cinque minuti, ad iniziare dalla title track “Night Hunter” e la voce di Guillan sale subito in cattedra. Reminiscenze Queensryche e molti anni ’80 in questa sorta di macchina del tempo. Segue l’Hard Rock di “Forged By The Pain” e l’AOR di “Liar” brano denso di déjà vu, ma proprio per questo efficacie e da cantare. Odore di Aerosmith in “Self Destruction Blues” mentre cresce l’enfasi con “Heartblame”, refrain godibilissimo e un nuovo tuffo nel passato. Sale il ritmo e l’epicità con “Run”. Si tira il fiato con la ballata “Prayer For An Angel”, voce e piano iniziano e colpiscono nell’animo, in un crescendo sempre di facile riuscita, specie nel momento del solo di chitarra. “Dont Leave Me Alone” è un altro frangente AOR godibilissimo e a chiudere “The Beat Of My Heart”, un mix fra Saxon ed Iron Maiden per intenderci.
Il disco scorre piacevolmente e questo si sa è sinonimo di buona riuscita.
Complimenti a Daniel Gazzoli e alla sua band, sono sicuro che questo disco girerà spesso nello stereo della mia macchina perché questo Rock è anche stradaiolo, compagnia da viaggio per rimanere piacevolmente svegli e pimpanti. Dategli una possibilità. MS


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