lunedì 20 giugno 2016

Garybaldi

GARYBALDI – Storie Di Un’Altra Città
AMS Records / BTF
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2016


In questi ultimi anni si susseguono le sorprese in ambito Progressive Rock Italiano, dopo il recente ritorno degli Agorà è la volta dei storici Garybaldi. Con i genovesi però dobbiamo tornare molto indietro nel tempo, addirittura al 1965, quando  il chitarrista Pier Niccolò "Bambi" Fossati, il batterista Maurizio Cassinelli, il bassista Angelo Traverso e il chitarrista Marco Zoccheddu (Nuova Idea) formano i Gleemen, band Rock dalle influenze anni ’60. Entrano di diritto nella storia del genere Progressive nel 1971, quando cambiano il nome in Garybaldi e soprattutto  nell’anno successivo quando producono “Nuda”, album sempre guidato dalle chitarre di Fossati in stile Hendrixiano. Famosa fu la copertina ad opera di Guido Crepax in laminato ed apribile in tre parti. Eccellenza musicale e di sostanza fisica. La band negli anni a seguire (dopo “Astrolabio” del 1973)  si scinde, creando nuovi progetti, ma in realtà con il tempo si perdono le tracce, salvo ritrovarli nei negozi di dischi con alcune ristampe.
Con estremo piacere mi ritrovo oggi nelle mani un nuovo album, “Storie Di Un'altra Città” e non nascondo l’emozione che provo nel ritrovare il nome Garybaldi stampato in copertina. Nuovamente un artwork bellissimo, questa volta ad opera di Pietro Spica, finalmente un cartonato con un libretto di accompagnamento testi leggibile e ricco di belle illustrazioni acquarello. Il tutto è già molto Prog!
Ma i Garybaldi, oggi chi sono?  Maurizio Cassinelli (batteria, voce), Jon Morra (tastiere, voce), Alessandro Paolini (basso, contrabbasso), Davide Faccioli (chitarre) e Marco Biggi (batteria). Tuttavia i musicisti non finiscono qui, nel disco si alternano numerosissimi special guest ed alcuni fanno sobbalzare il cuore del Prog fans in gola per l’emozione, ecco il ritorno di Bambi Fossati, chitarra e voce in “Vicino In Un Momento”, oppure David Jackson (VDGG) sax e flauto in “William Fix” ed Angelo Traverso con il suo basso nella canzone “Il Vento Cambia Strada”. Partecipano altre decine di musicisti, ma lascio a voi il gusto della ricerca. Importante la produzione esecutiva di Matthias Scheller, un nome ed una garanzia nell’ambito.
L’album è composto da dieci canzoni ad iniziare da “Sulla Strada”. Essa fuga ogni dubbio sulla proposta musicale, passano gli anni, ma l’amore per quello che si è resta inossidabile. Hard Prog dal riff tagliente, come spesso è capitato di ascoltare anche nella prima discografia dei New Trolls o dei Biglietto Per L’Inferno. Gira l’Hammond, si placano i suoni ed una volta tanto la voce del cantato in italiano non è male, i Garybaldi lavorano molto anche nelle coralità. Gustoso l’assolo di chitarra, perché chi ha esperienza (non a caso) sa che l’ascolto va spezzato anche con questi frangenti.
“Città Di Blà” composta assieme a Bambi Fossati, introduce strumentazioni ad archi nel Rock, con il violino di Roberto Piga, un connubio che è dannatamente vintage. “William Fix” è uno dei brani che più ho apprezzato, per energia ed attitudine, perché il Rock è fatto di chitarra, sia esso Prog, che sinfonico, o come lo intendete voi. Poi diventa spaziale quando partono le tastiere di Marillioniana memoria. Ma  in definitiva sono canzoni che giocano sempre sulla presa del ritornello e della strofa mutabile, una prerogativa prettamente italiana, basata su melodie piacevoli. Non esula “Verso Terra”, semplice e diretta. Torna la sinfonia con La Gente Sola”, una ballata che parla dell’uomo e della sua solitudine, un momento riflessivo che richiama alla memoria il Pop italiano degli anni che furono, Pooh in primis, ma con un solo centrale di chitarra da brivido.
Non ci sono suite, solo canzoni di media o breve durata, per lasciare spazio alla fluidità, scelta che reputo  indovinata. “Vicino In Un Momento” è impegnata nei testi e dura nella chitarra di supporto. Segue la trilogia “9”, tre frangenti sonori nei quali si riscontra in tutto il suo splendore cosa è il Progressive Rock, fra elettrica, coralità ed acustica. Il disco si conclude con “Il Vento Cambia Strada”.

A questo punto vi chiederete se questo lavoro è un tuffo nel passato e quindi se è una “operazione nostalgia”, la mia risposta è no, loro sono i Garybaldi e cosa dovrebbero suonare? Disco gradevolissimo, una delle uscite più interessanti in ambito Prog Rock di quest’anno. Genova, o meglio…Zena, quanti artisti, quanta bella musica, per fortuna esisti. MS

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