SPACE
TRAFFIC - On The Other Side
Autoproduzione
Genere: Rock Psichedelico / Space
Rock
Supporto: Digital – 2026
Non
nascondo il mio divertimento nel navigare nel web e di imbattermi qualche volta
in una band italiana poco pubblicizzata o appena formata. Di base il Rock è ciò
che spesso ho cercato durante tutta la mia esistenza, possa questo essere “Progressivo”
che Hard, perché lo ritengo un vero e proprio stile di vita e sorrido quando
leggo che molti lo danno per morto. Internet vi può dare la risposta cari
ragazzi.
Questa
volta mi sono incrociato con la musica della band aostana Space Traffic. "On
The Other Side" è il secondo capitolo discografico e rappresenta una vera
e propria prova di maturità per il trio, che espande i confini del proprio
sound offrendo un'esperienza d'ascolto immersiva e spirituale. Loro sono Marco
Pica (basso, voce e fondatore, autore dei testi e mente dietro le linee
melodiche), Fabio Baldassarri (chitarra), e Florian Bua (batteria).
Dopo
il debutto nel 2018 con il concept album “Numbness”, incentrato sul risveglio dal
torpore della quotidianità, la band attraversa cambi di formazione e la
complessa parentesi pandemica. La svolta arriva grazie all'incontro con Michele
Picciurro. Insieme a lui, decidono di registrare il nuovo materiale interamente
dal vivo nei suoi home studio (con il supporto degli spazi di Cosimo Pellicanò).
Questa scelta cattura l'interazione spontanea e l'energia viscerale che il trio
esprime sul palco, fuggendo dalle produzioni moderne eccessivamente levigate.
Musicalmente,
l’album fonde Space Rock, Psichedelia e Grunge.
All’ascolto
ho avuto come la sensazione che il disco non ha un vero inizio e non cerca una
fine. Si apre con un varco e si chiude ritornando al punto di partenza,
concepito per essere ascoltato in loop continuo.
“Open
The Doors” più che una canzone, è una vera e propria chiave d'accesso.
Un'introduzione strumentale e d'atmosfera che apre un varco nello spazio tempo
sonoro. Serve a resettare i canali uditivi dell'ascoltatore, preparandolo a
scivolare dall'altra parte dello specchio. Così con “Jungle” il ritmo si fa
subito serrato. Chitarre ruvide e una sezione ritmica incalzante dipingono una
giungla che non è fatta di alberi, ma di cemento, caos quotidiano e trappole
mentali. Il testo evoca la necessità di muoversi agilmente tra le liane delle
aspettative altrui per non farsi inghiottire dalla routine.
La
Psichedelia diventa più densa con “Pictures” e ruota attorno al concetto di fotografia
mentale. Le immagini che accumuliamo durante la vita diventano istantanee che a
volte ci rassicurano e altre ci imprigionano. I riff di chitarra fluttuano
imitandosi e rincorrendosi, creando un effetto quasi ipnotico.
Fra
i brani che ho maggiormente gradito ci sono “Looking Forward” dal retrogusto
Punk. La batteria di Florian Bua spinge la band in avanti in un uptempo Rock
granitico. Il testo esprime la necessità viscerale di non guardarsi indietro,
di spezzare le catene dei rimpianti e proiettarsi verso l'ignoto con coraggio e
determinazione. A seguire la title track “On The Other Side”, un equilibrio
instabile tra il caos terrestre e l'aspirazione verso qualcosa di trascendente
e “A Deeper Dream”, un viaggio lisergico nei meandri del
sonno e dell'inconscio. Il ritmo rallenta, i suoni si espandono e l'ascoltatore
viene cullato in un limbo onirico denso di feedback e suggestioni fluttuanti.
Alcune
sbavature ci sono, malgrado l’entusiasmo e le buone idee, e riguardano a volte
la parte vocale non sempre pulita nella tonalità, ma siamo nel campo del Rock e
permettetemi di dire che può andare bene anche così. I Space Traffic per il
sottoscritto è stata una bella sorpresa. Bravi. MS
Versione Inglese:


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