I Miei Libri

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mercoledì 29 luglio 2026

L.B. Lacertae

L.B. LACERTAE – The One Bone
Autoproduzione
Genere: Rock Psichedelico / Progressive Folk
Supporto: Bandcamp – 2026





Tante le realtà che hanno calpestato il suolo italico, a volte senza lasciare orme importanti, ma che hanno comunque avuto una loro valenza in ambito Rock, specialmente negli anni ‘90. Una di queste si chiama L.B. Lacertae, band di Montecchio Emilia nata nei primi anni ’80. L'album “The One Bone” costituisce il manifesto artistico definitivo della band, un disco oscuro, viscerale, che spoglia la materia musicale fino all'osso. Per comprendere gli L.B.Lacertae occorre immergersi nell'atmosfera dell'Emilia degli anni '90. Tra Reggio Emilia, Modena e Sassuolo, l'esplosione del Rock indipendente italiano aveva trovato un proprio linguaggio d'elezione, scarno, poetico, politico e legato alla terra ma proiettato verso il mondo.
Mentre band come C.S.I., Ustmamò, Disciplinatha e A.F.A. ridefinivano il concetto di musica d'autore e Rock in Italia, gli L.B.Lacertae si formarono portando con sé un'attitudine ancora più contaminata e sperimentale.
Il titolo dell'album, è la chiave di lettura di tutto il lavoro, ossia spogliare l'essere umano e la musica da ogni orpello e carne in eccesso per arrivare all'elemento primario, incorruttibile e strutturale: l'osso. È da considerarsi a tutti gli effetti un viaggio di decondizionamento spirituale e materiale. Gli autori di tutto questo sono Daniele Cattani (chitarre, tastiere, cori), Guido Menozzi (voce, armonica), Massimo Montali (basso), Paolo Pattini (sax, flauto), Paolo Spaggiari (chitarra, voce), e Ulisse Tramalloni (batteria).
La musica proposta unisce Rock d’atmosfera, sensibilità psichedelica, elementi Folk, e aperture Progressive. I pezzi sono stati scritti in oltre quarant’anni di esistenza e sono sette, ad iniziare da “Angel” con il suo andamento ipnotico e magico impreziosito dall’uso del flauto. La Psichedelia è ben presente grazie anche all’uso vocale ponderato di Mennozzi. Il brano rispecchia alla perfezione le qualità strumentali del gruppo oltre che l’intesa e le buone idee compositive. Il solo di chitarra seppur breve fa da evidenziatore a quanto detto, immergendo l’ascoltatore nel mondo dei Pink Floyd. Il sax apre “Bloody Mirror”, brano a sua volta articolato e comunque sempre dentro lo spirito delle buone melodie di fondo.
Con “Like A Little Bird” gli L.B. Lacertae mostrano un lato più malinconico e riflessivo. Il pezzo è una straziante elegia dedicata a chi se n'è andato troppo presto e rappresenta la vulnerabilità della vita e la fine prematura di una giovane esistenza. Una creatura fatta per volare (la giovinezza, i sogni, la spensieratezza) che cade a terra prima del tempo, spezzandosi.
Molto bella “Welcome To Drink With Us” aperta da un arpeggio di chitarra e un cantato al limite del sussurrato. I suoi crescendo interni sono sempre delicati e malinconici rilasciando atmosfere struggenti, soprattutto quando sopraggiunge il sax di Pattini.
Più Folk “Sexy Hands” in cui il testo riflette sul post-rivoluzione sessuale. L'idealismo degli anni '60 e '70 (la liberazione, l'amore libero) è crollato ed è stato inghiottito dal pragmatismo, dal cinismo e dal consumismo degli anni '80. Ciò che rimane del sesso o delle relazioni non è più l'unione profonda o il cambiamento sociale, ma una fredda transazione. Il sesso che diventa mercanzia.
Altra bellissima composizione è “See The Heaven In My Eyes”, un tuffo nella Psichedelia attraverso arpeggi Pinkfloydiani e sonorità di fondo che si intrecciano con le coralità vocali. Ritorna il flauto nella conclusiva “Endless Horizons”, altra composizione delicata e ricca di spunti musicali toccanti.
“The One Bone” degli L.B.Lacertae rimane una delle testimonianze più autentiche di come negli anni '90 in Italia si potesse fare musica alternativa senza scendere a compromessi commerciali e senza scimmiottare acriticamente i modelli anglosassoni.
La band emiliana è riuscita a prendere la lezione del noise internazionale e a innestarla su una sensibilità provinciale, epica e primordiale. Un album coraggioso che merita di essere riscoperto da chiunque voglia comprendere fino in fondo la profondità della scena Rock underground italiana di quel decennio. MS 







Versione Inglese:



L.B. LACERTAE – The One Bone
Self-released
Genre: Psychedelic Rock / Progressive Folk
Format: Bandcamp – 2026





Many are the bands that have walked the Italian soil, sometimes without leaving major footprints, but which nevertheless held their own value within the Rock realm, especially in the 90s. One of these is called L.B. Lacertae, a band from Montecchio Emilia formed in the early 80s. The album “The One Bone” constitutes the band's definitive artistic manifesto: a dark, visceral record that strips musical substance down to the bone. To understand L.B. Lacertae, one must immerse oneself in the atmosphere of 90s Emilia. Between Reggio Emilia, Modena, and Sassuolo, the explosion of Italian independent Rock had found its own language of choice—spare, poetic, political, and rooted in the land yet projected toward the world.
While bands like C.S.I., Ustmamò, Disciplinatha, and A.F.A. were redefining the concept of singer-songwriter music and Rock in Italy, L.B. Lacertae formed bringing with them an even more contaminated and experimental attitude.
The album's title is the key to understanding the entire work: stripping the human being and the music of every embellishment and excess flesh to reach the primary, incorruptible, and structural element: the bone. It is to be considered in every respect a journey of spiritual and material deconditioning. The authors of all this are Daniele Cattani (guitars, keyboards, backing vocals), Guido Menozzi (lead vocals, harmonica), Massimo Montali (bass), Paolo Pattini (sax, flute), Paolo Spaggiari (guitar, vocals), and Ulisse Tramalloni (drums).
The proposed music combines atmospheric Rock, psychedelic sensitivity, Folk elements, and Progressive openings. Written over more than forty years of existence, there are seven tracks, starting with “Angel” with its hypnotic, magical stride heightened by the use of the flute. Psychedelia is strongly present thanks in part to Menozzi's measured vocal delivery. The track perfectly reflects the group's instrumental qualities as well as their synergy and strong compositional ideas. The guitar solo, though brief, highlights what has been said, immersing the listener into the world of Pink Floyd. The sax opens “Bloody Mirror”, a track that is itself intricate while remaining firmly within the spirit of good underlying melodies.
With “Like A Little Bird”, L.B. Lacertae show a more melancholy and reflective side. The piece is a heartbreaking elegy dedicated to those who left too soon, representing the vulnerability of life and the premature end of a young existence. A creature made to fly (youth, dreams, lightheartedness) that falls to the earth ahead of its time, breaking apart.
Very beautiful is “Welcome To Drink With Us”, opened by a guitar arpeggio and vocals on the verge of a whisper. Its internal crescendos are always delicate and melancholy, releasing poignant atmospheres, especially when Pattini's sax comes in.
More Folk-oriented is “Sexy Hands”, in which the lyrics reflect on the post-sexual revolution. The idealism of the 60s and 70s (liberation, free love) has collapsed and been swallowed by the pragmatism, cynicism, and consumerism of the 80s. What remains of sex or relationships is no longer a deep union or social change, but a cold transaction. Sex becoming merchandise.
Another gorgeous composition is “See The Heaven In My Eyes”, a plunge into Psychedelia through Pink Floyd-esque arpeggios and background soundscapes that intertwine with vocal harmonies. The flute returns in the closing track “Endless Horizons”, another delicate composition rich in touching musical ideas.
“The One Bone” by L.B. Lacertae remains one of the most authentic testimonies of how in 90s Italy one could make alternative music without resorting to commercial compromises and without uncritically copying Anglo-Saxon models.
The Emilian band managed to take the lesson of international noise and graft it onto a provincial, epic, and primordial sensitivity. A courageous album that deserves to be rediscovered by anyone wishing to fully understand the depth of the Italian underground Rock scene of that decade.
MS



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