ECHOREC
– DreamState
Autoproduzione
/ CD Baby
Genere:
Post Prog / Post Prog Moderno
Supporto: Bandcamp – 2026
Gli
Echorec nascono a Bristol nel 2015 inizialmente come un trio, unito dall'amore
condiviso per il Rock concettuale e narrativo guidato da tempi dispari e
strutture articolate. La formazione si allarga ed evolve nel 2020 con
l'ingresso in pianta stabile del tastierista Alex Adams, mossa che permette al
gruppo di riprodurre dal vivo le complesse architetture sonore e le
stratificazioni spaziali create in studio. La band è attualmente
composta da Julian Kirk (voce, chitarra), Jake Aubrey (batteria), Alex Adams
(tastiere, cori), e Taibah Orpin (basso, cori).
Il
loro album di debutto, “The Island”, pubblicato nel 2020, ha riscosso un ottimo
successo di critica nell'underground britannico, tanto da far inserire la band
tra i progetti più promettenti dell'anno dalla storica rivista Prog Magazine.
Dopo una lunga gestazione, nel giugno del 2026 esce il tanto atteso seguito, “DreamState”,
celebrato con un tour e un concerto di lancio ufficiale a Bristol. La
proposta stilistica viene definita Post Prog massimalista, un connubio tra la
spinta ritmica e la complessità di formazioni come Rush e Porcupine Tree,
l'intimità melodica di stampo Radiohead o Jeff Buckley e i paesaggi
psichedelici e immersivi mutuati dai Pink Floyd. Come avrete capito, molta
carne al fuoco per palati sopraffini.
L'album
è composto da 6 tracce e ruota attorno a un concept suggestivo incarnato dal
titolo stesso, ossia l'esplorazione degli stati del sogno
("DreamState"), il confine labile tra percezione e realtà, l'introspezione
psicologica e l'alienazione moderna.
“Heartland”
inizia la musica con piano e voce toccante oltre che arricchito di buone
coralità. Ottima la parte centrale Neo Prog con un solo di chitarra che rimanda
ai tempi dei migliori Marillion. Si parla dell'attaccamento alle proprie radici
o a un luogo sicuro della mente che inizia però a vacillare ed essere distorto
sotto il peso delle ansie quotidiane.
“The
Watcher” potrebbe benissimo risiedere nella discografia dei Gazpacho, un mix
fra Radiohead e Muse in bilico fra malinconia e Rock energico.
In
“Born To Lead”, emerge chiaramente l'influenza dei Rush nel dinamismo dei cambi
di tempo e nelle interazioni millimetriche tra la sezione ritmica e i ricami
della chitarra. La voce di Julian Kirk sfoggia graffio e teatralità espressiva.
Fra i momenti più spensierati del disco grazie anche ad un gradevole apporto
della chitarra immersa in un riff dalla facile memorizzazione.
Gli
Echorec fanno la voce grossa con “Behind Closed Eyes”, pezzo altamente Prog
come attitudine e storicità, le salite sonore che si placano ricordano molto
sia i primi Spock’s Beard che alcuni Porcupine Tree. Sono dunque le eccellenti parti
strumentali a convincere e coinvolgere di più.
Deciso
cambio di rotta con “Blood Moon”, orecchiabile, delicato e ricco di patos, ma ci pensano gli undici minuti del brano
conclusivo “Ghost In The Dream” a far capire al meglio chi sono gli Echores, dentro un mix di tutte le loro
caratteristiche descritte sino a qui, convogliate in unico brano altamente
coinvolgente.
“DreamState”
non è soltanto la conferma del talento cristallino degli Echorec, ma
rappresenta un eccezionale manifesto di ciò che l'indipendenza artistica può
produrre oggi. Muovendosi con disinvoltura tra la complessità geometrica del Prog
moderno e una sensibilità melodica spiccata, il quartetto di Bristol firma
un'opera coesa, matura e priva di cali di tensione. Un ascolto imprescindibile
per chiunque voglia capire dove sta andando oggi il Post Prog Moderno
britannico. MS
Versione Inglese:


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