RED
SUN - Songs From Hidden Places
Subsound
Records
Genere: Rock psichedelico
Supporto: CD / LP / Bandcamp – 2026
I
Red Sun nascono ad Albone, un piccolo paese adagiato tra le colline di Piacenza
e l'Appennino Emiliano. Fin dagli esordi, la formazione è rimasta un solido e
compatto power trio strumentale composto da Stefano "Eno" Dusi (chitarra),
Mirco Dugaria (basso) e Federico Rivoli (batteria, sintetizzatori).
Per
i loro primi tre album culminati nel 2024 con “From Sunset To Dawn”, i nostri
si sono mossi su binari prettamente strumentali, muovendosi dallo Stoner Rock
di stampo desertico ("desert rock") fino a territori psichedelici più
dilatati, arricchiti da synth e theremin. La svolta arriva nel 2025, quando la
band decide di espandere i propri confini e inserisce in pianta stabile la
cantante Elisa Brusati (già voce della rock band milanese Noema) mentre i testi
vengono affidati al batterista Federico Rivoli. Con l'ingresso di Elisa, la
musica dei Red Sun non si è semplicemente appoggiata a una linea vocale, ma ha
trovato una dimensione molto più ampia, occulta ed eterea, paragonata da alcuni
critici alle atmosfere mistiche di Tool o A Perfect Circle.
Ed
oggi è la volta di “Songs From Hidden Places”, dove Il filo conduttore dei
testi e delle atmosfere risiede proprio nel titolo "luoghi nascosti"
(hidden places). Questi sono i rifugi mentali e fisici in cui l'essere umano
cerca riparo per rigenerarsi dalle fatiche e dalle peripezie della vita.
Musicalmente, il disco è un perfetto bilanciamento tra riff granitici alla
Kyuss, digressioni Space Rock, incursioni elettroniche e lisergiche. Infatti la
traccia d’apertura “Hidden Places” mette subito in chiaro le cose ed è una jam
psichedelica ad altissimo tasso lisergico. Strati di suono si sovrappongono in
modo ipnotico ma controllato. La voce di Elisa entra in punta di piedi, non
come una frontwoman classica, ma come un vero e proprio strumento atmosferico
che fluttua sopra i riff.
“Details
From The Past” è un brano decisamente più duro e d'impatto in cui la sezione
ritmica di Federico e Mirco si fa cupa e serrata, mentre le parole scavano nei
ricordi e nei traumi del passato, trasformandoli in energia sonora.
La
band spinge l'acceleratore sulla fantascienza vintage anni '70 in “Sleeping
Brain”. I sintetizzatori e le digressioni psichedeliche disegnano un viaggio
mentale alienante, sorretto da un battito lento e ipnotico. Rappresenta
perfettamente lo stato d'animo di una mente che si isola dalla realtà. Il
testo è fortemente metaforico ed affronta lo stato di alienazione, l'apatia e
l'isolamento mentale descrivendo la sensazione di avere il "cervello
addormentato", ovvero quel meccanismo di difesa psicologica che si attiva
quando la realtà esterna diventa troppo pesante da sopportare.
La
traccia più diretta dell’album è “The Hidden Truth”, dominata da riff di
chitarra granitici che rimandano direttamente ai deserti californiani della Sky
Valley. Un pezzo potente in cui la voce di Elisa si fa più incisiva e sincera.
Le
liriche parlano della ricerca e dell'accettazione di una verità interiore,
spesso scomoda e per questo rimasta a lungo sepolta nell'ombra. È una presa di
coscienza coraggiosa in cui le illusioni crollano per fare spazio alla cruda e
sincera realtà di ciò che si è davvero.
Le
atmosfere si fanno più cupe e pesanti con “All Things Are Written There”, lambendo
territori vicini al Doomgaze. I synth ambientali creano un muro di suono
claustrofobico ma affascinante, mentre il testo evoca un senso di
ineluttabilità e destino.
C’è
anche una traccia di transizione ricca di groove ed elettronica evocativa: “A
Hidden Bond”. È probabilmente la traccia più luminosa o quantomeno speranzosa
del disco. Le parole esplorano l'empatia e le connessioni invisibili (i
"legami nascosti") che uniscono gli esseri umani. Racconta di come,
persino nell'isolamento più profondo dei propri rifugi personali, esista un
filo invisibile che ci connette a qualcun altro e che funge da ancora di salvataggio
nei momenti di totale smarrimento.
La
conclusione del viaggio è lisergica e strumentalmente curata, “The Secret Dope”
è un pezzo ipnotico e irresistibile nel ritmo, in modalità Quantum Fantay. Le
poche linee testuali agiscono come un mantra liberatorio che accompagna
l'ascoltatore verso un senso di purificazione finale prima del silenzio. Per
chi vi scrive è il miglio brano dell’intero lavoro.
In
definitiva “Songs From Hidden Places” è un rituale psichedelico di catarsi e
isolamento, perfetto per chi cerca nella musica pesante non solo
l'impatto dei decibel, ma anche una profonda via di fuga mentale. MS
Versione Inglese:


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