CORTE DEI MIRACOLI – Corte Dei
Miracoli
Grog
Records / AMS / Seven Seas / Vinyl Magic
Genere: Rock Progressivo
Supporto: LP / CD – 1976
Arrivato
fuori tempo massimo, quando le multinazionali stavano già chiudendo i rubinetti
al genere per fare spazio alla Target-Disco e al Punk, questo disco è una perla
assoluta, sfarzoso, romantico, dominato da un intreccio monumentale di tastiere
e privo (o quasi) di chitarre elettriche.
La
band si forma a Savona nel 1973, ma la gestazione del disco è lunga e
travagliata. I Corte dei Miracoli nascono inizialmente con una formazione a due
tastiere che comprende Alessio Feltri e il talentuoso pianista Jazz Riccardo
Zegna (che in seguito diventerà un nome di spicco del Jazz italiano),
supportati da una solida sezione ritmica con Gabriele Siri al basso e Flavio
Scogna alla batteria. Ai testi e alla produzione lavora l'esterno Mauro Scogna.
Dopo
una lunga gavetta live in Liguria e vari cambi di formazione, la band attira
l'attenzione di un padrino d'eccezione quel Vittorio De Scalzi fondatore dei
New Trolls. De Scalzi li porta nei suoi storici Studio G di Genova, produce il
loro esordio e li firma per la sua etichetta indipendente, la Grog Records.
Nonostante
la qualità eccelsa, le vendite sono scarse a causa di una distribuzione
limitata e del mutato clima musicale. Subito dopo l'uscita, la band si
scioglie, lasciando un solo, preziosissimo testamento in studio, salvo
ritrovarli nel 1992 con “Dimensione Onirica”, raccolta di demo datati 1973/74
rispolverati dalla Mellow Records.
Il
nome stesso del gruppo evoca i bassifondi parigini medievali descritti da
Victor Hugo in “Notre-Dame De Paris”, un luogo dove i mendicanti fingevano
infermità di giorno e guarivano miracolosamente di notte.
I
testi del disco, scritti da Mauro Scogna, riflettono questa estetica sospesa
tra il letterario, il fiabesco e l'onirico, con forti tinte crepuscolari ed
esoteriche. La voce potente, lirica e a tratti melodrammatica di Graziano Zippo,
uno dei cantanti più tecnici e sottovalutati del Prog italiano, dà corpo a
queste visioni.
L'intero
album si sviluppa come un velato concept spirituale e psicologico. Si passa
dall'attesa messianica di una rinascita umana alla fine dei tempi (“...E Verrà
L'uomo”), al misticismo del sole come fonte di verità (“Verso Il sole”), fino a
esplorazioni della psiche umana e della notte, vista come momento di ritualità
magica e misteriosa (“Il Rituale Notturno”).
La
suite conclusiva, “I Due Amanti”, riprende esplicitamente le atmosfere
drammatiche e romantiche di stampo ottocentesco, parlando d'amore, morte e
solitudine morale.
Musicalmente,
i Corte dei Miracoli scelgono quindi una strada ben precisa, niente chitarra
elettrica, l'unico accenno di sei corde in tutto il disco è un arpeggio
acustico suonato da Vittorio De Scalzi nei primi secondi del brano d'apertura “…
E Verrà L’Uomo”.
Tutto
il resto è un'architettura sonora maestosa retta dalla doppia tastiera di
Feltri e Zegna. I due tastieristi non si sovrappongono mai in modo caotico, ma
si dividono i compiti con una classe cristallina, uno stende imponenti tappeti
sinfonici e barocchi (Mellotron, organo Hammond, sintetizzatori analogici Moog
e String Ensemble), mentre l'altro cesella ricami pianistici di chiara
estrazione classica e jazzistica.
Nota
di merito per Gabriele Siri (basso) e Flavio Scogna (batteria). Non si limitano
a tenere il tempo, ma creano una trama intricata e mobilissima, indispensabile
per non far risultare il muro di tastiere troppo statico o stucchevole.
I
Corte dei Miracoli hanno saputo fotografare l'attimo fuggente in cui il Rock
sinfonico italiano ha raggiunto la massima maturità tecnica, poco prima di
scomparire dai radar commerciali. Chi ama il suono delle tastiere vintage e le
atmosfere romantico-decadenti non può assolutamente prescindere da questo
ascolto. MS
Versione Inglese:


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