I Miei Libri

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venerdì 17 luglio 2026

Corte Dei Miracoli

CORTE DEI MIRACOLI – Corte Dei Miracoli
Grog Records / AMS / Seven Seas / Vinyl Magic
Genere: Rock Progressivo
Supporto: LP / CD – 1976



Arrivato fuori tempo massimo, quando le multinazionali stavano già chiudendo i rubinetti al genere per fare spazio alla Target-Disco e al Punk, questo disco è una perla assoluta, sfarzoso, romantico, dominato da un intreccio monumentale di tastiere e privo (o quasi) di chitarre elettriche.
La band si forma a Savona nel 1973, ma la gestazione del disco è lunga e travagliata. I Corte dei Miracoli nascono inizialmente con una formazione a due tastiere che comprende Alessio Feltri e il talentuoso pianista Jazz Riccardo Zegna (che in seguito diventerà un nome di spicco del Jazz italiano), supportati da una solida sezione ritmica con Gabriele Siri al basso e Flavio Scogna alla batteria. Ai testi e alla produzione lavora l'esterno Mauro Scogna.
Dopo una lunga gavetta live in Liguria e vari cambi di formazione, la band attira l'attenzione di un padrino d'eccezione quel Vittorio De Scalzi fondatore dei New Trolls. De Scalzi li porta nei suoi storici Studio G di Genova, produce il loro esordio e li firma per la sua etichetta indipendente, la Grog Records.
Nonostante la qualità eccelsa, le vendite sono scarse a causa di una distribuzione limitata e del mutato clima musicale. Subito dopo l'uscita, la band si scioglie, lasciando un solo, preziosissimo testamento in studio, salvo ritrovarli nel 1992 con “Dimensione Onirica”, raccolta di demo datati 1973/74 rispolverati dalla Mellow Records.
Il nome stesso del gruppo evoca i bassifondi parigini medievali descritti da Victor Hugo in “Notre-Dame De Paris”, un luogo dove i mendicanti fingevano infermità di giorno e guarivano miracolosamente di notte.
I testi del disco, scritti da Mauro Scogna, riflettono questa estetica sospesa tra il letterario, il fiabesco e l'onirico, con forti tinte crepuscolari ed esoteriche. La voce potente, lirica e a tratti melodrammatica di Graziano Zippo, uno dei cantanti più tecnici e sottovalutati del Prog italiano, dà corpo a queste visioni.
L'intero album si sviluppa come un velato concept spirituale e psicologico. Si passa dall'attesa messianica di una rinascita umana alla fine dei tempi (“...E Verrà L'uomo”), al misticismo del sole come fonte di verità (“Verso Il sole”), fino a esplorazioni della psiche umana e della notte, vista come momento di ritualità magica e misteriosa (“Il Rituale Notturno”).
La suite conclusiva, “I Due Amanti”, riprende esplicitamente le atmosfere drammatiche e romantiche di stampo ottocentesco, parlando d'amore, morte e solitudine morale.
Musicalmente, i Corte dei Miracoli scelgono quindi una strada ben precisa, niente chitarra elettrica, l'unico accenno di sei corde in tutto il disco è un arpeggio acustico suonato da Vittorio De Scalzi nei primi secondi del brano d'apertura “… E Verrà L’Uomo”.
Tutto il resto è un'architettura sonora maestosa retta dalla doppia tastiera di Feltri e Zegna. I due tastieristi non si sovrappongono mai in modo caotico, ma si dividono i compiti con una classe cristallina, uno stende imponenti tappeti sinfonici e barocchi (Mellotron, organo Hammond, sintetizzatori analogici Moog e String Ensemble), mentre l'altro cesella ricami pianistici di chiara estrazione classica e jazzistica.
Nota di merito per Gabriele Siri (basso) e Flavio Scogna (batteria). Non si limitano a tenere il tempo, ma creano una trama intricata e mobilissima, indispensabile per non far risultare il muro di tastiere troppo statico o stucchevole.
I Corte dei Miracoli hanno saputo fotografare l'attimo fuggente in cui il Rock sinfonico italiano ha raggiunto la massima maturità tecnica, poco prima di scomparire dai radar commerciali. Chi ama il suono delle tastiere vintage e le atmosfere romantico-decadenti non può assolutamente prescindere da questo ascolto. MS 







Versione Inglese: 


CORTE DEI MIRACOLI – Corte Dei Miracoli
Grog Records / AMS / Seven Seas / Vinyl Magic
Genre: Progressive Rock
Format: LP / CD – 1976




Arriving past the genre's prime, at a time when major labels were already cutting off funding for progressive rock to make room for Euro-Disco and Punk, this album is an absolute gem—sumptuous, romantic, dominated by a monumental intertwining of keyboards, and completely (or almost) devoid of electric guitars.
The band formed in Savona in 1973, but the album's gestation was long and troubled. Corte dei Miracoli initially started with a dual-keyboard lineup featuring Alessio Feltri and the talented jazz pianist Riccardo Zegna (who would later become a prominent figure in Italian jazz), backed by a solid rhythm section with Gabriele Siri on bass and Flavio Scogna on drums. External collaborator Mauro Scogna worked on the lyrics and production.
After a long period of playing live gigs across Liguria and undergoing several lineup changes, the band caught the attention of an exceptional godfather: Vittorio De Scalzi, the founder of New Trolls. De Scalzi brought them into his historic Studio G in Genoa, produced their debut, and signed them to his independent label, Grog Records.
Despite its outstanding quality, sales were poor due to limited distribution and the shifting musical climate. Right after its release, the band split up, leaving behind a single, invaluable studio testament—until they resurfaced in 1992 with Dimensione Onirica, a collection of demos from 1973/74 unearthed by Mellow Records.
The group's very name evokes the medieval Parisian slums described by Victor Hugo in The Hunchback of Notre-Dame, a place where beggars feigned infirmities by day and "miraculously healed" by night.
The album's lyrics, written by Mauro Scogna, reflect this aesthetic suspended between the literary, the fairytale-like, and the dreamlike, with strong twilight and esoteric undertones. The powerful, lyrical, and at times melodramatic voice of Graziano Zippo—one of the most technical and underrated vocalists in Italian Prog—gives substance to these visions.
The entire album unfolds as a veiled spiritual and psychological concept. It moves from the messianic expectation of a human rebirth at the end of time ("...E Verrà L'uomo"), to the mysticism of the sun as a source of truth ("Verso Il sole"), and finally to explorations of the human psyche and the night, viewed as a time of magical and mysterious ritualism ("Il Rituale Notturno").
The closing suite, "I Due Amanti," explicitly revisits 19th-century-style dramatic and romantic atmospheres, dealing with love, death, and moral loneliness.
Musically, Corte dei Miracoli chose a very specific path: no electric guitar. The only hint of six strings on the entire record is an acoustic arpeggio played by Vittorio De Scalzi during the opening seconds of the first track, "...E Verrà L’Uomo".
Everything else is a majestic sonic architecture sustained by the dual keyboards of Feltri and Zegna. The two keyboardists never overlap chaotically; instead, they divide their duties with crystal-clear elegance—one laying down imposing symphonic and baroque textures (Mellotron, Hammond organ, Moog analog synthesizers, and String Ensemble), while the other carves out piano embellishments deeply rooted in classical and jazz traditions.
A special mention goes to Gabriele Siri (bass) and Flavio Scogna (drums). They don't just keep time; they create an intricate, highly dynamic groove that is absolutely essential to keep the wall of keyboards from feeling too static or overbearing.
Corte dei Miracoli managed to capture the fleeting moment when Italian symphonic rock reached its peak technical maturity, just before vanishing from commercial radars. For anyone who loves the sound of vintage keyboards and romantic-decadent atmospheres, this album is an absolute must-listen. MS



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