ENIGMATIC
SOUND MACHINES - Divided By One
Progrock.com
Essentials
Genere: Crossover Prog
Supporto: CD / Bandcamp – 2026
Il
quarto lavoro in studio dei canadesi Enigmatic Sound Machines, intitolato
"Divided By One", rappresenta il punto di massima maturazione e, per
certi versi, una vera e propria mutazione genetica per il progetto di base a
Montreal.
I
lavori precedenti avevano abituato gli ascoltatori a bilanciamenti elettronici
molto spiccati, questo nuovo capitolo spinge con decisione sul pedale di un
Rock Progressivo cinematico, cupo e decisamente più pesante e stratificato.
Il
progetto nasce dall'amicizia di una vita tra due figure cardine della scena
elettronica e sperimentale canadese, Jeremie Arrobas (voce solista,
sintetizzatori, tastiere e macchine sonore) e Thomas Szirmay (voce enigmatica e
sound machines). La loro è stata una traiettoria discografica incredibilmente
produttiva composta da tre album in tre anni, partendo dal debutto synth-pop di
“Telepathic Waves” (2023), passando per le atmosfere contemplative di “Hierarchies
Of Angels” (2024) e le trame cariche di sassofono di “Imperfect Silence”
(2025). La
vera svolta storica di “Divided By One” risiede però nell'espansione della
line-up. Da duo prettamente orientato al lavoro di studio, gli Enigmatic Sound
Machines si sono stabilizzati in un vero e proprio quartetto granitico grazie
all'ingresso ufficiale di due veterani di calibro internazionale: Alain
Bellaïche alle chitarre (già noto per le sue collaborazioni storiche, tra cui
spiccano i francesi Heldon), e Hansford Rowe al basso (colonna portante della
leggendaria formazione dei Gong).
Liricamente
e visivamente, l'album ruota attorno ai concetti di tensione, resilienza,
frammentazione e trasformazione. La stessa copertina d'arte mostra un profilo
umano letteralmente spaccato e geometrizzato da linee nette.
I
testi affrontano il disorientamento dell'individuo moderno all'interno di una
società divisa, i conflitti ciclici dell'umanità e il senso di disillusione
collettiva. Tuttavia, la scrittura del duo non scade mai nel nichilismo
assoluto, piuttosto a dominare è una tensione psicologica costante dove le
atmosfere d'ombra vengono sistematicamente squarciate da momenti di improvvisa
e salvifica chiarezza melodica.
La
title-track apre il disco dettando immediatamente la nuova linea editoriale, un
Prog cupo e avvolgente. Il brano è impreziosito dalle chitarre ospiti di Steve
Bonino. “Chaos Dreaming” con quasi dieci
minuti di durata, è uno dei fulcri creativi del disco. Qui la band mette in
mostra tutta la propria ambizione strumentale e le proprie radici Progressive.
Il basso di Hansford Rowe tesse trame intricate su cui si innestano cambi di
tempo e lunghi passaggi in cui l'elettronica dialoga in modo serrato con le
chitarre.
“Sirensong”
è un brano più ipnotico e d'atmosfera, dove la voce di Jeremie e i cori di Anna
evocano il magnetismo oscuro e pericoloso richiamato dal titolo, sorretto da
pattern elettronici vintage molto curati. Atmosfere eteree care al moderno Post Prog.
Segue
“Pool of Mirrors”, un pezzo introspettivo e psicologico che gioca sul tema dell'autoriflessione.
Musicalmente si muove su dinamiche sospese prima di aprirsi in ricche
stratificazioni sonore.
Con
“Heaven's Rain” si alternano momenti di grande aperture melodica a sezioni
ritmiche più serrate. Tuoni ma anche gocce paradisiache. Gli altri quattro
brani li lascio alla vostra curiosità se andate su Bandcamp, in linea di
massima questo è il senso dell’album.
Chi
si aspettava una pigra ripetizione dei canoni synth-pop dei primi lavori
rimarrà spiazzato, e felicemente sorpreso. “Divided By One” è la
dimostrazione di come il Progressive Rock odierno possa (e debba) guardare
avanti, poi potrà anche piacere o meno. MS
Versione Inglese:


Nessun commento:
Posta un commento