MELLOW CANDLE - Swaddling Songs
Deram
/ See For Miles
Genere
: Prog Rock Folk
Supporto:
LP / CD – 1972
Se
c'è un album che incarna alla perfezione il concetto di capolavoro dimenticato
dal mercato ma consacrato dalla storia, questo è “Swaddling Songs” dei Mellow
Candle, pubblicato nel 1972.
Siamo
in Irlanda, all'inizio degli anni '70, mentre la scena britannica è dominata
dal Folk Rock dei Fairport Convention e dei Steeleye Span, i Mellow Candle guidati
dal nucleo composto da Alison Williams (voce), David Williams (chitarre, voce),
Clodagh Simonds (piano, voce), Frank Boylan (basso), e William Murray (batteria),
scelgono una strada decisamente più complessa, cupa e progressiva. All'epoca
della registrazione, le due ragazze erano poco più che adolescenti, ma la
maturità espressiva riversata in questo unico, leggendario LP è sbalorditiva.
Il
vero marchio di fabbrica del disco è quindi il dualismo vocale tra Clodagh e Alison. Non
si tratta di semplici armonie di sottofondo, ma di veri e propri contrappunti
di stampo classico e madrigalistico. Le loro voci, celestiali ma venate di una
malinconia profonda e ancestrale, si muovono su strutture mutanti.
A
differenza del Folk tradizionale, la spina dorsale del sound è fortemente
elettrificata e progressiva, grazie all’uso della chitarra la quale graffia con
riff energici spezzando la delicatezza pastorale del pianoforte e del clavicembalo
della Simonds che dettano geometrie barocche.
Uscito
nel 1972 per la Deram Records (sotto-etichetta della Decca dedita ai suoni più
progressivi e insoliti), l'album fu un totale fallimento commerciale. La casa
discografica non seppe come promuoverlo, troppo Rock per gli amanti del Folk
puro, troppo "tradizionale" per i rockettari duri e puri. La band si
sciolse poco dopo, lasciando questo unico testamento.
A
causa delle pochissime copie stampate all'epoca, il vinile originale con la
caratteristica etichetta Deram bianca e marrone/rossa, è diventato uno dei
dischi più rari e costosi in assoluto del panorama Folk Prog mondiale. Oggi,
una prima stampa originale in condizioni eccellenti sul mercato del collezionismo
viaggia stabilmente a cifre che superano i 1.500 - 2.000 euro.
Fortunatamente,
nel corso degli anni, grazie a storiche ristampe di etichette attente come la
Rise Above o la giapponese Si-Wan, la critica e gli appassionati hanno
ampiamente riabilitato l'opera, riconoscendola oggi come il punto d'incontro
perfetto, e insuperato, tra la purezza del Folk celtico e l'ambizione
strutturale del Progressive Rock.
L'album
di dodici canzoni, non ha punti deboli, scorre come un rituale pagano
dall'inizio alla fine, ma alcuni episodi ridefiniscono il genere come “Heaven
Heath”, un inizio etereo per piano e voce che si sviluppa in una ballata
solenne e sognante, introducendo l'ascoltatore in un'atmosfera sospesa nel
tempo.
“The
Poet And The Witch” è uno dei vertici del disco dove la componente Prog emerge
con forza in un ritmo incalzante e sincopato, dove le voci si inseguono
descrivendo dinamiche teatrali e misteriose. “Silversong” risulta ammaliante e
seducente, mentre “Reverend Sisters” è
il brano più cupo, quasi gotico nei suoi richiami religiosi e tradizionali. Il
piano è il soggetto principale, perfetto e toccante.
Nonostante
Clodagh Simonds e Alison Bersch fossero giovanissime all'epoca della scrittura,
i testi evitano i cliché del bubblegum pop dell'epoca o del Folk più banale.
C’è un senso diffuso di nostalgia, isolamento e decadenza, espresso attraverso
metafore pastorali e immagini quasi oniriche. Le immagini
bucoliche non sono mai puramente decorative e spesso nascondono un lato
inquietante o misterioso, tipico delle antiche ballate celtiche. Molti
brani affrontano il tema del distacco, dell'incomunicabilità e della fine della
giovinezza, trattati con un lirismo obliquo.
I
Mellow Candle creano un microcosmo letterario che si sposa alla perfezione con
la musica dove il paesaggio irlandese diventa lo sfondo di un'esplorazione
intima e senza tempo. Da riscoprire assolutamente per rendergli giustizia. MS
Versione Inglese:


Ben risentito caro Max, ti mando in terribilmente ritardo il mio augurio di buon Ferragosto, che augurato oggi è paradossale e pure ridicolo. Dunque ti auguro buone vacanze estive, anche se, consultando il tuo blog, non credo tu viva a pieno le vacanze. D'altronde anche il sottoscritto se facesse il tuo mestiere, me ne fregherei delle vacanze per ascoltare o riascoltare i CD e dischi che ti mandano o compri dalle etichette. Nella mia giovinezza gestivo una radio locale qui in val vibrata, sulla costa teramana, e i turni più brutti tipo Natale, Capodanno e Ferragosto mi offrivo sempre volontario per condurre e mettere CD ovviamente in gran parte Prog.
RispondiEliminaDi questo Capolavoro, non si può aggiungere più di tanto, data la tua perfetta disamina. In passato, ho fatto molto fatica, a fare comprendere queste sonorità ai puri e duri del Prog. Non fu un operazione facile. Ma questo disco, di cui acquistai una copia in vinile (purtroppo non prima stampa) nei primi viaggi a Londra a fine anni 90, da sbarbatello poco più che maggiorenne. Preferii non uscite più la sera e stare a stecchetto, pur di averlo. Ma ripensandoci oggi, fu un sacrificio necessario. Adoro anche i Fairport Convention del periodo con la sfortunata e suadente voce di Sandy Danny, che erano la folk band per antonomasia senza guizzi progressive. Ma in ambito folk Prog ai primissimi posti, e coloro che mi hanno stravolto in positivo sono sicuramente i cupi e pagani Comus del primo disco, copertina tra l'altro inquietante, e gli straordinari Jan Dukes De Grey. Potrei scrivere un trattatosi queste band, ma avendo acquistato i loro dischi originali, dato che odio le ristampe (non tutte) mi congedo e magari nei prossimi giorni mi riascolto ma in cd, nelle belle versioni di anni e anni fa in formato vinyl replica della Repertoire records (credo)
Grazie per questa chicca, e spero che i ventenni di oggi gli diano un ascolto (non ci credo neanche se venissero pagati)
Saluti.
Auguri sempre bene accetti caro Ivano! Anche a te! Si, andrò in ferie a breve perchè sarò al Trasimeno Prog Festival di Castiglione Del Lago per quattro giorni con i miei libri e presentazioni. Il blog comunque proseguirà imperterrito, perchè come dici tu, la passione per la musica non ha mai fine. Hai citato i Comus... Altro capolavoro! Fortuna le ristampe, altrimenti il portafoglio piange. Grazie Ivano e buona musica.
RispondiEliminaPERSONALMENTE (e lo scrivo in grande stampatello) HO PERSO TUTTE LE MIGLIORO EDIZIONI DEL VERUNO PROG FEST. SE CI RIPENSO MI VENGONO I LACRIMONI E LO STOMACO MO MI SI BLOCCA..NON VOGLIO RIPENSARE AI GIGANTI CHE NEGLI ANNI SO SONO SUCCEDUTI. BASTEREBBERO SOLO I CARAVAN, I CURVED AIR E PIÙ RECENTI MAGMA
RispondiEliminaSENZA DIMENTICARE LE NUOVE MA ORMAI ANCHE LORO VECCHIE GLORIE DEI DISCIPLINE, CHE IN ITALIA HANNO FATTO SPORADICHE PRESENZE. TRA GLI ITALIANI COME NON CITARE IL TEMPIO DELLE CLESSIDRE, CHE SI IMPOSE IN MODO SBALORDITIVO NELLA NOSTRA RISTRETTA COMUNITA D'ÉLITE. UN VERO FULMINE A CIEL SERENO. POTREI CONTINUARE, MA PER NON TEDIARVI VI AUGURO DI SCEGLIERE MUSICA SEMPRE INTELLIGENTE