THE VICIOUS HEAD SOCIETY - Call Of The Void
Crime
Records
Genere:
Progressive Metal
Supporto:
2LP / CD / Bandcamp – 2026
Dietro
il nome The Vicious Head Society c'è la mente del polistrumentista e
compositore irlandese Graham Keane (originario di Kilkenny). Dopo anni
trascorsi nella scena underground, Keane ha lanciato il progetto nel 2017 con
l'album “Abject Tomorrow”, accostato dalla critica a colossi del metallo
progressivo come Symphony X, Dream Theater e Ayreon.
Piuttosto
che formare una band con una line up fissa, Keane scrive e arrangia l'intera
opera per poi circondarsi di ospiti ed esecutori di altissimo livello in grado
di dare forma alla sua visione musicale; un modus operandi caro ad altri grandi
compositori, come Arjen Anthony Lucassen del progetto Ayreon, solo per fare un
esempio.
Rispetto
ai primi lavori, più legati al Prog Sinfonico e a concept sci-fi, “Call Of The
Void” segna una svolta più cupa, moderna e introspettiva. Il titolo riprende il
fenomeno psicologico dell'«appel du vide», il breve e inspiegabile impulso di
saltare mentre si è di fronte a un precipizio, usandolo come metafora per
esplorare depressione, isolamento, autodistruzione e la ricerca di una luce
interiore. Per questo album Keane ha reclutato Nathan Max alla voce (capace di
passare da puliti melodici a passaggi più graffianti), il virtuoso Klemen
Markelj alla batteria, Matheus Manente al basso e Nahuel Ramos ai synth. Gli
ospiti rispondono invece ai nomi di Paul Phillips (basso), Pat Byrne (basso),
Alec Noonan (cori), Wilmer Waarbroek (voce), Bertrand Juve (sax) e Sareeta
(violino).
L'album
è concepito come un lungo viaggio emotivo di oltre 50 minuti, dosato
sapientemente tra brani d'impatto e composizioni fiume.
“Fractured”
ha chitarre a 7 corde con riff ritmici e incisivi, sorrette da synth
atmosferici. La struttura alterna strofe tese a un ritornello di grande respiro
melodico, un Prog Metal gradevole anche per le orecchie meno preparate al suono
distorto e possente. Il testo introduce il tema della frammentazione mentale e
rappresenta il momento in cui l'equilibrio interiore di una persona si spezza
sotto la pressione dell'ansia e del trauma. Keane alza i toni in “The Edge Of
Time”, dove la sezione ritmica sale in cattedra con continui cambi di tempo e
tempi dispari, mentre le tastiere duettano con la chitarra solista.
“Holding
On To Forever” presenta il lato più intimo del progetto, pur tendendo verso
l’inevitabile crescendo sonoro d’impatto. Le fasi strumentali sono pulite e mai
caotiche, così come le parti vocali, impreziosite da coralità ed effetti. Il
brano riflette sul peso del passato e sull'incapacità di lasciar andare ricordi
o legami oramai svaniti, nella disperata pretesa di rendere eterno ciò che era
destinato a finire.
Tutto
scorre sui binari del genere senza mai annoiare, grazie anche ad arrangiamenti
ben composti. Tuttavia vorrei spendere due parole per la suite conclusiva
“Distant Lights Of Home”, vera e propria gemma dell’album. Essa riesce ad
alternare fasi tipiche del Prog Metal con la sinfonia e l’opera, una finestra
sulla musica di grande impatto emotivo, dove non si disdegnano neppure i
brevissimi interventi in growl.
Ciò
che funziona in “Call Of The Void” è proprio la varietà degli intenti senza mai
cadere nella trappola del già sentito, un obiettivo non semplice dato che il
genere è spesso relegato alla tecnica pura e a passaggi strumentali di alta
fattura ma talvolta simili tra loro… Lo hanno fatto in molti. Qui The Vicious
Head Society dimostra grande attenzione e spesso ci riesce, per un risultato che
ha davvero personalità. Tanta carne al fuoco, ma con sapori ben distinti e per
nulla bruciati. MS
Versione Inglese:


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