SANS
FROID – Back Into The Womb
Gupshup
Records
Genere:
Progressive Rock / Art Rock
Supporto: LP / CD / Bandcamp – 2026
E’
un fatto inopinabile che la band King Crimson ancora oggi riesce a influenzare
molta della musica Rock moderna, vuoi per il suono nervoso che ben si sposa con
il nostro periodo moderno frenetico, vuoi perché è stato a tutti gli effetti un
punto di riferimento per tutti coloro che hanno apprezzato il Progressive Rock
sin dagli albori proprio ufficializzati dalla band di Fripp.
Restiamo
sempre in Inghilterra ed andiamo quindi a conoscere i Sand Froid: sono un
quartetto Alternative Rock e Art Rock nato a Bristol (UK) nel 2019. La
formazione comprende la cantante Aisling Clarke, il tastierista/pianista Toby
Formanson, il bassista Ben Molyneux e il batterista Charlie B. Il
gruppo si è distinto nella scena underground britannica per un sound unico,
invece di affidarsi alle classiche chitarre ritmiche pesanti, la loro
architettura sonora si fonda su pianoforte, synth e tastiere incastrati in
complesse metriche Math Rock, sorretti da una sezione ritmica dinamica e
sovrastati da una prova vocale teatrale e viscerale.
Dopo
l'EP d'esordio del 2021, ed “Hello, Boil Brain” (2024), “Back Into The Womb” ci
presenta una band perfettamente rodata e a tutti gli effetti detentrice un
sound a corpo unico.
Come
molto spesso accade negli album di questi ultimi tempi, l’argomento societario
è bersaglio di molta critica ed analisi,
e sin dal primo brano “Go On” i Sans Froid propongono una spinta urgente
e quasi nevrotica ad andare avanti nonostante il peso dell'ansia e la
sensazione di inadeguatezza verso il mondo esterno. Le linee di pianoforte si
muovono con tensione angolare e metriche sincopate, supportate da una batteria
precisa che guida un crescendo costante fino a sfociare in una fiammata di
energia. Magistrale la prova vocale di Aisling Clarke, vera e propria carta d’identità
della band. Provate ad ascoltare “Pros & Constants” per apprezzarne al
meglio la duttilità. Il pezzo è articolato e ricco di sfumature. Il basso di
Ben dialoga costantemente con le tastiere di Toby, creando cambi di tempo
improvvisi e passaggi dinamici che oscillano tra quiete intima ed esplosioni
sonore. Nel testo si analizza il calcolo ossessivo dei pro e dei contro oltre
alla ricerca di certezze in una vita che appare caotica e priva di punti di
riferimento stabili. Esistono altresì passaggi più ricercati, come nel caso di “Still
Thinking” dove si descrive la mente che continua a girare a vuoto incapace di
trovare una via d'uscita dai propri pensieri ossessivi.
C’è
anche un brevissimo intermezzo strumentale ed atmosferico dal titolo “Baby Bags”
che conduce proprio alla title track “Back Into The Womb”, dove le dinamiche
esplodono tra passaggi delicati ed eruzioni di batteria e basso carico di
overdrive. È il fulcro concettuale del disco dove il desiderio viscerale e
regressivo di sfuggire alle responsabilità, al trauma e al dolore della vita
adulta, serve per rifugiarsi nel luogo sicuro per eccellenza, il grembo materno.
Rispetto
alle tracce più tese, la successiva “Sorbet” introduce sfumature più armoniose
e quasi d'ispirazione Jazz/Art Pop.
Il
Math Rock da sfoggio di se in “Menorabilia”, qui la batteria e il basso
costruiscono una trama ritmica ossessiva e complessa su cui la voce si muove
con tagli sferzanti. Il resto lo lascio alla vostra curiosità, se avete ben
compreso lo stile con cui la band riesce ad impressionare.
In
un panorama spesso saturo di formule collaudate, i Sans Froid mettono a nudo la
propria anima senza filtri o scorciatoie. “Back Into The Womb” è un disco
urgente, imperfetto nella sua viscerale umanità e incredibilmente a fuoco. Una piccola
gemma d'Art Rock moderno che conferma Bristol come uno dei fari più luminosi
della musica indipendente contemporanea. MS
Versione Inglese:


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