ESP
PROJECT – Extra Sensory Perception
Sunn
Creative
Genere: Crossover Prog
Supporto: CD / Digital / Bandcamp –
2026
Con
la bella copertina di Cheryl Stringall, tornano a impreziosire la loro già
ricca discografia gli ESP Project con il
nuovo album “Extra Sensory Perception”.
Nascono
nel 2015 nel Regno Unito per iniziativa del compositore, chitarrista e
produttore Tony Lowe e del batterista Mark Brzezicki, noto per il suo lavoro
con Big Country, Procol Harum e Ultravox. Inizialmente concepiti come
supergruppo Progressivo sotto la sigla ESP (Extra Sensory Progression) con il
folgorante esordio “Invisible Din” (2016), che vedeva la partecipazione di nomi
illustri come David Cross (King Crimson) e David Jackson (Van der Graaf
Generator), il progetto ha evoluto la propria identità negli anni successivi. Grazie
all'album “22 Layers Of Sunlight” (2018), il gruppo ribattezzato
temporaneamente ESP 2.0, ha accolto alla voce solista Peter Coyle, celebre ex
frontman del gruppo Synth Pop / New Wave The Lotus Eaters. La sua vocalità
sognante, intimista e poetica è diventata il marchio di fabbrica del sound di Tony
Lowe, caratterizzato da un Crossover sofisticato tra Rock Progressivo
sinfonico, atmosfere Ambient, venature New Wave e arrangiamenti orchestrali di
ampio respiro.
L'album
“Extra Sensory Perception”, il decimo della loro discografia, segna la riunione
del triumvirato d'oro della formazione: Tony Lowe (chitarre, tastiere, basso,
produzione), Peter Coyle (testi e voce solista) e Mark Brzezicki (batteria e
percussioni). Un lavoro che richiama nel titolo la matrice originaria del
progetto, focalizzandosi sui fenomeni della percezione extrasensoriale, la
fisica quantistica, il viaggio interiore e la riconnessione spirituale con la
natura.
L'esperienza
parte da “Into Molecular” e viene descritta come un disciogliersi a livello
molecolare, dove il corpo fisico cede il passo ad un'energia pura e fluida che
si fonde con l'universo circostante. Ecco quindi che la musica è ricca di tappeti
di tastiere avvolgenti e setosi, ricami di chitarra elettrica pulita e una
sezione ritmica felpata guidata dalle spazzole e dai groove misurati di
Brzezicki. L'arrangiamento cresce gradualmente in un climax sinfonico con
sfumature orchestrali e un assolo di chitarra lirico, di chiara matrice
gilmouriana.
In
“Time Slips Sideways” il lavoro di basso di Lowe è rigoroso ed
energico, sostenendo una melodia vocale calda e vellutata. Il tema centrale è
la relatività della percezione del tempo. La mente, staccandosi dalle lancette
dell'orologio, scivola in dimensioni parallele dove i ricordi, il presente e il
futuro coesistono contemporaneamente.
“Imagination”
invece, è una mini suite di dieci minuti dove l’inizio è affidato ad una
ballata atmosferica per poi svilupparsi attraverso varie fasi dinamiche,
intercalando passaggi delicati a improvvisi cambi di registro. La performance vocale
di Coyle è espressiva, librandosi su un tappeto sonoro ricco di sfumature Prog
e dettagli percussivi raffinati.
Il
brano più conciso ed essenziale della scaletta è “A Beam Of Light” e, come
suggerisce il titolo, il lirismo evoca un raggio di luce che squarcia la nebbia
o l'oscurità interiore. È un inno alla speranza, all'illuminazione improvvisa e
alla chiarezza d'intenti quando ci si sente smarriti nel caos quotidiano. La
musica ne è perfetta colonna sonora. I restanti quattro brani proseguono su
questo binario, fra alti e bassi emotivi arricchiti da passaggi Prog a tratti
sognanti.
Grazie
all'equilibrio tra la produzione millimetrica e multistrato di Tony Lowe, la
sensibilità vocale e poetica di Peter Coyle e la pulsione ritmica
inconfondibile di Mark Brzezicki, l'album evita le trappole dell'esibizionismo
tecnico per focalizzarsi su atmosfere, melodia e emotività. Un'opera sofisticata,
ideale per chi apprezza il Prog melodico, le sonorità Crossover e gli spazi
contemplativi. Ce ne fossero di album come questo… MS
Versione Inglese:


Nessun commento:
Posta un commento