KHADAVRA
– Oro
Hypnagogia
Records / Black Widow Records
Genere:
Psychedelic / Space Rock
Supporto: CD / Digital – 2026
E’
con estremo piacere che vado ad ascoltare il nuovo album “Oro” della band
svedese Khadavra, dopo aver apprezzato soprattutto quello di cinque anni fa “Hologram”.
Per
chi non li conoscesse, si sono formati nel 2012 nella cittadina svedese di
Arvika, e si mettono in luce nel panorama underground grazie a un sound
ipnotico e dilatato. Il debutto del 2014 con “A True Image Of The Infinite Mind”
definisce la loro impronta Progressive Psichedelica. Con “Hypnagogia” (2019)
affinano il lato più sognante e claustrofobico, mentre con “Hologram”
incorporano strutture Post Punk e trame chitarristiche tipiche del Shoegaze
Prog Gaze (questo per chi ama i termini musicali). Il gruppo stesso descrive la
propria musica come "rubare suoni da una dimensione superiore",
attingendo al subconscio e traducendo in musica esperienze ordinarie e stati
alterati di coscienza, non a caso siamo nel campo Psichedelico.
“Oro”
si compone di 9 brani che alternano suite dilatate e ipnotiche a pezzi più
diretti ed energetici, andiamo quindi ad analizzare i brani:
Il
disco si apre con una mini suite di 10 minuti intitolata “Amanita”, il titolo
richiama ovviamente il celebre fungo allucinogeno (Amanita muscaria). Il
contesto sonoro, di conseguenza, evoca un viaggio lisergico di trasformazione
spirituale, l'esplorazione del limite tra lucidità e visione, e la resa di
fronte ai misteri della natura. Atmosfere rarefatte e magnetiche
si sviluppano in un crescendo di chitarre Psichedeliche attraverso ritmiche
incalzanti. Lo stato mentale è quindi ben definito.
A
seguire “Ruin”, pezzo elettrico ammorbidito sporadicamente dagli interventi del
flauto, mentre il cantato in lingua madre esplora il concetto di rovina, sia fisica che
interiore, una riflessione sul collasso delle strutture sociali e sulla
consapevolezza di ciò che resta quando tutto il resto viene smantellato.
“Begynnelser”
è vorticoso e d'impatto caratterizzato da tessiture Shoegaze, in questo
contesto la band si diverte e sa divertire . Il brano più lungo e complesso dell’album
grazie ai suoi 11 minuti è “Monument”, una vera e propria cavalcata Prog con
improvvisazioni Space Rock, riff pesanti e cambi di tempo complessi. Qui Il
"monumento" rappresenta la memoria collettiva, l'orgoglio e il peso
delle eredità culturali.
Dopo
questo bagno di energia pura, si prosegue con “Psykpsalm”, un incontro tra
salmo religioso e sonorità oscure, sorretto da organo, tastiere atmosferiche e
una ritmica marziale. Il testo affronta le fragilità mentali, il dialogo
interiore con i propri demoni e la ricerca di una catarsi spirituale attraverso
il suono.
A
questo punto si tira un attimo il fiato attraverso la breve “Kniven”, movimento
strumentale carico di tensione ed effetto distorsivo che conduce a “Vita Algen”,
basato su progressioni armoniche dal sapore nordico e Folk Psichedelico, con un
finale aperto altamente estatico.
“Bergtäkt”
ha un sentore anni ’70 decisamente marcato, ed è immerso in un mid tempo
sovrastato dagli arpeggi delle chitarre elettriche effettate con eco. Sono
andato a sbirciare e ho visto che il termine svedese “Bergtäkt” si riferisce
alle antiche leggende in cui gli esseri umani venivano rapiti dagli spiriti
delle montagne: i Troll.
Il
capitolo finale “Bergtakt”, gioca sul doppio senso linguistico nei confronti
del brano precedente e si sviluppa come una lunga jam ipnotica e cosmica che
dissolve l'album in un mare di feedback e riverberi. Qui risiede l'integrazione
dell'uomo con la roccia e la terra, il ritorno all'essenziale e la quiete dopo il
viaggio lisergico e psicologico compiuto lungo tutto il disco.
“Oro”
quindi è un album denso, visionario e privo di orpelli inutili, capace di far
convivere con disinvoltura l'ipnosi dello Space Rock con la potenza del Prog Gaze.
Un'opera che richiede tempo e ascolti attenti, ma che ripaga con la rara
bellezza delle cose autentiche. MS
Versione Inglese:


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