AGUSA
– Panacea
Karisma
Records / Turquoise (LP)
Genere:
Psychedelic/Space Rock
Supporto: CD / LP / Digital – 2026
Gli
svedesi Agusa sono divenuti in ambito Psychedelic, Space Rock una vera e
propria istituzione.
Sono
celebri per la loro attitudine da jam band, le loro composizioni in studio
prendono vita sul palco espandendosi con dinamiche organiche, crescendo
psichedelici e improvvisazioni d'insieme. Sebbene la band utilizzi brevi ricami
vocali o cori d'atmosfera, la narrazione è prevalentemente strumentale, con le
melodie guida di flauto e organo che sostituiscono la parola cantata
tradizionale per evocare immagini di natura, folklore nordico e paesaggi
cosmici.
La
band nasce all'inizio del 2013 nei pressi di Malmö, quando il chitarrista
Mikael Ödesjö, il bassista Tobias Pettersson, il tastierista Jonas Berge e il
batterista Dag Strömqvist si ritrovarono a suonare in una casa di campagna
nella piccola località svedese di Agusa, da cui presero il nome.
Dopo
il debutto con l'album “Högtid” (2014), la formazione accoglie la flautista
Jenny Puertas e il batterista Tim Wallander. Il flauto traverso quindi è
diventato uno degli elementi distintivi del loro sound pastorale e sognante. La
loro musica affonda le radici nel Prog e Folk Rock scandinavo degli anni '70
(come Kebnekajse e Bo Hansson), con forti incursioni nel Krautrock tedesco
(Amon Düül II), nello Space Rock e nel Jazz fusion.
La
panacea è storicamente il rimedio universale per tutti i mali, e questo album
si propone esattamente come una cura catartica attraverso la musica. Nell’album
tre suite, ad iniziare da “Lust Och Fägring (Sommarvisan)”, traducibile come
"Desiderio e Bellezza (Canzone d'Estate)". Il titolo si rifà ai versi
tradizionali della celebrazione estiva svedese (Den blomstertid nu kommer) e
all'immaginario bucolico scandinavo. All’ascolto sembra di ritrovarsi all’interno
di questo contesto. Il brano si apre con un'atmosfera soffusa e pastorale. Il
flauto di Jenny Puertas intesse una melodia calda e Folk, accompagnata dai
tappeti vintage dell'organo Hammond. Nella versione dal vivo, il pezzo si
sviluppa con un ritmo progressivo e avvolgente: la chitarra di Ödesjö dialoga
costantemente con la sezione ritmica, creando un contrasto tra la dolcezza
bucolica iniziale e una seconda parte più Rock ed energica. Sin da subito si
evince la grande intesa fra i componenti e l’ottima capacità di comporre
melodie altamente orecchiabili.
Con
oltre venti minuti di musica, “Den Förtrollade Skogen” è il pezzo più lungo del
lotto e significa "La Foresta Incantata". È un racconto fiabesco che
trascina l'ascoltatore nuovamente in un viaggio esplorativo tra leggende
nordiche, luci e ombre del bosco. Possiamo dire che è il centro nevralgico dell'album
ed offre spazio a jam prolungate oltre che ad evoluzioni psichedeliche.
L'incipit richiama atmosfere mistiche ed eteree, per poi trasformarsi in una
cavalcata Progressive che cita l'ardore di band come Traffic e Santana. La
batteria e il basso offrono un groove solido e tribale, mentre flauto e
chitarra si alternano in assoli fiammeggianti d'ispirazione primordiale.
La
chiusura spetta a “Ur Askan” (dalle ceneri), Un brano più tirato, denso e
viscerale. Inizia con note malinconiche per poi esplodere in un crescendo
trionfante. L'interazione tra l'organo di Roman Andrén e la chitarra mostra il
lato più cupo e Hard Prog della band, prima di sciogliersi in un finale
liberatorio acclamato dal pubblico.
Che
siate nostalgici del Progressive Rock anni '70 alla Camel e Bo Hansson, o
semplicemente alla ricerca di un viaggio sonoro capace di isolarvi dal rumore
del mondo moderno, questo album dal vivo mantiene esattamente ciò che il suo
titolo promette, è una vera e propria cura per l'anima, un'immersione
rigenerante in una foresta incantata di note di cui è impossibile non
innamorarsi. Un ascolto imprescindibile per ogni amante della musica
d'atmosfera. MS
Versione Inglese:


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