REBELLION
OF PANDA – Jane Doe
Autoproduzione
Genere: Alternative Rock
Supporto: Digital / Bandcamp – 2026
Interessante
al giorno d’oggi incontrarsi con progetti non semplici da collocare
stilisticamente, ciò sta a significare che hanno un qualcosa di strettamente
personale da proporre.
I
Rebellion Of Panda si muovono nel panorama dell'Alternative Rock indipendente,
costruendo la propria identità sonora sull'equilibrio tra energia grezza ed
eleganza melodica. Il loro approccio richiama le sonorità del Rock alternativo
a cavallo tra il sound graffiante degli anni '90 e le produzioni Indie Rock più
moderne. Abbracciano un linguaggio fatto di chitarre dinamiche, riff incisivi,
melodie avvolgenti e ritmi trascinanti, ponendo la scrittura delle canzoni e
l'espressività al centro di tutto.
La
scelta di intitolare l'album “Jane Doe” (la denominazione usata per le identità
non identificate o anonime) funge da filo conduttore concettuale per un viaggio
dentro l'anonimato urbano, la ricerca della propria voce all'interno di una
società omologata e la sensazione di essere senza nome di fronte ai propri
dubbi e conflitti personali.
Formati
da Beppe Martini (chitarra), David Lads Sánchez (tastiere), Piero Pellicano
(basso), Simone Busatti Bei (batteria), Gennaro Scarpato (percussioni), Paolo Amadei
(sax), e Andrea Manfrini (voce), si avvalgono della collaborazione di Arianna
Vox alla voce nel singolo “In The Cage”. Nove i brani che compongono l’album a
partire da “The B-Show”, quasi tre minuti che fanno da intro all’opera con
tanto di narrazione su dei suoni distinti e alternativi, una sferzata ironica e
amara sul sentirsi comparse della propria vita. Il "B-Show" è la
sensazione di vivere in secondo piano, guardando gli altri stare al centro
della scena mentre ci si adegua a ruoli di second'ordine.
Aperta
da un canto femminile arabeggiante, “Sunrise” è una canzone notevole, in stile
ballad/mid-tempo. Il pezzo parte su toni più intimi e misurati per poi aprirsi
in un ritornello esplosivo e corale dal forte impatto emotivo. Sembra quasi in
modalità Roger Waters. L'alba (Sunrise) è la resa dei conti con il giorno che
arriva. Più che un nuovo inizio pieno di speranza, rappresenta la luce che
mette a nudo le debolezze e le ipocrisie che di notte si riescono a nascondere.
Davvero toccante!
“Digital
Scream” con i suoi rumori di guerra è una parentesi elettronica strumentale
breve che accompagna verso “Aviator”, uno dei movimenti più
radiofonici ed efficaci del disco. Trova il perfetto equilibrio tra strofe
dinamiche e un ritornello melodico, aperto ed aereo, sorretto da eccellenti
linee di chitarra e un andamento che attinge dalla disco, dal Reggae e persino
dal Pop. Qui la metafora del volo come desiderio di evasione. L'aviatore
rappresenta chiunque cerchi di sollevarsi al di sopra dei problemi quotidiani,
conscio del rischio di cadere ma spinto dal bisogno viscerale di libertà.
L’atmosfera
più cupa e a tratti Heavy la si riscontra in “In The Cage” e nella bella voce
(ed interpretazione) di Arianna Vox. Il brano si basa su un
groove di basso ben marcato e chitarre distorte su tempi medi, creando un senso
di tensione e claustrofobia sonora. Il testo parla della prigionia mentale,
delle gabbie costruitoci attorno dalle aspettative altrui, dalla routine e
dalle nostre stesse insicurezze. Il tutto esprime il senso di soffocamento di
chi non trova uscite. Fra i momenti che ho maggiormente apprezzato, anche per
varietà sono i sei minuti abbondanti di “So Cold”, che si sviluppano con calma,
stratificando arpeggi malinconici fino a sfociare in assoli ed esplosioni
sonore dal grande respiro Alternative Rock ma anche dal profumo vintage. E’ un
viaggio dentro il distacco emotivo e la solitudine. Il "freddo" è
quella sensazione di intorpidimento interiore che subentra quando ci si
protegge dal dolore smettendo di provare emozioni. Il discorso è analogo per “Revolution”,
altra chicca dell’album con momenti introspettivi, sezioni corali e riff
granitici. Più che una sommossa di piazza, il testo parla di una rivoluzione
personale. È il punto di svolta del disco in cui ci si ribella allo stato di
anonimato ("Jane Doe") per riprendere in mano la propria identità.
Ritorna la quiete con gli arpeggi di chitarra e interventi di piano in “I”, incentrato
sull'affermazione del sé (la "I" inglese, ovvero "Io"). Il
testo affronta il difficile processo di spogliarsi delle maschere sociali per
capire chi si è veramente sotto la superficie.
Infine
“Sunrise Reprise”, con il suo bel solo di sax, non offre facili risposte, ma
suggerisce che, dopo aver attraversato la tempesta, si è finalmente pronti a
guardare il domani con occhi diversi. Personalmente non gradisco molto il suono
della batteria, ma è questione di gusto personale.
Con
“Jane Doe”, i Rebellion Of Panda firmano un lavoro maturo e dinamico, in cui la
ricerca melodica non sacrifica mai l'impatto e la tensione dei riff. Un
ascolto consigliato a chiunque sia alla ricerca di un Rock viscerale, moderno e
mai scontato. MS
Versione Inglese:


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