VANDEN
PLAS – AcCult II
Frontiers
Music
Genere:
Metal Progressive acustico
Supporto: CD / Digital – 2026
I
tedeschi Vanden Plas, sono una storica band Progressive Metal fondata nel 1988
a Kaiserslautern. Sono noti per la spiccata vena teatrale, l'eleganza
compositiva e il virtuosismo bilanciato. A differenza di molti colleghi del
settore, la formazione è rimasta storicamente salda attorno al cantante Andy
Kuntz, al chitarrista Stephan Lill, al batterista Andreas Lill e al bassista
Torsten Reichert. Nel corso dei decenni hanno sfornato capisaldi del genere
come “The God Thing” (1997), “Far Off Grace” (1999), “Christ 0” (2006) e “The
Ghost Xperiment” (2019/2020). Inoltre, i membri hanno intessuto un profondo
legame con il mondo del musical teatrale, lavorando a produzioni ufficiali come
“Jesus Christ Superstar”, “Evita” o proprie Rock opera come “Ludus Danielis” e “Everyman”.
Nel 1996, la band pubblicò un piccolo gioiello acustico intitolato “AcCult”,
dove riarrangiava brani propri e cover. A esattamente trent'anni di distanza,
la band firma il seguito spirituale con questo “AcCult II”, un capitolo che
riprende quella formula intima rileggendo grandi classici della loro
discografia e registrando reinterpretazioni d'eccezione. L'album quindi spoglia
l'impatto Heavy del gruppo per metterne in risalto la raffinatezza armonica, le
melodie vocali e le sfumature strumentali.
“Far
Off Grace” è tratta dall’album omonimo del 1999. La versione originale, tirata
e guidata da riff di chitarra elettrica, lascia qui il posto a un intreccio di
chitarra acustica a 12 corde e pianoforte. I ritmi si ammorbidiscono senza perdere
la tensione drammatica. Qui si tratta il
senso di smarrimento, la ricerca di una grazia lontana e il tentativo di
superare le proprie fragilità interiori. L'interpretazione acustica di Andy
Kuntz accentua la sensazione di vulnerabilità e malinconia.
Segue
“Holes In The Sky” tratta da “The God Thing” (1997), il pezzo mantiene la sua
ossatura sognante. L'arrangiamento mette in rilievo gli arpeggi puliti e le
armonie vocali stratificate, regalandogli un respiro quasi Folk Prog. E’ una
riflessione poetica sull'esistenza umana sotto un cielo metaforicamente
"bucato", simbolo di speranze infrante e buchi di significato da
colmare attraverso l'introspezione.
“The
Ghost Experiment” tratta dall’album omonimo (2019/2020) riscrive
in chiave acustica un brano nato da un concept album cupo e strutturato. Qui,
l'atmosfera si fa intima, sostenuta da note di piano misurate e percussioni
leggere. Il testo è ispirato a studi parapsicologici reali (l'esperimento
Philip), parla dell'evocazione di uno spirito creato dalla mente umana. Nel
contesto acustico, il testo trasmette un senso di spettrale solitudine.
A
questo punto giunge la cover, “Boat On The River” del 1979 della band Styx, un
omaggio calzante. I Vanden Plas abbracciano le radici Folk dell'originale con
chitarre acustiche brillanti, arricchendola con il loro tipico gusto per la
dinamica e linee vocali calde e avvolgenti. Si ritorna alla loro discografia
con “Healing Tree” tratta da “Beyond Daylight” (2002) , uno dei brani più
toccanti dell'intera discografia. Viene infatti trattato il tema del dolore,
della perdita e della guarigione ("l'albero della guarigione"). La
narrativa riflette sul ciclo delle stagioni e sulla continuità degli affetti
anche di fronte al lutto.
Ed
è la volta di un loro cavallo di battaglia, quel “Postcard To God” tratto dal disco “Christ 0” del 2006. La
rilettura acustica mette a nudo l'incredibile impalcatura melodica, dove la
progressione cresce verso un finale ad alto impatto emotivo. Una
disperata quanto poetica "cartolina a Dio" in cui l'essere umano
chiede risposte sul dolore, sul silenzio divino e sulla fame di significato nel
mondo.
La
seconda cover del disco va a toccare un idolo, “Nothing Else Matters” dei
Metallica. Affrontare uno dei brani più famosi della storia del Rock è sempre
un rischio, ma i Vanden Plas evitano la semplice copia. L'arrangiamento sfrutta
sfumature cameristiche e una timbrica vocale molto espressiva che gli dà
un’impronta Prog ballad elegante.
“You
Fly” con John Helliwell, storico sassofonista dei Supertramp, è tratta da “The
God Thing” (1997). Il clarinetto/sax di Helliwell dialoga con le chitarre
acustiche e la voce, regalando al pezzo un tocco di eleganza sofisticata e
vagamente Jazz Prog. E’un inno alla
libertà e all'elaborazione del distacco, lasciare andare qualcuno o qualcosa
per permettergli di spiccare il volo.
In
definitiva, “AcCult II” non è un semplice riempitivo o un'operazione nostalgia,
ma la dimostrazione di come la grandezza di una band risieda prima di tutto
nella forza delle sue canzoni. Spogliati delle sovrastrutture elettriche e del
muro di suono Prog Metal, i Vanden Plas mostrano il loro lato più intimo,
raffinato ed elegante, confermando che sotto le trame complesse batte da
trent'anni un cuore genuinamente melodico. Un ascolto prezioso e avvolgente,
consigliato non solo ai fan di lunga data, ma a chiunque ami la musica suonata
con anima e classe sublime. MS
Versione Inglese:


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