THE
BARDIC DEPTHS - Some Things Are Worth Remembering
Wild
Thyme Records
Genere: Crossover Prog
Supporto: LP / CD / Bandcamp – 2026
The
Bardic Depths sono un supergruppo di Rock Progressivo nato dalla mente del
polistrumentista e compositore britannico Dave Bandana insieme al celebre
paroliere, scrittore e conduttore radiofonico Brad Birzer. Nati ufficialmente
durante il periodo della pandemia, il progetto si avvale della collaborazione
di rinomati musicisti della scena Prog internazionale, tra cui Peter Jones
(Camel, Tiger Moth Tales), Gareth Cole (Fractal Mirror) e Tim Gehtmann. La loro
musica combina sonorità Neo Prog, Folk Rock, atmosfere sinfoniche e momenti dal
sapore Jazz, caratterizzandosi per un approccio concettuale e fortemente
narrativo.
“Some
Things Are Worth Remembering” è il loro quarto album in studio e dimostra una
notevole crescita qualitativa già dal suo ottimo predecessore “What We Really
Like In Stories” (2024).
L’album
è un'opera concettuale che esplora il tema della memoria, dell'eredità umana, del
passare inesorabile del tempo e della ricerca di significato nelle esperienze
passate. Rispetto a lavori precedenti più incentrati su vicende storiche o
omaggi a grandi pensatori (come Tolkien o C.S. Lewis), questo disco assume una
dimensione più intima e riflessiva, alternando momenti Folk pastorali a
dinamiche sinfoniche e crescendo elettrici.
La
formazione di questo disco è composta da Dave Bandana (voce, tastiere, basso), Peter
Jones (voce, clarinetto, sax), Gareth Cole (chitarre, cori), e Tim Gehrt (batteria,
cori).
“Island”
apre le danze ed è una mini suite ricca di cambi di dinamica. Inizia con trame
atmosferiche e tastiere spaziali, per poi aprirsi in ritmiche serrate e lunghi
assoli di chitarra che richiamano il sound dei Pink Floyd e del Prog sinfonico
classico. Adoro queste aperture spaziali e ricche di patos, sono un bene per l’anima!
I testi esplorano la condizione dell'isolamento umano e la sensazione di essere
"isole" emotive separate dal resto del mondo, prima che la
connessione empatica o il ricordo riescano a gettare un ponte tra le persone.
Segue
una breve traccia delicata a base di chitarra acustica, sax e coralità, con un
tono marcatamente autunnale e pastorale, dal titolo “Fallen Leaves”, qui si
utilizza la metafora delle foglie cadute per riflettere sulla transitorietà
della vita e sull'accettazione del decadimento naturale come parte essenziale
del ciclo dell'esistenza. Quando non servono le parole ma semplicemente la voce
come strumento…
“Arribabok”
è un viaggio alla ricerca della personalità e viene affrontato in modalità
quasi Psichedelica oltre che profonda, dove risulta buono il dialogo fra basso
e sax. Una perla dell’album porta il titolo di “October Sun”, a tratti
intimistica e in altri momenti più marcata
dove l’uso delle tastiere riconducono l’ascoltatore in quel luogo senza
tempo che denominiamo “vintage”. La luce dell'ultimo
sole di ottobre fa da sfondo a una meditazione sulla nostalgia e sulle memorie
che scaldano lo spirito anche quando l'inverno della vita si avvicina.
Con
un inizio in stile Neal Morse e successivamente Neo Prog, “From Empty Trees”
farà la gioia degli ascoltatori del Prog più attuale. Il testo parla della
perdita e del vuoto lasciato da chi non c'è più, ponendo l'accento sulla
bellezza che rimane impressa nei rami spogli della memoria. Ancora tastiere in
cattedra in “A View”, un movimento brillante e ben arrangiato dove l’autore
guarda la propria vita "dall'alto" o con la distanza necessaria per
comprendere che ogni ostacolo ha contribuito a formare il presente.
Si
ritorna verso un sound più oscuro e intimistico con “Harder To See” per poi
giungere alla conclusiva “Rewind”, una suite che riprende i temi armonici e
melodici dell'intero disco. Un lungo viaggio sonoro con climax emotivi, assoli
distesi e un finale rarefatto che lascia spazio al silenzio. E’ il
desiderio universale di poter "riavvolgere il nastro" del tempo,
contrapposto alla consapevolezza che conservare il ricordo nel presente è
l'unico vero modo per rendere immortali i momenti vissuti.
In
un’epoca di ascolti mordi e fuggi, questo disco rivendica con forza il valore
del tempo, della cura e della memoria. Un lavoro maturo e profondo, che non
solo merita un posto di rilievo nella discografia recente della band, ma che si
attesta come un piccolo e prezioso rifugio per chiunque creda ancora nel potere
evocativo del concept album. Un ascolto da preservare, custodire e,
soprattutto, da ricordare. MS
Versione Inglese:


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