PALLAS
- A Song For Tomorrow
Esoteric
Antenna
Genere: Neo Prog
Supporto: LP / CD / Digital – 2026
I
Pallas fanno parte della scena storica degli anni ’80 in ambito Neo Prog
assieme a Marillion, IQ, Pendragon ecc. Mi ricordo che fu devastante l’ascolto
dell’album “The Sentinel” nel 1984, con quella splendida copertina gatefold in
stile Roger Dean (Yes): una ventata di aria fresca per chi in quel periodo era
in astinenza di Rock Progressivo. Tante tastiere epiche e un senso spiccato
della drammaticità, elevato all’ennesima potenza dalla voce recitativa di Euan Lowson.
Ne
sono passati di anni e, dopo stop e ripartenze, la band ha saputo mantenere uno
standard qualitativo costante malgrado i vari cambi di lineup. Altro gioiellino
fu il ritorno negli anni ’90 con “Beat The Drum” (1998) e anche l’ottimo “The
Cross & The Crucible”, album che vi consiglio vivamente di andare a
riscoprire, in essi c'è l’essenza stessa del Neo Prog.
Nove
gli album in studio compreso questo “A Song For Tomorrow”, da cui ripongo alte
aspettative visto che al microfono si vede il ritorno dello storico Alan Reed.
Il
senso di drammaticità è ancora intatto (anche troppo) nelle dieci canzoni
contenute nell’album, mentre la formazione è composta da Alan Reed (voce),
Niall Mathewson (chitarra, percussioni, voce), Graeme Murray (basso, voce) e
Ronnie Brown (tastiere, percussioni, voce), con l’ospite nella title track
della cantante Natasha O'Neal.
Ve
la faccio breve e non ci giro molto intorno: lo stile cambia, anche se si
denotano sempre le qualità classiche della band. I suoni diventano più
futuristici, i brani più semplici, la voce (maledizione) in alcuni casi è
filtrata e non raggiunge più quelle vette a cui ci aveva abituati, salvo alcuni
rarissimi casi.
Tanto
cuore affossato però da un poco di stanca compositiva, dove mi mancano quelle
poderose sinfonie e quei solo di chitarra che contraddistinguono sia la band
sia il Neo Prog stesso. Anche il concept non è nuovo nell’ambito, la classica
devastazione e la rinascita di una nuova civiltà.
Ho
apprezzato “Aspiration”, ballata Prog guidata da chitarra acustica e aperture
atmosferiche di grande respiro.
Esistono
brani Heavy Prog come “Rushing Headlong”, che descrive la corsa folle
dell'umanità verso la propria autodistruzione, l'inseguimento cieco del
progresso tecnologico e del guadagno economico senza fermarsi a considerarne le
conseguenze, ma non bastano ad alzare l’attenzione dell’ascoltatore,
generalmente assopita in altri movimenti stanchi e già sentiti.
Sento
altresì di salvare la conclusiva “Inside Outside”, una riflessione sulla
dualità della mente umana, la contrapposizione tra il mondo interiore (i
pensieri, i sentimenti, i valori) e il mondo esterno (la realtà sociale, le
apparenze, le pressioni della vita).
Probabilmente
questa della pacatezza generale (che poi diventa lagna) e della ricerca vocale
modificata è stata proprio una scelta dettata da quello che oggi i Pallas si
sentono di essere (giustamente), ma personalmente mi ha deluso, perché mancano
i crescendo a cui la band nel tempo ci ha abituati (dove sono finite le
chitarre?) e capite voi che quando si mangia bene, passare al panino non è gran
cosa. Non un album brutto, assolutamente, ma loro sono i Pallas… diavolo! MS
Versione Inglese:


Ciao Max, purtroppo devo fare qualche piccola correzione allaTua bellissima recensione(..come sempre).
RispondiEliminaIn realtà su The Sentinel cantava(a mio parere anche piuttosto male) il vecchio Euan Lawson, Reed all'epoca era ancora in quota Abel Ganz.
Che il tono del nuovo disco sia dimesso ed oscuro ha delle ragioni concrete che vanno aldilà della semplice argomentazione dei testi,senza contare che per la prima volta tutti e quattro i membri storici si occupano di voci e cori.
Alan,che peraltro era già rientrato in gruppo sul precedente The Messenger,all'inizio di settembre ha dato l'addio ai palchi con due concerti per una motivazione serissima e sconvolgente: gli è stato diagnosticato il morbo di Parkinson già in avanzato stato di degenerazione, per questo motivo anche la sua performance sul disco ha dovuto subire qualche "ritocco" e supportata,come ho scritto sopra,per la prima volta dagli altri componenti con Murray(seconda voce da sempre) ancora più coinvolto🤷🏼♂️
...Scusami per queste precisazioni,però le sentivo doverose, ed effettivamente ad un primo ascolto il disco può sembrare dimesso e noioso ma sono sicuro che i successivi ascolti lo faranno entrare nel cuore degli appassionati oltretutto sapendo che se non sarà l'ultimo della band sicuramente sarà l'ultimo dove si ascolterà la storica e caratteristica voce del povero Alan!😔
Un Abbraccio
Hai ragione, grazie per la precisazione. Correggerò al più presto. Un grande abbraccio.
EliminaNo problem, sei un Grande!💪👋👋
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