LUNEAR
- There Is Always Next Time
Autoproduzione
Genere: Crossover Prog
Supporto: CD / Bandcamp – 2026
Cambio
di rotta per la band francese Lunear nel quinto album in studio “There Is
Always Next Time”, che conduce il Prog Rock verso la più memorizzabile formula
canzone. I Lunear sono formati da Paul J. No (voce solista, tastiere), Seb
Bournier (batteria, voce) e JP Benadjer (chitarre, basso, voce). Pur vivendo in
diverse città europee (Barcellona, Avignone e Digione), i tre musicisti hanno
creato una band collaborativa unica, scrivendo e registrando quasi interamente
a distanza tramite Internet.
Il
debutto del 2018 intitolato “Many Miles Away” ci ha presentato una band con
forti influenze Genesis, Marillion, Steven Wilson e Pink Floyd, abbracciando al
contempo influenze Pop melodiche di artisti come Keane, Muse, Depeche Mode e
Prince. Nel tempo hanno quindi affinato lo stile e la personalità, giungendo
oggi ad un esatto equilibrio melodico.
Ecco
dunque abbandonate in parte le suite concettuali e le influenze marcatamente
anni '70 del lavoro precedente (“From Above”). Otto i brani contenuti per oltre
cinquanta minuti di musica che si aprono con “Tom & Colin”, canzone dal
ritornello piacevole e dall’andamento progressivo nell’intento, fra cambi di
suoni e ritmi tuttavia relegati a certa storia del passato. Semplice e
funzionale l’impatto vocale di Paul J. No senza mai fare il passo più lungo
della gamba. Il pezzo esplora il tema dell'amicizia, non la solita storia
d'amore, ma il lento consumarsi e il dissolversi del legame viscerale tra due
persone (Tom e Colin) con il passare degli anni.
Il
singolo “One Day” ha una spiccata sensibilità Pop Prog e naviga in atmosfere
morbide su un letto di tastiere e pianoforte. È un inno alla speranza e alla
contemplazione. Attraverso l'immagine metaforica di strade aperte e orizzonti
solitari, il testo analizza il bisogno umano di credere che "un giorno"
le cose troveranno la loro giusta collocazione.
Per
ascoltare un pezzo marcatamente Rock bisogna giungere a “I'll Remember This”,
una deviazione energica e quasi inattesa. Il brano costruisce la sua
impalcatura su un riff incisivo ed elettrico che strizza l'occhio anche alla
Disco Music anni '80, sostenuto da una sezione ritmica incalzante. Qui la band
riflette sull'impatto istantaneo di certi ricordi: momenti apparentemente
insignificanti del passato che rimangono scolpiti nella memoria in modo indelebile,
plasmandoci a nostra insaputa.
E
a proposito di anni ’80, “Pool Balls” non si distanzia molto dal periodo, con
atmosfere dal sapore Neo Prog e Synth Pop raffinato. Qui si utilizza una
metafora letteraria originale, quella del biliardo e della fisica newtoniana
applicati al concetto di libero arbitrio e determinismo. Le persone sono come
palle da biliardo, colpite dalle decisioni altrui e destinate a scontrarsi in
traiettorie imprevedibili.
La
malinconica “Rain” tuttavia ci ricorda che i Lunear hanno una base Prog Rock
ancora solida ed evidente. Si parte con toni soffusi per poi cambiare passo a
metà traccia, lasciando spazio a un'espansione instrumental dove chitarra e
tastiere dialogano in un crescendo drammatico. La pioggia diventa il simbolo
catartico del lavaggio delle colpe e della malinconia. Le liriche affrontano il
peso emotivo dell'isolamento e la necessità di lasciar fluire il dolore per
poter ripartire.
Sale
il ritmo con “The Wilderness Within”, momento Indie Prog più tirato e guidato
dalle chitarre di Benadjer. Con le sue tensioni ritmiche e un'impronta Rock più
diretta, spezza la sognante e complessa atmosfera lasciata da “Rain”.
Ed
ecco a questo punto giungere la suite di quattordici minuti “Christmas
Flowers”, il vertice compositivo ed emotivo dell'album. Gli assoli di chitarra
e organo nascono in modo organico e la struttura si sviluppa con naturalezza,
senza mai risultare un mero esercizio di stile. Qui sì che il Prog sale in
cattedra. Si narra il lento declino e la dissoluzione di una comunità rurale e
di una famiglia, vista attraverso il rituale del ritorno a casa per le feste
natalizie e la malinconica assenza dei fiori sulle tavole. Un racconto verista
e toccante sugli affetti familiari e il passare del tempo.
La
chiusura acustica ed essenziale è nelle mani di “Next Time”; strumentata
semplicemente con chitarra acustica, voce, basso e tamburello, riprende la
melodia che era stata accennata a cappella nell'introduzione di “Tom &
Colin”. Un'accettazione finale con un velo di rimpianto ("Riflettiamo sui
rimpianti e su tutto ciò che abbiamo lasciato incompiuto"). Il messaggio
chiave dell'intero lavoro: c'è sempre una "prossima volta" per
perdonarsi e ricominciare.
Con
“There Is Always Next Time”, i Lunear riescono nell'impresa di bilanciare le
ambizioni del Rock Progressivo con la sensibilità di una scrittura Pop Art
raffinata e accessibile e credetemi che non è cosa semplice. Album gradevole e
scorrevole. MS
Versione Inglese:


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