ZEROTHEHERO – Tetra
Autoproduzione
Genere: Crossover Prog
Supporto: Digital / Bandcamp – 2026
Il
Prog come attitudine si avvicina alla musica classica, immaginate voi nel
passato maestri come Vivaldi, Beethoven, Mozart, ecc. quanto sperimentavano e
ricercavano. Non a caso alcuni etichettano la musica Prog come “musica colta”.
Il sinfonismo si è quindi addentrato nel Rock negli anni ’60 mutando
radicalmente lo scenario, in cui la chitarra elettrica non è più stata l’unico
epicentro del Rock. Dico questo perché, come Vivaldi ha fatto le sue “Quattro
Stagioni”, leggendo l’ultimo album di Zerothehero denoto quattro elementi
naturali: acqua, terra, vento e fuoco; di certo non un'analogia musicale e
tantomeno concettuale, ma ha tutte le caratteristiche attitudinali nei
confronti della musica. Quattro dunque i brani contenuti in questo ultimo
album, ma andiamo per ordine.
Zerothehero
è il progetto solista di Carlo Barreca, bassista e polistrumentista attivo
nella scena underground e Progressive genovese. Noto per la sua militanza nei
Fungus (formazione ligure d'estrazione Space/Psychedelic Prog), Barreca trae il
nome “Zerothehero” dal celebre personaggio concettuale creato da Daevid Allen
per la mitologia/trilogia di “Radio Gnome Invisible” dei Gong.
Nel
suo percorso da solista, Barreca fonde quindi Space Rock, Psichedelia,
Crossover Prog e sonorità instrumental-ambient o di derivazione Krautrock. Tra
le sue uscite precedenti figurano l'album “Bolla” (2022) e il mini-album “The
Flat Earth Society” (2024).
Il
nuovo “Tetra” è un'opera interamente strumentale articolata in quattro estese
suite. Il concept, come già accennato, fa riferimento alla tetralogia degli
elementi naturali della filosofia classica greca (Acqua, Terra, Aria, Fuoco).
Trattandosi
di un progetto solista, l'album è interamente ideato, composto ed eseguito da
Carlo Barreca che, oltre ad occuparsi della programmazione ritmica e dei
sintetizzatori, suona tutti i seguenti strumenti: basso elettrico, chitarra
elettrica, tastiere e sintetizzatori, tromba, flauto e Venova (uno strumento a
fiato monofonico con digitazione simile al flauto dolce ma con bocchino ad
ancia come il sassofono).
Il
primo elemento è l’acqua e “Hydor” è una suite di diciassette minuti che evoca
la fluidità e il continuo mutamento dello stato acquatico. L'incipit si muove
su arpeggi dilatati, sintetizzatori d'ambiente e trame bassistiche fluide,
crescendo gradualmente in un incedere ritmico d'ispirazione Canterbury/Space
Rock. La seconda metà sviluppa variazioni dinamiche che alternano momenti di
quiete a improvvisi sovraccarichi sonori, richiamando l'imprevedibilità e la
profondità delle correnti marine. Ottime le trame di chitarra elettrica, oltre
alle atmosfere dilatate.
Si
passa alla terra con “Ge”: dopo un inizio onirico il ritmo sale e il basso di
Barreca si posiziona in primo piano, dettando riff pesanti e ricorsivi che sfiorano
lo Stoner/Space Prog. Gli inserti elettronici e le tastiere lavorano su
frequenze medio-basse, offrendo un'atmosfera materica e claustrofobica.
“Aer”
è l’elemento aria. La composizione si alleggerisce dal punto di vista timbrico:
suoni di sintetizzatore ad ampio respiro, pad atmosferici ed effetti di
spazializzazione sonora (eco, delay) creano un ambiente etereo e fluttuante. Le
linee di basso si fanno liriche ed espressive, mentre la struttura priva di uno
schema strofa-ritornello rigido favorisce un senso di sospensione psichedelica
e contemplativa.
Chiude
l’elemento fuoco “Pyr”, sviluppandosi su un crescendo ritmico serrato, con
linee di sintetizzatore più incisive e graffianti. L'interazione tra le
sequenze elettroniche e il lavoro ritmico sfocia in una cavalcata Space Rock
aggressiva, che chiude idealmente la trasformazione degli elementi fondenti nel
concetto di "Tetra".
Questo
è un ascolto raccomandato non solo agli amanti del Prog e della Psichedelia di
matrice ligure, ma a chiunque cerchi una musica capace di evocare immagini e
creare veri e propri paesaggi sonori. Con me ci è riuscito. MS
Versione Inglese:


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