I Miei Libri

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domenica 6 settembre 2026

Barbara Strozzi - Laura Catrani

BARBARA STROZZI / LAURA CATRANI – Virtuosissima Sirena
Con L’Accademia Dell'Annunciata diretta da Riccardo Doni
Arcana/Outhere
Genere: Barocco
Supporto: CD – 2026





Quando si parla di musica, specialmente di quella del passato, si affronta poco l’operato femminile. Nel corso dei secoli la presenza delle donne nella musica colta ed esecutiva è stata drasticamente limitata non da una mancanza di talento o di interesse, ma da precisi vincoli sociali, religiosi, legali ed economici. Nel contesto cristiano occidentale ha pesato a lungo il precetto paolino del Mulier tacet in ecclesia (“La donna taccia in chiesa”), affiancato dai pregiudizi morali dell'epoca.
Tuttavia ne abbiamo avuti di esempi onorevoli, come Francesca Caccini, Maddalena Casulana, Leonora Baroni e Barbara Strozzi (1619–1677).
Barbara Strozzi fu figlia adottiva (e con ogni probabilità naturale) del poeta e intellettuale Giulio Strozzi e crebbe nel vivo ambiente culturale e letterario della Venezia del Seicento. Allieva di Francesco Cavalli, fu tra le pochissime donne dell'epoca a pubblicare la propria musica in volumi a stampa senza nascondersi dietro un ordine religioso o un nome nobiliare. Figura centrale dell'Accademia degli Incogniti, la sua voce e la sua perizia compositiva le valsero l'appellativo di “Virtuosissima Sirena”, crasi di due differenti epiteti con cui veniva chiamata: “Virtuosissima cantatrice” e “Poetica sirena”.
Il soprano Laura Catrani oggi si è posta un quesito: come avrebbe trattato una voce dedita al repertorio contemporaneo la musica di Barbara Strozzi? Il sorprendente risultato è “Virtuosissima Sirena”, realizzato con l’Accademia dell’Annunciata capitanata dall’art director Riccardo Doni. Catrani, nel suo approccio al repertorio seicentesco, unisce rigore sulla prassi esecutiva storica e una spiccata sensibilità teatrale nella declamazione e nell'espressività degli affetti.
L’opera è formata da dieci movimenti ed è accompagnata da uno splendido artwork curato in ogni minimo dettaglio, con un libretto di ben 40 pagine contenente testi e spiegazioni tradotti anche in lingua inglese e francese. Questo dimostra un vero rispetto per chi si approccia all’ascolto di un album, un'attenzione che ultimamente si vede sempre meno a causa della liquidità della musica odierna. Un valore aggiunto che esalta l’opera. Il design è a cura di Emilio Lonardo, mentre la cover picture è della stessa Laura Catrani coadiuvata da Gianni Rizzotti.
Il percorso sonoro parte con “Godere, E Tacere”, eseguito in una versione puramente strumentale dall'ensemble Accademia dell'Annunciata. Serve da introduzione al disco, ponendo l'accento sulla trama polifonica e sulle armonie della Strozzi prima dell'ingresso della voce solista: un madrigale che tocchi i sentimenti dell’anima.
“L'Amante Segreto (tratto da Cantate, ariette, e duetti, Op. 2)” è a seguire una cantata di ampie dimensioni (oltre 9 minuti) strutturata in sezioni alternate. La Strozzi impiega un registro espressivo intimista e malinconico, dove il soprano modula la linea vocale tra momenti di recitativo declamato e ariosi lirici sostenuti dal basso continuo. Il protagonista canta l'impossibilità di svelare il proprio amore, preferendo patire in silenzio fino alla morte piuttosto che palesare il proprio sentimento e rischiare il rifiuto o la vergogna.
Tempi più brevi per “La Vendetta (tratto da Cantate, ariette, e duetti, Op. 2)”, brano brillante che propone un andamento agile e scattante, dove la vocalità si fa incisiva attraverso fioriture veloci che sottolineano la determinazione e lo sdegno del personaggio di fronte alle pene d'amore.
Si passa ora a una composizione di Giovanni Legrenzi (1626–1690), figura di spicco della musica veneziana. Il brano “La Savorgniana” è puramente strumentale e si articola in brevi sezioni contrappuntistiche dai ritmi contrastanti e con frequenti dialoghi tra gli strumenti ad arco, inserito nell'album per tracciare il contesto sonoro dell'epoca.
Ed è la volta di un capolavoro senza tempo: “Lagrime Mie - Lamento (tratto da Diporti di Euterpe, Op. 7)”. La scrittura musicale alterna momenti di dolente e lento recitativo a passaggi vocali virtuosistici e tormentati, resi con grande tensione drammatica poiché si tratta del lamento di un amante prigioniero che soffre per l'impossibilità di vedere la donna amata (“Lagrime mie, a che vi trattenete?”). Per chi vi scrive è uno dei momenti più alti dell’intera opera. Qui Laura dà tutto il meglio di sé, soprattutto per sensibilità d’animo.
“A Pena Il Sol (tratto da Diporti di Euterpe, Op. 7)” è maggiormente articolata e gioca sul contrasto tra la luminosità della descrizione pastorale/naturale iniziale e il carattere introspettivo del tormento amoroso, muovendosi tra sezioni misurate e momenti ariosi. Il testo descrive lo spuntare dell'alba (“A pena il sol con l'aureo crin risplende”) per contrastarlo con le tenebre interiori dell'amante, che non trova pace nemmeno alla luce del giorno.
C’è anche una satira morale d'impronta accademica sull'ipocrisia e sull'incostanza dei potenti (“È costume de' grandi il promettere molto e dar niente”) grazie a “Costume De' grandi (tratto da Cantate, ariette, e duetti, Op. 2)”. È un'arietta arguta dal ritmo marcato. La struttura musicale è diretta, sillabica e quasi popolareggiante, pensata per rendere immediatamente chiaro l'intento ironico del testo.
Giunge a questo punto il secondo brano strumentale, “Sonata Duodecima (tratto da Sonate concertate in stil moderno, libro secondo di Dario Castello)”. Dario Castello fu tra i massimi esponenti dello stile moderno a Venezia. La “Sonata Duodecima” è un pezzo di grande virtuosismo per l'ensemble strumentale, caratterizzato da continui e improvvisi cambi di tempo, affetti e dinamiche (il cosiddetto “stile fantastico”).
Si torna a Barbara Strozzi con “Che Si Può Fare - Cantata (da Arie, Op. 8)”, fra i brani più celebri della compositrice. La Catrani sostiene melodie dilatate, melismi espressivi e sospensioni armoniche di profonda intensità. Il testo è una meditazione malinconica sulla rassegnazione di fronte a un destino avverso e all'impossibilità di piegare la fortuna o l'amore ai propri desideri ("Che si può fare? Se le stelle rubelle non hanno pietà...").
Infine “Tradimento (da Diporti di Euterpe, Op. 7)”, un grido improvviso di reazione di fronte allo svelamento dell'inganno dell'amato ("Tradimento, tradimento! All'armi, o pensieri!").
Concludendo, “Virtuosissima Sirena” non è una semplice operazione di riproposta filologica, ma una lettura drammaturgica e viva della poetica strozziana. Laura Catrani e l'Accademia dell'Annunciata scrostano il Barocco da ogni manierismo accademico, restituendoci una Barbara Strozzi carnale, moderna e spietata nella sua resa degli affetti. Un ascolto per riscoprire una pagina cruciale del Seicento veneziano e per comprendere quanto il teatro dell'anima di quattro secoli fa sappia ancora parlare, senza filtri, al nostro presente. MS







Versione Inglese: 



BARBARA STROZZI / LAURA CATRANI – Virtuosissima Sirena
With Accademia Dell'Annunciata conducted by Riccardo Doni
Arcana/Outhere
Genre: Baroque
Format: CD – 2026





When discussing music, especially that of the past, female contribution is rarely addressed. Over the centuries, the presence of women in classical and performing music was drastically limited not by a lack of talent or interest, but by precise social, religious, legal, and economic constraints. In the Western Christian context, Paul's precept of Mulier tacet in ecclesia (“Let women keep silence in the churches”) weighed heavily for a long time, alongside the moral prejudices of the era.
However, we have had honorable examples, such as Francesca Caccini, Maddalena Casulana, Leonora Baroni, and Barbara Strozzi (1619–1677).
Barbara Strozzi was the adopted (and in all likelihood biological) daughter of the poet and intellectual Giulio Strozzi and grew up in the vibrant cultural and literary environment of seventeenth-century Venice. A pupil of Francesco Cavalli, she was among the very few women of her era to publish her music in printed volumes without hiding behind a religious order or a noble name. A central figure of the Accademia degli Incogniti, her voice and compositional skill earned her the epithet of “Virtuosissima Sirena” (Most Virtuosic Siren), a portmanteau of two different epithets by which she was known: “Virtuosissima cantatrice” and “Poetica sirena”.
Soprano Laura Catrani posed a question today: how would a voice dedicated to contemporary repertoire handle the music of Barbara Strozzi? The surprising result is “Virtuosissima Sirena”, created with Accademia dell’Annunciata led by art director Riccardo Doni. Catrani, in her approach to the seventeenth-century repertoire, combines historical performance practice rigor with a sharp theatrical sensitivity in declamation and in the expressiveness of the affetti.
The work consists of ten movements and is accompanied by splendid artwork crafted in every detail, complete with a 40-page booklet featuring texts and explanations translated also into English and French. This shows true respect for anyone approaching an album's listening experience, a level of care seen less and less lately due to today's music liquidity. An added value that elevates the work. The design is by Emilio Lonardo, while the cover picture is by Laura Catrani herself, assisted by Gianni Rizzotti.
The sonic journey begins with “Godere, E Tacere”, performed in a purely instrumental version by the ensemble Accademia dell'Annunciata. It serves as an introduction to the album, emphasizing the polyphonic texture and Strozzi's harmonies before the entry of the solo voice: a madrigal to touch the feelings of the soul.
“L'Amante Segreto (from Cantate, ariette, e duetti, Op. 2)” is next, a large-scale cantata (over 9 minutes) structured in alternating sections. Strozzi employs an intimate and melancholic expressive register, where the soprano modulates the vocal line between moments of declaimed recitative and lyrical ariosos supported by the basso continuo. The protagonist sings of the impossibility of revealing their love, preferring to suffer in silence until death rather than disclose their feelings and risk rejection or shame.
Quicker tempos characterize “La Vendetta (from Cantate, ariette, e duetti, Op. 2)”, a brilliant track with an agile and snappy pace, where the vocal style becomes incisive through fast embellishments that underline the character's determination and disdain in the face of love's torments.
We now move to a composition by Giovanni Legrenzi (1626–1690), a prominent figure in Venetian music. The piece “La Savorgniana” is purely instrumental and is articulated in short contrapuntal sections with contrasting rhythms and frequent dialogues among the string instruments, included in the album to sketch the sonic context of the era.
And then comes a timeless masterpiece: “Lagrime Mie - Lamento (from Diporti di Euterpe, Op. 7)”. The musical writing alternates moments of sorrowful and slow recitative with virtuosic and tormented vocal passages, delivered with great dramatic tension as it is the lament of an imprisoned lover suffering from the impossibility of seeing his beloved (“Lagrime mie, a che vi trattenete?”). For this writer, it is one of the highest points of the entire work. Here Laura gives her absolute best, especially in terms of emotional sensitivity.
“A Pena Il Sol (from Diporti di Euterpe, Op. 7)” is more complexly structured and plays on the contrast between the luminosity of the initial pastoral/nature description and the introspective character of love's torment, moving between measured sections and arioso moments. The text describes the break of dawn (“A pena il sol con l'aureo crin risplende”) to contrast it with the inner darkness of the lover, who finds no peace even in the light of day.
There is also a moral satire with an academic touch on the hypocrisy and fickleness of the powerful (“È costume de' grandi il promettere molto e dar niente”) thanks to “Costume De' grandi (from Cantate, ariette, e duetti, Op. 2)”. It is a witty arietta with a marked rhythm. The musical structure is direct, syllabic, and almost folk-like, designed to make the satirical intent of the text immediately clear.
At this point comes the second instrumental track, “Sonata Duodecima (from Sonate concertate in stil moderno, libro secondo by Dario Castello)”. Dario Castello was among the greatest exponents of the stile moderno in Venice. “Sonata Duodecima” is a piece of great virtuosity for the instrumental ensemble, characterized by continuous and sudden changes of tempo, emotions, and dynamics (the so-called “stile fantastico”).
We return to Barbara Strozzi with “Che Si Può Fare - Cantata (from Arie, Op. 8)”, among the composer's most famous pieces. Catrani sustains expanded melodies, expressive melismas, and harmonic suspensions of deep intensity. The text is a melancholic meditation on resignation in the face of an adverse fate and the impossibility of bending fortune or love to one's desires ("Che si può fare? Se le stelle rubelle non hanno pietà...").
Finally, “Tradimento (from Diporti di Euterpe, Op. 7)”, a sudden cry of reaction upon discovering the beloved's deceit ("Tradimento, tradimento! All'armi, o pensieri!").
In conclusion, “Virtuosissima Sirena” is not merely an exercise in historical reconstruction, but a vivid, dramaturgical reading of Strozzi's poetics. Laura Catrani and Accademia dell'Annunciata strip Baroque away from academic mannerism, handing us a visceral, modern, and relentless Barbara Strozzi in her rendering of human emotions. A listening experience to rediscover a crucial page of seventeenth-century Venice and to understand how much the theater of the soul from four centuries ago can still speak, unfiltered, to our present. MS







 

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