LAURA CATRANI – Vox In Femina
Stradivarius / Milano Dischi
Genere: Sperimentazione vocale
Supporto: CD – 2026
La
voce, questo strumento che ci portiamo dietro e usiamo diversamente a seconda
delle situazioni, sa emozionare, far ridere, arrabbiare, sorprendere…
innamorare.
In
ambito artistico la voce si è sempre sposata con la musica, ma soprattutto con
il teatro. C’è chi ne ha fatto un uso sperimentale: basti dare uno sguardo al
passato di Antonin Artaud, Joan La Barbara, al mai troppo compianto Demetrio
Stratos con le sue polifonie, e altri ancora. Anche oggi c’è chi sperimenta in
questo ambito, con nomi come Claudio Milano (Nickelodeon), John De Leo
(Quintorigo) o Romina Daniele, che risulteranno nuovi ai meno esperti tra voi.
Ma
non esistono sperimentazioni ben riuscite senza basi e doti, è un approccio in
cui il passo falso è sempre dietro l’angolo.
Così
non è per Laura Catrani, soprano italiano riconosciuto nel panorama della
musica classica e contemporanea per la straordinaria flessibilità vocale e la
dedizione al repertorio del Novecento e del XXI secolo.
Diplomatasi
con il massimo dei voti al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, Laura
Catrani si è distinta per un'attività concertistica e teatrale versatile,
spaziando dall'opera barocca fino alla musica d'avanguardia. Ha collaborato con
festival di rilievo internazionale (come la Biennale Musica di Venezia, il
Festival Milano Musica e Ravenna Festival) ed è stata scelta da numerosi
compositori contemporanei per prime esecuzioni e incisioni a lei dedicate.
Questo
nuovo album “Vox In Femina” è un album per voce sola in cui la voce femminile
viene esplorata come strumento totale, svincolato dall'accompagnamento
orchestrale o pianistico. Il disco costruisce un ponte ideale tra i capolavori
storici del repertorio per voce sola e la produzione contemporanea italiana.
Il
percorso comincia con “Sequenza III (Luciano Berio)”, capolavoro del 1966
composto per Cathy Berberian. È una ricerca sulle infinite possibilità
dell'emissione vocale: risate, bisbigli, schiocchi, mormorii e canto intonato
si alternano in un flusso virtuosistico di micro-eventi sonori. Nove minuti abbondanti
di teatro della voce! Il breve testo è basato su un modulo poetico di Markus
Kutter (“Give me a few words for a woman to sing...”), e viene totalmente
decostruito e destrutturato in fonemi, sillabe e respiri, perdendo il
significato sintattico per diventare pura materia acustica ed emotiva.
Segue
“Gutta Cavat Lapidem (2021 - Leonardo Marino)”, dove si assapora l’importanza
dei silenzi e delle pause. A seguire, Laura si accompagna con due clave per
produrre suoni percussivi. Il titolo riprende il celebre proverbio latino (“La
goccia scava la pietra”). Musicalmente si traduce in una struttura basata sulla
ripetizione, sulla percussività vocale e sul graduale logoramento del suono,
dove minimi gesti vocali reiterati trasformano il timbro nel tempo. La voce
sfrutta la fonetica delle consonanti dure e delle vocali brevi per simulare
l'impatto ritmico della goccia d'acqua.
“To
Whom (2009 - Alessandro Solbiati)” è invece una pagina di intensa liricità
drammatica e concentrazione timbrica. Solbiati lavora su intervalli espressivi,
microtonalità e modulazioni del colore vocale che spaziano da emissioni
soffiate a picchi d'acutezza.
Ed
è la volta di una mini-suite di dieci minuti intitolata “Le Bechete (2009 -
Matteo Franceschini)”, ricette gastronomiche del ‘500 che diventano arte (anche
se spesso già lo sono di per sé). Un connubio fra presente e tradizione in cui
la voce diventa l’ingrediente principale.
Si
parla di solitudine in “Jeder Mensch Trägt Ein Zimmer In Sich (2013 - Federico
Gardella)”; il testo è un celebre aforisma di Franz Kafka (tratto dai “Quaderni
In Ottavo”). La parola tedesca viene sillabata e frammentata per restituire il
senso di isolamento e introspezione. Laura scandisce il tutto articolando anche
con tonalità operistiche.
Il
lato da “soprano” più marcato della cantante fuoriesce durante la dizione dei
tre brevi versi tratti dalle cantiche della “Divina Commedia”, il titolo è “Nel
Lago, L'Ora, la Notte (2020 - Paolo Marchettini)”. Qui risulta robusta e
funzionale la fusione tra letteratura e teatralità.
C’è
anche il momento della fiaba, “La Vipera ( 2020 - Fabrizio De Rossi Re)”,
ispirata a un racconto fantastico di Leonardo Da Vinci. L’utilizzo fonetico
spazia da vocalizzi bambineschi a momenti più rabbiosi, immersi in una nenia
avanguardistica per incedere e struttura.
“Was
Brauchst Du? (Daniela Fantechi)” nasce invece dal testo della poesia omonima
della poetessa austriaca Friederike Mayröcker (1924 – 2021). Qui la voce si
adatta perfettamente alla poesia stessa, muovendosi fra alti e bassi timbrici.
Il disco si conclude con “Stripsody (1966 - Cathy Berberian)”, tra suoni
onomatopeici ispirati al mondo dei fumetti; Laura dimostra ancora una volta una
malleabilità vocale sorprendente e sopra le righe.
Molto
bello e curato il libretto di accompagnamento all’opera, con tanto di
descrizioni brano per brano e le fotografie di una giovanissima Catrani negli
anni ’80 scattate dal fotografo riminese Guido Guidi.
“Vox
In Femina” è un lavoro coraggioso e imprescindibile che, muovendosi con
disinvoltura tra la memoria storica delle avanguardie e l'acutezza della
creazione contemporanea, riesce nell'impresa più rara, quella di trasformare la
sperimentazione acustica in pura, viscerale emozione. Un ascolto fondamentale
per chiunque voglia comprendere dove sta andando la musica vocale oggi. MS
Versione Inglese:


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