IL CERCHIO D’ORO – Pangea E Le Tre
Lune
Black
Widow Records
Genere:
Rock Progressivo
Supporto: LP / Digitale / Bandcamp
– 2023
In
questo album si va incontro a tantissima storia del Progressive Rock italiano:
“Pangea E Le Tre Lune” racchiude tutto ciò che il genere negli anni ’70 ci ha
donato attraverso band come Banco Del Mutuo Soccorso, Le Orme e Premiata
Forneria Marconi.
Il
Cerchio D’Oro è nato nella stagione d'oro degli anni '70 (scusate il gioco di
parole), per poi scomparire dai radar discografici per oltre un trentennio e
rinascere nel nuovo millennio con una maturità artistica sorprendente. La
formazione oggi vede Piuccio Pradal (voce, chitarra), Giuseppe Terribile
(basso, voce), Gino Terribile (batteria, voce), Massimo Spica (chitarra, cori)
e Franco Piccolini (tastiere). In quest’album si avvalgono della collaborazione
di nomi noti del panorama come Ricky Belloni (chitarra), Donald Lax (violino) e
Tolo Marton (chitarra).
La
storia del gruppo inizia a Savona nel 1974. Tra il 1977 e il 1980 la band
pubblica tre singoli a 45 giri: “Quattro Mura / Futuro Prossimo” (Playphone –
1977), “Funky Dream / L'Amore Mio” (Golden – 1978) e “Too Many Nights / Dolce
Strega” (Golden – 1979), orientandosi verso sonorità più melodiche e Pop, in
linea con le esigenze di mercato della fine del decennio. Senza mai essere
arrivato alla pubblicazione di un album sulla lunga distanza, il gruppo si
scioglie all'inizio degli anni '80.
La
svolta avviene nel 2005 con l’uscita di “La Quadratura Del Cerchio”, che
riaccende attorno a loro l’interesse del pubblico progressivo. La Black Widow
Records li accoglie così fra le proprie file e nel 2008 la band pubblica “Il
Viaggio Di Colombo”, vero e proprio comeback del gruppo. Seguono “Dedalo E
Icaro” (2013) e “Il Fuoco Sotto La Cenere” (2017).
“Pangea
E Le Tre Lune” è un concept album ambizioso che intreccia geologia, mitologia e
speculazione filosofico-fantascientifica. L'opera immagina un'epoca primordiale
in cui la Terra, ancora un unico supercontinente (la Pangea), era orbitata non
da uno, ma da tre satelliti naturali. Attraverso il loro influsso e la loro
successiva distruzione o caduta, si generano i cataclismi che modellano il
pianeta e permettono l'inizio della vita.
L'apertura
è affidata a “Pangea”, con i tappeti di tastiere vintage (Mellotron e Hammond)
che evocano la solennità di uno spazio ancora disabitato. Il brano sviluppa un
tema sinfonico in classico stile RPI, con continui cambi di tempo, duelli tra
chitarra elettrica e organo e un'atmosfera sospesa che richiama le grandi suite
dei Genesis anni '70. Vengono descritti la vastità del supercontinente, la
solitudine dell'oceano globale (la Panthalassa) e l'equilibrio primordiale
regolato dalla presenza dei tre corpi celesti che illuminano la notte
primitiva.
Sullo
stesso binario si colloca “Alla Deriva”, sempre infarcito di cambi d'umore e di
ritmo come il genere esige. Qui si narra la rottura dell'equilibrio: la massa
continentale inizia a spaccarsi e le terre emergenti cominciano la loro deriva
sugli oceani. I testi riflettono il senso di smarrimento, il mutamento
inarrestabile e il caos primordiale davanti alle forze della natura.
Non
esulano frangenti riflessivi (in stile Orme) come “Dialogo”, supportati da un
uso elegante degli archi e del flauto sintetico.
La
suite centrale è proprio “Le Tre Lune”, dove viene svelata la natura dei tre
satelliti, ciascuno simbolo di una fase, di un elemento e di una forza della
natura. Si prefigura la catastrofe cosmica: l'impatto o il disfacimento di due
dei tre satelliti che cambierà per sempre il volto del pianeta. Qui si respira
la storia completa del genere e tantissimi anni ’70 a bordo. Spiccano gli
assoli intrecciati delle chitarre e le fughe di organo Hammond. La tensione
drammatica cresce gradualmente fino a un climax sonoro imponente che
rappresenta l'evento cosmico.
A
seguire troviamo “Dal Nulla Così” e la conclusiva “E La Vita Iniziò”, dove il
cataclisma non ha portato la morte definitiva, ma ha creato le condizioni
chimiche e ambientali necessarie per la nascita biologica. Il testo celebra
l'emergere della vita dalle acque e dalla terra rigenerata. C’è anche una bonus
track dal titolo “Crisi”, un bell’Hard Prog ben congeniato con richiami e
tributi ai Deep Purple!
Con
“Pangea E Le Tre Lune”, Il Cerchio D'Oro trasforma la polvere del tempo e la
memoria geologica in musica viva, vibrante e profondamente umana. Un ascolto
piacevolissimo e consigliato per chi ha ancora fame di grande Rock Progressivo;
in più… sanno davvero suonare, e oggi è quasi una sorpresa! MS
Versione Inglese:


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